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Benedizione degli Animali

Benedizione degli Animali

Festa Sant’Antonio il Grande

Domenica 15 e martedì 17 la Chiesa Ortodossa Italiana ha ricordato Sant’Antonio il Grande, noto anche come Sant’Antonio d’Egitto, Sant’Antonio del Deserto e, in Italia, come sant’Antonio Abate, universalmente riconosciuto come protettore degli animali domestici (oltreché dei macellai e dei salumieri, dei contadini e degli allevatori). Nell’iconografia il Santo è spesso raffigurato con il bastone da pellegrino con croce a tau,  un campanello ed un maiale. Ed è proprio la raffigurazione grafica di Sant’Antonio con il maiale che ha fatto sì che questo Santo, mistico e taumaturgo, fosse riconosciuto quale patrono dei salumieri e dei macellai, dei contadini e degli allevatori prima e degli animali domestici poi. Sant’Antonio, uno dei quattro santi ortodossi col titolo di Grande (gli altri sono Atanasio, Basilio e Fozio) fu un potente taumaturgo ed esorcista capace di guarire malattie terribili e scacciare i demoni. Nel suo nome nel medioevo si era costituito un Ordine di monaci ospedalieri antoniani che curavano le malattie della pelle attraverso unguenti ottenuti dal grasso di maiale (da qui l’associazione del Santo con il maiale, che probabilmente avendo svolto vita eremitica nel deserto egiziano della Tebaide non ne ha posseduto mai nessuno), principalmente la malattia nota come “fuoco di sant’Antonio”.

La benedizione degli animali della COI

La Chiesa Ortodossa Italiana è, da sempre, sensibile alla difesa degli animali, che Dio creò prima dell’uomo (Gen 1,24-25) e che non vanno maltrattati ma custoditi e curati come fa il pastore con le sue pecore (Ez 34,16). Nel Vangelo  Gesù nelle parabole del buon pastore ci insegna “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.” (Gv. 10,11).

Nella nostra Chiesa sono presenti due congregazioni monastiche, quella dei Monaci Antoniani della quale è Priore Generale mons. Massimo Giusio e quella dei Monaci Francescani della quale è Priore Generale padre Masseo Emilio (Boni), che si rifanno a due santi ambedue protettori degli animali, siano essi domestici o selvatici.

La Chiesa Ortodossa Italiana ha un’associazione ecclesiale, L’Arca di Sant’Antonio Abate, diretta dalla signora Lorella Latini, lettore della nostra Chiesa attiva soprattutto nella difesa dei cani e l’Associazione Nuova Posizione della quale è presidente il sig. Nicola Corrado e vice Presidente, nonché guida spirituale mons. Filippo Ortenzi che gestisce alcuni gattili nel Comune di Roma, specie nel quartiere della Magliana, che si occupano di difesa degli animali e sono devoti del Santo.

Per la  festa del Santo, soprattutto nei paesi di campagna è in uso fare dei falò (fuoco di Sant’Antonio) ed effettuare la benedizione degli animali.

Domenica 15 presso la Cattedrale Sant’Ugone dei Pagani di Roma (sita in via Bovino,43) Sua Beatitudine Filippo I di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), coadiuvato dai padri Sebastiano e Alexandru, ha provveduto, dopo la Divina Liturgia (in Rito Gallicano Italico) alla benedizione degli animali (cagnolini) presenti.

Analoghe cerimonie si sono svolte in diverse parti d’Italia, significativa quella della Parrocchia San Nicola di Myra di Campomarino e di quella di Sant’Efisio di Cagliari, dirette da padre Gianni De Paola e mons. Roberto Pinna, che hanno benedetto anche diversi animali dell’aia ed uccellini.

