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La Chiesa Ortodossa Bielorussa  aderisce all’U.I.C.O.A.

La Chiesa Ortodossa Bielorussa

 aderisce all’U.I.C.O.A.

(Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale) 

L’Arci-Eparchia del Brasile e dell’America Latina della Igreja Ortodoxa Bielorussa ha aderito all’UICOA – Unione Internazionale della Chiese Ortodosse Autocefale promossa dalla Chiesa Ortodossa Italiana.

Dom Bartholomews, al secolo Jucy Luiz Rodrigues, Metropolita di Rio de Janeiro, Arcivescovo del Brasile e dell’America Latina della Chiesa Ortodossa Bielorussa – Patriarcato di Sant’Andrea, legittimo successore di Dom Nagui, di venerata memoria, venuto a mancare nel 2021, in comunione con la nostra Chiesa quale Primate della Chiesa Cattolica Ortodossa Bielorussa del Brasile, ha chiesto di poter aderire all’Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale (email: uicoa.orthodoxcommunion@gmail.com)

La richiesta è stata accolta con Ukaz n. 47 del 14 luglio 2022, giorno nel quale si fa memoria di San Nicodemo L’Aghiorita (al secolo Nicholas Kallivroutsis), ieromonaco greco, teologo, mistico, esicasta e filosofo, autore con San Macario di Corinto della Philokalia (Filocalia), letteralmente amore per la bellezza una raccolta di testi ascetici, di patristica contenente scritti di Isaia il Solitario, Evagrio Pontico, San Giovanni Cassiano, San Marco l’Asceta, Sant’Esichio il prete, San Neilos l’Asceta,  San Diadoco di Fotice, San Giovanni di Karpathos, San Teodoro il Grande Asceta, San Massimo il Confessore,

Thalassinos il Libico, San Giovanni Damasceno, Abba Philemon, San Teognosto, San Filoteo di Sinai, Theophanis il Monaco, San Pietro di Damasco, San Simeone Metafraste, San Simone il Nuovo Teologo, Nikitas Stethatos, Theoliptos di Filadelfia, San Gregorio del Sinai e San Gregorio Palamas.

La Filocalia, insieme ai Racconti di un Pellegrino russo sono testi indispensabili per coloro che vogliano avvicinarsi all’esicasmo o preghiera del cuore. La Chiesa Ortodossa Italiana, fin dalla fondazione, ha intitolato a San Nicodemo L’Aghiorita la propria Accademia per la formazione del clero e, a tutt’oggi, sono state diverse decine i membri che hanno seguito il corso di Liturgia Pastorale.

(chi fosse interessato può scrivere a: accademia.ortodossa@gmail.com)  

 

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Ecobioetica

ECOBIOETICA

 Bioetica Ambientale e cultura della sopravvivenza

Massimo Giusio, per tutti Max, è persona di cultura eclettica: i suoi campi di ricerca sono l’antropologia, la teologia, la criminologia e vittimologia, la sociologia delle religioni, il diritto, la psicologia sociale e – da tre anni – la bioetica ambientale. Autore di undici libri e relatore in centinaia di convegni e seminari, ha insegnato diritto pubblico e sanitario, criminologia e vittimologia, storia del Cristianesimo, antropologia religiosa presso l’università USEDEI e, attualmente, dirige il Dipartimento di Scienze Storico-Religiose dell’Università San Giovanni Crisostomo (UNISAG), dove ha tenuto  tenuto corsi su Storia, Spiritualità e Teologia Ortodossa, sull’Esorcismo e Demonologia e sull’Esicasmo (la cui videolezione, seguibile sul canale YouTube UNISAG ha già avuto circa 7.000 visualizzazioni).

Membro sin dal 2014 del Santo Sinodo della nostra Chiesa, Corepiscopo dirigente della diocesi COI di Torino e Presidente del Tribunale Nazionale Ecclesiastico, è l’autore di una nuova disciplina: l’ECOBIOETICA, in cui si coniugano l’ecologia, intesa come  visione della difesa del Creato e delle risorse naturali, con la Bioetica (dal greco antico ethos – comportamento e bios – vita), una materia interdisciplinare che si interroga sulle questioni morali legate a vari ambiti, quali la ricerca biologica, la filosofia, la religione, il diritto, la sociologia, la genetica, l’intelligenza artificiale, la neurobiologia del cervello e la medicina. Sull’argomento il professor Giusio ha scritto recentemente un nuovo libro (edito dall’Accademia D’IDEE) dal titolo  Ecobioetica. Lineamenti di bioetica ambientale, in cui l’autore  designa una forma di bioetica ambientale fondata sulle decisioni ultime, nella morale individuale e collettiva, sulla salvezza della specie e ripropone l’importanza di una nuova “Via del bosco“, tipica dell’esperienza monastico-eremitica e  survivalistica, con precise implicazioni religiose e filosofiche.

 

Nel libro, oltre la prefazione effettuata da Luigi Berzano, già professore di Sociologia presso il Dipartimento di Sociologia la Facoltà dell’Università di Torino vi sono riportati degli interventi di Marco Bertone della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino  e di Enzo Maolucci, padre del survivalismo italiano. Dopo la presentazione, avvenuta l’11 giugno scorso,  del libro presso il circolo culturale “Cultura e Identità” di Courgné, finalmente si è svolto, presso il Campus Salgari di Torino, organizzato dal CESIS, organizzazione che si occupa dell’educazione alla legalità e della tutela ambientale e dalla FISSS (Federazione Italiana Survival e Sport sperimentali) nella quale Max Giusio ricopre il ruolo di Presidente Nazionale, una conferenza sul Tema: Bioetica Ambientale e cultura  della sopravvivenza, che ha visto quale relatore  anche il dottor Roberto Pinna, cancelliere della Chiesa Ortodossa Italiana, corepiscopo e decano per la Sardegna.

