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Sant’Efisio

Sant’Efisio

Efis martiri gloriosu

 

Il 15 gennaio si commemora Sant’Efisio (Efis in sardo), martirizzato nella città di Nora, capoluogo della Provincia romana di Sardegna e Corsica nel 303, durante la persecuzione di Diocleziano. Nato in un villaggio siriano vicino ad Antiochia (Anthaxia, oggi in Turchia) nel 250, era un legionario romano che si era convertito al cristianesimo a Gaeta ed aveva raggiunto la Sardegna allo scopo di evangelizzare una popolazione rimasta prevalentemente pagana. Prima di morire invocò la protezione divina sul popolo sardo, presso il quale gode di una profonda e sincera devozione. La città di Nora, dove fu martirizzato fu distrutta dai vandali nel V secolo ed oggi il suo territorio fa parte del comune di Pula (Cagliari). Le spoglie del Santo sono custodite a Cagliari  nella omonima Chiesa cattolica. A Cagliari, la nostra Chiesa ha una Parrocchia situata in via Giuseppe Peretti n. 2/A, della quale è parroco il dott. Roberto Pinna (Divina Liturgia tutte le domeniche mattina).

Particolarità della nostra parrocchia è quella che la liturgia, o parti di essa (es il padre nostro) sono effettuate, oltre che in italiano, anche in lingua sarda campidanese, al fine di essere più vicina alle popolazioni e alla particolarità etnico-culturale dell’Isola. 

Nella foto in alto il logo della Parrocchia Sant’Efisio di Cagliari e a fianco di padre Roberto Pinna, che sarà ordinato corepiscopo a Roma il 6 febbraio 2022.

 

“Capitanu giai valenti

De Deus cum talis azionis

Suggestatis in Nazionis

De sa prus barbara genti:

E de inni gloriosamenti

A Casteddu vittoriosu.

Cusat barbara inflammau

A vista de tanta passienzia

Os fulminat sa sentenzia

D’essi in Nora degogliau;

E de su Xelu animau

Offreis su zugu preziosu.”

   

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La Bibbia e gli Animali

La Bibbia e gli Animali

 Festa di Sant’Antonio Abate

Benedizione degli animali

 

La Bibbia ci insegna che gli animali furono creati prima dell’uomo (Gen 1,24-25 – Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.). E subito dopo gli animali  creò l’uomo (Gen 1,26-28 –  E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; ad immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».) Il dominio dell’uomo sulla terra e sugli animali non va inteso in senso capitalistico quale diritto di usare ed abusare di una cosa o un animale in modo esclusivo ed assoluto ma di essere custodi delle creature e del  Creato. “Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici” (Gen 2,20). Dio dà all’uomo il potere di dare un nome agli animali e Gesù nelle parabole del buon pastore ci insegna “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.” (Gv. 10,11) ed ancora: Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita”(Gv. 10,14-17). E un buon pastore non abbandona mai una pecora: “Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?” (Lc 15,4) e conosce ogni pecora a lui affidata “chiama le sue pecore, ciascuna per nome” (Gv 10,3). Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, monaco eremita egiziano vissuto a cavallo del III e IV secolo che è universalmente riconosciuto quale patrono degli animali domestici. In tale data nei paesi contadini si accende un falò, simbolo purificatore che brucia il male dell’anno passato e rigenera forza di guarigione (i monaci antoniani erano noti per curare una malattia denominata “fuoco di sant’Antonio”) e il sacerdote procede alla benedizione degli animali, una volta prevalentemente asini, muli e buoi, oggi  … cani, gatti e canarini. Nella Bibbia sono riportati molti passi sugli animali, tanti che è impossibile citarli in un solo articolo.