La cerimonia è stata ripresa dall’emittente Oltremodo TV, con la conduttrice Serena Pizzo che, al termine della cerimonia ha intervistato il nostro Metropolita, il dott. Alessandro D’Agostini, ortodosso dalla nascita, presidente del movimento artistico Poeti d’Azione; il dott. Sauro Mercuri dell’Associazione Umanitaria “Nostra Signora di Fatima” che dopo la morte di quelle che loro consideravano l’ultimo Papa (Benedetto XVI) hanno chiesto di essere accolti nella Chiesa Ortodossa Italiana e padre Sebastiano della Parrocchia Santi Arcangeli Gabriele e Michele di Roma.

Di Sant’Antonio ci sono stati tramandati numerosi detti, ne pubblichiamo alcuni:

– “è dal prossimo che ci vengono la vita e la morte. Perché se guadagniamo il fratello, è Dio che guadagniamo; e se scandalizziamo il fratello è contro Dio che pecchiamo

– “siamo grati al medico anche per il medicamento doloroso; di fronte al patire dobbiamo esser grati a Dio; qualunque cosa accada  è per il nostro bene

– “Colui che batte un blocco di ferro, prima pensa a quel che vuole farne: se una falce, o una scure. E anche noi dobbiamo sapere a quale virtù tendiamo, se non vogliamo faticare invano

Un tale chiese a padre Antonio: “che debbo fare per piacere a Dio?”. E l’anziano gli rispose: “Fà quello che ti comando: dovunque tu vada abbi sempre Dio davanti agli occhi; qualunque cosa tu faccia o dica, basati sulla testimonianza delle Sante Scritture; in qualsiasi luogo abiti, non andartene presto. Osserva questi tre precetti e sarai salvo”

 

– Il padre Pambone chiese al padre Antonio: “Che debbo fare?”. L’anziano gli dice: “Non confidare nella tua giustizia, non darti cura di ciò che passa e sii continente nella lingua e nel ventre”

Chiesa Ortodossa Italiana

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Facebook - Chiesa Ortodossa Italiana     Twitter - Chiesa Ortodossa Italiana  UniSAG  Canale Instagram - Chiesa Ortodossa Italiana  Canale Youtube - Chiesa Ortodossa Italiana Accademia ortodossa San Nicodemo l'Aghiorita

Università – Accademia

UNIVERSITA’ San Giovanni Crisostomo e

ACCADEMIA San Nicodemo l’Aghiorita

aperte sedi distaccate a Brescia, Catania e al Cairo (Egitto)

cresce l’attenzione sulle  strutture formative

della Chiesa Ortodossa Italiana

La Chiesa Ortodossa Italiana, per la formazione del Clero e dei laici utilizza due strutture accademiche: l’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita e l’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo. Per doverosa informazione precisiamo che gli Attestati rilasciati dalle nostre strutture accademiche hanno valore unicamente interno alla Chiesa e non sono riconosciuti dal Miur essendo attestati unicamente attinenti alla sfera religiosa.

Il Codex Canonum delle Chiesa Ortodossa Italiana regola le strutture accademiche della Chiesa al Titolo V – Strutture Accademiche e Ministero della Parola dove sono regolate dai canoni:

Canone 40 – Strutture Accademiche della Chiesa

Comma 1) È diritto della Chiesa Ortodossa Italiana istituire e dirigere strutture accademiche, che contribuiscono ad una più profonda cultura degli uomini e a una più piena promozione della persona umana e altresì ad adempiere alla formazione religiosa del Clero e dei fedeli.

Comma 2) Coloro che in qualunque istituto di studi promosso dalla nostra Chiesa insegnano discipline teologiche, devono avere il mandato della Cancelleria della Chiesa, sentito l’Arcivescovo Metropolita.

Comma 3) Le strutture accademiche promosse dalla Chiesa con seminari e facoltà ecclesiastiche sono: l’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita e L’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo. Inoltre per la promozione della cultura l’Accademia San Nicola di Myra. Dette strutture accademiche sono promosse direttamente dalla Chiesa e fanno parte dei canoni successivi.