 

Le caratteristiche fondamentali dell’avvio storico della riflessione bioetica colgono la necessità di un “pensare”, un additare la “via sostenibile” per la conservazione dell’ecosistema e della specie umana. L’effetto del Coronavirus sull’economia non è ancora stato quantificato con precisione, ma l’unica certezza è che la crisi scatenata dalla pandemia e dal lockdown farà bruciare milioni di posti di lavoro in tutta Europa. A peggiorare la situazione è l’attuale conflitto in Ucraina. Restano sempre attuali le problematiche relative alla tutela ambientale e alle disuguaglianze. Il problema della disuguaglianza, affrontato anche nella dimensione  religiosa, è un grande tema da tempo dibattuto. Risultano da analizzare con competenza le contromisure che hanno adottato i paesi in tutto il mondo allo scopo di consentire pari opportunità a tutti gli abitanti del pianeta.

È urgente discutere seriamente di uno  sviluppo sostenibile. E’ possibile uno sviluppo, legato alla crescita dell’occupazione, sposando le tesi di uno sviluppo sensibile alla tutela dell’ambiente, -la Green Economy non centra nulla. Favorire lo sviluppo dell’economia olistica – attenta all’unitarietà – significa  attuare un modello basato sull’abbondanza che offre metodi e strumenti innovativi, idonei a favorire sia lo sviluppo e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo produttivo che, contestualmente, delle potenzialità, delle abilità e dei talenti del capitale umano nonché favorire la conservazione e valorizzazione delle risorse naturali.

 

Insomma una economia equa, solidale e attenta all’ ambiente. 

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Ricordiamo che monsignor Max Giusio è autore di undici libri, tra i quali ricordiamo: Manifesto per una buona sanità” (ed. Mimesis); La libertà religiosa in Italia” (edizioni ABE) un  Testo universitario che ha visto numerose ristampe, che ripercorre il faticoso cammino della libertà religiosa nei suoi profili storici, politico-costituzionali, giuridici e sociali con riportata la  Legislazione aggiornata, la situazione attuale e la storia dei movimenti religiosi, comunità e Chiese in Italia. Altri libri scritti dall’autore sono: Delinquente si nasce o si diventa?”, “Il corpo e l’arte”, “Elementi di criminologia”, “Compendio di vittimologia e victim support” e le voci su  Campanella e Huxley in “Le Città del Sole”.

Per le Edizioni ABE ha scritto il libro Lombroso e il crimine: briganti, mafia, camorra”; “Ferdinando Palasciano e la Croce Rossa. L’italiano che inventò il soccorso umanitario” e; soprattutto, il libro “Elementi di teologia ortodossa”, che invito tutti i fedeli e simpatizzanti ortodossi ad acquistare, in cui viene affrontato con uno stile scorrevole e manualistico, l’appassionante percorso della teologia ortodossa e si propone di offrire una completa introduzione allo studio ed all’apprendimento dei fondamenti della spiritualità, della vita pastorale e della liturgia del Cristianesimo d’Oriente. In cinque capitoli, l’autore unisce ad una trattazione delle principali tappe del pensiero teologico e patristico e delle vicende conciliari dai primi secoli, una analisi articolata delle principali differenze rispetto alla tradizione latina, una descrizione delle principali partizioni e classificazioni teologiche, della Trinità, dei Sacramenti, degli approfondimenti liturgici e rituali e dell’escatologia ortodossa. Si affronta poi una descrizione della geografia religiosa ortodossa in Italia, con i dati aggiornati del CESNUR. Il testo si rivolge a fedeli e studenti di teologia, ma anche a studiosi, ricercatori e a chi voglia avvicinarsi – senza pretese di completezza espositiva, rinvenibili in testi più specifici ed approfondimenti monografici – al mondo suggestivo della vita spirituale e mistica bimillenaria dei Cristiani d’Oriente.

 

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San Giovanni Battista il precursore

San Giovanni Battista il precursore

 Benedizione dell’Acqua di San Giovanni

Costituita Missione “San Giovanni Battista” a Nizza Monferrato 

San Giovanni Battista, che fosti chiamato da Dio a preparare la via al Salvatore del mondo e invitasti le genti alla penitenza e alla conversione, fa’ che il nostro cuore sia purificato dal male perché diveniamo degni di accogliere il Signore. Tu che avesti il privilegio di battezzare nelle acque del Giordano il Figlio di Dio fatto uomo e di indicarlo a tutti quale Agnello che toglie i peccati del mondo, ottienici l’abbondanza del doni dello Spirito Santo e guidaci nella via della salvezza e della pace. Amen

San Giovanni Battista, il precursore, è uno dei santi più venerati dalla cristianità e non solo, essendo venerato come profeta anche dall’Islam e dai Mandei (una religione gnostica monoteista presente in Iraq e Iran). Era figlio di Elisabetta e nipote di Esmeria, sorella di Anna, madre di Maria e, pertanto, era coetaneo di Gesù (era nato sei mesi prima del Salvatore) col quale era legato da vincoli di parentela (cugino di secondo grado). E’ definito il “precursore”, essendo l’ultimo Profeta che preparò il popolo alla venuta del Messia, egli predicò nel deserto, ma anche a Gerusalemme e in  «tutto il paese d’intorno al Giordano» (Matteo 3:5). Era un nazir (o nazireo), ossia una persona che si era consacrato a Dio, e come  tale era tenuto al rispetto di alcune norme, le cui prescrizioni sono presenti nel Libro dei Numeri (6,1-21) e nel Libro dei Giudici(Gc13,1-14) quali: divieto di mangiare cibi impuri o provenienti dalla vigna, bere vino o altre bevande alcoliche, tagliarsi la barba e i capelli, toccare cadaveri ecc.

E’ definito la vox clamantis in deserto (la voce di uno che grida nel deserto) avendo predicato prevalentemente nello Midbar Yehude, o Deserto di Giuda, e sulle rive del fiume Giordano, dove conduceva una vita di predicazione, preghiera e penitenza, vestito di pelli di dromedario con una cintura di pelle attorno ai fianchi e nutrendosi di cavallette (in particolare locuste  del deserto o schistocerca gregaria) e miele selvatico (Marco 1,6), Sulle rive del Giordano oltre la predicazione effettuava riti di purificazione in particolare il battesimo di penitenza che accompagna l’annuncio della venuta del Messia annunciato dai profeti. Gesù, prima di iniziare la sua missione evangelica, si fece battezzare da Giovanni sulle rive del Giordano e in tale occasione il Battista lo riconobbe come “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Giovanni 1,29) e in quell’occasione Dio stesso si manifestò dicendo: “questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Matteo 3,13-17). 

