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Natale di resurrezione

Natale di resurrezione

Padre Giovanni Pricop nel Sinodo della Chiesa 

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio. …

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità. (Giovanni 1, 1 e 14)

L’anno passato avevamo auspicato un Natale di Speranza e di Rinascita e ricordato la figura dei Magi, sacerdoti astrologi e indovini  dell’antica religione mazdeista che attendevano un Salvatore (Sannhyant) nato da una vergine, come profetizzato da Zoroastro nell’Avesta e come fossero

stati dei sacerdoti non ebrei ad essere i primi a riconoscere la natura divina di Gesù, mentre coloro che lo aspettavano da secoli non lo hanno riconosciuto.

Vi invitavo anche ad essere come i Magi per testimoniare la venuta salvifica del Salvatore.  L’anno è passato, la Rinascita e la Speranza si sono soltanto in parte realizzate e, nonostante la quasi totalità del popolo si sia vaccinato più volte (con prima, seconda ed anche terza dose) la pandemia che ha colpito la nostra economia e le nostre coscienza, ancora non è finita.

In un anno difficile la nostra Chiesa è comunque cresciuta in modo esponenziale: abbiamo aperto nuove parrocchie,  missioni ed eremi e abbiamo ordinato nuovi servitori: sacerdoti, diaconi e diaconesse, monaci e monache.

Gesù  ha detto: “Io sono la vite, voi i tralci.  Chi rimane in me e io in lui fa molto frutto” (Giov.15,5) e noi cominciamo a vedere i frutti dell’opera da noi svolta, e il nostro lavoro è sempre più utile in questa Italia smarrita e secolarizzata  che ha bisogno di essere nuovamente evangelizzata.  Il giorno di Natale, il nostro Metropolita mons. Filippo di Roma, lo ha passato tra i fedeli della Parrocchia dei Santi Imperatori Costantino ed Elena di Roma Anagnina dove, al termine della Divina Liturgia, dopo aver parlato ai numerosi fedeli presenti, letto l’ultima Delibera Sinodale e  consegnato il Decreto di chirotonia sacerdotale a padre Sebastiano, ha conferito il Decreto di nomina a membro del Santo Sinodo a padre Giovanni Ioan Pricop, Esarca per le comunità di lingua rumena della Chiesa Ortodossa Italiana. 

Concludiamo con queste parole di speranza tratte dal Libro del profeta Isaia (Isaia 40,31) e dai Salmi

Ma quanti sperano nel Signore, riacquistano forza,
mettono le ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi.
          (Isaia, 40,31)
Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore.
          (Salmo 31,25)

Natale di resurrezione

Chiesa Ortodossa Italiana

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Radio Immacolata

 

Radio Immacolata

La Voce di Maria

Intervista al Metropolita Filippo Ortenzi

 

Mons. Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana è stato intervistato da frate Giovanni per Radio Immacolata, un’emittente radio e tv religiosa che ha lo scopo di portare la devozione di Maria Santissima in tutte le case del mondo.  Qui sotto potete ascoltare l’intervista.

 

L’intervista ha suscitato un enorme interesse da parte degli ascoltatori e creato una enorme curiosità sulla spiritualità ortodossa e sulla nostra Chiesa. Di questo ringraziamo frate Giovanni, un francescano pugliese al quale ci lega una antica amicizia, un uomo di grande spirito ecumenico che da voce alle varie spiritualità cristiane, siano esse cattoliche, ortodosse o anglicane.

