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Festa dei santi imperatori

san Costantino e sant’Elena 

 

Si è svolta a Roma la festa parrocchiale dei santi imperatori Costantino ed Elena. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli, si è svolta presso la Chiesa parrocchiale, sita in via Roccella Ionica n. 6 (Metro Roma Anagnina).

Celebrante è stato padre Giovanni Pricop, parroco nonché esarca delle comunità ortodosse di lingua rumena in Italia, coadiuvato da padre Alexandru Nicolae Margine.       

L’omelia è stata effettuata da Sua Beatitudine Filippo (Ortenzi) di Roma, che dopo aver ricordato come prima di Costantino le comunità cristiane hanno subito numerose e sanguinose persecuzioni (prima da parte delle guardie

del Tempio, poi da imperatori romani come Nerone e Diocleziano, dopo la battaglia del 28 ottobre 312 a Ponte Milvio e l’editto di Milano, il cristianesimo da religione perseguitata è diventata la religione predominante dell’impero.

L’imperatore racconta come prima della battaglia contro Massenzio gli apparve una visione con una croce e la scritta “con questo segno vincerai” che fece sì che attribuisca all’aiuto divino la battaglia che cambiò la storia della romanità.

Costantino, di origine illiriche nacque a Naissus, capitale della provincia romana della Mesia  (odierna Niš in Serbia) nel 274 ed è morto a Nicomedia, capitale della Bitinia (odierna İzmit in Turchia) nel 337. Per gli ortodossi (i cattolici non lo riconoscono come santo), non soltanto è uno dei più grandi santi della cristianità ma lo venerano come Isapostolo (pari agli apostoli) in quanto si deve a lui la fondazione di Costantinopoli-Nuova Roma (che per oltre 1000 anni sarà la capitale dell’Impero Romano), la convocazione del I Concilio Ecumenico a Nicea dove furono rigettate le teorie eretiche di Ario, fu proclamato la omousia, ossia che il Figlio ha la medesima natura del Padre e gettate le basi del Credo. Costantino non soltanto protesse il cristianesimo ma ha fatto costruire numerose Chiese, tra le quali ricordiamo le basiliche del Santo Sepolcro a Gerusalemme, della Natività a Betlemme, nonché del Laterano  e di San Pietro a Roma. 

Anche la mamma dell’imperatore ebbe un ruolo importante per la diffusione del cristianesimo e si ricorda come durante un pellegrinaggio a Gerusalemme avrebbe rinvenuto la Vera Croce di Cristo (custodita a Gerusalemme fino al 1187 quando fu presa in mano dai musulmani di Saladino e probabilmente distrutta), con tanto di titulus crucis. Durante l’omelia il nostro Arcivescovo ha raccontato anche alcune curiosità, quale quella che la Vera Croce fu trovata sotto un terreno dove era presente una pianta  aromatica che venne ribattezzata basilico (da da basileus “re”) o  pianta regale, tanto  che ancora oggi alcune chiese ortodosse, specie quella rumena, osano mazzetti di basilico per le benedizioni.

 

 

Dopo la Divina Liturgia la cerimonia ha continuato all’aperto, dove si è provveduto alla benedizione delle acque e dell’abbondante cibo che i fedeli avevano portato per l’occasione.

 

 

 

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Frosinone
   Frosinone

Commemorazione delle Vittime delle Marocchinate

promossa dall’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate e dalla Chiesa Ortodossa Italiana 

 

Come ogni anno il giorno della memoria delle vittime delle “marocchinate” (18 maggio), viene ricordato diverse località italiane (quest’anno un centinaio), ma la manifestazione più importante è quella che si è svolta a Frosinone, capoluogo di quella Ciociaria dove si sono verificati i crimini più efferati e dove sono stati depositati dei fiori dinanzi al monumento ai caduti di viale Mazzini.                                                                

La storica manifestazione di Frosinone, anche quest’anno è stata organizzata da padre Sergio Arduini, dirigente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (A.N.V.M.), nonché parroco della locale comunità ortodossa italiana dedicata a San Michele Arcangelo.

18 maggio perché?  Il 18 maggio del 1944, a seguito  dello sfondamento della linea Gustav, le forze alleate conquistano Monte Cassino. Per ringraziare  i Goumier (truppe marocchine, algerine, tunisine, senegalesi e berbere inquadrate nell’esercito francese e comandate da Ufficiali e Sottufficiali francesi) il generale Augustin Guillaume autorizza dette truppe di riscuotere, per quattro giorni, la loro ricompensa secondo la legge islamica, ossia diritto di saccheggio verso tutto ciò che viene conquistato e non è musulmano e conseguenti violenze sessuali verso donne, ma anche uomini e bambini, devastazioni, uccisioni e furti …                                                       Alla manifestazione hanno parlato il Presidente dell’A.N.V.M. Emiliano Ciotti, scrittore e ricercatore (autore di un libro sulle Marocchinate) che ha ricordato i crimini commessi dalle truppe coloniali islamiche francesi e di come dette efferatezze siano state nascoste per non offuscare il mito della liberazione e ha spiegato ai presenti come il 18 maggio sia stato proposto come giornata del ricordo delle vittime delle marocchinate perché è la giornata nella quale le truppe alleate sfondarono la linea Gustav e le truppe coloniali francesi, con l’autorizzazione alleata, si diedero al saccheggio, alle violenze e agli stupri. La storia non si cancella, le vittime non possono essere dimenticate ed è per questo che chiediamo da anni l’approvazione di una legge statale che istituisca ufficialmente la Giornata in memoria delle Vittime da celebrarsi il 18 maggio.

Padre Sergio Arduini,  appuntato dei carabinieri e parroco ortodosso di Frosinone, nonché Dirigente Nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, dopo aver ricordato la figura del dott. Ferdinando Signorelli, ex senatore della repubblica e presidente nazionale onorario dell’A.N.V.M., e  ricordato gli eventi che hanno insanguinato l’Italia, colpendo la popolazione civile, inerme e indifesa, ha parlato della manifestazione di Frosinone che oramai si sta svolgendo da vari anni. Un impegno dell’Associazione, che è riuscita comunque a ottenere il riconoscimento da parte della Regione Lazio, è che da parte dello Stato si  istituisca una Giornata Nazionale delle Marocchinate così come già avviene per la giornata delle Foibe e delle Shoah.

