Collegio degli Arconti

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 Confraternita di san Giovanni Crisostomo

Collegio degli Arconti

 

Nel 1453, dopo la caduta di Costantinopoli ad opera dei turchi ottomani, il Patriarcato di Costantinopoli da guida spirituale dell’Impero si trovò ad essere sotto il dominio di un governo islamico ostile. In tale situazione le popolazioni non islamiche non facenti parte della Umma (comunità dei credenti), definite infedeli, non godevano degli stessi diritti dei musulmani ma, se appartenenti alle genti del Libro, stavano in una posizione di inferiorità giuridica e venivano tollerati come dhimmi (protetti). La protezione accordata dalle autorità islamiche agli infedeli non era diversa da quella accordata dai mafiosi e consisteva in un “pizzo” denominato imposta di capitazione (jizia), spesso talmente gravosa da indurre le persone a convertirsi all’Islam per motivi fiscali. Gli infedeli della gente del Libro (cristiani, ebrei, zoroastriani, sabei) venivano costituiti in millet (nazioni) a capo dei quali vi era, per i cristiani Rūm  (arabo  الرُّومal-Rūmossia romani (gli abitanti dell’Impero Romano d’Oriente si definivano romani, il termine bizantino è stato inventato dagli storici occidentali nel XVIII secolo) o romei (romani di lingua greca e fede ortodossa), il Patriarca di Costantinopoli (per gli ebrei ad esempio vi era il Gran Rabbino di Costantinopoli). A titolo di curiosità il millet più numeroso era quello armeno (Chiesa Apostolica Armena, monofisita antico-orientale). All’interno del millet le comunità religiose erano tenute alla riscossione delle tasse, avevano poteri in materia di diritto di famiglia e rappresentavano la comunità nei confronti del Sultano. In tale situazione le comunità ortodosse romane di lingua greca di Costantinopoli-Nuova Roma (il Sultanato Ottomano non cambiò mai il nome della città, cambiato solo il 28 marzo 1930 quando prese il nome di Istanbul, che significa “Casa dell’Islam“) si specializzarono, essendogli precluse le attività burocratiche e militari, nel campo del commercio marittimo. Grazie all’attività commerciale diverse famiglie ortodosse, come gli Agir, i Duca, gli Ypsilanti, i Kantakuzin, i Lascaris ecc., accumularono ingenti ricchezze trasformandosi nei maggiori finanziatori del Patriarcato di Costantinopoli e difensori delle popolazioni romane ortodosse. Dette fafamiglie si trasferirono prevalentemente nel quartiere patriarcale del Fanar. Per i meriti acquisiti verso il Patriarcato e le comunità dei fedeli ortodossi ottennero dal Patriarca Ecumenico il titolo onorifico di Arconti (greco: ἄρχων, árchon), titolo che nelle Grecia antica, soprattutto ad Atene, designava le più alte magistrature dello Stato (dal polemarco o generale – stratega; all’Arconte-Re teocratico, ai tesmoteti, custodi delle leggi e giudici delle controversie), durante l’impero Romano di Costantinopoli venivano così chiamati anche i governatori imperiali. Nel XIX secolo, un arconte, Alexander Ypsilanti, già generale dell’esercito russo e aiutante dell’imperatore Alessandro I, è stato uno dei condottieri degli insorgenti greci della guerra di liberazione contro l’occupazione ottomana del 1821, ed eroe dell’indipendenza della Grecia. Il 10 marzo 1966 il patriarca di Costantinopoli Atenagora I costituì l’Ordine di Sant’Andrea Apostolo – Arconti del Patriarcato Ecumenico per premiare eminenti fedeli ortodossi (quasi tutti dell’Arcidiocesi statunitense) che si siano distinti per finanziare le attività patriarcali, eparchiali o parrocchiane; che siano in grado di fornire il proprio tempo, talento e finanze, per quanto possibile, per proteggere la libertà religiosa del Patriarcato ecumenico; che si adoperino per tutelare davanti alle autorità statali o federali gli interessi del Patriarcato, l’agibilità religiosa dello stesso e ne protegga gli interessi religiosi e organizzativi. Gli Arconti del Patriarcato di Costantinopoli, finanziano il “Fondo ecumenico patriarcale di Sant’Andrea“, tanto Anthony Limberakis, comandante nazionale dell’Ordine degli Arconti, ne è divenuto il presidente ed assegna onorificenza, quali la proclamazione di “Apostoli del mondo” che, ad esempio, nel 2007 furono assegnate a papa Benedetto XVI e al patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli.