San Giovanni non poté seguire Gesù in quanto fu arrestato su ordine del re Erode e morì martire, decapitato su richiesta di Erodiade. Sant’Andrea, fratello di san Pietro, “il primo chiamato”, era un discepolo di Giovanni. La sua figura è legata al battesimo, alla rigenerazione, alla rinascita e, in Sicilia, in ricordo del Battesimo di Gesù è ritenuto il patrono dei compari e delle comari di battesimo.

Nella notte tra il 23 e 24 giugno si procede alla benedizione dell’acqua di san Giovanni, che oltre ad un potere di purificazione carica le persone di un’energia nuova avendo poteri purificatori e curativi, secondo la tradizione quest’acqua santificata porta  anche prosperità, salute, amore e fortuna.

Il giorno che precede la nascita di san Giovanni in una bacinella si immergono nell’acqua fiori ed erbe aromatiche, preferibilmente di dodici qualità diverse (come gli apostoli o le dodici tribù d’Israele), ogni pianta selvatica va bene: malva, papaveri, rosmarino, camomilla, rose, menta, artemisia,  salvia, lavanda ecc.

Il tutto deve essere tenuto all’aperto e starci tutta la notte, in modo da raccogliere anche la rugiada del mattino, la mattina del 24 il sacerdote effettua il rituale di santificazione delle acque.

Quest’anno nella magione templare di Rocca d’Arazzo (La Ròca d’Arass), una località collinare dell’astigiano, mons. Giacomo di Seborga (al secolo Gian Claudio Doglione), Gran Priore dell’Ordine Monastico Templare della Pietà del Pellicano ed episcopo della Diocesi di Saluzzo – Seborga, nella notte tra il 23 e 24 giugno, prima della effettuazione del rito di santificazione dell’acqua di san Giovanni, ha ordinato un nuovo diacono, padre Andrea Parodi, che andrà a dirigere la costituenda Missione “San Giovanni Battista” di Nizza Monferrato. 

 

 “Signore Gesù Cristo mite e umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di questa giornata e fa che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen”.

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Milano

Milano – La Cultura è dialogo tra i popoli 

 Manifestazione per dire NO alla Russofobia, NO alla cancellazione della Cultura, NO a ogni forma di discriminazione

promossa dall’associazione Amici della Grande Russia

  Milano 15 giugno 2022

 

Dopo il successo della manifestazione tenuta a Roma il 12 maggio scorso, si è svolta il 15 giugno scorso, dalle ore 17,30 alle ore 20,  a Milano, nella suggestiva località dell’Arco della Pace, nella centralissima piazza Sempione, una manifestazione contro la cancellazione della cultura russa e contro ogni forma di discriminazione. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione “Amici della Grande Russia”, rappresentata localmente dal dott.  Mirko Preatoni, Responsabile per la Cultura della Associazione. Il dott. Preatoni è un musicista di livello internazionale molto conosciuto a Milano, tanto da aver collaborato con il Teatro alla Scala, il Mahler Chamber, la Sinfonica Nazionale della RAI, la Symphonica Toscanini, il Luzern Festival Orchestra e il NDR Sinfonieorchester. Oltre ad aver partecipato al  primo ciclo di concerti sulle Guglie del Duomo, si è esibito nelle più importanti sale da concerto internazionali, tra le quali: Opera-Parigi, Suntory Hall-Tokyo, Avery Fisher Hall-New York, Teatro Colon– Buenos Aires, Chaikovskij Saal-Mosca, H.C.Symphony Hall-Gerusalemme, al concerto alle Piramidi di Giza col maestro Muti (2003), alla Basilica della Natività a Betlemme, al Columbus Day concert ecc. ecc.     

 La manifestazione è stata organizzata dall’associazione “Amici della Grande Russia”, fondata nel 2014 e presieduta dalla signora Yulia Bazarova, con l’obiettivo di promuovere i rapporti culturali tra l’Italia e la Russia, ed è stata organizzata per promuovere la cultura del dialogo, dire No alla Russofobia e alla cancellazione della cultura. La Bazarova, che ha dato inizio alla manifestazione, ricordandone gli obiettivi e ricordando come “la cultura non ha frontiere, lingue né colore di pelle; la cultura russa fa parte della cultura mondiale”. ha presenziato e presentato i relatori.

Tra gli organizzatori e relatori della manifestazione ricordiamo  l’avv. Leo Maria Galati, avvocato europeo facente parte degli Ordini di Roma e di Madrid. Responsabile convegni e didattica. Tutor per i servizi ausiliari presso Ente Nazionale per il Microcredito, nonché responsabile Affari Istituzionali per l’Associazione, da sempre impegnato nel sociale per la difesa dei diritti, che ha dato vita ad un movimento di pensiero ad oggi ripreso a più battute da intellettuali, giornalisti e dai liberi pensatori nei talk televisivi, i quali si sono soffermati sull’importanza della difesa della cultura dei valori e delle tradizioni di un popolo. L’avv. Galati ha riaffermato quanto detto alla manifestazione romana: “La cultura è quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società. La cancellazione della storia e della cultura in generale rappresenta una generazione sociale che costruisce muri ideologici e non ponti di dialogo”.

L’associazione organizza diversi eventi a Roma: la consegna del Premio Internazionale Pushkin, Il Gran Ballo Russo, diversi incontri con noti attori russi, “Dalla Russia: con arte, musica e bellezza”, salotti letterari etc. “La cultura non ha frontiere, lingue né colore di pelle; la cultura russa fa parte della cultura mondiale” ha detto la Bazarova. Per il Vice-presidente, “solo con la ragione si può arrivare alla pace, e la ragione ha bisogno di una profonda conoscenza culturale per esprimersi”.

Il Presidente onorario dell’Associazione è la nota cantante Elena Zaremba, mezzosoprano di fama internazionale attiva sia alla Scala di Milano, che al Royal Opera House di Londra, che al Bolshoi di Mosca, che all’Opera di Stato di Vienna, che al Metropolitan Opera di New York.