La signora Barbara Paesano, rappresentante ANVM di Isola Liri, dopo aver letto delle drammatiche testimonianze di donne e bambine ciociare dell’epoca ha ricordato come certi fatti siano stati fino ad ora sottaciuti dalla storiografia locale ed evidenziato come la storia non ci ha insegnato nulla perché attualmente in ucraina si stanno verificando episodi di efferatezza analoga a quelli verificatisi nel Frusinate.

L’assessore al Comune di Frosinone, nonché candidato sindaco Riccardo Mastrangeli ha ricordato come quando si parla di marocchinate si parla soprattutto delle donne ciociare che hanno sofferto con grande dignità il dolore causato riuscendo a mantenere inalterato il loro ruolo fondamentale di perno della famiglia.

L’avvocato Mauro Sabetta ha informato che nonostante siano pochissime le vittime che, superando la vergogna e la paura di essere “additate e marchiate”, hanno trovarono il coraggio di denunciare le violenze subite, a queste né lo stato italiano né quello francese riconoscono alcuna forma di indennizzo ritenendo prescritti detti reati. 

La Chiesa Ortodossa Italiana ha commemorato le vittime con la presenza del vescovo mons. Filippo Ortenzi che, accompagnato da padre Alessandro di Roma, dopo aver ricordato che anche nella sua terra natia, in provincia di Viterbo, si sono avuti, seppure in misura minore, delle violenze contro le donne e i bambini, da parte dei goumier francesi,  ha invitato i presenti ad una preghiera in ricordo delle vittime e  proceduto alle benedizioni di rito.

Mons. Filippo e padre Sergio, oltreché il presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate Emiliano Ciotti e la dirigente della stessa Barbara Paesano, sono stati altresì intervistati da una troupe dell’emittente televisiva locale Extra TV.

 

 

 

 

 

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Ucraina

Ucraina

Aiuti SÌ – Guerra NO

I recenti avvenimenti in Ucraina, dove si svolge una guerra fratricida tra grandi e piccoli russi, popoli che hanno in comune una stessa origine (la Rus’ di Kiev), una stessa storia e una stessa Fede, stanno creando una situazione che se non viene al più presto risolta, oltre che a maggiori lutti e distruzione nelle terre ucraine, c’è il rischio che possa trascinare l’umanità alla terza guerra mondiale. 

La posizione della nostra Chiesa al riguardo dell’invasione russa è chiara ed è stata ampliamente illustrata su questo sito il 9 marzo u.s. (Beati gli operatori di Pace), ciò detto le sanzioni, l’invio di armi, l’allargamento della NATO e l’accerchiamento della Russia, rischiano di far sì che una guerra regionale si trasformi in mondiale con conseguenze disastrose per l’umanità.   

La nostra Chiesa è vicina ai popoli sofferenti dell’Ucraina ed anche al popolo russo, oggetto di continua e crescente ostilità nel nostro Paese come in tutto l’Occidente e lo ha dimostrato ampiamente, infatti molti nostri sacerdoti e fedeli si sono adoperati per mandare aiuti alle popolazioni martoriate dell’Ucraina e, al contempo, siamo vicini ai nostri fratelli russi che vengono ingiustamente boicottati o osteggiati.

Riguardo agli aiuti citiamo l’opera dei nostri monaci antoniani, ed in particolare dello ieromonaco padre Elia (Favazzo) a Reggio Calabria; del nostro portavoce dott. Michail Emi Maritato che con l’associazione AssoTutela ha inviato in Ucraina numerosi Tir di aiuti alimentari e sanitari; padre Franco (Altobello) a Latina; padre Giovanni e la parrocchia di Roma Anagnina; il nostro seminarista Giustino Bruno a Pescara; la nostra magione templare dell’astigiano; ecc. ecc. 

 

Per quanto attiene  i russi, la maggioranza di essi  non ha partecipato alla manifestazione indetta dagli “Amici della Grande Russia” per difendere, sia l’amicizia russo-italiana e i legami storici che uniscono la Prima e la Terza Roma, che  la cultura russa che viene oscurata anche nei nostri atenei, come se Dostoevskij fosse responsabile delle guerre o dei crimini effettuati dai governi di Stalin o di Putin.

Ai giornalisti presenti in piazza Santi Apostoli a Roma non interessava parlare della cultura russa ma unicamente conoscere l’opinione dei russi che abitano in Italia in merito alla guerra, mettendo in difficoltà gli stessi, perché qualora si sarebbero espressi in modo negativo avrebbero avuto problemi in Russia e se l’avessero avallata, nel nostro Paese. 

Compito delle Chiese Ortodosse è quello di aiutare le popolazioni e pregare per la Pace. Chi volesse aiutare concretamente le vittime di questa assurda, e speriamo non lunga, guerra può contattare la Confraternita del Buon Samaritano, email: confraternitabuonsamaritano@gmail.com, nostra associazione di volontariato o concordare con  la nostra Chiesa, chiesaortodossaitaliana@gmail.com,  liturgie o veglie di preghiera o iniziative per la promozione della Pace.     

 

Ai fedeli di Roma ricordiamo che domenica (22 maggio)  mattina, ci sarà la festa patronale, con processione, della Parrocchia Santi Imperatori “Costantino ed Elena” di Roma Anagnina (Metro Anagnina – via Roccella Ionica n. 6), i fedeli e il clero romano sono invitati ad intervenire.

 

 

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Russofobia             

Russofobia

 Manifestazione contro la cancellazione della cultura russa e contro ogni forma di discriminazione

promossa dall’associazione Amici della Grande Russia

  Roma 12 maggio 2022

Si è svolta a Roma, nella centralissima piazza Santi Apostoli (tra piazza Venezia e Fontana di Trevi), una manifestazione contro la crescente russofobia, che a causa del conflitto in atto in Ucraina, sta montando nel nostro Paese.  La manifestazione è stata organizzata dall’associazione “Amici della Grande Russia”, fondata nel 2914 e presieduta dalla signora Yulia Bazarova, con l’obiettivo di promuovere i rapporti culturali tra l’Italia e la Russia, ed è stata organizzata per promuovere la cultura del dialogo, dire No alla Russofobia e alla cancellazione della cultura. La Bazarova, che ha dato inizio alla manifestazione, ricordandone gli obiettivi e ricordando come “la cultura non ha frontiere, lingue né colore di pelle; la cultura russa fa parte della cultura mondiale”. ha presenziato e presentato i relatori.

