La Bibbia e gli Animali

La Bibbia e gli Animali

La Bibbia e gli Animali

 Festa di Sant’Antonio Abate

Benedizione degli animali

 

La Bibbia e gli Animali

La Bibbia ci insegna che gli animali furono creati prima dell’uomo (Gen 1,24-25 – Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.).

E subito dopo gli animali  creò l’uomo (Gen 1,26-28 –  E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

Dio creò l’uomo a sua immagine; ad immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».) Il dominio dell’uomo sulla terra e sugli animali non va inteso in senso capitalistico quale diritto di usare ed abusare di una cosa o un animale in modo esclusivo ed assoluto ma di essere custodi delle creature e del  Creato.

“Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici” (Gen 2,20). Dio dà all’uomo il potere di dare un nome agli animali e Gesù nelle parabole del buon pastore ci insegna “Io sono il buon pastore.

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.” (Gv. 10,11) ed ancora: Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita”(Gv. 10,14-17). E un buon pastore non abbandona mai una pecora: “Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?” (Lc 15,4) e conosce ogni pecora a lui affidata “chiama le sue pecore, ciascuna per nome” (Gv 10,3). Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, monaco eremita egiziano vissuto a cavallo del III e IV secolo che è universalmente riconosciuto quale patrono degli animali domestici.

In tale data nei paesi contadini si accende un falò, simbolo purificatore che brucia il male dell’anno passato e rigenera forza di guarigione (i monaci antoniani erano noti per curare una malattia denominata “fuoco di sant’Antonio”) e il sacerdote procede alla benedizione degli animali, una volta prevalentemente asini, muli e buoi, oggi  … cani, gatti e canarini. Nella Bibbia sono riportati molti passi sugli animali, tanti che è impossibile citarli in un solo articolo.

L’animale cristico per eccellenza è l’agnello, che raffigura Gesù: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!» (Giov. 1,29), agnello immolato per la salvezza dell’umanità. Altro animale associato a Gesù è il pellicano: “Oh pio Pellicano, Signore Gesù, purifica me, immondo, col tuo sangue, del quale una sola goccia può salvare il mondo intero da ogni peccato” (Tommaso d’Aquino –  Adoro te devote).

Altri animali cari al cristianesimo sono la colomba, simbolo della purezza, dell’amore della pace (Genesi 8, 11) , dell’amore (Cantico dei Cantici 5,2 e 6,9) dello Spirito Santo (Mt 3,16-17; Mc 1,10-11; Lc e Gv 1,32); l’asino per il quale la Bibbia ordina che deve essere fatto riposare il settimo giorno (Es 23,12) e non deve essere fatto lavorare eccessivamente  (Es 23,4-5), era la cavalcatura dei giudici (Gdc 5, 10) dei Re e del Messia (Zac 9,9;  Gv 12, 14-15 e Mc 21, 1-7) e il cane, di cui si ricorda il ruolo di guardia (Isaia 58,10) e di protezione ai greggi (Giobbe 30,1), che lecca le piaghe di Lazzaro nella parabola del ricco Epulone (Lc 16,19-21) o quelle del santo taumaturgo Rocco di Montpellier.

Per ricordare a tutti che gli animali che Dio ci ha affidato, non vanno maltrattati ma custoditi e curati come fa il pastore con le sue pecore (Ez 34,16) la Chiesa Ortodossa Italiana, nella quale si sta costituendo un apposito Ordine di Monaci Antoniani, ha promosso varie manifestazioni con benedizione degli animali in varie parti d’Italia.

A Roma il vescovo Filippo Ortenzi, accompagnato dal corepiscopo padre Alessandro Frezza, effettuerà alle ore 10,30 di domenica 16 gennaio la benedizione degli animali domestici presso l’Area Cani di via Federico Turano n. 14 (zona La Rustica – V Municipio). La manifestazione è organizzata dall’associazione laica di fedeli L’Arca di Sant’Antonio Abate, della quale è presidente la signora Lorella Latini, artigiana, creativa e lettore della nostra Chiesa.

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