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La Chiesa Ortodossa per la Pace in Ucraina

La Chiesa Ortodossa per la Pace in Ucraina

Messaggio  di Sua Santità Kirill

Patriarca di Mosca e di tutta le Russie

Manifestazione per la Pace a Cagliari

Preghiera per la Pace nella cripta della Basilica di San Nicola a Bari

 

Pubblichiamo il Messaggio di Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca riguardo la guerra in Ucraina, dove invoca “il ripristino della pace”.

«Cari padri, fratelli e sorelle!

Con profondo e sentito dolore percepisco la sofferenza delle persone causata dagli eventi che si susseguono. Come Patriarca di tutta la Russia e Primate della Chiesa, il cui gregge è in Russia, Ucraina e altri Paesi, sono profondamente solidale con tutti coloro che sono stati toccati dalla sventura.

Invito tutte le parti in conflitto a fare tutto il possibile per evitare vittime civili.

Faccio appello a vescovi, pastori, monaci e laici perché forniscano ogni assistenza possibile a tutte le vittime, compresi i rifugiati, le persone rimaste senza riparo e mezzi di sussistenza.

I popoli russo e ucraino hanno una storia comune secolare che risale al battesimo della Russia da parte del santo principe Vladimir. Credo che questa comunione donata da Dio aiuterà a superare le divisioni e le contraddizioni sorte che hanno portato all’attuale conflitto.

Invito l’intera Chiesa ortodossa russa a sollevare una preghiera profonda e fervente per il rapido ripristino della pace.

Possa il misericordioso Signore, per l’intercessione della nostra purissima Signora Theotokos e di tutti i santi, preservare i popoli russo, ucraino e altri, che la nostra Chiesa unisce spiritualmente!»

Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie

Continua l’azione della Chiesa Ortodossa Italiana per la Pace in Ucraina, a Cagliari  la Chiesa Ortodossa Italiana, unitamente ad altre associazioni cristiane (ACLI e Pax Cristi) e laiche ha promosso una manifestazione che si terrà sabato 26 febbraio alle ore 11 in piazza Garibaldi. 

I nostri fedeli di Cagliari e della Sardegna sono invitati a non mancare e a stare vicini a mons. Roberto Pinna, unico religioso presente nel Coordinamento “Costruiamo la Pace” di Cagliari  che, per il suo impegno per il suo impegno contro la guerra, è stato oggetto di attacchi informatici ai suoi profili social e alla sua email ed è stato bannato anche da Facebook.

 Su proposta di padre Gianni de Paola, parroco di San Nicola di Myra di Campomarino (Këmarini, paese arbëreshe della provincia di Campobasso), la Chiesa Ortodossa Italiana ha invitato tutte le proprie comunità a pregare per la PACE durante le Divine Liturgie di domenica 27 febbraio. In una intervista al periodico “Termoli online” padre Gianni ha rilasciato la seguente dichiarazione: «No alla Guerra! Anche se ogni appello alla Pace e al dialogo sulla questione Ucraina sembra essere caduto nel vuoto, continuiamo tutti fratelli in Cristo a pregare, nulla è impossibile a Dio! È difficile comprendere i meccanismi che portano le nazioni e le genti all’odio e alla divisione se non si leggono in un contesto di intervento del male nella storia degli esseri umani! Alle autorità italiane ed europee, l’invito deve essere alla prudenza e alla continua promozione del dialogo. Cristo è in mezzo a noi».

Sabato 26 febbraio presso la Basilica di San Nicola di Myra a Bari, su iniziativa dell’ arcivescovo cattolico di Bari-Bitonto mons. Giuseppe Satriano e del Rettore della Chiesa Ortodossa Russa di Bari Vlachesian Bachin vi sarà un incontro di preghiera al quale invito a partecipare tutti i nostri fedeli della comunità di Bari. Come affermato da S.E. mons. Satriano: “L’incontro di preghiera presso la tomba di San Nicola di Myra,  rimane un punto luminoso intorno a cui raccogliere quanti credono nella forza della preghiera come strumento capace di disarmare l’inimicizia. Quanto Cristo ha insegnato rimane per noi strada privilegiata per innervare fermenti di speranza e lucidità di coscienza. Insieme  a quanti prenderanno parte all’orazione di pace, desideriamo invocare il dono dello Spirito su chi, attraverso la diplomazia, è impegnato a operare per il bene comune, ma, allo stesso tempo, desideriamo vivere una forte intercessione per coloro che, drammaticamente, sono i protagonisti di questo momento storico: i civili e i soldati sul campo.