Tra gli altri  intervenuti ricordiamo il poeta  Paolo Dragonetti de Torres Rutili, vicepresidente dell’associazione, che dopo aver sostenuto come solo con la ragione si può arrivare alla pace, e la ragione ha bisogno di una profonda conoscenza culturale per esprimersi”, ha recitato una poesia dedicata alla Pace dedicata al grande scrittore Lev Tolstoj e  l’avv. Leo Maria Galati, da sempre impegnato nel sociale per il quale:“La cultura è quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società. La cancellazione della storia e della cultura in generale rappresenta una generazione sociale che costruisce muri ideologici e non ponti di dialogo”.

Altri interventi sono stati quelli della signora Dariya Puchkova, Direttrice del Centro russo di Scienza e di Cultura “ Rossotrudnichestvo Italia”,  dell’avv. Leo Maria Galati, tra gli organizzatori dell’evento e il giornalista Gianfranco Vestuto, Direttore di Russian News, un osservatorio dello spazio euroasiatico, e opinionista sulla Russia nei talk show televisivi.  La cultura è quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società. Per volontà degli organizzatori non sono state ammesse in piazza bandiere nazionali (neppure quella della Federazione Russa), né di partito anche al fine di evitare strumentalizzazioni o provocazioni.

Durante la manifestazione si è esibita la soprano russa Maria Smirnova, che ha cantato alcune celebri romanze russe con la musica del noto compositore russo Sergej Rachmaninoff; e di Nikolai Rimskij-Korsakov. Nel repertorio di Maria Smirnova anche diverse arie italiane tra le quali una famosa aria del noto compositore Giacomo Puccini ”O, mio babbino, caro”.

Mons. Filippo Ortenzi, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, è stato l’unico leader religioso invitato ad intervenire quale relatore alla manifestazione. Nel suo applauditissimo intervento ha ricordato i legami storico-culturali e religiosi tra l’Italia e la Russia, come il cristianesimo ortodosso sia stato il collante della cultura e dell’anima russa. Ha parlato del mito della Terza Roma, di come dopo la caduta di Costantinopoli-Nuova Roma e in un momento nel quale tutti patriarcati ortodossi (Gerusalemme, Antiochia, Alessandria d’Egitto e la stessa Costantinopoli) erano sotto dominazione islamica, la Russia era l’unico stato ortodosso libero e che anelava a ristabilire l’ecumene cristiano e restaurare quell’impero romano che i territori russi ha soltanto lambito (in Crimea e nelle coste del mar Nero) ma il cui mito vive, ancora oggi, più a Mosca che a Roma.

L’intervento del nostro metropolita si è concluso con: “Viva l’Italia, viva la Russia, viva la Prima e la Terza Roma”.

A margine della manifestazione il nostro metropolita è stato intervistato da varie troupe televisive, da Mediaset a AGTW e dalla giornalista Flavia Amabile della Stampa.  Inutile dire che ai giornalisti della difesa della cultura russa interessava ben poco essendo stati mandati dalle rispettive redazioni unicamente per intervistare sulla guerra. Al riguardo la nostra Chiesa ha chiarito la propria posizione già all’inizio del marzo scorso col documento “Beati gli Operatori di Pace” (pubblicato sul blog di questo sito il 9 marzo u.s.), nella quale non giustifica l’invasione, ma rimarcando che ciò non può essere un pretesto per fomentare la russofobia o l’ostilità contro la fede ortodossa.

Non si possono discriminare Gorkij, Gogol, Dostoevskij, Tolstoj ecc. quali fossero responsabili di una guerra iniziata molti anni dopo la loro dipartita verso la casa del Padre, né dimenticare come teologi russi venuti in occidente (prevalentemente a Parigi) abbiamo non soltanto mantenuto quella spiritualità che è nuovamente divampata con tutta la sua potenza dopo la fine del regime sovietico,  ateo e anticristiano, ma ha portato un vento di novità antica e rinnovata nel dibattito teologico contemporaneo (vedi Nikolaj Berdjaev,  Michail Bulgakov e Pavel Evdokimov). 

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Cristo è risorto

Cristo è risorto

Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 

Liturgia delle Luci a Roma

Rito del Fidanzamento a Cagliari.

 

“Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.”  (dal Vangelo secondo Luca 24:1-12)

 In questo momento che pone ortodossi contro ortodossi e cristiani contro cristiani,  la nostra Chiesa ha celebrato la Pasqua in tutta Italia, con significative, anche in termini di presenze, cerimonie a Roma.

Nella Chiesa dei Santi Imperatori Costantino ed Elena di Roma si sono svolte le cerimonie della settimana santa, dalla domenica delle Palme alla Pasqua, che hanno visto celebrante padre Giovanni Pricop ed alle quali ha partecipato il nostro Metropolita Sua Beatitudine Filippo Ortenzi. Il giorno del grande e Santo Giovedì mons. Filippo ha provveduto alla consacrazione del Sacro Myron e venerdì è stata effettuata una processione al termine della quale è stato accolto alla fede ortodossa, tramite crismazione, effettuata da mons. Filippo e dallo ieromonaco padre Elia, Priore Generale Vicario dell’Ordine di Sant’Antonio – Monaci Antoniani, il sig. Giuseppe De Sole, che è stato accolto come postulante antoniano.

 

Nella notte tra il Sabato e la domenica si è svolto il Lucernaio (Liturgia delle Luci). Il sacerdote ha distribuito il  fuoco nuovo e la luce delle candele ai numerosi fedeli presenti. Le luci rappresentano il simbolo di Gesù risorto che vince le tenebre del male, la luce che aveva illuminato il Sepolcro del Signore dopo la resurrezione di Cristo. L’assemblea si è poi radunata  fuori della chiesa, alla cerimonia, effettuata da padre Giovanni Pricop, oltre Sua Beatitudine mons. Filippo di Roma, hanno partecipato diversi membri del clero: il corepiscopo padre Alessandro Frezza, lo ieromonaco padre Elia (Vittorio Favazzo), padre Sergio Arduini e padre Alexandru Nicolae Margine.