Comma 4) Nessuna università o facoltà, che non sia stata eretta o approvata dal Santo Sinodo, può validamente conferire gradi accademici con effetti canonici nella Chiesa Ortodossa Italiana.

Comma 5) Le strutture accademiche possono essere promosse anche dalle Diocesi e dagli Esarcati, nonché dalle Congregazioni Religiose od altre strutture della Chiesa purché debitamente autorizzate dal vescovo territorialmente competente.

Canone 41 – Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita

Comma 1) L’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita è la struttura Teologica della Chiesa Ortodossa Italiana per la preparazione dei propri chierici, monaci e per i fedeli che vogliono approfondire la loro cultura religiosa al fine di curare la preparazione accademica nella conoscenza dell’ortodossia antica e contemporanea, con particolari attenzioni alle tradizioni storiche, liturgiche, teologiche, scientifiche, sociali, economiche, sanitarie, umanistiche e culturali.

Comma 2) Dall’Accademia, che potrà avere succursali in tutte le Diocesi ed Esarcati, dipenderanno:

  1. a) le Scuole di musica sacra,
  2. b) le Scuole d’arte e di mestieri,
  3. c) i Seminari teologici per la preparazione dei chierici, dei monaci e dei catechisti.

Comma 3) L’Accademia costituirà Seminari teologici per la preparazione del personale monastico nel settore dell’assistenza sociale, dell’educazione religiosa e del restauro del patrimonio artistico ed ecclesiastico, come anche delle Scuole di Musica Sacra per i cantori ecclesiastici; dei corsi religiosi per catechisti e per la direzione spirituale dei monaci.

Comma 4) L’Accademia è retta da Statuti propri.

Comma 5) La carica di Rettore e del Segretario Generale dell’Accademia ha validità novennale ed è rinnovabile.

Comma 6) Il Rettore ed il Segretario Generale dell’Accademia provvederanno alle nomine ed alla strutturazione di ogni Scuola, Facoltà e relative succursali costituite dall’Accademia.

Comma 7) L’Accademia per le attività statutarie potrà aprire un conto corrente ed editare materiale didattico specifico.

Canone 42 – Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

Comma 1) La Chiesa Ortodossa Italiana ha istituito per la preparazione dei propri chierici, monaci e per i fedeli che vogliono approfondire la loro cultura religiosa una Università Teologica denominata: Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo per curare la preparazione accademica nella conoscenza dell’ortodossia antica e contemporanea, con particolari attenzioni alle tradizioni storiche, liturgiche, teologiche, scientifiche, sociali, economiche, sanitarie, umanistiche e culturali.

Comma 2) Dall’Università, che potrà avere succursali in tutte le Diocesi ed Esarcati, dipendono le Facoltà di Teologia, Diritto Canonico, Scientifiche, Sociali, Sanitarie, Umanistiche e di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Comma 3) L’Università è retta da Statuti.

Comma 5) La nomina del Rettore e del Segretario Generale dell’Università ha validità novennale ed è rinnovabile.

Comma 6) Il Rettore ed il Segretario Generale dell’Università provvederanno alle nomine ed alla strutturazione di ogni Facoltà e relative succursali.

Comma 7) L’Università per le attività statutarie potrà aprire un conto corrente ed editare materiale didattico specifico.

Rettore delle strutture accademiche della Chiesa è Sua Beatitudine dott. Filippo Ortenzi, arcivescovo metropolita e Pro-Rettore il dott. ing. prof. padre Ambrogio Giordano. Vice Rettore dell’Università e responsabile del Dipartimento Storico Religioso è il dott. Massimo Giusio, corepiscopo della Diocesi di Torino, saggista, scrittore, autore del libro Elementi di Teologia Ortodossa (edizioni ABE ACCADEMIA) che vi consiglio di acquistare perché una concisa trattazione del pensiero teologico e patristico, dell’escatologia e della vicenda storica, della spiritualità e della vita pastorale e liturgica dell’Ortodossia.