 

(nella foto frate Giovanni ci onora della sua presenza durante una cerimonia religiosa tenuta dalla nostra Chiesa a Orsara di Puglia)

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Delibera del Santo Sinodo

 

Delibera del Santo Sinodo  

Nomine – Ordine degli Antoniani – Corso Esorcisti

 

Santo Sinodo

Il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Italiana ha deliberato:

Padre Giovanni Ioan Pricop

Eparca per le Comunità di lingua rumena viene inserito in rappresentanza di quest’ultima nel Santo Sinodo della Chiesa

Padre Roberto Pinna Parroco della Chiesa di Sant’Efisio di Cagliari vine nominato Corepiscopo eletto. Tale nomina si è resa necessaria attesa la crescita della Chiesa in Sardegna e la necessità di consacrare due diaconi a Nuoro e Sassari per la cura dei fedeli sardi. Vista la difficoltà di dirigere dal continente l’Isola, padre Roberto Pinna curerà le comunità del Decanato della Sardegna in modo che nel futuro possa diventare una realtà diocesana.

Viene costituito l’Ordine di Sant’Antonio – Antoniani (Ordo Sancti Antonii)

L’Ordine avrà il fine di organizzare le Precetterie ed Eremi dei vari monaci e ieromonaci della Chiesa in una Regola monastica ben definita. Magnus Magister o Priore Generale dell’Ordine sarà mons. Massimo Giusio e vice padre Elia da Reggio Calabria.

La sede dell’Ordine, denominata Sede Abbaziale di Sant’Antonio sarà ubicata nella città di Torino.

Corso per Esorcisti

Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

Al fine di venire incontro alle richieste di esorcismi e preghiere di liberazione che periodicamente vengono rivolte alla nostra Chiesa ed avere sacerdoti preparati in materia, il Sinodo ha chiesto all’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo di promuovere un apposito Corso al fine di autorizzare unicamente i sacerdoti competenti ai quali verrà rilasciata un Attestato dall’Università e un Decreto di autorizzazione dalla Metropolia.

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Padre Michael (al secolo Nicola Chieti)

Padre Michael (al secolo Nicola Chieti)

è ritornato alla Casa del Padre

 

padre Michael

Padre Michael (al secolo Nicola Chieti), meglio conosciuto come Nicolas, persona molto nota a Riccione e nella costa adriatico-romagnola, non è più tra noi e ha raggiunto la Casa del Padre. Da giovane è stato un uomo di spettacolo e un ballerino famoso avendo partecipato anche ad alcune trasmissioni Mediaset. Appassionato del mondo della cavalleria cristiana si avvicinò all’Ortodossia attraverso la Confraternita dei Cavalieri della Milizia di San Michele Arcangelo e fu ordinato ipodiacono a Marta (VT) nella Chiesa Santa Maria delle Grazie – sito Templare di Castell’Araldo durante una Divina Liturgia celebrata dall archimandrita padre Tino Alberto Crudo.            

Successivamente volendo coniugare templarismo e volontariato nel 2018 diede vita al Corpo Volontari UNITAU di San Michele Arcangelo (UNITAU – Unione Nazionale Interforze Templari Aiuti Umanitari), chiedendo il riconoscimento canonico da parte della nostra Chiesa (ottenuto con Decreto prot. n. 57/18 del 27 ottobre 2018) e il 28 ottobre, giorno nel quale la Chiesa Ortodossa Italiana commemora la vittoria di Saxa Rubra di San Costantino Imperatore su Massenzio, dello stesso anno, sempre nella Chiesa del Sito Templare di Castell’Araldo, fu ordinato Diacono (Decreto di Ordinazione Diaconale prot. n. 62/18 del 3 novembre 2018).

Attivo nel volontariato ha collaborato con una associazione di volontariato di infermieri e medici e, soprattutto, con l’Associazione “Opera di Sant’Antonio” del Convento Santo Spirito dei Frati Cappuccini di Rimini, dove serviva alla mensa e alle opere di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Il 27 gennaio 2020, insieme a sir Bismarck Emongene Epo, responsabile di un’organizzazione non governativa che opera in Africa, e al sottoscritto quale Arcicappellano e Guida Spirituale, fonda l’UNITAU-SOSMA (Unione Nazionale Internazionale Territoriale Aiuti Umanitari – Supreme Order of St Michael the Archangel) al fine di coniugare lo spirito della cavalleria cristiana con le attività di carità e aiuti umanitari per “… sostenere le popolazioni più povere del pianeta, attraverso l’attività sanitaria, educativa … assistenza sociale … educazione e istruzione ….” (art. 4 Statuto). La pandemia e una brutta malattia che lo porterà alla morte lo avevano relegato nella sua casa di Rimini dove, da remoto, ha diffuso l’UNITAU-SOSMA in varie parti del mondo, in primis in Russia e in Romania, in tale periodo di isolamento ha vissuto anche la fascinazione di anacronistiche fantasie nobiliari, ma al di sopra delle sue debolezze e asperità caratteriali che pure aveva, noi ricordiamo in padre Michael l’uomo che aveva dedicato la sua vita al culto di San Michele Arcangelo e all’edificazione di un’organizzazione internazionale di volontariato e aiuti umanitari la cui mission non può essere dispersa.                              