 

Fuori Roma va segnalato un evento importante, come ben sapete nella nostra Chiesa vengono effettuati anche Riti di Fidanzamento, e al riguardo formuliamo i migliori auguri ai signori Paolo Tocco e Priscilla Albanesi, che hanno voluto unire i loro cuori il giorno della Pasqua Ortodossa, presso la Parrocchia Sant’Efisio di Cagliari. La cerimonia è stata effettuata da mons. Roberto Pinna, corepiscopo e decano della Chiesa Ortodossa Italiana per la Sardegna.  

 

Cari fratelli e sorelle “Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!” (1 Cor 5,7). Risuona in questo giorno l’esclamazione di san Paolo nella Lettera ai Corinzi. È un testo che risale ad appena una ventina d’anni dopo la morte e risurrezione di Gesù, eppure contiene già, la piena consapevolezza della novità cristiana. Il simbolo centrale della storia della salvezza – l’agnello pasquale – viene qui identificato in Gesù, chiamato appunto “nostra Pasqua”. La Pasqua ebraica, memoriale della liberazione dalla schiavitù d’Egitto, prevedeva ogni anno il rito dell’immolazione dell’agnello, un agnello per famiglia, secondo la prescrizione mosaica. Nella sua passione e morte, Gesù si rivela come l’Agnello di Dio “immolato” sulla croce per togliere i peccati del mondo.

È stato ucciso proprio nell’ora in cui era consuetudine immolare gli agnelli nel Tempio di Gerusalemme. Il senso di questo suo sacrificio lo aveva anticipato Egli stesso durante l’Ultima Cena, sostituendosi – sotto i segni del pane e del vino – ai cibi rituali del pasto nella Pasqua ebraica. Così possiamo dire veramente che Gesù ha portato a compimento la tradizione dell’antica Pasqua e l’ha trasformata nella sua Pasqua. Cari fratelli e sorelle, apriamo l’animo a Cristo morto e risuscitato perché ci rinnovi, perché elimini dal nostro cuore il veleno del peccato e della morte e vi infonda la linfa vitale dello Spirito Santo: la vita divina ed eterna e, come abbiamo letto negli Atti degli Apostoli: mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra fate sì che l’’annuncio della Pasqua si espanda nel mondo e Gesù, il Risorto ci precede e ci accompagna per le strade del mondo. È Lui la nostra speranza, è Lui la pace vera del mondo. Amen!

 

Segnaliamo altresì che il Libro La Settimana Santa Ortodossa può essere acquistato anche su Amazon:

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La Settimana Santa Ortodossa

La Settimana Santa Ortodossa

Libro di Sua Beatitudine Filippo I (Ortenzi)

Prefazione di fra Giovanni Maria Maddamma

dei Fratelli Minori di San Francesco e Santa Chiara

Notte di Pasqua a Roma Anagnina con padre Giovanni

esarca delle Comunità Rumene in Italia 

 

 

Per conoscere i riti, i tropari, le omelie e il significato religioso dei giorni che vanno dall’Entrata Trionfale di Gesù a Gerusalemme (o Domenica delle Palme) alla Pasqua e i Grandi e Santi Giorni che vanno dal lunedì al sabato, nonché alla Pasqua Ortodossa (che quest’anno viene domenica prossima 24 aprile 2022), la Chiesa Ortodossa Italiana ha editato un libro, pubblicato dalla Casa Editrice Francescana Le Vie della Cristianità. Il libro fa parte delle Collane della Buona Stampa curata da da Fra Giovanni Maria Maddamma della Congregazione Fratelli Minori di San Francesco e Santa Chiara, che ne ha curato la grafica e la prefazione. Vi invito a prenotare ed acquistare il libro perché parte del prezzo di copertina servirà a finanziare le opere di apostolato e carità della Chiesa Ortodossa Italiana.

Dalla Prefazione di fra Giovanni Maria Maddamma

In questo libro l’autore traccia una serie di riti della Settimana Santa Ortodossa. La Settimana Santa è l’ultima settimana della Grande Quaresima precedente la Pasqua e successiva alla Settimana dei Fiori (sesta domenica del Grande Quaresima), durante la quale si ricordano l’Ultima Cena, il giudizio, la sofferenza e la crocifissione, la sepoltura di Gesù Cristo.

Nel cristianesimo, tutti i giorni della Settimana Santa sono chiamati “Grandi” – Grande Lunedì, Grande Martedì, ecc. Nell’Ortodossia, la Liturgia dei Doni Presantificati viene eseguita nei primi tre giorni della Settimana Santa, il Giovedì Santo e il Grande Sabato. Nella Liturgia di Basilio Magno, il Venerdì Santo non viene eseguito. Nei primi tre giorni della Settimana della Passione, si prescrive la lettura dell’intero Salterio, ad eccezione del 17° kathisma letto al Mattutino il Grande Sabato. Il servizio divino nella Settimana della Passione ha un significato speciale.

Durante la Settimana Santa il digiuno è particolarmente rigoroso. In questo giorno viene ricordato il patriarca dell’Antico Testamento Giuseppe, venduto dai fratelli all’Egitto, come prototipo di Gesù Cristo sofferente, così come il racconto evangelico della maledizione di Gesù del fico sterile, a simboleggiare l’anima che non porta frutti spirituali – vero pentimento, fede e preghiera.

Tutti i riti della Settimana Santa sono davvero significativi. Se vissuti intensamente si può arrivare ad una comprensione completa della Passione di Cristo. Questo libro ci aiuta fortemente nella comprensione di questi riti forti della Settimana Santa Ortodossa. 