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045

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NO alla guerra in Ucraina

NO alla guerra in Ucraina

La Chiesa Ortodossa Italiana per la Pace

Mons. Roberto Pinna

in cantiere una Cooperazione per la pace con la Congregazione Francescana Fratelli e Sorelle Minori

 

 

Pubblichiamo sopra un video di una Chiesa Ortodossa Ucraina, dove una colomba bianca entra in chiesa e si pone sopra l’icona dell’altare. E’ un simbolo importante di pace perché la colomba, animale mite e di colore bianco, che rappresenta la purezza è anche la raffigurazione dello  Spirito Santo, che si è manifestato in forma di colomba durante il battesimo di Gesù sul Giordano: “e lo Spirito Santo scese sopra di lui, in forma corporea come di colomba” (Luca 3,22), evento raccontato anche dagli altri tre evangelisti (Matteo 3,16 – Marco 1,10 e Giovanni 1,32).

La colomba è associata alla pace in quanto riportò a Noè un rametto d’ulivo, a significare la fine del diluvio e la rappacificazione tra Dio e l’Umanità: “E la colomba tornò a lui verso sera; ed ecco, essa aveva nel becco una foglia d’ulivo strappata di fresco; così Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra.” (Genesi 8,11)

A Cagliari giovedì 17 febbraio, presso la sede della Confederazione Sindacale Sarda, si sono riunite diverse associazioni contrarie a che l’Italia partecipi ad un conflitto mondiale e che auspicano che il nostro Paese s’impegni a scongiurare la guerra. Al coordinamento “Prepariamo la Pace” di Cagliari, guidato da Marco Mameli, oltre la Chiesa Ortodossa Italiana, rappresentata da mons. Roberto Pinna, hanno aderito: Assotziu Consumadoris Sardigna, Confederazione Sindacale Sarda, Liberi Agricoltori e Pastori Sardi, Ufficio Studi G.M. Angioy, CASCOM Impresas de Sardigna, ANPI sez. Cagliari, USB, Cagliari Social Forum, Cobas Scuola Cagliari, Sardigna Natzione, La Comune, Società della Cura, Movimento Decrescita Felice, ASCE, La Collina, Ambulantando, Movimento Nonviolento Sardegna, Tavola Sarda della Pace, Amici Pax Cristi, Rete Radiè Resch e le ACLI.

Per sabato 26 febbraio prossimo, alle ore 10 il coordinamento ha programmato un corteo  da P.zza Garibaldi a Piazza Yenne, passando per via Manno, coinvolgendo le scuole e le varie associazioni pacifiste laiche e religiose.

E’ in cantiere una Cooperazione Cristiana per la Pace promossa dalla Chiesa Ortodossa Italiana, rappresentata da mons. Filippo Ortenzi  e dalla Congregazione Francescana Fratelli e Sorelle Minori rappresentata da mons. Giovanni Maddamma, avente quale obiettivo la promozione della Pace nel mondo. All’iniziativa hanno già aderito vari vescovi (vedi mons. Damiano Ercole Di Lernia, metropolita per l’Italia della Iglesia Anglicana del Caribe y la Nueva Granada), nonché pastori evangelici metodisti e pentecostali.  

 

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La Bibbia e gli Animali

La Bibbia e gli Animali

 Festa di Sant’Antonio Abate

Benedizione degli animali

 

La Bibbia e gli Animali

La Bibbia ci insegna che gli animali furono creati prima dell’uomo (Gen 1,24-25 – Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.).