Trisagio per padre Michael (Nicola Chieti detto Nicolas)

Insieme agli spiriti dei giusti resi perfetti dona il riposo o Salvatore all’anima del tuo servo padre Michael (Nicola Chieti) introducendolo nella vita beata che viene da te o amico degli uomini.

Nella tua quiete Signore là dove riposano tutti i tuoi santi dona riposo anche all’ anima dei tuo servo tu che solo sei immortale.

Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.

E San Michele Arcangelo, difendilo nella battaglia e intercedi per la salvezza dell’anima del tuo devoto Nicolas, affinché raggiunga la Casa del Padre.

 

   Sua Ecc. Rev. Filippo Ortenzi

Chiesa Ortodossa Italiana

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Padre Michael (al secolo Nicola Chieti) – ✠ 1964 – 2021

Padre Michael, al secolo Nicola Chieti, nato nel 1964 e scomparso a Riccione nel dicembre del 2021, è stato una figura poliedrica e carismatica. Artista completo, ballerino e uomo di spettacolo, per molti anni ha calcato palcoscenici e vissuto esperienze legate al mondo dell’arte e dell’intrattenimento. Con il tempo, però, la sua vita ha preso una svolta più intima e spirituale, che lo ha portato a dedicarsi con sempre maggiore intensità alla diffusione della Fede Ortodossa e in particolare al culto di San Michele Arcangelo, al quale era profondamente legato.

Ordinato ipodiacono nel 2016 e successivamente diacono nel 2018 presso la Chiesa Templare di Castell’Araldo a Marta (VT), Padre Michael univa alla dimensione liturgica un forte impegno umano e sociale. Convinto che la fede dovesse tradursi in opere concrete di carità, fondò associazioni e movimenti con finalità umanitarie. Tra questi si ricordano il Corpo Volontari Unitau di San Michele Arcangelo, istituito nel 2018, che nel gennaio 2020 si trasformò nella Unione Nazionale Internazionale Territoriale Aiuti Umanitari – Supreme Order of St Michael the Archangel. Attraverso queste realtà, portò avanti numerose iniziative di sostegno e assistenza per i poveri, gli emarginati e i bisognosi, cercando di offrire non solo aiuto materiale ma anche conforto spirituale.

La sua opera e la sua dedizione hanno lasciato un segno profondo in quanti lo hanno conosciuto e seguito. Con la sua figura, Padre Michael ha saputo trasmettere un modello di vita ispirato alla spiritualità michelita cavalleresca, fatta di coraggio, servizio e devozione. La sua morte ha lasciato un grande vuoto, ma anche l’eredità di un cammino che molti, toccati dalla sua testimonianza, hanno continuato a percorrere.

Roma – ordinazioni sacerdotali  

Roma – ordinazioni sacerdotali  

Due missionari al servizio dei poveri

 

Domenica 5 dicembre, durante la Divina Liturgia in rito gallicano italico, officiata da mons. Alessandro Frezza, concelebrante padre Barnaba da Frosinone, Sua Eccellenza Reverendissima Filippo di Roma, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, nella Cattedrale di via Bovino n. 43 Roma (località Grotta Celoni – VI Municipio) ha provveduto alla chirotonia sacerdotale dello ieromonaco padre Elia di Reggio Calabria (al secolo Vittorio Favazzo) e di padre Sebastiano dell’Esarcato Ortodosso di lingua rumena di Roma (al secolo Sabin Octavian Nicolcea).