 

Indice del Libro 

Prefazione di Fra Giovanni  – La Domenica delle Palme o Entrata Trionfale – Sinassario  – Omelia di San Proclo sulla Domenica delle Palme  – Omelia di San Giovanni Crisostomo per la Domenica delle Palme –

 

La Liturgia dei Doni presantificati –  Rito dei Doni Presantificati  – Preghiera monastica dei Salmi (Kathisma ): Salmo 119 –  Preghiera di sant’Efrem – Il Grande e Santo Lunedì – Il Grande e Santo Martedì  – Il Grande e Santo Mercoledì – Il Grande e Santo Giovedì – Il Grande e Santo Venerdì Il Grande e Santo Sabato Benedizione del Nuovo Fuoco –La Santa Pasqua del Signore GesùTradizioni Popolari della Pasqua –Il Rito Gallicano Pasquale –Glossario – l’Autore del Libro – Indice

Chi volesse prenotare il libro (che è in stampa) può scrivere o alla cancelleria della Chiesa: chiesaortodossaitaliana@gmail.com o  direttamente alle edizioni francescane Le Vie della Cristianitità: discepolidimaria@gmail.com

 

Notte di Pasqua

Sua Beatitudine Filippo, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana presenzierà il rito dell’attesa della Resurrezione e della Benedizione del Fuoco Nuovo che si terrà presso il parcheggio di via  Roccella Ionica n. 6 davanti alla Chiesa dei Santi Imperatori Costantino ed Elena. La Divina Liturgia (secondo il rito di San Basilio il Grande), inizierà alle ore 23 di sabato e  verrà celebrato da padre Giovanni Pricop, esarca delle comunità di lingua rumena della nostra Chiesa e sarà celebrato all’aperto (salvo pioggia) per permettere a tutte le centinaia di fedeli che vi parteciperanno di potervi assistere. Tutta la Comunità Romana è invitata a partecipare. Domenica 24 la Divina Liturgia verrà celebrata nella Parrocchia alle ore 10.

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Tasse scontate e riconoscimenti C.F.U.  – Convenzione Unitelematica Leonardo da Vinci   

Tasse scontate e riconoscimenti C.F.U.

Convenzione tra  Chiesa Ortodossa Italiana – Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo (UNISAG)Università Popolare Telematica Unifirenze – MTA Formazione & Sicurezza – Unitelemativa Leonardo da Vinci (Svizzera)

 

Grazie al dott. prof. Michele Antonio Tramontana (diacono eletto della Chiesa Ortodossa Italiana e responsabile di MTA Formazione & Sicurezza), è stata sottoscritta tra la Chiesa Ortodossa Italiana e le sue strutture accademiche: Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo e Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita, nella persona del legale rappresentante Sua Beatitudine dott. Filippo Ortenzi e l’Università Popolare degli Studi Unifirenze, nella persona del Rettore Dott. Simone Falcini una Convenzione che permette ai membri del clero, a coloro che hanno sostenuto corsi nella nostra Università ed Accademia  ed ai fedeli tutti della Chiesa Ortodossa Italiana di ottenere C.F.U.  (Crediti Formativi Universitari) per i corsi effettuati e le esperienze di vita e di potersi iscrivere con un 20% di sconto sulle tasse universitarie.

Tale convenzione riguarda, per il rilascio di  Diplomi Professionali e Master di Specializzazione l’Università Unifirenze , mentre  le Lauree Triennali, Lauree Magistrali, Master 1° e 2° livello e Dottorati di ricerca (Ph.D.) sono rilasciati da Unitelematica Leonardo da Vinci registrata in Camera di Commercio reg. n° CHE-276.671.392, Svizzera, Università Privata e certificata UNI ISO 9001:2015, ed una delle poche Università Private ad avere ricevuto la certificazione Internazionale UNI ISO 2001:2018 per la progettazione ed erogazione di percorsi formativi in ambito universitario.

L’Università Popolare degli Studi Unifirenze accreditata a Unitelematica Leonardo da Vinci, nell’ambito della Offerta formativa proposta per l’a.a.2022/2023, offre i seguenti corsi di studio:

Corsi di Laurea Triennale e Magistrale 
Dottorati nelle seguenti facoltà:
Chimica (vari indirizzi)
Ingegneria (vari indirizzi)
Lettere (vari indirizzi)
Lingue
Servizi Sociali
Filosofia
Scienze Agrarie e Forestali (vari indirizzi)
Scienze Ambiente e Territorio
Scienze Criminologiche e Forensi
Scienze del Counseling Relazionale e Tecniche Psicologiche
Scienze del Marketing e Comunicazione
Scienze del Turismo
Scienze della Difesa e della Sicurezza
Scienze del Turismo
Scienze della Educazione e Formazione
Scienze e Tecniche dello Sport (vari indirizzi)
Scienze e Tecnologie Farmaceutiche e Tecnologie Informatiche
Scienze Economia e Organizzazione (vari indirizzi)
Scienze della Comunicazione
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
Scienze Politiche, Economiche e Sociali (vari indirizzi)
Scociologia e Risorse Umane (vari Indirizzi)
Storia
L’Università, in considerazione dei destinatari del presente accordo e delle finalità sopra enunciate, in una prospettiva di collaborazione e di coesione tra Associazioni e Pubbliche Amministrazioni, favorisce l’iscrizione ai Corsi di studio attivi presso l’Ateneo degli affiliati o dipendenti, riconoscendo un’agevolazione nel pagamento delle tasse e contributi e fissando uno sconto del 20% sulla retta annuale

L’Università Popolare UNIFIRENZE e la  Chiesa Ortodossa Italiana convengono di avviare un rapporto di collaborazione didattica e scientifica mediante l’individuazione delle modalità di riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU) a favore del Clero e dei fedeli ai fini del conseguimento delle lauree triennali, delle lauree magistrali, del Dottorato Ph.D nell’ambito dei corsi attivati presso l’Università.

La presente convenzione si applica al Clero, a coloro che hanno effettuato corsi nelle strutture accademiche della Chiesa (Accademia San Nicodemo L’Aghiorita e UNISAG – Università San Giovanni Crisostomo)  e ai Fedeli afferenti,  all’atto della presentazione delle domande d’iscrizione al corso di laurea, in possesso del diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo idoneo di studio conseguito all’estero riconosciuto equipollente.

L’Ateneo si riserverà sempre di valutare l’idoneità della candidatura del richiedente.