Alla manifestazione hanno dato la loro solidarietà artisti italiani quali: il cantante Al Bano Carrisi; l’attrice Angelica Pedatella; l’attore Davide Gramiccioli; la sociologa, poeta, drammaturgo Antonella Pagano; il critico e storico dell’arte Enzo Dall’Ara e tanti altri. Tra gli artisti che si sono esibiti durante la manifestazione, ricordiamo la soprano Larissa Yudina, già membro del Coro Filarmonico di Kaliningrad che è stata una delle sedici cantanti (per cinque anni) della cattedrale centrale di Kaliningrad, con il grande privilegio di poter contribuire a diffondere e far rinascere la cultura musicale ortodossa. Trasferitasi a Milano, dopo aver conseguito,  a pieni voti, la laurea in canto lirico presso Conservatorio Giuseppe Verdi ha fondato   l’Associazione culturale musicale Stravinskij Russkie Motivi, di cui è e, attualmente Presidente e direttore artistico.

Alla manifestazione si è esibito anche  il violoncellista Alexander Zyumbrovskiy (ucraino di Dnipro), a simboleggiare l’amicizia tra due popoli storicamente amici.

Dopo l’introduzione dei dirigenti dell’associazione, Yulia Bazarova e Paolo Dragonetti de Torres Rutili, gli interventi successivi sono stati moderati da Stefano Bini, giornalista, autore e conduttore televisivo (RAI: Community e il lato Positivo), e giornalista di Libero Quotidiano. l’avv. Leo Maria Galati, Responsabile Affari Istituzionali per l’Associazione presso il Parlamento Italiano; Gianfranco Vestuto, Direttore di Russian News e Eurasia News;  l’avv. Stefano Sutti, Senior Partner dello Studio Legale. Fabrizio Vielmini, Adjunct Professor of International Relations Webster University in TashkentGaia Fusai, avvocato;  Jean Toschi Marazzani Visconti, scrittrice e giornalista; . Eliseo Bertolasi, antropologo e ricercatore associato all’Istituto di Alti Studi e Scienze Ausiliarie; ed altri.

Come a Roma, anche a Milano, l’unico leader religioso presente è stato Sua Beatitudine Filippo di Roma (Ortenzi), Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, che nel suo intervento ha ricordato l’etnogenesi dei popoli russi (la Russ di Kiev) e come la cultura russa si una cultura europea, fortemente legata al cristianesimo ortodosso e come in Russia, con Ivan IV, si sia sviluppato il mito della Terza Roma, di Mosca quale baluardo di difesa della cristianità nonché sostenitore di  quell’idea imperiale di Roma, che in Italia si è ormai spenta. Al termine del suo intervento al nostro Metropolita l’associazione ha donato due graditi libri in miniatura di Dostoevskij (Il giocatore) e di Cechov (Racconti).

 

Tra i gruppi che hanno partecipato all’evento segnaliamo Russiyana, compagnia di danze tradizionali russ fondata dal coreografo Maria Avakumova e diretta dalla ballerina  Masha Abakoumova, già artista del Teatro Bolshoi e della compagnia Piatnizkii e Anna Cislaghi, danzatrice italiana specializzata nella danza russa tanto da venire scambiata per una russa doc.

Tra mons. Filippo e le artiste della Russiyana si è avviato un proficuo dialogo, e il nostro Metropolita ha apprezzato questo gruppo il cui repertorio spazia dalla tradizione della Russia all’Ucraina e attraversa tutte le culture dell’est e il folklore zigano. Questa compagnia, dove operano insieme ballerine russe, italiane ed ucraine è un esempio di pace e fratellanza tra i popoli che tutti dovremmo apprezzare.

 

Chiesa Ortodossa Italiana

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Salvo D’Acquisto
Salvo D’Acquisto

Costituito

Comitato di postulazione per la glorificazione

del vice brigadiere Salvo D’Acquisto

 

Il 23 settembre 1943 veniva fucilato dai tedeschi, presso la Torre di Palidoro, località ubicata nel territorio del Comune di Fiumicino, il vicebrigadiere della Guardia Nazionale Repubblicana (quarta arma della Repubblica Sociale Italiana, costituita da uomini provenienti dalla Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia dell’Africa Italiana) il milite ventitreenne Salvo D’Acquisto, che si era preso la colpa di un attentato nel quale persero la vita due soldati tedeschi e altri due vennero feriti, al fine di evitare una rappresaglia che avrebbe portato alla morte ventidue cittadini innocenti. Sembra che in realtà non vi sia stato alcun attentato e che i soldati germanici, appartenenti ad un reparto di paracadutisti della 2. Fallschirmjäger-Division, unità d’elité della Luftwaffe (aviazione militare tedesca) si fossero accasermati in una struttura precedentemente in uso alla Guardia di Finanza e siano rimasti vittima di una bomba utilizzata da pescatori di frodo, a suo tempo sequestrata dai finanzieri e incautamente maneggiata dai parà tedeschi.    A nulla valsero le proteste dei militi della locale stazione della G.N.R. e della popolazione, i tedeschi erano talmente arrabbiati per il tradimento dell’Italia che volevano che tali morti fossero vendicati con l’uccisione di ventidue cittadini italiani, catturati come ostaggi, dieci per ogni morto e uno per ogni ferito. Per evitare lo spargimento di sangue innocente il vicebrigadire Salvo D’Acquisto immolò la sua giovane vita. Nella motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa, alla memoria, da S.A.R. Umberto di Savoia, luogotenente generale del Regno, conferita con Decreto “Motu Proprio” del 25 febbraio 1945, è scritto:  «Esempio luminoso d’altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme con 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così — da solo — impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma.». Primogenito di cinque fratelli, Salvo Rosario Antonio D’Acquisto era nato a Napoli (quartiere Vomero)  il 15 ottobre 1920 in una famiglia profondamente religiosa, tanto da aver frequentato sia l’asilo che il ginnasio dai salesiani. Era un appassionato di musica, e un discreto baritono. All’età di 19 anni si arruolò volontario nell’Arma dei Carabinieri Reali, dove frequentò la Scuola Allievi Carabinieri di Roma e prestò servizio, prima presso la Compagnia Comando della Legione Carabinieri di Roma dipendente dalla II Divisione Carabinieri “Podgora” e poi presso il Nucleo Carabinieri Fabbricazioni di Armi presso FabbriGuerra di Roma. Animato da grande spirito patriottico, dopo l’entrata del Regno d’Italia nella seconda guerra mondiale, si arruolò volontario per combattere in Libia dove combatté contro gli inglesi, rimanendo ferito ad una gamba, nelle fila della 608 Sezione Carabinieri, di stanza a Bengasi. A seguito della ferita e a una forte febbre malarica, dopo alcuni mesi di cura presso l’Ospedale Militare di Bengasi, rientrò in Italia e nel 1942 fece un corso da sottufficiale presso la Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze, dove conseguì il grado di vicebrigadiere e assegnato alla Stazione Carabinieri della borgata rurale di Torrimpietra (frazione di Fiumicino), ad una trentina di chilometri dalla capitale. Dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana, i carabinieri di Torrimpietra, analogamente alla maggioranza dei militari dell’Arma (su 80.000, 7.000 si sbandarono, 29.000 rimasero fedeli al Re e  al Governo di Brindisi, mentre la maggioranza aderì alla Repubblica Sociale Italiana e confluì nella Guardia Nazionale Repubblicana (44.198 uomini, dei quali 790 ufficiali, 8.253 sottufficiali e 35.155 appuntati e carabinieri). Durante la rappresaglia tedesca per il “presunto” attentato di Palidoro, “quantunque malmenato e a volta anche bastonato dai suoi guardiani, serbò un contegno calmo e dignitoso“, come ebbe a riferire in seguito una cittadina del luogo di nome Wanda Baglioni, che ne fu testimone oculare, per puro spirito cristiano si autoaccusò, addossandosi la responsabilità dell’accaduto, per salvare le vite dei cittadini che come milite e carabiniere si sentiva il dovere di tutelare e proteggere. Un certo Amadio, unico che aveva assistito alla fucilazione, testimoniò che prima dell’esecuzione Salvo D’Acquisto gridò: “Viva l’Italia”.                                   