Padre Elia era stato, il giorno prima, tonsurato monaco e ordinato ierodiacono da mons. Filippo in una cerimonia religiosa alla quale aveva partecipato padre Stefano di Saluzzo, parroco di “Santa Caterina” e Gran Priore della Confraternita di San Gabriele Arcangelo.

Di Padre Elia, che a marzo scorso fu accolto come novizio nella nostra chiesa, nominato “diacono eletto” e al quale fu affidata la Missione “Sant’Elia lo Speleota”, santo al quale è particolarmente legato tanto da scegliere Elia come nome religioso abbiamo già parlato su questo blog in un articolo pubblicato il mese di marzo scorso (https://www.chiesa-ortodossa.com/blog/missione-santelia-lo-speleota/) che vi invitiamo a rileggere, dove raccontiamo la storia di questo “missionario al servizio dei poveri.

Padre Elia, diplomato all’Ipsia, ha anche superato un corso triennale di Regista Televisivo, ha effettuato un corso di Operatore Pastorale presso l’Istituto Operatori Pastorali della Diocesi Cattolica di Reggio Calabria e ha conseguito il Diploma di Liturgia Pastorale presso l’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita della nostra Chiesa. Uomo di grande fraternità ecumenica collabora con la Caritas diocesana nei servizi di mensa e ascolto e presta servizio di giardiniere volontario presso la Parrocchia greco-Ortodossa reggina.

All’ordinazione di padre Elia, che nel passato ha anche svolto piccole parti nel cinema ed effettuato anche alcuni documentari come regista, ha partecipato anche il noto attore Vincenzo Bonanno, al quale è legato da antica amicizia. Padre Sebastiano invece viene dalla Romania, dove è stato ordinato sacerdote nella Chiesa Ortodossa del Vecchio Calendario, in Italia dopo una breve collaborazione con la Metropolia di Milano e della Longobardia è venuto a Roma, dove ha preso servizio quale cantore nella Parrocchia dei Santi Imperatori “Costantino ed Elena” di Roma Anagnina, egregiamente diretta da padre Giovanni Pricop.

Anche lui ha conseguito il Diploma di Liturgia Pastorale presso la nostra Accademia. Anche padre Sebastiano è un missionario tra gli ultimi, operando tra i poveri, i senzatetto ed anche tra i rom rumeni di Roma. Questi due nostri fratelli, che si aggiungono ai due ieromonaci siciliani ordinati la settimana precedente, sono la prova lampante che i semi gettati dalla nostra Chiesa stanno dando i loro frutti e che lo Spirito Santo ci guida e ci protegge. Padre Elia è stato incardinato nella Diocesi del Mercurion e padre Sebastiano in quella di Roma.

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Sicilia

Sicilia

sulle orme di Sant’Antonio 

 Consacrati due ieromonaci siciliani

Attivati Eremi a Paternò e Partanna

 

Domenica 28 novembre, nella Cattedrale di via Bovino,43, Sua Ecc. Rev. Filippo, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, coadiuvato dal corepiscopo mons. Alessandro Frezza, nel corso della Divina Liturgia in rito gallicano italico, ha effettuato la chirotonia di confermazione di due monaci eremiti siciliani che si sono posti sotto l’omoforio della nostra Chiesa.  Alla celebrazione ha partecipato anche padre Sebastiano Nicolcea dell’Esarcato di lingua rumena di Roma.