C.F.U. – (Crediti formativi universitari)

L’Università Popolare UNIFIRENZE può riconoscere, di cui in premessa, crediti formativi, in misura adeguata, secondo quanto previsto nel Regolamento didattico di Ateneo, in base alle conoscenze e le abilità professionali possedute dal singolo socio volontario o dipendente e certificate ai sensi della normativa vigente in materia.

(Immatricolazioni)

L’immatricolazione e l’iscrizione avvengono secondo le norme dell’Università UNIFIREZE in vigore. Sulle domande di immatricolazione e di iscrizione presentate è facoltà dell’Università richiedere il parere del Consiglio del Corso di Laurea. Per facilitare la gestione organizzativa da parte dell’Università, l’associazione rilascerà al proprio personale un attestato di iscrizione da allegare alla domanda di iscrizione al corso di laurea.

(Organizzazione dei Corsi di studio)

Le attività didattiche previste sono organizzate e gestite secondo tempi e modalità stabiliti dall’Ateneo e dai rispettivi Dipartimenti, sedi dei corsi di studio.

(Spese di immatricolazione)

Le tasse e i contributi di immatricolazione e iscrizione sono dovuti all’Università Unifirenze dai richiedenti

come da convenzione attivata avranno una scontistica pari al 20% sul costo delle rette in corso. Il costo della retta comprende L’inserimento nella piattaforma degli studi, l’affidamento di un Tutor, il rilascio dei materiali di studi in formato PDF, l’accesso illimitato alle esercitazioni ed esami, 7 giorni su 7 H24. Il pagamento dovrà essere effettuato esclusivamente sul conto intestato a Università UNIFIRENZE, in unica rata annuale o unica, come da offerta formativa proposta. L’Università Popolare UNIFIRENZE si impegna a mantenere per tutta la durata della Convenzione le condizioni favorevoli previste nel presente articolo.

(Tirocini)

Il convenzionato Chiesa Ortodossa Italiana al fine di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei laureati dell’Università Unifirenze, potrà richiedere

l’attivazione di un tirocinio curriculare a distanza gratuito (dove previsto), rispettivamente per gli studenti e i laureati dell’Università Popolare Unifirenze secondo quanto previsto dal percorso di studi.

(Norme finali)

La presente convenzione impegna le parti dal momento della sua sottoscrizione e ha validità di sei anni accademici a decorrere dall’inizio dell’a.a. 2022/2023. Essa si intende tacitamente rinnovata per un uguale periodo, salvo disdetta o richiesta di modifica di una delle parti, da comunicarsi per iscritto almeno tre mesi prima dell’inizio dell’anno accademico di scadenza.

Chi fosse interessato per iscrizione e valutazione Crediti Formativi può scrivere, specificando

CONVENZIONE UNIFIRENZE – CHIESA ORTODOSSA ITALIANA

dott. Michele Antonio Tramontana diacono eletto e responsabile Parrocchia Ortodossa di Santa Caterina Villarmosa (CL) email: micheleantoniotramontana@gmail.com tel.  +39 351 918 6985

oppure alla Cancelleria della Chiesa: tel. +39 3917065512

chiesaortodossaitaliana@gmail.com

 

Chiesa Ortodossa Italiana

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Fraternità Ortodossa

Fraternità Ortodossa

Diretta dall’ing. Ambrogio Giordano di Foggia, la Fraternità Ortodossa è lo strumento di aggregazione della Chiesa attivo soprattutto nelle località dove la nostra Chiesa non ha né Parrocchie, né Missioni e funge come associazione di apostolato e gruppi di preghiera. Il Codex Canonum (Codice di Diritto Canonico della Chiesa Ortodossa Italiana) al Canone 69 (Fraternità Ortodossa)così definisce e delinea l’azione della Fraternità: 

Comma 1) La Fraternità Ortodossa ha il fine di promuovere l’apostolato ortodosso in collaborazione con le strutture ecclesiali della Chiesa Ortodossa Italiana secondo le finalità che le verranno assegnate dal Santo Sinodo.

Comma 2) La Fraternità Ortodossa ha altresì il fine di promuovere l’associazionismo ortodosso anche nei territori privi di clero.

Comma 3) La nomina dei responsabili della Fraternità Ortodossa viene fatta dal vescovo competente per territorio, in assenza dall’Arcivescovo Metropolita sentito il Presidente Nazionale dell’Associazione.

Comma 4) La Fraternità Ortodossa è organizzata a livello nazionale con Statuto proprio.

La Presidenza Nazionale della Fraternità Ortodossa è a Foggia ed è diretta dall’ing. Ambrogio Giordano, sacerdote, membro della Curia Arcivescovile e del Consiglio Nazionale Ecclesiastico della Chiesa, Pro-Rettore dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo e dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita, Rettore dell’Accademia San Nicola di Myra,  e Gran Priore Vicario della Confraternita di San Michele Arcangelo. L’ing. Giordano ha un curriculum incredibile: libero professionista è dirigente Tecnico dell’AMIU Puglia Spa  – Ingegnere Civile e Ambientale – Pianificatore Territoriale, Urbanistico e Ambientale – Sociologo indirizzo Mass media e Comunicazione – Criminologo-Criminalista – Tecnico Ricostruttore Incidenti Stradali – Tecnico Certificatore Energetico – Tecnico Progettazione e Gestione Verde Pubblico e Privato – Energy Manager – RSPP ecc. Ha un’infinità di titoli di Studio: Lauree in Ingegneria Civile e Ambientale, Sociologia, Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale, Scienze Criminologiche e Scienze Storico-Religiose; diplomi da Geometra e Perito Agrario, inoltre tecnico agrario, cartografo, topografo, domotico … docente di Sociologia alla Pegaso di Foggia e di Sociologia e Filosofia all’UniSaG ecc. Una persona di tale spessore dà lustro alla Fraternità che, sotto la sua guida, si è diffusa in ogni parte d’Italia

La Fraternità Ortodossa opera con Presidenze Provinciali a: 

Bergamo con Gianluca Gerunda, diacono, tecnico informatico.

Catanzaro con l’arch. Mario Perri, già Sindaco di Decollatura 

Cosenza con Valentino Cioffi guardia giurata e studente di Liturgia Pastorale all’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita;

Milano con l’arch. Alessandra Caradonna Presidente di Royal Park, associazione che da anni organizza eventi, soprattutto nel settore del benessere.