Dopo la sede distaccata di Foggia, diretta dall’ing. Ambrogio Giordano, sono state attivate le sedi di Brescia, diretta dal dott. Giovanni Pietro Alborghetti e del Cairo (Egitto) diretta da Abuna Mina Tawfik. Le sedi di Foggia e Brescia hanno ultimamente dato dei riconoscimenti accademici rispettivamente a San Giovanni Rotondo e a Brescia. 

In quest’ultima sede si è anche costituito un Senato Accademico locale del quale fanno parte:

Dott. Giovanni Pietro Alborghetti Libero professionista- imprenditore 

Dott. Chanan Gardi designer – stilista 

Prof. Alessandro Janovitz Docente in pensione matematica pura

politecnico di Milano 

Dott. Giovanni Paolo Alborghetti Libero professionista ora in pensione 

Dott. Dario Peroni Imprenditore e pilota porsche senior

Prof. Pietro Luigi Sangalli Insegnante scuole superiori

Dott. Mauro Noventa Imprenditore 

Dott. Maurizio Bertazzoli Funzionario di banca 

Rev. Don Paolo Marzi Sacerdote – Dottore in biologia 

 

Riguardo l’Accademia è stata attivata, una sede distaccata a Catania, diretta da mons. dott. Nicola Talluto.

Per coloro che volessero intraprendere un percorso vocazionale consigliamo di iscriversi al Corso di Liturgia Pastorale dell’Accademia (email: accademia.ortodossa@gmail.com)  il cui piano di studi è il seguente:

Dispensa 1– Il Canone della Chiesa Ortodossa Italiana
Il Canone della Chiesa Ortodossa Italiana

La septuaginta
Giurisdizione Canonica e Organizzazione Periferica della Chiesa Ortodossa Italiana
Lezione sul Padre Nostro

Dispensa 2– Clero e Diaconato

Il Clero e gli Ordini Sacri

I Chierici (Clero – Ordini Sacri – Incardinazione – Episcopato – Presbiterato)

I vescovi possono sposarsi?  

Lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo 

Significato di alcune parole usate nella lezione
Il Diaconato e gli ordini minori Diaconato

Intervista sul Diaconato femminile 

Ipodiaconato

Lettorato 

Cantore

Accolitato

I collaboratori del sacerdote – il catechista – il sacrestano

Dispensa 3– Doveri dei Chierici e Leggi Ecclesiastiche

Elezione e nomina dei membri del Clero

Dovere dei Chierici
Escardinazione
Perdita dello Stato Clericale Reductio ad statum laicalem
Dei diritti e delle pene La legge ecclesiastica 

Obblighi e diritti dei fedeli 

Le Sanzioni ecclesiastiche 

Delitti contro la fede, l’unità, la libertà e l’autorità della Chiesa

Delitti ecclesiastici specifici 

Sul matrimonio del Clero Se i Vescovi sono i successori degli Apostoli perché Gesù li scelse prevalentemente tra gli uomini sposati – gli Apostoli

Dispensa 4– Liturgie

Le Liturgie Nuovo Testamento – Tradizioni
L’Ortodossia Occidentale I Riti Occidentali
La Liturgia nella Chiesa Apostolica
La Liturgia – Storia delle Origini
Divina Liturgia in Rito Gallicano Italico

Dispensa 5– La Liturgia di San Giovanni Crisostomo

San Giovanni Crisostomo
Da Santi e Beati e Vikipedia 

Breviario Liturgico 

Liturgia di Preparazione 

Liturgia dei Catecumeni 

Liturgia dei fedeli

Esposizione dottrinale della Divina Liturgia
Proskomedia o Liturgia della preparazione 

Liturgia dei catecumeni 

Liturgia dei fedeli 

Santa Comunione 

La Liturgia di San Basilio il Grande –

Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo in uso nella Chiesa Ortodossa Italiana