I due ieromonaci siciliani che hanno arricchito la nostra presenza sul territorio sono padre Raphael di Paternò (CT) e padre Antonio di Partanna (TP), il primo, che ha avuto anche l’attestato di esorcista, ha aperto un Eremo nella sua città dedicato a San Raffaele Arcangelo e l’altro a Partanna dedicato a San Giuseppe il Giusto. Gli Eremi sono stati eretti ai sensi del canone 35 del Codex della Chiesa Ortodossa Italiana che prevede che “Oltre la vita cenobitica dei Monasteri, i monaci possono condurre vita anacoretica in Eremi, Lavre o Skite” e che “L’Eremo è una struttura isolata dal mondo, dove uno o più monaci/monache, conducono una vita di preghiera e ascesi in stretto contatto con la natura”.

Per la verità abbiamo usato il termine Eremo in modo improprio, ossia nel senso comune intendendo con esso una Casa religiosa, comprendente una cappella devozionale, abitata da un solo monaco. In realtà gli eremiti metropolitani sono più vicini ai medievali anacoreti (dal greco ἀναχωρέω, anachōreō, che significa “ritirarsi”) cattolici. Nella Chiesa Ortodossa Russa c’è un termine specifico per definire gli eremiti metropolitani che, pur praticando una vita di preghiera ed ascesi non sono isolati dal mondo, vivono in mezzo alla comunità e la supportano sia spiritualmente che nelle opere di carità e si chiama Poustinia e detti monaci poustinik. Il poustinik, pur dedito alla preghiera e all’ascesi, non si isola dalla società ma è sempre disponibile a supportare i fedeli con consigli, preghiere e opere di carità cristiana. I due ieromonaci (monaci sacerdoti), sono di  spiritualità antoniana e verranno inseriti nel costituendo Ordine Ecumenico di Sant’Antonio in fase di costituzione, del quale si sta scrivendo la Regola, e che sarà diretto dal teologo e corepiscopo Max Giusio di Torino.       

Eremo “San Raffaele Arcangelo”

ieromonaco Padre Raphael

via San Michele, 153 – 95047 Paternò (CT)

Divina Liturgia tutti i giorni e la domenica mattina

Eremo “San  Giuseppe il Giusto”

ieromonaco Padre Antonio

via Messina,7 – 91128 Partanna (TP)

Divina Liturgia tutti i giorni e la domenica mattina

           

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Affile

AFFILE 

Sulle orme di san Benedetto

 

Domenica 21 novembre, nella Chiesa di san Pietro, sita nel vecchio cimitero dismesso di Affile, è stata celebrata, alla presenza ddell’arcivescovo mons. Filippo Ortenzi, da padre Barnaba (al secolo Sergio Arduini) e dal corepiscopo mons. Alessandro di Roma (Alessandro Frezza) una divina liturgia nel paese dove si è verificato il primo miracolo di san Benedetto da Norcia. Affile (antica Eufide), è una cittadina di 1.500 abitanti, sita sui monti affiliani, adiacente agli altopiani di Arcinazzo e facente parte della Comunità Montana dell’Aniene. La Chiesa di San Pietro è (notizie dal sito comunale) “ sicuramente la chiesa più antica di Affile, posta sull’anonimo colle e impersona uno dei primi luoghi di culto cristiano nella Valle dell’Aniene, tanto che si può farla risalire ad epoca paleocristiana. Dedicata al principe degli Apostoli, è stata in anni recenti inserita nel contesto cimiteriale comunale. Nel 494 d.C. S. Benedetto da Norcia, all’età di 17 anni, decide di abbandonare i suoi studi e di allontanarsi dall’ambiente decadente e corrotto di Roma, per dedicarsi alla vita eremitica. Si reca quindi ad Affile, accompagnato dalla sua nutrice

Cirilla.  Ad Affile e proprio grazie a Cirilla, San Benedetto compì il suo primo miracolo! Si narra che Cirilla avesse chiesto in prestito alle donne del paese un setaccio per il grano, forse di terracotta, che si ruppe in due parti. Affranta dal dispiacere, tornando a casa S. Benedetto trovò la nutrice in lacrime: talmente commosso dalla scena, il giovane si mise a pregare tenendo in mano i pezzi dell’arnese. La sua devozione fu tale che, miracolosamente al termine della preghiera il setaccio era nuovamente ricomposto! Venuti a conoscenza dell’evento, gli abitanti del paese vollero appendere il setaccio sopra la porta della chiesa, perché a tutti fosse noto il miracolo. Si dice che per molti anni ancora rimase lì. Tanto clamore suscitò il prodigio che a San Benedetto, giunto ad Affile proprio per schivare la folla, non rimase che fuggire di nascosto, anche dalla sua nutrice. Ritirandosi in una località deserta poco distante: Subiaco, dove in solitudine il santo compose la sua regola, fondamentale per il monachesimo occidentale”.