L’eroica figura di Salvo D’Acquisto è un esempio iconico dell’Arma dei Carabinieri e l’Ordinariato Militare nel 1983 ha iniziato una causa di canonizzazione i cui atti sono alla Congregazione della Causa dei Santi della Chiesa Cattolica Romana. Mentre la Congregazione ha riconosciuto a D’Acquisto l’eroismo delle virtù, nel 2007 detta Congregazione ne ha sospeso il riconoscimento dell’eroica testimonianza della carità che lo avrebbe riconosciuto come martire e conseguentemente alla canonizzazione. L’uscita poi di uno sceneggiato televisivo  a lui dedicata da parte della RAI, dove il nostro eroe era interpretato da Massimo Ranieri, ha di fatto bloccato la canonizzazione da parte della Chiesa Cattolica, in quanto sembra che fosse fidanzato e intrattenesse rapporti pre-matrimoniali con la sua amata. A seguito di detta decisione cattolica, alcuni nostri fedeli, in primis il dott. Gregorio Daniele Scalise, Presidente dell’Uni-Esaarco, con strutture universitarie a Lamezia Terme (CZ), Cuneo e Pinerolo (TO) hanno costituito un Comitato di postulazione per la glorificazione di Salvo D’Acquisto, sicuri che il martirio è un battesimo di sangue che lava tutti i peccati e che  Salvo D’Acquisto rientri anche nel novero degli etno-martiri cristiani per i quali la Chiesa Ortodossa Italiana, mutuando dalle normative canoniche della Chiesa Ortodossa Greca, ne permette la venerazione.

Tra i postulatori ricordiamo l’avv. Pietro Barone, che questo mese di giugno ha promosso, presso il Villaggio Breda, la festa dell’Arma dei Carabinieri, facendo venire anche la banda musicale dei bersaglieri con deposizione di una corona al monumento ai caduti, con la fattiva partecipazione del Presidente del Municipio delle Torri, Nicola Franco. Grande entusiasmo anche tra i carabinieri, in servizio o quiescenza, del nostro Clero, come mons. Antonio Berardo di Casaluce, Vescovo di Ravenna e Sergio Arduini, parroco di Frosinone. Coloro che fossero interessati a partecipare al Comitato di Postulazione o avessero testimonianze o documenti utili per il processo di glorificazione scrivano a chiesaortodossaitaliana@gmail.com   o al cancelliere mons. Roberto Pinna pinnaroberto61@gmail.com, la documentazione verrà posta al vaglio del Tribunale Nazionale Ecclesiastico e del Santo Sinodo della Chiesa.  

Nelle foto in alto: manifesto del film su Salvo D’Acquisto con Massimo Ranieri, l’avv. Pietro Barone al Villagio Breda di Roma con rappresentanti dell’Associazione Nazionale Arma dei Carabinieri, deposito di una corona col presidente del VI Municipio di Roma (Municipio delle Torri) Nicola Franco, mons. Antonio maresciallo dei carabinieri in quiescenza e vescovo di Ravenna, padre Sergio appuntato dei carabinieri e parroco di Frosinone e Gregorio Daniele Scalise, dirigente delle associazioni imprenditoriali CEPA-A e ESAARCO, Presidente dell’Uni-Esaarco con Scuole Superiori di Mediazione Linguistica (lauree triennali) a Lamezia Terme, Cuneo e Pinerolo e Presidente del Comitato di postulazione per la glorificazione di Salvo D’Acquisto.

 

 

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Nuove Missioni e attività

Nuove Missioni e attività

a Torino, Napoli e San Severo (FG)

 

Ogni giorno la Chiesa Ortodossa Italiana consolida la sua presenza nel territorio ed amplia la suo apprezzamento internazionale.

La crescita è omogenea in tutto il territorio nazionale e riguarda tanto il nord che il sud del paese.

 

Prima di parlare delle tre nuove Missioni attivate dalla nostra Chiesa, una a Torino (Diocesi di Torino), una a Napoli (Diocesi di Napoli) e una a San Severo FG (Diocesi di Bari), informiamo che il nostro Arcivescovo Metropolita, Sua Beatitudine Filippo I (Ortenzi) ha un nuovo stemma episcopale, che pubblichiamo qui a fianco e che sostituisce quello in uso dal 2016 come vescovo dell’Eparchia del Lazio, della Tuscia e delle Terre di Roma.