L’animale cristico per eccellenza è l’agnello, che raffigura Gesù: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!» (Giov. 1,29), agnello immolato per la salvezza dell’umanità. Altro animale associato a Gesù è il pellicano: “Oh pio Pellicano, Signore Gesù, purifica me, immondo, col tuo sangue, del quale una sola goccia può salvare il mondo intero da ogni peccato” (Tommaso d’Aquino –  Adoro te devote). Altri animali cari al cristianesimo sono la colomba, simbolo della purezza, dell’amore della pace (Genesi 8, 11) , dell’amore (Cantico dei Cantici 5,2 e 6,9) dello Spirito Santo (Mt 3,16-17; Mc 1,10-11; Lc e Gv 1,32); l’asino per il quale la Bibbia ordina che deve essere fatto riposare il settimo giorno (Es 23,12) e non deve essere fatto lavorare eccessivamente  (Es 23,4-5), era la cavalcatura dei giudici (Gdc 5, 10) dei Re e del Messia (Zac 9,9;  Gv 12, 14-15 e Mc 21, 1-7) e il cane, di cui si ricorda il ruolo di guardia (Isaia 58,10) e di protezione ai greggi (Giobbe 30,1), che lecca le piaghe di Lazzaro nella parabola del ricco Epulone (Lc 16,19-21) o quelle del santo taumaturgo Rocco di Montpellier.

Per ricordare a tutti che gli animali che Dio ci ha affidato, non vanno maltrattati ma custoditi e curati come fa il pastore con le sue pecore (Ez 34,16) la Chiesa Ortodossa Italiana, nella quale si sta costituendo un apposito Ordine di Monaci Antoniani, ha promosso varie manifestazioni con benedizione degli animali in varie parti d’Italia.

A Roma il vescovo Filippo Ortenzi, accompagnato dal corepiscopo padre Alessandro Frezza, effettuerà alle ore 10,30 di domenica 16 gennaio la benedizione degli animali domestici presso l’Area Cani di via Federico Turano n. 14 (zona La Rustica – V Municipio). La manifestazione è organizzata dall’associazione laica di fedeli L’Arca di Sant’Antonio Abate, della quale è presidente la signora Lorella Latini, artigiana, creativa e lettore della nostra Chiesa.

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Chiesa Ortodossa Italiana Corsi didattici 2022

Chiesa Ortodossa Italiana

 Corsi didattici 2022

Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita

 

Corso Liturgia Pastorale

per corrispondenza con tesi e colloquio finale,  obbligatorio per chi vuole accedere al clero al Diaconato per i fedeli al Sacerdozio per il clero proveniente da altre giurisdizioni ecclesiali. L’Accademia fornisce tutto il materiale didattico, sia in libri che in pdf. 

 

Corso Diritto Canonico

per corrispondenza con tesi e colloquio finale per chi vuole essere riconosciuto  Procuratore Giudiziale presso i Tribunali Ecclesiastici della Chiesa (chi ha frequentato il corso e lo desidera, può essere ordinato all’ordine minore di   Lettore) o i cultori del diritto interessati a conoscere il diritto ecclesiastico, il diritto disciplinare, il diritto matrimoniale o le prassi in uso per la postulazione dei Santi nella nostra Chiesa.

 

Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

 

Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

 

Corso Storia, Teologia e Spiritualità Ortodossa

corso online più materiale didattico. Obbligatorio per i Diaconi che vogliono accedere al Sacerdozio. E’ aperto anche al clero di altre giurisdizioni ecclesiali o a fedeli che vogliono approfondire la spiritualità ortodossa. Si ottiene un Attestato dopo aver presentato una tesina su un argomento del Corso e superato un apposito esame.

 

Corso di Esicasmo

Corso aperto a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza della preghiera del cuore e le tecniche della meditazione ortodossa. Sarà online e verrà fornito anche materiale didattico. Si ottiene un Attestato dopo aver presentato una tesina su un argomento del Corso e superato un apposito esame.

Corso per Esorcisti

Riservato ai membri del clero, eccezionalmente potranno essere ammessi sacerdoti di altre giurisdizioni ecclesiali che ne facessero richiesta o cultori della materia (a discrezione del Senato Accademico). Il corso è online con materiale didattico. Si ottiene un Attestato di Esorcista dopo aver superato un apposito esame.

 

 

 

Iscrizione ai corsi

Coloro che volessero partecipare ad un Corso delle nostre strutture accademiche possono scrivere, se è un Corso dell’Accademia a: accademia.ortodossa@gmail.com

se è un Corso dell’Università San Giovanni Crisostomo a: unisangiov.crisostomo@gmail.com

oppure a: chiesaortodossaitaliana@gmail.com

Per  i Corsi  non c’è una tassa d’iscrizione, chi vuole partecipare ad un Corso può richiedere la scheda d’adesione agli indirizzi sopra elencati.

Tuttavia per le spese di stampa, spedizione libri, tessera adesione, segreteria eccetera, si richiede un’offerta libera di almeno 150 euro per un Corso o almeno 100 cadauno se si vuole partecipare a più corsi.