E subito dopo gli animali  creò l’uomo (Gen 1,26-28 –  E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

Dio creò l’uomo a sua immagine; ad immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».) Il dominio dell’uomo sulla terra e sugli animali non va inteso in senso capitalistico quale diritto di usare ed abusare di una cosa o un animale in modo esclusivo ed assoluto ma di essere custodi delle creature e del  Creato.

“Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici” (Gen 2,20). Dio dà all’uomo il potere di dare un nome agli animali e Gesù nelle parabole del buon pastore ci insegna “Io sono il buon pastore.

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.” (Gv. 10,11) ed ancora: Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita”(Gv. 10,14-17). E un buon pastore non abbandona mai una pecora: “Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?” (Lc 15,4) e conosce ogni pecora a lui affidata “chiama le sue pecore, ciascuna per nome” (Gv 10,3). Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, monaco eremita egiziano vissuto a cavallo del III e IV secolo che è universalmente riconosciuto quale patrono degli animali domestici.

In tale data nei paesi contadini si accende un falò, simbolo purificatore che brucia il male dell’anno passato e rigenera forza di guarigione (i monaci antoniani erano noti per curare una malattia denominata “fuoco di sant’Antonio”) e il sacerdote procede alla benedizione degli animali, una volta prevalentemente asini, muli e buoi, oggi  … cani, gatti e canarini. Nella Bibbia sono riportati molti passi sugli animali, tanti che è impossibile citarli in un solo articolo.

L’animale cristico per eccellenza è l’agnello, che raffigura Gesù: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!» (Giov. 1,29), agnello immolato per la salvezza dell’umanità. Altro animale associato a Gesù è il pellicano: “Oh pio Pellicano, Signore Gesù, purifica me, immondo, col tuo sangue, del quale una sola goccia può salvare il mondo intero da ogni peccato” (Tommaso d’Aquino –  Adoro te devote).

Altri animali cari al cristianesimo sono la colomba, simbolo della purezza, dell’amore della pace (Genesi 8, 11) , dell’amore (Cantico dei Cantici 5,2 e 6,9) dello Spirito Santo (Mt 3,16-17; Mc 1,10-11; Lc e Gv 1,32); l’asino per il quale la Bibbia ordina che deve essere fatto riposare il settimo giorno (Es 23,12) e non deve essere fatto lavorare eccessivamente  (Es 23,4-5), era la cavalcatura dei giudici (Gdc 5, 10) dei Re e del Messia (Zac 9,9;  Gv 12, 14-15 e Mc 21, 1-7) e il cane, di cui si ricorda il ruolo di guardia (Isaia 58,10) e di protezione ai greggi (Giobbe 30,1), che lecca le piaghe di Lazzaro nella parabola del ricco Epulone (Lc 16,19-21) o quelle del santo taumaturgo Rocco di Montpellier.

Per ricordare a tutti che gli animali che Dio ci ha affidato, non vanno maltrattati ma custoditi e curati come fa il pastore con le sue pecore (Ez 34,16) la Chiesa Ortodossa Italiana, nella quale si sta costituendo un apposito Ordine di Monaci Antoniani, ha promosso varie manifestazioni con benedizione degli animali in varie parti d’Italia.

A Roma il vescovo Filippo Ortenzi, accompagnato dal corepiscopo padre Alessandro Frezza, effettuerà alle ore 10,30 di domenica 16 gennaio la benedizione degli animali domestici presso l’Area Cani di via Federico Turano n. 14 (zona La Rustica – V Municipio). La manifestazione è organizzata dall’associazione laica di fedeli L’Arca di Sant’Antonio Abate, della quale è presidente la signora Lorella Latini, artigiana, creativa e lettore della nostra Chiesa.