Grazie all’azione di mons. Maximus di Torino ha aderito alla nostra Chiesa padre Andrea di Torino, imprenditore titolare di una delle più note librerie della città. Consacrato sacerdote nella The Holy Celtic Church International, una giurisdizione ecclesiale “culturalmente cattolica che si rifà alle antiche chiese celtiche britanniche e dalla teologia mistica cristiana in generale” dove  convivono tendenze vetero cattoliche, cattoliche liberali, ortodosse …. Padre Andrea ha un discreto numero di fedeli, tanto che ha attivato una missione: la Missione San Giovanni Evangelista (Diocesi di Torino),  con sede nel centro storico torinese, nella centralissima via Garibaldi.

Proviene invece dalla Chiesa Cattolica Romana, padre Mattia Pacomio, un diacono cattolico napoletano plurilaureato,  che viene ad arricchire, anche teologicamente, la nostra famiglia religiosa. Padre Mattia, il suo apostolato riguarderà tutto il territorio campano, è un uomo di grande spiritualità e vocazione missionaria ed ha attivato una Missione Santi Paolo e Barnaba (Diocesi di Napoli) nel quartiere occidentale di Fuorigrotta (Forerotta in dialetto napoletano), dove il comune ha scelto di togliere la dedicazione dello Stadio a San Paolo per intitolarlo a Maradona.

La terza Missione si è invece costituita in terra di Puglia, dove la Diocesi di Bari, già presente con 1sacerdote, un diacono e un ipodiacono nel foggiano, si arricchisce di una nuova missione, anch’essa intitolata a San Giovanni Evangelista. La Missione è stata affidata a padre Francesco, un operatore socio sanitario a suo tempo consacrato diacono in una prelatura cattolica indipendente.

 

Per motivi di privacy abbiamo omesso di pubblicare i cognomi dei nuovi responsabili pastorali della nostra Chiesa, coloro che fossero interessati a partecipare a dette Missioni possono rivolgersi alla sede centrale o diocesana della Chiesa.

Dopo che la pandemia ha bloccato per quasi due anni le cerimonie matrimoniali, finalmente negli ultimi giorni diverse persone si sono rivolte alla nostra Chiesa per battesimi, cerimonie di fidanzamento e matrimonio.

Non possiamo citarli tutti ma ne segnaliamo almeno due, quello tra  Gianluca, dirigente dell’antimafia di Roma e Anna Maria, rumena a Monterotondo e tra Giuseppe, un italiano la cui mamma era una ortodossa eritrea di etnia tigrina  e Michela, rumena a Roma.

Segnaliamo inoltre che padre Emanuele di Torino e padre Paolo d’ Aosta sono stati ospiti del Capitolo d’Investitura dei Cavalieri dell’Ordine Militare et Hospitaliero OSLJ di Gerusalemme e Malta del Gran Priore per l’Italia, conte Giovanni Vergottini che si è tenuto a Druento (TO) il 28 maggio u.s.

Il giorno successivo invece, nella parrocchia di Sant’Efisio a Cagliari, mons. Roberto Pinna, corepiscopo e decano ortodosso per la Sardegna, quale Priore per l’isola della Confraternita dei Cavalieri di San gabriele Arcangelo ha accolto nella famiglia gabrielita i confratelli: Roberto Muscas, Giorgio Murgia e Mario Chessa.

 

 

 

Foto del Solenne Capitolo lazzarita di Druento (TO)

 

 

 

Oltre a dare il benvenuto ai nuovi confratelli, ci preme elogiare il dott. Padre Roberto Pinna che, per la sua preparazione, capacità aggregativa e organizzativa, preparazione teologica e competenza ha avuto l’onore (e l’onere) di essere scelto, su proposta dell’Arcivescovo Metropolita e delibera del Santo Sinodo, quale nuovo Cancelliere della nostra Chiesa, andando a sostituire padre Lino di Roma, dimessosi per gravi motivi di salute e al quale facciamo gli auguri di pronta guarigione.

 

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Le Chiese Ortodosse Bizantine aderiscono all’UICOA

L’Unione delle Chiese Ortodosse Bizantine

Aderisce all’UICOA

Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale 

prossimo Sinodo Ortodosso Africano

a Brazzaville

 

Grazie all’impegno di mons. Richard Marty de Melans, vescovo di Nizza, Monaco e Montecarlo e responsabile della Commissione per le relazioni inter-ortodosse della Chiesa Ortodossa Italiana, si è creata una rete di Chiese Ortodosse francofone africane, che hanno gettato le basi, insieme alle chiese americane ed europee in rapporto con noi, affinché si costituisse la più numerosa comunità di Chiese Ortodosse del pianeta: l’U.I.C.O.A. – Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale. Oggi l’UICOA è già presente in una ventina di Stati, in Nord America (USA e Messico), nell’America Centrale (Nicaragua e Costarica), nell’America Meridionale (Brasile e Colombia), in Europa (Italia, Francia, Croazia, Bulgaria, Cechia e Albania) e in Africa (Camerun, Benin, Angola, Congo-Brazzaville e Repubblica Democratica del Congo).

 

Soprattutto in Africa l’azione di mons. Richard Marty de Melans, attivo personalmente anche a dirigere una comunità sull’Isola della Riunione e quale capo-missione e rappresentante della nostra Chiesa in Africa ha già aggregato intorno all’UICOA delle grandi comunità religiose in Benin e Congo si è verificato un evento importantissimo sia per la crescita dell’ortodossia mondiale che per l’aggregazione delle varie chiese ortodosse in un’unica struttura federativa sovranazionale. Grazie alla collaborazione tra mons. Marthy e mar Ezechias (mons. Simon-Pierre Pembet Sytha), Primate della Chiesa Ortodossa Bizantina del Congo e neo Metropolita dell’Unione Internazionale delle Chiese  Ortodosse Autocefale, una aggregazione di Chiese ortodosse già presente in Africa e ad Haiti, operante in Angola, Benin, Congo-Brazzaville, Camerun, Etiopia, Gabon, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Sudafrica e  Zimbabwe denominata Unione delle Chiese Ortodosse Bizantine ha chiesto di aderire all’Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale.