Alla domanda va allegato copia del bonifico effettuato sul conto corrente bancario: C.C.B. 103887904 – intestato a Chiesa Ortodossa Italiana

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CAUSALE:  Offerta per corso/i … (specificare)                    

Mons. Filippo Ortenzi

Chiesa Ortodossa Italiana

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Natale di resurrezione

Natale di resurrezione

Padre Giovanni Pricop nel Sinodo della Chiesa 

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio. …

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità. (Giovanni 1, 1 e 14)

L’anno passato avevamo auspicato un Natale di Speranza e di Rinascita e ricordato la figura dei Magi, sacerdoti astrologi e indovini  dell’antica religione mazdeista che attendevano un Salvatore (Sannhyant) nato da una vergine, come profetizzato da Zoroastro nell’Avesta e come fossero

stati dei sacerdoti non ebrei ad essere i primi a riconoscere la natura divina di Gesù, mentre coloro che lo aspettavano da secoli non lo hanno riconosciuto.

Vi invitavo anche ad essere come i Magi per testimoniare la venuta salvifica del Salvatore.  L’anno è passato, la Rinascita e la Speranza si sono soltanto in parte realizzate e, nonostante la quasi totalità del popolo si sia vaccinato più volte (con prima, seconda ed anche terza dose) la pandemia che ha colpito la nostra economia e le nostre coscienza, ancora non è finita.

In un anno difficile la nostra Chiesa è comunque cresciuta in modo esponenziale: abbiamo aperto nuove parrocchie,  missioni ed eremi e abbiamo ordinato nuovi servitori: sacerdoti, diaconi e diaconesse, monaci e monache.

Gesù  ha detto: “Io sono la vite, voi i tralci.  Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto” (Giov.15,5) e noi cominciamo a vedere i frutti dell’opera da noi svolta, e il nostro lavoro è sempre più utile in questa Italia smarrita e secolarizzata  che ha bisogno di essere nuovamente evangelizzata.  Il giorno di Natale, il nostro Metropolita mons. Filippo di Roma, lo ha passato tra i fedeli della Parrocchia dei Santi Imperatori Costantino ed Elena di Roma Anagnina dove, al termine della Divina Liturgia, dopo aver parlato ai numerosi fedeli presenti, letto l’ultima Delibera Sinodale e  consegnato il Decreto di chirotonia sacerdotale a padre Sebastiano, ha conferito il Decreto di nomina a membro del Santo Sinodo a padre Giovanni Ioan Pricop, Esarca per le comunità di lingua rumena della Chiesa Ortodossa Italiana. 

Concludiamo con queste parole di speranza tratte dal Libro del profeta Isaia (Isaia 40,31) e dai Salmi

Ma quanti sperano nel Signore, riacquistano forza,
mettono le ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi.
          (Isaia, 40,31)
Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore.
          (Salmo 31,25)

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Radio Immacolata

 

Radio Immacolata

La Voce di Maria

Intervista al Metropolita Filippo Ortenzi

 

Mons. Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana è stato intervistato da frate Giovanni per Radio Immacolata, un’emittente radio e tv religiosa che ha lo scopo di portare la devozione di Maria Santissima in tutte le case del mondo.  Qui sotto potete ascoltare l’intervista.

 

L’intervista ha suscitato un enorme interesse da parte degli ascoltatori e creato una enorme curiosità sulla spiritualità ortodossa e sulla nostra Chiesa. Di questo ringraziamo frate Giovanni, un francescano pugliese al quale ci lega una antica amicizia, un uomo di grande spirito ecumenico che da voce alle varie spiritualità cristiane, siano esse cattoliche, ortodosse o anglicane.

 

(nella foto frate Giovanni ci onora della sua presenza durante una cerimonia religiosa tenuta dalla nostra Chiesa a Orsara di Puglia)

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Delibera del Santo Sinodo

 

Delibera del Santo Sinodo  

Nomine – Ordine degli Antoniani – Corso Esorcisti

 

Santo Sinodo

Il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Italiana ha deliberato:

Padre Giovanni Ioan Pricop

Eparca per le Comunità di lingua rumena viene inserito in rappresentanza di quest’ultima nel Santo Sinodo della Chiesa

Padre Roberto Pinna Parroco della Chiesa di Sant’Efisio di Cagliari vine nominato Corepiscopo eletto. Tale nomina si è resa necessaria attesa la crescita della Chiesa in Sardegna e la necessità di consacrare due diaconi a Nuoro e Sassari per la cura dei fedeli sardi. Vista la difficoltà di dirigere dal continente l’Isola, padre Roberto Pinna curerà le comunità del Decanato della Sardegna in modo che nel futuro possa diventare una realtà diocesana.