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Fraternità Sentinelle della Speranza

Fraternità Sentinelle della Speranza

Il Gran Priore Padre Luciano Maria Meloni

ordinato Ierodiacono  

 Dalla Fraternità dipendono l’associazione Fraternità Sentinelle della Speranza onlus e la Cooperativa Speranza Giovane

La Fraternità Sentinelle della Speranza è un movimento ecclesiale, riconosciuto dalla Chiesa Ortodossa Italiana,  dove si vive la vita fraterna in qualsiasi ambito di vita. La Fraternità ha quale logo la  Croce Eucaristica, quale simbolo visibile e distintivo del Carisma fondante, che consiste nel riunirsi, per incontri di spiritualità con la preghiera.

Nata originariamente come gruppo di preghiera all’interno della Chiesa Cattolica la Fraternità, che spesso si riunisce nelle case dei malati ed anche dei moribondi per facilitare la riconciliazione con Dio e accompagnare il trapasso alla Casa del Padre, si è scontrata con la crescente diffidenza della chiesa cattolica nei confronti dei gruppi di preghiera, diversi dei quali sono stati addirittura soppressi, tanto che alcuni, e tra queste la Fraternità Sentinelle della Speranza, si sono rivolti alla nostra Chiesa dove hanno trovato accoglienza e dove possono più liberamente esprimere la propria spiritualità.

Fraternità Sentinelle della Speranza

La Fraternità, è stata accolta nella nostra Chiesa con Decreto n. 73 del 10 agosto 2018 e il suo fondatore, Luciano Maria Meloni è stato ordinato ipodiacono il 23 dicembre 2018 (prot. n. 79/2018) nel Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso nel Frusinate e ierodiacono (monaco e diacono) nella Cattedrale di Grotta Celoni il 6 febbraio scorso (prot. n. 09/2022), in ambedue le volte il vescovo ordinante è stato mons. Filippo di Roma.

Fa capo alla Fraternità l’associazione Fraternità Sentinelle della Speranza onlus e la Cooperativa Speranza Giovane, per operare nel sociale. Fino all’anno scorso la Fraternità ha gestito una Casa Alloggio (Maria madre della Consolazione) a Formello (Roma), chiusa a seguito della pandemia da coronavirus e al momento sta cercando su Roma e zone limitrofe uno stabile per riattivare una struttura per anziani, inoltre la cooperativa promossa dalla Fraternità nell’ambito delle proprie attività si pone quale obiettivo l’ascolto dei giovani per attivare tirocini di formazione professionale, e accompagnarli così nel mondo del lavoro, garantendo alti livelli di qualità professionale.

La Fraternità attraverso la cooperativa Speranza Giovane ha attivato il progetto “Fattoria e agricoltura sociale” dove si accolgono i ragazzi con fragilità di carattere sociale, in una casa accogliente costruita a misura per loro. L’incontro con i giovani in tutti i luoghi da loro frequentati: scuole, piazze, vicoli, in poche parole, “ovunque essi vivano”, ascoltandoli in silenzio… In questo contesto, inoltre, la Fraternità e Speranza Giovane hanno attivato il progetto “We talk together” per confrontarsi con loro sulle loro aspettative. Il progetto è attivo tutto l’anno. Tra i vari obiettivi si sono proposti anche quello di trovare 

soluzioni ad hoc per donne in situazione di fragilità. Una delle soluzioni adottate è il co-housing a misura familiare. In questo modo, si favorisce la rigenerazione e si aiutano queste persone a reinserirsi nel mondo del lavoro.   La Cooperativa progetta e promuove l’inserimento nel mondo del lavoro dei ragazzi “altrimenti inabili”, organizzando a periodi ciclici tirocini specifici, con l’obiettivo di fornire a queste persone, le competenze professionali per le seguenti figure: scaffalista, addetto al servizio mensa, cameriere, aiuto cuoco, receptionist, 

decoratore, tappezziere, ed altri.

Chi fosse interessato ai servizi della Cooperativa può telefonare al numero 3806989118.

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telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045

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ROMA

Roma

Padre Roberto Pinna

ordinato Corepiscopo della Sardegna. 

 Consacrato sacerdote l’ing. Ambrogio Giordano

di Foggia e ordinati nuovi diaconi e diaconesse.