Infatti ci ha scritto Mar-Ezechias:

Noi, Sua Beatitudine Simon-Pietro in religione Mar-Ezechias, a nome di tutte le Chiese Ortodosse Bizantine de: l’Africa del Sud, Angola, Congo Brazzaville, Camerun, Etiopia, Zimbabwe, Namibia, Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Haiti, facenti parte dell’Unione delle Chiese Ortodosse Bizantine, sollecitiamo la nostra adesione all’Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale che voi avete l’onore di guidare. Come potete vedere che la nostra unione non fa che crescere, fate così poco per la maggior gloria del nostro Dio. Chiediamo la vostra indulgenza per gli altri paesi che vorrebbero entrare in comunione con noi per unirsi a questa organizzazione per il bene dei popoli. Ci auguriamo di ricevere una risposta favorevole alla nostra domanda di adesione, per favore credi nel Nome di Nostro Signore Gesù Cristo nella nostra profonda gratitudine.”

 

Ovviamente la richiesta è stata accolta e, durante questa estate, si svolgerà a Brazzaville in Congo il primo Sinodo Africano delle Chiese Ortodosse aderenti all’UICOA.

 

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Roma
ROMA

Festa dei santi imperatori

san Costantino e sant’Elena 

 

Si è svolta a Roma la festa parrocchiale dei santi imperatori Costantino ed Elena. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli, si è svolta presso la Chiesa parrocchiale, sita in via Roccella Ionica n. 6 (Metro Roma Anagnina).

Celebrante è stato padre Giovanni Pricop, parroco nonché esarca delle comunità ortodosse di lingua rumena in Italia, coadiuvato da padre Alexandru Nicolae Margine.       

L’omelia è stata effettuata da Sua Beatitudine Filippo (Ortenzi) di Roma, che dopo aver ricordato come prima di Costantino le comunità cristiane hanno subito numerose e sanguinose persecuzioni (prima da parte delle guardie

del Tempio, poi da imperatori romani come Nerone e Diocleziano, dopo la battaglia del 28 ottobre 312 a Ponte Milvio e l’editto di Milano, il cristianesimo da religione perseguitata è diventata la religione predominante dell’impero.

L’imperatore racconta come prima della battaglia contro Massenzio gli apparve una visione con una croce e la scritta “con questo segno vincerai” che fece sì che attribuisca all’aiuto divino la battaglia che cambiò la storia della romanità.

Costantino, di origine illiriche nacque a Naissus, capitale della provincia romana della Mesia  (odierna Niš in Serbia) nel 274 ed è morto a Nicomedia, capitale della Bitinia (odierna İzmit in Turchia) nel 337. Per gli ortodossi (i cattolici non lo riconoscono come santo), non soltanto è uno dei più grandi santi della cristianità ma lo venerano come Isapostolo (pari agli apostoli) in quanto si deve a lui la fondazione di Costantinopoli-Nuova Roma (che per oltre 1000 anni sarà la capitale dell’Impero Romano), la convocazione del I Concilio Ecumenico a Nicea dove furono rigettate le teorie eretiche di Ario, fu proclamato la omousia, ossia che il Figlio ha la medesima natura del Padre e gettate le basi del Credo. Costantino non soltanto protesse il cristianesimo ma ha fatto costruire numerose Chiese, tra le quali ricordiamo le basiliche del Santo Sepolcro a Gerusalemme, della Natività a Betlemme, nonché del Laterano  e di San Pietro a Roma. 

Anche la mamma dell’imperatore ebbe un ruolo importante per la diffusione del cristianesimo e si ricorda come durante un pellegrinaggio a Gerusalemme avrebbe rinvenuto la Vera Croce di Cristo (custodita a Gerusalemme fino al 1187 quando fu presa in mano dai musulmani di Saladino e probabilmente distrutta), con tanto di titulus crucis. Durante l’omelia il nostro Arcivescovo ha raccontato anche alcune curiosità, quale quella che la Vera Croce fu trovata sotto un terreno dove era presente una pianta  aromatica che venne ribattezzata basilico (da da basileus “re”) o  pianta regale, tanto  che ancora oggi alcune chiese ortodosse, specie quella rumena, osano mazzetti di basilico per le benedizioni.

 

 

Dopo la Divina Liturgia la cerimonia ha continuato all’aperto, dove si è provveduto alla benedizione delle acque e dell’abbondante cibo che i fedeli avevano portato per l’occasione.

 

 

 

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Frosinone
   Frosinone

Commemorazione delle Vittime delle Marocchinate

promossa dall’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate e dalla Chiesa Ortodossa Italiana 

 

Come ogni anno il giorno della memoria delle vittime delle “marocchinate” (18 maggio), viene ricordato diverse località italiane (quest’anno un centinaio), ma la manifestazione più importante è quella che si è svolta a Frosinone, capoluogo di quella Ciociaria dove si sono verificati i crimini più efferati e dove sono stati depositati dei fiori dinanzi al monumento ai caduti di viale Mazzini.                                                                

La storica manifestazione di Frosinone, anche quest’anno è stata organizzata da padre Sergio Arduini, dirigente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (A.N.V.M.), nonché parroco della locale comunità ortodossa italiana dedicata a San Michele Arcangelo.

18 maggio perché?  Il 18 maggio del 1944, a seguito  dello sfondamento della linea Gustav, le forze alleate conquistano Monte Cassino. Per ringraziare  i Goumier (truppe marocchine, algerine, tunisine, senegalesi e berbere inquadrate nell’esercito francese e comandate da Ufficiali e Sottufficiali francesi) il generale Augustin Guillaume autorizza dette truppe di riscuotere, per quattro giorni, la loro ricompensa secondo la legge islamica, ossia diritto di saccheggio verso tutto ciò che viene conquistato e non è musulmano e conseguenti violenze sessuali verso donne, ma anche uomini e bambini, devastazioni, uccisioni e furti …                                                       Alla manifestazione hanno parlato il Presidente dell’A.N.V.M. Emiliano Ciotti, scrittore e ricercatore (autore di un libro sulle Marocchinate) che ha ricordato i crimini commessi dalle truppe coloniali islamiche francesi e di come dette efferatezze siano state nascoste per non offuscare il mito della liberazione e ha spiegato ai presenti come il 18 maggio sia stato proposto come giornata del ricordo delle vittime delle marocchinate perché è la giornata nella quale le truppe alleate sfondarono la linea Gustav e le truppe coloniali francesi, con l’autorizzazione alleata, si diedero al saccheggio, alle violenze e agli stupri. La storia non si cancella, le vittime non possono essere dimenticate ed è per questo che chiediamo da anni l’approvazione di una legge statale che istituisca ufficialmente la Giornata in memoria delle Vittime da celebrarsi il 18 maggio.