Viene costituito l’Ordine di Sant’Antonio – Antoniani (Ordo Sancti Antonii)

L’Ordine avrà il fine di organizzare le Precetterie ed Eremi dei vari monaci e ieromonaci della Chiesa in una Regola monastica ben definita. Magnus Magister o Priore Generale dell’Ordine sarà mons. Massimo Giusio e vice padre Elia da Reggio Calabria.

La sede dell’Ordine, denominata Sede Abbaziale di Sant’Antonio sarà ubicata nella città di Torino.

Corso per Esorcisti

Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

Al fine di venire incontro alle richieste di esorcismi e preghiere di liberazione che periodicamente vengono rivolte alla nostra Chiesa ed avere sacerdoti preparati in materia, il Sinodo ha chiesto all’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo di promuovere un apposito Corso al fine di autorizzare unicamente i sacerdoti competenti ai quali verrà rilasciata un Attestato dall’Università e un Decreto di autorizzazione dalla Metropolia.

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Padre Michael (al secolo Nicola Chieti)

Padre Michael (al secolo Nicola Chieti)

è ritornato alla Casa del Padre

 

padre Michael

Padre Michael (al secolo Nicola Chieti), meglio conosciuto come Nicolas, persona molto nota a Riccione e nella costa adriatico-romagnola, non è più tra noi e ha raggiunto la Casa del Padre. Da giovane è stato un uomo di spettacolo e un ballerino famoso avendo partecipato anche ad alcune trasmissioni Mediaset. Appassionato del mondo della cavalleria cristiana si avvicinò all’Ortodossia attraverso la Confraternita dei Cavalieri della Milizia di San Michele Arcangelo e fu ordinato ipodiacono a Marta (VT) nella Chiesa Santa Maria delle Grazie – sito Templare di Castell’Araldo durante una Divina Liturgia celebrata dall archimandrita padre Tino Alberto Crudo.            

Successivamente volendo coniugare templarismo e volontariato nel 2018 diede vita al Corpo Volontari UNITAU di San Michele Arcangelo (UNITAU – Unione Nazionale Interforze Templari Aiuti Umanitari), chiedendo il riconoscimento canonico da parte della nostra Chiesa (ottenuto con Decreto prot. n. 57/18 del 27 ottobre 2018) e il 28 ottobre, giorno nel quale la Chiesa Ortodossa Italiana commemora la vittoria di Saxa Rubra di San Costantino Imperatore su Massenzio, dello stesso anno, sempre nella Chiesa del Sito Templare di Castell’Araldo, fu ordinato Diacono (Decreto di Ordinazione Diaconale prot. n. 62/18 del 3 novembre 2018).

Attivo nel volontariato ha collaborato con una associazione di volontariato di infermieri e medici e, soprattutto, con l’Associazione “Opera di Sant’Antonio” del Convento Santo Spirito dei Frati Cappuccini di Rimini, dove serviva alla mensa e alle opere di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Il 27 gennaio 2020, insieme a sir Bismarck Emongene Epo, responsabile di un’organizzazione non governativa che opera in Africa, e al sottoscritto quale Arcicappellano e Guida Spirituale, fonda l’UNITAU-SOSMA (Unione Nazionale Internazionale Territoriale Aiuti Umanitari – Supreme Order of St Michael the Archangel) al fine di coniugare lo spirito della cavalleria cristiana con le attività di carità e aiuti umanitari per “… sostenere le popolazioni più povere del pianeta, attraverso l’attività sanitaria, educativa … assistenza sociale … educazione e istruzione ….” (art. 4 Statuto). La pandemia e una brutta malattia che lo porterà alla morte lo avevano relegato nella sua casa di Rimini dove, da remoto, ha diffuso l’UNITAU-SOSMA in varie parti del mondo, in primis in Russia e in Romania, in tale periodo di isolamento ha vissuto anche la fascinazione di anacronistiche fantasie nobiliari, ma al di sopra delle sue debolezze e asperità caratteriali che pure aveva, noi ricordiamo in padre Michael l’uomo che aveva dedicato la sua vita al culto di San Michele Arcangelo e all’edificazione di un’organizzazione internazionale di volontariato e aiuti umanitari la cui mission non può essere dispersa.                              