Palermo con Gregorio Giuseppe Castiglia, ex sindaco di Caltavuturu.

Pistoia con Marco Tarelli, avvocato.

Pescara con Giustino Bruno, Presidente del CESI (Centro Europeo di Studi Strategici), membro dell’Assemblea Internazionale Templare con sede in Spagna e dirigente di Tripla Difesa onlus.

Taranto con Antonio Curatti, tenente medico della Croce Rossa Italiana e studente di Liturgia Pastorale all’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita;

Sono state attivate altresì strutture locali della Fraternità a:

Andali (CZ) con la giornalista Ada Cosco, lettore e addetta stampa della nostra Chiesa.

Bagnaria Arsa (UD) con Tania Pizzamiglio, formata in Scienze, Teologia e Spiritualità Ortodossa all’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo dove sta seguendo anche i corsi di Esorcismo e di Esicasmo. Tania ha una cultura enciclopedica eccezionale, conoscitrice di numerose lingue: arabo, ebraico biblico, francese, friulano, inglese e russo è esperta in numerose materie: naturopatia, fitoterapia, sofrologia, erboristeria, cromoterapia, ayurveda, floriterapie e  fiori di Bach, web journalism, floriterapia, digital marketing, business planning, ecc. ecc. ecc.

Brienza (PZ) con Franz Franc Bregu, tecnico forestale della comunità albanese.

Campobasso com Michele Saporito, studente di Liturgia Pastorale all’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita;

Carbognano (VT) con Marco Tartarini, diacono, giornalista;

Giulianova (TE) con Denis Hylviu, coordina l’apostolato tra le comunità albanesi.

Grumo Appula (BA) con Claudio Lo Cascio, imprenditore

Lanciano (CH) con Antonella D’Agostino, impiegata e studentessa di Liturgia Pastorale all’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita;

La Valletta (Rep. di Malta) con Conrad Pace, autista, cavaliere templare.

Manduria (BA) con Antonio Curatti, tenente medico e studente di Liturgia Pastorale all’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita;

Marta (VT) con Sandro Segatori, imprenditore;

Pomezia (RM) con Valerio Ruggiero, ex frate francescano;

Sant’Elpidio alla Vibrata (TE) con Mario Orsatti, pensionato


Chi fosse interessato a costituire nella sua città una struttura locale della Fraternità Ortodossa può contattare:

il Presidente Nazionale: giordanoambrogio@libero.it;

oppure il Cancelliere: padre.lino075@gmail.com

o direttamente la Chiesa: chiesaortodossaitaliana@gmail.com

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Canale Youtube Chiesa Ortodossa Italiana

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Rubrica “Ortodossia e Spiritualità

sul quotidiano Vento Nuovo 

https://www.youtube.com/watch?v=OsWDAG0eOnk

Grazie all’impegno del nostro Cancelliere Padre Lino, è stato aperto un Canale Youtube Chiesa Ortodossa Italiana al quale vi invito ad iscrivervi. Gli ultimi video postati da padre Lino riguardano i seguenti argomenti: meditazione sulla domenica (18.03.22) – meditazione sul segno della croce (19.03.22) – meditazione sul vangelo (20.03.22) e meditazione sul perdono (20.03.22).

In accordo con il direttore della testata dott. Michel Emi Maritato, giornalista, tributarista, criminologo, portavoce della Chiesa Ortodossa Italiana e uno dei massimi esperti di  anatocismo bancario, è stata creata una Rubrica fissa denominata “Ortodossia e Spiritualità” sul quotidiano Vento Nuovo (http://www.ventonuovo.eu) che avrà quale caporedattore il dott. Marco Soranno (nome religioso Padre Lino), cancelliere della nostra Chiesa e collaboratore il sig. Vittorio Favazzo (nome religioso padre Elia), ieromonaco e Vice Priore Generale dell’Ordine di Sant’Antonio – Monaci Antoniani.

Vi invito a seguire quotidianamente gli articoli sul sito:  http://www.ventonuovo.eu/

Vento Nuovo è un quotidiano d’informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip e sport fondato a Roma nel 2009,  da Michel Emi Maritato, che ne cura la Rubrica “Economia e Finanza”. 

Il primo articolo della rubrica, firmato da Marco Soranno, è stato pubblicato domenica 20 marzo 2022 con il titolo: Ortodossia, perché?

Per chi fosse interessato può leggerlo sul link: http://www.ventonuovo.eu/news-3/72919-ortodossia-perche

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Beati gli Operatori di  Pace

Beati gli Operatori di  Pace

perché saranno chiamati figli di Dio

(Matteo. 5, 9)

Intervento di S.E.R. Filippo I a Cusano TV

 Documento della Chiesa Ortodossa Italiana sulla Guerra in Ucraina 

Rassegna Stampa

 

Intervento di S.E.R. Filippo I a Cusano TV – Domenica scorsa (6 marzo 2022 ore 23) Mons. Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana è intervenuto alla trasmissione “Crimini e Criminologia” condotta dal giornalista Fabio Camillacci e con la partecipazione del giornalista e criminologo Michel Emi Maritato sulla Guerra in Ucraina.  

 

beati gli operatori di pace

Documento della Chiesa Ortodossa Italiana sulla Guerra in Ucraina Mentre il mondo è preoccupato per l’invasione dell’Ucraina da parte dell’Armata Russa ha destato sconcerto l’intervento di Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, che giustifica Putin e la guerra da esso scatenata, ritenendola giusta, perché tesa a contrastare la deriva anticristiana dell’Occidente in mano alla lobby gay. Sono argomentazioni discutibili proprie di un potere che, succube di una dittatura, è costretto a compiacere il potere politico, né più né meno, di quello che fece il Patriarca Sergio che sostenne Stalin  e il governo sovietico nella seconda Guerra Mondiale. Premesso che  la guerra dovrebbe essere  l’extrema ratio (se sono falliti i mezzi pacifici di soluzione della controversia) per risolvere una controversia tra Stati in sé sovrani, quella scatenata in Ucraina  è carente sia di una giusta causa” (iusta causa), e non è condotta neppure nei “modi legittimi”, commisurati al fine della guerra (debitus modus).

beati gli operatori di pace

Inferre autem bella finitimis et in cetera inde procedere ac populos sibi non molestos sola regni cupiditate conterere et subdere, quid aliud quam grande latrocinium nominandum est?