Padre Sergio Arduini,  appuntato dei carabinieri e parroco ortodosso di Frosinone, nonché Dirigente Nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, dopo aver ricordato la figura del dott. Ferdinando Signorelli, ex senatore della repubblica e presidente nazionale onorario dell’A.N.V.M., e  ricordato gli eventi che hanno insanguinato l’Italia, colpendo la popolazione civile, inerme e indifesa, ha parlato della manifestazione di Frosinone che oramai si sta svolgendo da vari anni. Un impegno dell’Associazione, che è riuscita comunque a ottenere il riconoscimento da parte della Regione Lazio, è che da parte dello Stato si  istituisca una Giornata Nazionale delle Marocchinate così come già avviene per la giornata delle Foibe e delle Shoah.

La signora Barbara Paesano, rappresentante ANVM di Isola Liri, dopo aver letto delle drammatiche testimonianze di donne e bambine ciociare dell’epoca ha ricordato come certi fatti siano stati fino ad ora sottaciuti dalla storiografia locale ed evidenziato come la storia non ci ha insegnato nulla perché attualmente in ucraina si stanno verificando episodi di efferatezza analoga a quelli verificatisi nel Frusinate.

L’assessore al Comune di Frosinone, nonché candidato sindaco Riccardo Mastrangeli ha ricordato come quando si parla di marocchinate si parla soprattutto delle donne ciociare che hanno sofferto con grande dignità il dolore causato riuscendo a mantenere inalterato il loro ruolo fondamentale di perno della famiglia.

L’avvocato Mauro Sabetta ha informato che nonostante siano pochissime le vittime che, superando la vergogna e la paura di essere “additate e marchiate”, hanno trovarono il coraggio di denunciare le violenze subite, a queste né lo stato italiano né quello francese riconoscono alcuna forma di indennizzo ritenendo prescritti detti reati. 

La Chiesa Ortodossa Italiana ha commemorato le vittime con la presenza del vescovo mons. Filippo Ortenzi che, accompagnato da padre Alessandro di Roma, dopo aver ricordato che anche nella sua terra natia, in provincia di Viterbo, si sono avuti, seppure in misura minore, delle violenze contro le donne e i bambini, da parte dei goumier francesi,  ha invitato i presenti ad una preghiera in ricordo delle vittime e  proceduto alle benedizioni di rito.

Mons. Filippo e padre Sergio, oltreché il presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate Emiliano Ciotti e la dirigente della stessa Barbara Paesano, sono stati altresì intervistati da una troupe dell’emittente televisiva locale Extra TV.

 

 

 

 

 

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Ucraina

Ucraina

Aiuti SÌ – Guerra NO

I recenti avvenimenti in Ucraina, dove si svolge una guerra fratricida tra grandi e piccoli russi, popoli che hanno in comune una stessa origine (la Rus’ di Kiev), una stessa storia e una stessa Fede, stanno creando una situazione che se non viene al più presto risolta, oltre che a maggiori lutti e distruzione nelle terre ucraine, c’è il rischio che possa trascinare l’umanità alla terza guerra mondiale. 

La posizione della nostra Chiesa al riguardo dell’invasione russa è chiara ed è stata ampliamente illustrata su questo sito il 9 marzo u.s. (Beati gli operatori di Pace), ciò detto le sanzioni, l’invio di armi, l’allargamento della NATO e l’accerchiamento della Russia, rischiano di far sì che una guerra regionale si trasformi in mondiale con conseguenze disastrose per l’umanità.   

La nostra Chiesa è vicina ai popoli sofferenti dell’Ucraina ed anche al popolo russo, oggetto di continua e crescente ostilità nel nostro Paese come in tutto l’Occidente e lo ha dimostrato ampiamente, infatti molti nostri sacerdoti e fedeli si sono adoperati per mandare aiuti alle popolazioni martoriate dell’Ucraina e, al contempo, siamo vicini ai nostri fratelli russi che vengono ingiustamente boicottati o osteggiati.

Riguardo agli aiuti citiamo l’opera dei nostri monaci antoniani, ed in particolare dello ieromonaco padre Elia (Favazzo) a Reggio Calabria; del nostro portavoce dott. Michail Emi Maritato che con l’associazione AssoTutela ha inviato in Ucraina numerosi Tir di aiuti alimentari e sanitari; padre Franco (Altobello) a Latina; padre Giovanni e la parrocchia di Roma Anagnina; il nostro seminarista Giustino Bruno a Pescara; la nostra magione templare dell’astigiano; ecc. ecc. 

 

Per quanto attiene  i russi, la maggioranza di essi  non ha partecipato alla manifestazione indetta dagli “Amici della Grande Russia” per difendere, sia l’amicizia russo-italiana e i legami storici che uniscono la Prima e la Terza Roma, che  la cultura russa che viene oscurata anche nei nostri atenei, come se Dostoevskij fosse responsabile delle guerre o dei crimini effettuati dai governi di Stalin o di Putin.

Ai giornalisti presenti in piazza Santi Apostoli a Roma non interessava parlare della cultura russa ma unicamente conoscere l’opinione dei russi che abitano in Italia in merito alla guerra, mettendo in difficoltà gli stessi, perché qualora si sarebbero espressi in modo negativo avrebbero avuto problemi in Russia e se l’avessero avallata, nel nostro Paese. 

Compito delle Chiese Ortodosse è quello di aiutare le popolazioni e pregare per la Pace. Chi volesse aiutare concretamente le vittime di questa assurda, e speriamo non lunga, guerra può contattare la Confraternita del Buon Samaritano, email: confraternitabuonsamaritano@gmail.com, nostra associazione di volontariato o concordare con  la nostra Chiesa, chiesaortodossaitaliana@gmail.com,  liturgie o veglie di preghiera o iniziative per la promozione della Pace.     

 

Ai fedeli di Roma ricordiamo che domenica (22 maggio)  mattina, ci sarà la festa patronale, con processione, della Parrocchia Santi Imperatori “Costantino ed Elena” di Roma Anagnina (Metro Anagnina – via Roccella Ionica n. 6), i fedeli e il clero romano sono invitati ad intervenire.

 

 

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