 

Padre Roberto Pinna ordinato Corepiscopo della Sardegna - Chiesa Ortodossa Italiana

Domenica 6 febbraio, nella Cattedrale di via Bovio,43, Sua Ecc. Rev. Filippo, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, coadiuvato da padre Gianni de Paola, padre Elia Favazzo, padre Sergio Arduini e dal diacono padre Daniele Dragone, nel corso della Divina Liturgia in rito gallicano italico, ha effettuato l’ordinazione a corepiscopo  del dott. padre Roberto Pinna, parroco della  Chiesa di Sant’Efisio di Cagliari e responsabile del Decanato Ortodosso della Sardegna, regione dove la nostra Chiesa è in forte crescita in tutte le province dell’isola.    

 

(nella foto ordinazione del corepiscopo padre Roberto Pinna)

Ordinazione sacerdote

E’ stato altresì ordinato sacerdote dell’ing. Ambrogio Giordano di Foggia, Pro-Rettore dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo, Rettore dell’Accademia San Nicola di Myra, Presidente Nazionale della Fraternità Ortodossa, associazione laicale di apostolato attiva in tutta Italia e  Gran Priore Vicario della Confraternita di San Michele Arcangelo, che andrà a dirigere la Parrocchia San Michele Arcangelo di Foggia.  

(nella foto ordinazione sacerdotale  dell’ing. Ambrogio Giordano di Foggia)

 

Chiesa Ortodossa Italiana

Sono state effettuate anche altre ordinazioni, tra le quali ricordiamo quella a diacono di Marco Tartarini di Carbognano (VT), responsabile della Fraternità Ortodossa locale e a diaconessa di Lidia Anna Ambrosone, cancelliere della Confraternita dei Cavalieri della Milizia di San Michele Arcangelo, ambedue ordinati ipodiaconi nell’inverno del 2016 a Marta (VT) nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie – sito Templare di Castell’Araldo.

(nella foto ordinazione della signora Lidia Anna Ambrosone a diaconessa)

 

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Trisagio dei defunti

Trisagio dei defunti

 40 giorni dalla morte della nostra

sorella Ionela Narcisa

Con le anime dei giusti, morti, Salvatore, concedi il riposo all’anima della tua serva Ionela Narcisa, introducendola nella vita beata presso di Te, o amante degli uomini.

Trisagio dei defunti

Sabato 5 febbraio nella Cattedrale di Grotta Celoni, nella Chiesa fondata da suor Maria Francesca, di venerata memoria, padre Giovanni Ioan Pricop, coadiuvato dal diacono padre Alexandru Nicolae e dallo ieromonaco padre Elia, ha celebrato il trisagio dei defunti per il quarantesimo giorno dalla morte della nostra sorella Ionela Narcisa Radan, moglie del nostro Arcivescovo Metropolita S.E.R. Filippo di Roma.

Nella tua quiete Signore là dove riposano tutti i tuoi santi dona riposo anche alle anime dei tuoi servi tu che solo sei immortale.

Tu sei il Dio che è disceso nell’Ade e ha fatto cessare i dolori dei prigionieri, tu dunque dona il riposo o Salvatore alle anime dei tuoi servi.

E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

Sola Vergine pura e immacolata che senza seme hai generato Dio intercedi per la salvezza delle anime nostre

Alla celebrazione hanno partecipato anche  S.E.R. mons. Filippo di Roma, padre Barnaba di Frosinone, padre Gianni De Paola,  e  padre Roberto Pinna. Erano presenti inoltre anche il corepiscopo mons. Alessandro Frezza; una delegazione della Confraternita del Buon Samaritano guidata da Alessio responsabile del gruppo di San Basilio; una delegazione della Confraternita dei Cavalieri Templari Ugone dei Pagani rappresentata dall’avv. Pietro Barone. Tra i presenti  anche l’attore Vincenzo Bonanno, assiduo frequentatore delle nostre liturgie.