Come chiamare una guerra fatta contro popoli inoffensivi, per desiderio di nuocere, per sete di potere, per ingrandire un impero, per ottenere ricchezze e acquistare gloria, se non un brigantaggio in grande stile? Agostino d’Ippona

Come affermato nel Codice di Diritto Canonico  della Chiesa Ortodossa Italiana (Codex Canonum – approvato il 22 agosto 2019 con Bolla Apostolica “Codex Ecclesia Orthodoxa Italica” dal Santo Sinodo  – prot. N. 14/19): La Chiesa Ortodossa Italiana crede, che compito dei cristiani è: «Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti» (Rm 12,18) e che occorre adoperarsi per essere “costruttori di pace” (Mt 5,9) rendendo Gloria a Dio ed adoperandosi per la “pace agli uomini di buona volontà” (LC 2,14) . Anche se l’aspirazione cristiana è alla Patria celeste (Gal 4,26) il cristiano ortodosso è rispettoso della Patria terrena, verso la quale, come ci ha insegnato il teologo Tommaso d’Aquino il cristiano deve mostrare rispetto (pietas), devozione (cultus) e ubbidienza (officium) ed adoperarsi, affinché la Nazione sia governata secondo gli insegnamenti divini “come in Cielo, così in terra” (MT 6,10). La Chiesa altresì fa proprio il motto mazziniano di “Dio -Patria – Famiglia” di una comunità ancorata a solide virtù civiche verso i compatrioti, verso la Patria e verso Dio. La Chiesa Ortodossa Italiana pur auspicando la Pace non proibisce ai suoi figli di partecipare ad azioni belliche, se si tratta della difesa del prossimo e del ristabilimento della giustizia calpestata. La guerra è allora considerata come un mezzo obbligato, anche se odioso.  Il patriottismo del cristiano ortodosso deve essere efficace. Esso si manifesta nella difesa della patria dal nemico, nel lavoro per il bene della patria, nella sollecitudine per l’organizzazione della vita del popolo, anche mediante la partecipazione al governo dello stato. Il cristiano è chiamato a custodire e a sviluppare la cultura nazionale e l’autocoscienza del popolo.  La Chiesa Ortodossa Italiana reputa giusta la guerra quando è l’unico modo per soccorrere fratelli perseguitati la cui vita è messa in pericolo da nemici della vera fede perché come ci ricorda San Cirillo: «Cristo Dio nostro, che ci ha comandato di pregare per coloro che ci offendono e di far loro del bene, ha detto anche che nessuno di noi in questa vita può dimostrare un amore più grande di colui che dà la sua anima – la sua vita – per i suoi amici (Gv 15,13). Ecco perché noi sopportiamo con magnanimità le offese causateci come persone singole, ma nella comunità ci difendiamo l’un l’altro e siamo disposti a dare la nostra vita in battaglia per il nostro prossimo, affinché voi, dopo aver fatto prigionieri i nostri concittadini, insieme con i corpi non facciate prigioniere anche le loro anime, costringendoli a rinnegare la loro fede e a compiere atti contro Dio. I nostri soldati cristiani con le armi in pugno proteggono la santa Chiesa, proteggono il sovrano, nella cui santa persona venerano l’immagine del potere del Re del cielo, proteggono la patria, con la cui distruzione inevitabilmente cadrà l’autorità nazionale e vacillerà la fede evangelica. Ecco i preziosi doveri per i quali fino all’ultima goccia di sangue i soldati devono combattere, e se essi moriranno sul campo di battaglia, la Chiesa li canonizzerà tra i santi martiri e i loro nomi saranno ricordati e invocati nelle preghiere davanti a Dio». La Chiesa Ortodossa Italiana giudica contrario ai precetti biblici (Esodo 23,32 – Non farai nessun patto con loro, né con i loro dei.) l’alleanza con Stati che discriminano o perseguitano i cristiani o finanziano il terrorismo internazionale ai danni dei credenti in fedi diverse dalle loro e che sia lecito e doveroso combattere con “giusta indignazione(La guerra deve essere condotta con «giusta indignazione», ma non con astio, avidità e concupiscenza  – 1Gv 2,16) ma con un atteggiamento umano verso i feriti e i prigionieri perché il cristiano non deve lasciarsi “vincere dal male” ma deve tentare a vincere “con il bene il male» ( «Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» – Rm 12,20-21)  La Chiesa Ortodossa ha sempre reputato grave peccato la guerra di attacco, mentre considera come giusta e legittima la difesa armata. In Ucraina si sta svolgendo una guerra civile tra ortodossi, essendo la Chiesa Ortodossa Russa  la più grande realtà religiosa sia della Russia che dell’Ucraina.  Questa guerra, a nostro parere non è assolutamente lecita perché priva di iusta causa, che al contrario possono rivendicare gli ucraini in quanto si trovano in una situazione di legittima difesa a fronte di una aggressione armata  al territorio e ai cittadini, compiuta da un altro Stato. Anche alla luce del  debitus modus la guerra può essere combattuta soltanto entro limiti ben precisi e in questa prospettiva, ogni distruzione delle case, delle infrastrutture, i bombardamenti sui civili inermi e la l’uso  sproporzionato della forza risultano indubbiamente   immorali e contrarie alla dottrina cristiana.

Rassegna Stampa

Il Comunicato della nostra Chiesa in merito alla Guerra in Ucraina è stato ripreso dai seguenti giornali:

Il Mattino – quotidiano di Napoli

Tuscia Times – quotidiano online di Viterbo e Provincia

Notizie Nazionali – quotidiano online nazionale

Roma Sera Giornale – periodico indipendente di informazione online

Caserta Kest’è – quotidiano online di Caserta

Italia Ortodossa – blog ortodosso

Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo – blog dell’Università omonima

Accademia San Nicodemo L’Aghiorita – blog dell’Accademia omonima

EXITALIA – blog foggiano

Pro Aris et Patriae – blog patriottico

La Voce Templare – blog della Confraternita Templare San Giacomo de Molay

 

 

 

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