Dispensa 6– Le Benedizioni

Le Benedizioni 

Le benedizioni nel Codex Canonum 

Le benedizioni nei testi sacri  

Le benedizioni nella vita della Chiesa –
Le Benedizioni nella vita della Chiesa Celebrazione delle benedizioni 

– i segni proposti nelle celebrazioni 

– Modo di unire la celebrazione della benedizione con altre celebrazioni o con altre benedizioni 

– Benedizione delle Case 

Rito della Benedizione della Casa (Breve – Pasquale – Ordinario) 

– Rito benedizione nuova casa (russo) 

– Benedizione della famiglia 

Benedizione della Famiglia (a casa – durante la Divina Liturgia – per la festa della Sacra Famiglia)

Dispensa 7– Unzione degli Infermi e preghiere di guarigione

Il Sacramento dell’Unzione degli infermi
L’Unzione degli Infermi
La Parabola del Buon Samaritano
La guarigione dei malati nella religione ebraica
Preghiera all’Angelo custode
La Benedizione dei malati
Letture e preghiere di guarigione
Preghiere e benedizioni di guarigione
I segni delle Benedizioni
Preghiere contro le epidemie
Il Ministero di Guarigione

Dispensa 8– Benedizioni mensa – animali – acque …

Benedizione Sacerdotale (ebraismo)
La Benedizione Apostolica – Vescovile e Sacerdotale
La Benedizione dei frutti dei campi
La Benedizione della Mensa
La Benedizione dei cibi, bevande od altre cose
La Benedizione degli Animali
La Benedizione del mare – laghi – sorgenti …
Grande santificazione delle acque
Piccola santificazione delle acque
Gloria – Krsna Slava – Battesimo di Gloria

 

Dispensa 9 – Benedizione Icone – Glorificazione – Consacrazione ….

Le Benedizioni al termine di una processione
Benedizione delle Icone
Rito di Glorificazione di un Santo
Rito di consacrazione del Sacro Myron (Olio santo)
Rito di consacrazione di una chiesa
L’Inno Akathistos
De Vera Religione di Sant’Agostino

 

Dispensa 10 – San Basilio il Grande

San Basilio il Grande
Contributi alla Liturgia
Apolitikion – Troparion – Kontakion
Citazioni di San Basilio il Grande
Divina Liturgia di San Basilio il Grande

 

Dispensa n. 11 – La Settimana Santa

La Domenica delle Palme
Liturgia dei Doni Presantificati

Grande e Santo Lunedì
Grande e Santo Martedì
Grande e Santo Mercoledì
Grande e Santo Giovedì
Grande e Santo Venerdì
Grande e Santo Sabato
La Santa Pasqua
Divina Liturgia Pasquale (Rito Gallicano Italico)

Dispensa n. 12 – Monachesimo La Vita Consacrata

Il Monachesimo
I Monaci
Gli Oblati
L’Organizzazione Monastica
Esclaustrazione, Espulsione, Dimissione dallo stato religioso
Monachesimo e testi sacri
Inizi del Monachesimo Cristiano
Regola della Congregazione degli Antoniani

 

Dispensa n. 13 – Battesimo e Crismazione

I riti di adesione e confermazione alla fede ortodossa
Il Catecumenato
Il Battesimo
La Crismazione

 

Dispensa – Santi Doni e Antidoro

I Santi Doni (Eucarestia)
L’Eucaristia nei testi sacri
Dalla Catechesi Mistagorica di San Cirillo
Rito della comunione agli ammalati in casa
L’Antidoro
Rito Santa Liturgia di San Giacomo di Gerusalemme

 