Collegio degli Arconti

La nostra Chiesa Ortodossa Italiana, per sua scelta, non ha istituito Ordini Equestri né concede titoli nobiliari, pur offrendo assistenza spirituale a tutte le associazioni cavalleresche e nobiliari che richiedono nostre guide spirituali e cappellanie e si pongono sotto l’omoforio della nostra Chiesa (quali gli Ordini Nobiliari di San Mercurio di Cesarea e quello di san Nicola di Myra o la Federazione Nobili Europei Uniti), pur tuttavia vi sono persone meritevoli della nostra Chiesa che per il loro impegno, per il loro aiuto alle nostre strutture ecclesiali, caritative e d’apostolato, meritano un qualche riconoscimento da parte della Chiesa. A tal fine con motu proprio: “Fratum S. Ioannis Chrisostomi – Collegium autem Archontes” prot. n. 14/21 dell’11 febbraio 2021, giorno nel quale si fa memoria di San Castrese di Castel Volturno, vescovo e martire San Calocero, Vescovo di Ravenna, Confessore, Sua Eccellenza Reverendissima il vescovo Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, ha istituito la Confraternita di San Giovanni Crisostomo – Collegio degli Arconti. I primi fedeli che hanno ottenuto l’ambita onorificenza sono stati:

nob. Cav. Francesco Russo, barone di Cortimpiano e marchese di San Lorenzo, scrittore, innografo, melodista, Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri Templari “Ugone dei Pagani”, ideatore del Premio Internazionale di Poesia “Aniello Califano”; fondatore dell’Accademia Artisti Europeicavaliere al merito della Repubblica ItalianaCommendatore dell’Ordine della Corona Normanna, Innografo ufficiale della Chiesa Ortodossa Italiana (con relativo Diploma da parte dell’Accademia San Nicodemo l’Aghiorita).

> avv. Pietro Barone, Priore del Lazio della Confraternita dei Cavalieri Templari “Ugone dei Pagani”, membro del Tribunale Diocesano, del Tribunale Nazionale Ecclesiastico e del Consiglio Nazionale Ecclesiastico della Chiesa Ortodossa Italiana; docente di Diritto Ecclesiastico membro del Senato Accademico dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo.

nob. dott. Pavel Ciprian Feraru, cavaliere ereditario e conte palatino dell’Ordine Nobiliare di San Mercurio di Cesarealaureato all’Accademia di Polizia in Relazioni Economiche Internazionali; ha conseguito un Master in Sicurezza Nazionale e Terrorismo; ha conseguito varie specializzazioni in campo gastronomico tra le quali ricordiamo una presso la prestigiosa scuola francese di cucina Bocuse d’Or; collabora con la Casa Reale di Romania e conduce varie trasmissioni radiofoniche su Radio Romania; ha scritto diversi libri e dirige l’O.N.G. The Order of Saint Archangel Mihail che aiuta, in maniera particolare anziani e bambini con sindrome di down.

nob. dott. Enzo Modulo Morosini, conte di Risicalla e Sant’Anna Morosina, patrizio veneto, cavaliere ereditario dell’Impero Napoleonico, dell’Ordine di San Marco, dell’Ordine Civile di Savoia, di Santo Stefano Papa ecc. ecc. laureato in FilosofiaPsicologiaScienze Documentarie della StoriaScienze Araldiche; curatore dell’Archivio Storico Nobiliare Cavalleresco Corder Modulo Morosini; curatore del Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabiliaccademico dell’Accademia del Mediterraneo, dell’Accademia Tiberina ecc.; docente di Diritto Storico Araldico Ecclesiastico e membro del Senato Accademico dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo. 

> dott. Padre Roberto Pinna, responsabile della Missione “Sant’Efisio” di Cagliari, membro del Consiglio Nazionale Ecclesiastico della Chiesa Ortodossa Italiana; ha conseguito il diploma all’Istituto Tecnico Nautico e la laurea in Psico Economia presso l’Università eCampus. Cavaliere dell’Ordine di Monsanto (Portogallo) e affiliato a varie società iniziatiche (Loggia Hiram e Pronos Genesi AMORC), è stato direttore artistico dell’Associazione Sardegnarmonica di Cagliari, è Direttore di un Ufficio Postale nonché Segretario Regionale dell’UGL Comunicazioni della Sardegna.

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 Confraternita di san Giovanni Crisostomo 

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