Trisagio per padre Michael (Nicola Chieti detto Nicolas)

Insieme agli spiriti dei giusti resi perfetti dona il riposo o Salvatore all’anima del tuo servo padre Michael (Nicola Chieti) introducendolo nella vita beata che viene da te o amico degli uomini.

Nella tua quiete Signore là dove riposano tutti i tuoi santi dona riposo anche all’ anima dei tuo servo tu che solo sei immortale.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.

E San Michele Arcangelo, difendilo nella battaglia e intercedi per la salvezza dell’anima del tuo devoto Nicolas, affinché raggiunga la Casa del Padre.

 

   Sua Ecc. Rev. Filippo Ortenzi

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Roma – ordinazioni sacerdotali  

Roma – ordinazioni sacerdotali  

Due missionari al servizio dei poveri

 

Domenica 5 dicembre, durante la Divina Liturgia in rito gallicano italico, officiata da mons. Alessandro Frezza, concelebrante padre Barnaba da Frosinone, Sua Eccellenza Reverendissima Filippo di Roma, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, nella Cattedrale di via Bovino n. 43 Roma (località Grotta Celoni – VI Municipio) ha provveduto alla chirotonia sacerdotale dello ieromonaco padre Elia di Reggio Calabria (al secolo Vittorio Favazzo) e di padre Sebastiano dell’Esarcato Ortodosso di lingua rumena di Roma (al secolo Sabin Octavian Nicolcea).

Padre Elia era stato, il giorno prima, tonsurato monaco e ordinato ierodiacono da mons. Filippo in una cerimonia religiosa alla quale aveva partecipato padre Stefano di Saluzzo, parroco di “Santa Caterina” e Gran Priore della Confraternita di San Gabriele Arcangelo.

Di Padre Elia, che a marzo scorso fu accolto come novizio nella nostra chiesa, nominato “diacono eletto” e al quale fu affidata la Missione “Sant’Elia lo Speleota”, santo al quale è particolarmente legato tanto da scegliere Elia come nome religioso abbiamo già parlato su questo blog in un articolo pubblicato il mese di marzo scorso (https://www.chiesa-ortodossa.com/blog/missione-santelia-lo-speleota/) che vi invitiamo a rileggere, dove raccontiamo la storia di questo “missionario al servizio dei poveri.

Padre Elia, diplomato all’Ipsia, ha anche superato un corso triennale di Regista Televisivo, ha effettuato un corso di Operatore Pastorale presso l’Istituto Operatori Pastorali della Diocesi Cattolica di Reggio Calabria e ha conseguito il Diploma di Liturgia Pastorale presso l’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita della nostra Chiesa. Uomo di grande fraternità ecumenica collabora con la Caritas diocesana nei servizi di mensa e ascolto e presta servizio di giardiniere volontario presso la Parrocchia greco-Ortodossa reggina.

All’ordinazione di padre Elia, che nel passato ha anche svolto piccole parti nel cinema ed effettuato anche alcuni documentari come regista, ha partecipato anche il noto attore Vincenzo Bonanno, al quale è legato da antica amicizia. Padre Sebastiano invece viene dalla Romania, dove è stato ordinato sacerdote nella Chiesa Ortodossa del Vecchio Calendario, in Italia dopo una breve collaborazione con la Metropolia di Milano e della Longobardia è venuto a Roma, dove ha preso servizio quale cantore nella Parrocchia dei Santi Imperatori “Costantino ed Elena” di Roma Anagnina, egregiamente diretta da padre Giovanni Pricop.

Anche lui ha conseguito il Diploma di Liturgia Pastorale presso la nostra Accademia. Anche padre Sebastiano è un missionario tra gli ultimi, operando tra i poveri, i senzatetto ed anche tra i rom rumeni di Roma. Questi due nostri fratelli, che si aggiungono ai due ieromonaci siciliani ordinati la settimana precedente, sono la prova lampante che i semi gettati dalla nostra Chiesa stanno dando i loro frutti e che lo Spirito Santo ci guida e ci protegge. Padre Elia è stato incardinato nella Diocesi del Mercurion e padre Sebastiano in quella di Roma.