(nelle foto in alto sopra la Chiesa di san Pietro e sotto padre Barnaba, padre Alessandro e il vescovo Filippo)

 

Il 21 novembre è il giorno nel quale le chiese cristiane fanno memoria dell’entrata di Maria al tempio e mons. Filippo di Roma (Filippo Ortenzi),  nella sua omelia ha ricordato l’evento, ricordando come Maria fosse figlia di Giovacchino ed Anna, e che è nata in una famiglia benestante, come anche Gesù e che la narrazione che Gesù fosse nato in una famiglia povera è completamente falsa. Ha ricordato altresì la figura di san Benedetto, patrono d’Europa, la sua riforma del monachesimo occidentale, la sua Regula monasteriorum, che è stata la base del monachesimo europeo medioevale e non solo. Come Benedetto nella sua Regola introdusse la norma della stabilitatis loci che poneva fine al fenomeno, tipicamente occidentale, dei monaci vacanti decretando l’obbligo per un monaco di risiedere tutta la vita nello stesso monastero e la più famosa ora et labora. Ha ricordato come dette disposizioni indispettirono dei monaci che non amavano di cambiare il loro comportamento  (conversio morum) e per questo a Subiaco tentarono anche di avvelenarlo. Mons. Filippo ha ricordato altresì come la cultura europea deve molto al monachesimo benedettino in quanto fu grazie ai monaci amanuensi che sui loro scriptorium ci hanno tramandato, ricopiando a mano parola per parola, non soltanto i libri sacri ma anche i testi della cultura greco-romana quasi completamente scomparsi dopo le invasioni barbariche.

Il vescovo Filippo ha consegnato una crux meriti al sindaco di Affile,  Ercole Viri, con croce di San Benedetto,  per l’opera di valorizzazione del territorio e per il tentativo, in un momento di scristianizzazione strisciante del nostro popolo, di rivitalizzazione della spiritualità benedettina. 

La Chiesa Ortodossa Italiana si prefigge di ritornare a cwlwbrare periodicamente ad Affile, costituendo all’uopo una apposita “Missione san Benedetto” , che dipenderà dalla Parrocchia san Michele Arcangelo di Frosinone. Padre Barnaba che, oltre Frosinone è anche Rettore del Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Comune di Boville Ernica) curerà personalmente, con l’ausilio dei sacerdoti che manderà a supportarlo l’Arcidiocesi di Roma, detta comunità. Fatto positivo è che, nonostante non sia stata fatta alcuna pubblicità pubblica, diversi cittadini affiliani hanno partecipato alla liturgia, tanto che diversi sono rimasti anche fuori della Chiesa.

Oltre il vescovo Filippo, il corepiscopo Alessandro e padre Barnaba, alla Divina Liturgia ha partecipato anche padre Sebastiano Nicolcea (nella terza foto vicino padre Barnaba – sopra il vescovo Filippo consegna al Sindaco di Affile, Ercole Viri la pergamena di crux meriti e la croce di san Benedetto)

 

Nella foto a fianco dei fedeli fuori della Chiesa

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Roccagorga
Roccagorga (LT)  

Benedizione Targa via Anastasio Gigli

e targa commemorativa dedicata alle Vittime delle Marocchinate  

 

Roccagorga

Aspettavano i liberatori ma arrivò l’infermo” –  Nel 1944,  a seguito dello  sfondamento della linea Gustav,  il generale francese Augustin Guillaume concesse ai Goumier (truppe musulmane marocchine inquadrate nell’esercito francese) 50 ore,  per riscuotere la loro ricompensa secondo la legge islamica (Shari’a)  ovvero che tutto ciò che viene conquistato e non è musulmano può essere violentato e ucciso… ”  La “liberazione” del frusinate e del sud pontino ebbe conseguenze durissime per la popolazione locale che fu oggetto di stupri, violenze, saccheggi e uccisioni indiscriminate di “infedeli” da parte delle truppe  coloniali dell’esercito alleato.