Colui che è risorto dai morti , Cristo, vero Dio nostro, per l’intercessione della purissima Madre sua; per la potenza della Croce preziosa e vivificante; per la protezione delle venerabili celesti schiere incorporee; per le preghiere del venerabile e glorioso profeta, precursore e battista Giovanni; dei santi e gloriosi apostoli degni di ogni lode; dei martiri santi, gloriosi e vittoriosi; dei nostri padri pii e teofori; dei santi e giusti progenitori di Dio, Gioacchino e Anna;  di cui facciamo memoria, e di tutti i santi: abbia pietà di noi e ci salvi, poiché è Dio buono, amico degli uomini e misericordioso. Per le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesù Cristo, Dio, abbi pietà di noi.

Domenica 6 la cerimonia è stata ripetuta da padre Giovanni Ioan Pricop, nella Parrocchia Santi Imperatori Costantino ed Elena di via Roccella Ionica, Roma alla presenza della numerosa comunità di fedeli di nazionalità rumena, e della cui parrocchia la defunta era fedele. Numerosi i membri del clero presenti, oltre S.E.R. mons. Filippo Ortenzi; padre Alexandru Nicolae, lo ieromanaco padre Elia (Favazzo), mons. Roberto Pinna, padre Ambrogio Giordano; padre Marco Tartarini; padre Barnaba da Frosinone (Arduini),  padre Daniele e madre Lidia di Anguillara Sabazia e padre Gianni de Paola

Cristo nostro vero Dio, per le preghiere della immacolata sua Madre, dei santi e gloriosi Apostoli dei nostri santi Padri teofori e di tutti i Santi, collochi anche l’anima della defunta tua serva nel regno dei giusti, la faccia riposare nel seno di Abramo, e la enumeri tra i giusti; e abbia pietà di noi, come buono e amico degli uomini. Amen

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Presentazione di Gesù al Tempio

Presentazione di Gesù al Tempio 

Hypapante o Candelora

 

Il 2 febbraio viene celebrata la Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, nota nel mondo ortodosso come Hypapante (Incontro) e in occidente come Candelora. Nel Vangelo di Luca (capitolo 2) è riportato che la Sacra Famiglia, in ottemperanza alla legge ebraica, si recò al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, per offrire il suo primogenito e compiere il rito legale della sua purificazione.

Riportiamo da Santi e Beati (www.santiebeati.it): “L’incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l’aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo, poiché quaranta giorni dopo la sua divina maternità la profezia di Simeone le fa intravedere le prospettive della sua sofferenza: “Una spada ti trafiggerà l’anima”: Maria, grazie alla sua intima unione con la persona di Cristo, viene associata al sacrificio del Figlio.”     

Luca 2,22-39

22 Quando poi furono compiuti i giorni della purificazione di lei secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, 23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà chiamato santo al Signore», 24 e per offrire in sacrificio, come è detto nella legge del Signore, un paio di tortore o due giovani colombi.

Simeone e Anna

25 Or ecco, vi era a Gerusalemme un uomo chiamato Simeone; quest’uomo era giusto e pio e aspettava la consolazione d’Israele; e lo Spirito Santo era su di lui. 26 E gli era stato divinamente rivelato dallo Spirito Santo, che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. 27 Egli dunque, mosso dallo Spirito, venne nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù, per fare a suo riguardo quanto prescriveva la legge, 28 egli lo prese tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29 «Ora, Signore, lascia che il tuo servo muoia in pace secondo la tua parola, 30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza 31 che tu hai preparato davanti a tutti i popoli; 32 luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». 33 E Giuseppe e la madre del bambino si meravigliavano delle cose che si dicevano di lui. 34 Poi Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre: «Ecco, costui è posto per la caduta e per l’innalzamento di molti in Israele e per essere segno di contraddizione, 35 e a te stessa una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 36 Vi era anche Anna, una profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser, la quale era molto avanzata in età, avendo vissuto dopo la sua verginità sette anni con il marito. 37 Ella era vedova e, sebbene avesse ormai ottantaquattro anni, non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta ella pure in quel momento, lodava il Signore e parlava di quel bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme.