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Sicilia

Sicilia

sulle orme di Sant’Antonio 

 Consacrati due ieromonaci siciliani

Attivati Eremi a Paternò e Partanna

 

Domenica 28 novembre, nella Cattedrale di via Bovino,43, Sua Ecc. Rev. Filippo, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, coadiuvato dal corepiscopo mons. Alessandro Frezza, nel corso della Divina Liturgia in rito gallicano italico, ha effettuato la chirotonia di confermazione di due monaci eremiti siciliani che si sono posti sotto l’omoforio della nostra Chiesa.  Alla celebrazione ha partecipato anche padre Sebastiano Nicolcea dell’Esarcato di lingua rumena di Roma.

I due ieromonaci siciliani che hanno arricchito la nostra presenza sul territorio sono padre Raphael di Paternò (CT) e padre Antonio di Partanna (TP), il primo, che ha avuto anche l’attestato di esorcista, ha aperto un Eremo nella sua città dedicato a San Raffaele Arcangelo e l’altro a Partanna dedicato a San Giuseppe il Giusto. Gli Eremi sono stati eretti ai sensi del canone 35 del Codex della Chiesa Ortodossa Italiana che prevede che “Oltre la vita cenobitica dei Monasteri, i monaci possono condurre vita anacoretica in Eremi, Lavre o Skite” e che “L’Eremo è una struttura isolata dal mondo, dove uno o più monaci/monache, conducono una vita di preghiera e ascesi in stretto contatto con la natura”.

Per la verità abbiamo usato il termine Eremo in modo improprio, ossia nel senso comune intendendo con esso una Casa religiosa, comprendente una cappella devozionale, abitata da un solo monaco. In realtà gli eremiti metropolitani sono più vicini ai medievali anacoreti (dal greco ἀναχωρέω, anachōreō, che significa “ritirarsi”) cattolici. Nella Chiesa Ortodossa Russa c’è un termine specifico per definire gli eremiti metropolitani che, pur praticando una vita di preghiera ed ascesi non sono isolati dal mondo, vivono in mezzo alla comunità e la supportano sia spiritualmente che nelle opere di carità e si chiama Poustinia e detti monaci poustinik. Il poustinik, pur dedito alla preghiera e all’ascesi, non si isola dalla società ma è sempre disponibile a supportare i fedeli con consigli, preghiere e opere di carità cristiana. I due ieromonaci (monaci sacerdoti), sono di  spiritualità antoniana e verranno inseriti nel costituendo Ordine Ecumenico di Sant’Antonio in fase di costituzione, del quale si sta scrivendo la Regola, e che sarà diretto dal teologo e corepiscopo Max Giusio di Torino.       

Eremo “San Raffaele Arcangelo”

ieromonaco Padre Raphael

via San Michele, 153 – 95047 Paternò (CT)

Divina Liturgia tutti i giorni e la domenica mattina

Eremo “San  Giuseppe il Giusto”

ieromonaco Padre Antonio

via Messina,7 – 91128 Partanna (TP)

Divina Liturgia tutti i giorni e la domenica mattina

           

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Affile

AFFILE 

Sulle orme di san Benedetto

 

Domenica 21 novembre, nella Chiesa di san Pietro, sita nel vecchio cimitero dismesso di Affile, è stata celebrata, alla presenza ddell’arcivescovo mons. Filippo Ortenzi, da padre Barnaba (al secolo Sergio Arduini) e dal corepiscopo mons. Alessandro di Roma (Alessandro Frezza) una divina liturgia nel paese dove si è verificato il primo miracolo di san Benedetto da Norcia. Affile (antica Eufide), è una cittadina di 1.500 abitanti, sita sui monti affiliani, adiacente agli altopiani di Arcinazzo e facente parte della Comunità Montana dell’Aniene. La Chiesa di San Pietro è (notizie dal sito comunale) “ sicuramente la chiesa più antica di Affile, posta sull’anonimo colle e impersona uno dei primi luoghi di culto cristiano nella Valle dell’Aniene, tanto che si può farla risalire ad epoca paleocristiana. Dedicata al principe degli Apostoli, è stata in anni recenti inserita nel contesto cimiteriale comunale. Nel 494 d.C. S. Benedetto da Norcia, all’età di 17 anni, decide di abbandonare i suoi studi e di allontanarsi dall’ambiente decadente e corrotto di Roma, per dedicarsi alla vita eremitica. Si reca quindi ad Affile, accompagnato dalla sua nutrice