L’A.N.V.M. – Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, egregiamente diretta da Emiliano Ciotti, da anni si batte per far conoscere i crimini dei vincitori effettuati contro l’inerme popolazione italiana da parte delle truppe coloniali francesi, e in tale ottica è rimasta fortemente turbata dal fatto che il giorno dei morti Papa Francesco è andato a rendere omaggio ai gourmier morti al cimitero francese di Roma, portando fiori bianchi. “Ha reso omaggio ai carnefici e non alle vittime” hanno sostenuto quelli dell’A.N.V.M. che, a tal fine si sono avvicinati alla Chiesa Ortodossa Italiana, tanto che il presidente stesso ha preso la Tessera di fedele della nostra comunità religiosa.

Domenica 14 novembre,  è stata posta una Targa  in via Anastasio Gigli, dedicata a un ragazzo di 14 anni violentato e ucciso dalle truppe coloniali.  Dopo gli interventi del Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti e del vice-sindaco di Roccagorga, Mario Romanzi (di Fratelli d’Italia), Sua Eccellenza Reverendissima Filippo di Roma, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, dopo un breve intervento dove ha ricordato che quanto accaduto in Italia è successo in questo secolo anche   nella Piana di Ninive in Iraq per mano dell’Isis e il pericolo che un’invasione islamica incontrollata può rappresentare per la sicurezza dei popoli europei ha benedetto la targa di marmo.

Oltre il Presidente dell’A.N.V.M. Emiliano Ciotti e il vicesindaco  di Roccagorga Mario Romanzi, (nella foto sopra con vescovo Filippo), erano presenti  il sig. Roberto Gigli, parente del ragazzo assassinato al quale è stata dedicata la via,

erano presenti delle guardie ittiche ecozoofile dell’associazione Vigiles-Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee del CONI), la cui sede provinciale è a Roccagorga e del quale è presidente lo stesso Emiliano Ciotti, nonché  alcuni cittadini del paese.

L’A.N.V.M. si batte da tempo affinché  lo Stato riconosca il 18 maggio quale “giorno della memoria delle vittime delle marocchinate” , il 18 maggio scorso mons. Filippo, accompagnato da padre Barnaba di Frosinone e padre Alessandro di Roma ha partecipato alle manifestazioni commemorative organizzate dall’A.N.V.M.   a Frosinone, Torrice,  Castro dei Volsci, Veroli ed altre località del Frusinate. Le  vicende delle marocchinate sono state descritte anche dallo scrittore Alberto Moravia, il cui libro diede lo spunto al regista Vittorio De Sica, per il film “La Ciociara”, uscito nel 1960 e che ebbe per protagonisti attori quali Jan-Paul Belmondo e Sophia Loren, che per l’interpretazione vinse un Oscar quale migliore attrice protagonista.

Emiliano Ciotti (nella foto a destra dopo padre Barnaba di Frosinone e mons. Filippo)  da anni sta raccogliendo documentazioni e memorie per non far dimenticare e far conoscere alle nuove generazioni, quanto successo nel 1944 e, all’uopo, ha scritto anche un libro dal titolo: “Le Marocchinate”.