Gesù fanciullo in mezzo ai dottori

39 Ora, quando ebbero compiuto tutto quello che riguardava l’osservanza della legge del Signore, tornarono in Galilea, nella loro città di Nazaret.

Al Tempio Maria e Giuseppe incontrano Simeone e Anna. Simeone, definisce Gesù “luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele” (cfr Lc 2,30-32). Da qui, la festa del 2 febbraio assume il senso di “festa della luce“. L’origine di tale festa risale alla Chiesa di Gerusalemme (il cui primo vescovo fu Giacomo il Giusto, fratello del Signore) e, successivamente,  ebbe enorme diffusione in Oriente ed anche in Occidente, soprattutto in Gallia e nel rito gallicano (una variante del quale è in uso anche dalla Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala) dove iniziò l’usanza di celebrare l’avvenimento con solenne processioni e con e la benedizione delle candele (da cui il termine “candelora”).

Sua Ecc. Rev.ma Filippo di Roma, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

 

 

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Battesimo di Sofia Maria

Battesimo di Sofia Maria 

“Credo in un solo battesimo per la remissione dei peccati”

(Credo Niceno-costantinopolitano)

 

Sabato 29 gennaio, presso la Parrocchia Santi Imperatori Costantino ed Elena di Roma Anagnina ha avuto l’illuminazione Sofia Maria Pricop, nata l’8 settembre 2021 (festa della natività di Maria) e figlia di mons. Giovanni Ioan Pricop, esarca per le comunità di lingua rumena della Chiesa Ortodossa Italiana.La Chiesa Ortodossa, al pari della maggioranza delle Chiese cristiane pratica il  anche pedobattesimo o battesimo dei bambini, che ha la sua giustificazione nel passo evangelico: Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli» (Mt 19,14).

Il rito del battesimo cristiano risale a San Giovanni Battista il Precursore,  e non si limita ad essere un semplice atto simbolico di sepoltura e risurrezione, ma è una vera e propria trasformazione soprannaturale, che oltre alla purificazione del battezzando crea l’unione con Cristo nella sua morte, sepoltura e risurrezione e ammette il battezzato nella comunità dei fedeli. 

Battesimo di Sofia Maria

3 O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. 5 Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione.”  (Romani 6,3-5)

“12 Perché nel battesimo avete sepolto con Cristo la vostra vecchia natura corrotta, per poi risorgere con lui ad una nuova vita, per mezzo della fede nella potenza di Dio, che ha resuscitato Cristo dalla morte.

13 A causa dei vostri peccati e della vostra vecchia natura corrotta, di fatto, voi eravate come morti. Ma Dio vi ha fatto rivivere con Cristo; egli ha perdonato tutti i nostri peccati, 14 eliminando lʼatto di accusa contro di noi: lʼelenco dei comandamenti che noi non abbiamo osservato. Dio ha tolto di mezzo le accuse contro di noi, inchiodandole alla croce di Cristo.” (Colossesi 2, 12-14) 

Nella Chiesa ortodossa, il battesimo è «per la remissione dei peccati» (cfr Credo di Nicea ) e per l’ingresso nella Chiesa; la persona battezzata è mondata da tutti i peccati ed è unita a Cristo; attraverso le acque del battesimo viene misteriosamente crocifisso e sepolto con Cristo, e con lui viene innalzato a novità di vita, avendo “rivestito” Cristo (cioè essendo stato rivestito di Cristo). La purificazione dei peccati include il lavaggio del peccato ancestrale.

 

Il battesimo di Sofia Maria, per triplice immersione,  è  effettuato dal mons. Giovanni Ioan Pricop, padre della bambina, assistito da padre Alexandru Nicolae Margine, era presente anche Sua Ecc. Rev.ma Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana. 

 

Dopo il rito la neobattezzata è stata festeggiata con parenti ed amici, al Ristorante La Cristi di Palestrina. Alla neo battezzata, a padre Giovanni e a tutta la comunità ortodossa di Roma Anagnina giungono i migliori auguri da parte dell’intera Chiesa Ortodossa Italiana.

 

 

 

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