Cirilla.  Ad Affile e proprio grazie a Cirilla, San Benedetto compì il suo primo miracolo! Si narra che Cirilla avesse chiesto in prestito alle donne del paese un setaccio per il grano, forse di terracotta, che si ruppe in due parti. Affranta dal dispiacere, tornando a casa S. Benedetto trovò la nutrice in lacrime: talmente commosso dalla scena, il giovane si mise a pregare tenendo in mano i pezzi dell’arnese. La sua devozione fu tale che, miracolosamente al termine della preghiera il setaccio era nuovamente ricomposto! Venuti a conoscenza dell’evento, gli abitanti del paese vollero appendere il setaccio sopra la porta della chiesa, perché a tutti fosse noto il miracolo. Si dice che per molti anni ancora rimase lì. Tanto clamore suscitò il prodigio che a San Benedetto, giunto ad Affile proprio per schivare la folla, non rimase che fuggire di nascosto, anche dalla sua nutrice. Ritirandosi in una località deserta poco distante: Subiaco, dove in solitudine il santo compose la sua regola, fondamentale per il monachesimo occidentale”.

(nelle foto in alto sopra la Chiesa di san Pietro e sotto padre Barnaba, padre Alessandro e il vescovo Filippo)

 

Il 21 novembre è il giorno nel quale le chiese cristiane fanno memoria dell’entrata di Maria al tempio e mons. Filippo di Roma (Filippo Ortenzi),  nella sua omelia ha ricordato l’evento, ricordando come Maria fosse figlia di Giovacchino ed Anna, e che è nata in una famiglia benestante, come anche Gesù e che la narrazione che Gesù fosse nato in una famiglia povera è completamente falsa. Ha ricordato altresì la figura di san Benedetto, patrono d’Europa, la sua riforma del monachesimo occidentale, la sua Regula monasteriorum, che è stata la base del monachesimo europeo medioevale e non solo. Come Benedetto nella sua Regola introdusse la norma della stabilitatis loci che poneva fine al fenomeno, tipicamente occidentale, dei monaci vacanti decretando l’obbligo per un monaco di risiedere tutta la vita nello stesso monastero e la più famosa ora et labora. Ha ricordato come dette disposizioni indispettirono dei monaci che non amavano di cambiare il loro comportamento  (conversio morum) e per questo a Subiaco tentarono anche di avvelenarlo. Mons. Filippo ha ricordato altresì come la cultura europea deve molto al monachesimo benedettino in quanto fu grazie ai monaci amanuensi che sui loro scriptorium ci hanno tramandato, ricopiando a mano parola per parola, non soltanto i libri sacri ma anche i testi della cultura greco-romana quasi completamente scomparsi dopo le invasioni barbariche.

Il vescovo Filippo ha consegnato una crux meriti al sindaco di Affile,  Ercole Viri, con croce di San Benedetto,  per l’opera di valorizzazione del territorio e per il tentativo, in un momento di scristianizzazione strisciante del nostro popolo, di rivitalizzazione della spiritualità benedettina. 

La Chiesa Ortodossa Italiana si prefigge di ritornare a cwlwbrare periodicamente ad Affile, costituendo all’uopo una apposita “Missione san Benedetto” , che dipenderà dalla Parrocchia san Michele Arcangelo di Frosinone. Padre Barnaba che, oltre Frosinone è anche Rettore del Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Comune di Boville Ernica) curerà personalmente, con l’ausilio dei sacerdoti che manderà a supportarlo l’Arcidiocesi di Roma, detta comunità. Fatto positivo è che, nonostante non sia stata fatta alcuna pubblicità pubblica, diversi cittadini affiliani hanno partecipato alla liturgia, tanto che diversi sono rimasti anche fuori della Chiesa.

Oltre il vescovo Filippo, il corepiscopo Alessandro e padre Barnaba, alla Divina Liturgia ha partecipato anche padre Sebastiano Nicolcea (nella terza foto vicino padre Barnaba – sopra il vescovo Filippo consegna al Sindaco di Affile, Ercole Viri la pergamena di crux meriti e la croce di san Benedetto)

 

Nella foto a fianco dei fedeli fuori della Chiesa

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