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Esicasmo

Esicasmo

 Meditazione e preghiera contemplativa e

progetto Hesychia  “Spirito Mente e Corpo”

 

Esicasmo

Oltre l’apatia e la ataraxia. Dopo il periodo nel quale imperversava la cultura new-age, e dove vari “maestri” proponevano percorsi di perfezione legati alla tradizione buddista o orientale, non è stata valutata appieno la tradizione monastica Ortodossa. Nella tradizione monastica Ortodossa, cerchiamo di capire il grande valore dell’esicasmo. Si parla di una meditazione e di una “preghiera del cuore“.

La Preghiera del cuore, radicata nel Nuovo Testamento, viene assunta da una «corrente» propria della spiritualità orientale antica che è stata chiamata esicasmo. Il nome proviene dal greco hesychìa che significa: calma, pace, tranquillità, assenza di preoccupazione. L’esicasmo può essere definito come un sistema spirituale di orientamento essenzialmente contemplativo che ricerca la perfezione (deificazione) dell’uomo nella unione con Dio tramite la preghiera incessante. Tuttavia ciò che caratterizza tale movimento è sicuramente l’affermazione della eccellenza o della necessità della stessa hesychia, della quiete, per raggiungere la pace con Dio.

In un documento del monastero di Iviron del monte Athos, si legge questa definizione: «L’esicasta è colui che solo parla a Dio solo e lo prega senza posa». Gli esicasti, inserendosi nella tradizione biblica, esprimeranno l’esperienza della preghiera. contemplativa attraverso l’invocazione e l’attenzione del cuore al Nome di Gesù, per camminare alla sua presenza, essere liberati da ogni peccato e rimanere nel dolce riposo di Dio in ascolto della sua parola silenziosa. La storia dell’esicasmo inizia con i monaci del deserto d’Egitto e di Gaza. «A noi, piccoli e deboli, non ci resta altro da fare che rifugiarci nel Nome di Gesù», dice uno di loro. Si afferma poi al monastero del Sinai, con san Giovanni Climaco.

Un esponente di spicco è sicuramente Simeone il Nuovo Teologo. Rinascerà al Monte Athos nel sec. XIV. Quiete, solitudine e silenzio interiore, che viene raggiunta attraverso la solitudine e il silenzio esteriore, si presenta tuttavia come un mezzo eccellente per raggiungere l’orazione ininterrotta. l’unione con Dio nella contemplazione, attraverso la preghiera . In quanto mezzo e non fine l’esichia va distinta sia dalla apàtheià degli Stoici, intesa come assenza e liberazione dalle quattro passioni fondamentali, la tristezza, il timore, il desiderio e il piacere; sia dall’ataraxia degli Epicurei, che consiste nella libertà dell’anima dalle preoccupazioni della vita.

Padre Roberto Pinna  (parroco Sant’Efisio di Cagliari – via Giuseppe Peretti n. 2/A)

progetto Hesychia 

 

La parrocchia San Nicola di Myra di Campomarino (Këmarini in lingua arbëreshe), in collaborazione con l’Università Popolare del Molise “Paracelso” ha predisposto dei Corsi di Esicasmo nei locali parrocchiali, siti nella frazione Nuova Cliternia – via Moscato n. 12,  che hanno come obiettivo la ricerca della pace interiore attraverso la Naturopatia in unione con Dio e in armonia con il creato. 

Il parroco di Campomarino,  insieme con il figlio Alessandro (accolito della nostra Chiesa) e la moglie sta realizzando delle corde di preghiera (komboskini), che sono degli strumenti di fede molto usate in ortodossia, per la pratica della preghiera esicasta o anche detta del cuore! Una pratica religiosa molto semplice alla

portata di tutti, per invocare la misericordia di Gesù Cristo su di noi è sugli altri. Coloro che sono interessati a partecipare al  Progetto Hesychia “spirito, mente e corpo” oppure vuole sperimentarlo attraverso una corda di preghiera ortodossa può contattare il parroco di Campomarino padre Gianni De Paola al numero telefonico +39 3392401480

Pogetto Hesychia – Sprito, Mente e Corpo

Parrocchia San Nicola di Myra 

località Nuova Cliterna

via Moscato,12

86042 Campomarino  (CB)

             

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045

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