Dispensa n. 15 – La Riconciliazione o Confessione

Il sacramento della Confessione o Riconciliazione
La confessione e il perdono nell’Antico Testamento
Pentimento e confessione – Introduzione
Tertulliano – De Poenitentia
Curato d’Ars – L’esame di coscienza
La preparazione alla confessione
Preghiere di pentimento
Mistero del pentimento (confessione)
Il Mistero della Penitenza (Sigillo Sacramentale)
Il Padre Spirituale (Confessore)
La Confessione generale
L’Assoluzione dei Peccati

La penitenza

Dispensa n. 16 – Il Matrimonio

Il Matrimonio (incoronazione)
Il Matrimonio nei Canoni della Chiesa Ortodossa Italiana
Il fidanzamento
Cause di annullamento del matrimonio
Seconde e terze nozze
Il Matrimonio Misto

I Testimoni
Rito del Fidanzamento
Divina Liturgia – Rito del Matrimonio

Dispensa n. 17 – I Riti e norme sulle Esequie – Ordo Exequiarum

L’accompagnamento al trapasso
Rito della deposizione nella bara
L’Officio delle esequie
Trisagio dei defunti
Sepoltura
Casi nei quali può essere negato il rito delle esequie
Celebrazioni in ricordo del defunto (Parastas)
Colletta per i defunti (Div. Liturgia S.Giv. Crisostomo)
Officio del Funebre (Panichida)
Preghiere per i defunti

 

Dispensa n. 18 – Sacramentali

I Sacramentali
Sacramentali domestici
Sale santificato
Acqua benedetta
Crocifisso benedetto

Preparazione del pane eucaristico (Prosfora)

 

Dispensa n.19 – Canone e Tempo

Studio storico-teologico sul Canone Biblico

In Quel Tempo – Il problema del tempo – Liturgia e tempo per un cristiano ortodosso di Roberto Pinna

 

Dispensa n. 20 – Codex Canonum

 

Ulteriori Dispense:

> Divina Liturgia in Rito Gallicano Italico

> Il Ruolo dei Diaconi nella Chiesa Ortodossa

> Salmi Tipici e Preghiere

> La Preghiera e l’Officio dei Salmi Tipici

> Divina Liturgia Natività di Maria (8 settembre)

> Divina Liturgia con Trisagio dei defunti

**** + aggiornamenti continui ai corsisti

   

Per informazioni sui corsi dell’Università

  • Storia, Teologia e Spiritualità Ortodossa
  • Esorcismo
  • Esicasmo

scrivete a: unisangiovcrisostomo@gmail.com    

 

Per informazioni sui corsi dell’Accademia

  • Liturgia Pastorale
  • Diritto Canonico della COI

scrivete a: accademia.ortodossa@gmail.com  

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Biagio Conte

Fratel Biagio Conte è tornato alla Casa del Padre

E’ morto l’Angelo dei Poveri 

il santo francescano di Palermo

 

Cari fratelli e sorelle oggi è un giorno triste per me giornata di lutto per la perdita di un grande fratello missionario Biagio Conte non ho la forza di scrivere è stato per me una grande guida spirituale prendevo esempio da lui.

Ora non c’è più ora toccherà a me mettere i suoi insegnamenti andare in mezzo ai poveri stare vicino aiutarli .Piango il cuore triste .

Preghiamo tutti per fra Biagio Conte accolto nella Gerusalemme dal padre e da lassù sorridente guarda a noi e dice non piangete io sarò sempre con voi in mezzo a voi con gli angeli .Sia lodato Gesù Cristo

Padre Elia 

 

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Teofania

TEOFANIA

    6 gennaio Teofania (Epifania)

Battesimo di Gesù sul Giordano

Grande Benedizione delle Acque

Roma, nella Cattedrale di via Bovino,43 Sua Beatitudine Filippo I (Ortenzi) ha celebrato la festa della Teofania (dal greco Theos Dio e phàinein manifestazione, che significa – manifestazione della divinità di Gesù) o Epifania (dal greco epifaneia con analogo significato). 

Quella della Teofania è una delle grandi Feste della Chiesa Ortodossa che rivela al mondo la Santissima Trinità mediante il Battesimo del Signore e, nella Chiesa Ortodossa Italiana anche l’adorazione dei Magi.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3,16-17)

Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli, e come colomba lo Spirito di Dio si fermò su di lui,e la voce del Padre disse:«Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

Con la Teofania finiscono le feste natalizie iniziate il 25 dicembre e si commemora il Battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista il precursore, avvenuta nel fiume Giordano, evento che ha dato inizio al ministero terreno di Gesù Cristo con al seguito i primi seguaci, primo dei quali fu l’Apostolo Andrea, detto anche Protocleto o il Primo Chiamato, un pescatore galileo di Gaulanitide, fratello di Simon Pietro, che precedentemente era un discepolo di Giovanni.

“Quando Tu, o Signore, fosti battezzato nel Giordano, l’adorazione della Trinità si è manifestata; poiché la voce del Padre ti ha reso testimonianza, chiamandoti suo Figlio diletto.  E lo Spirito sotto forma di colomba confermò la verità della Sua parola. O Cristo nostro Dio, che è apparso e hai illuminato il mondo, gloria a Te.”In questo giorno viene eseguita la Grande Benedizione delle Acque e l’acqua santa, così benedetta, viene utilizzata dal sacerdote per la benedizione delle case e dei fedeli.

Matteo (Mt 3,13-17) Battesimo di Gesù: In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui mi sono compiaciuto».

Alla Divina Liturgia e successiva benedizione della acque, oltre Sua Beatitudine hanno partecipato i sacerdoti Sebastiano (Nicolcea) e Alexandru (Margine) che hanno celebrato secondo il rito bizantino con la maggior parte dello stesso in lingua rumena (i fedeli presenti erano per metà italiani e metà rumeni).

Sua Beatitudine nel corso dell’Omelia ha evidenziato la rilevanza delle due manifestazioni della Teofania di Gesù, l’adorazione da parte dei Magi, sacerdoti astrologi e indovini dell’antico culto di Zoroastro che, come predetto dall’Avesta, aspettavano l’avvento di un Salvatore nato da una Vergine e il Battesimo nel Giordano, quanto la voce del Padre disse: «Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

 

Tra i fedeli che hanno partecipato alla manifestazione segnaliamo la presenza di due scrittori, il prof. Enzo Maniaci, Educatore e Counselor cristiano, autore, tra gli altri, di  “Il Giusto è il primo accusatore … di se stesso” , del libro per bambini “Raccontatemi una storia per favore, che mi aiuti a crescere” e del romanzo “il santo e il peccatore” e del dott. Sauro Mercuri, un medico di base venuto apposta da Osimo, autore di numerosi libri, tra i quali segnaliamo: “E’ arrivata la fine dei tempi”,  “Radici Cristiane per rifiorire il mondo”, “Benedetto XVI Ultimo Papa Cristiano” (tradotto anche in russo), “Il Senso della Libertà” e il “Dominio dei draghi – racconti del Terrore Covid 19 tra Menzogna e Realtà”.

Alla fine della cerimonia, sono stati distribuiti ai bambini presenti, numerosi vestiti, donati da Giovanni Moriccioni, una persona di grande spiritualità e carità cristiana, che quotidianamente aiuta i senzatetto della stazione Termini con cibo e vestiario e giocattoli portati da Paolo Michi D’Agostini, direttore del giornale online La Tribuna di Roma(https://latribunadiroma.it)

Da San Giovanni Crisostomo, arcivescovo di Costantinopoli: “Prima di tutto è necessario dire che non c’è una Teofania, ma due : quella attuale, già avvenuta, e la seconda nel futuro ., che avverrà con gloria alla fine del mondo. Dell’uno e dell’altro ascolterete oggi Paolo, il quale, conversando con Tito, parla così del presente: «La grazia di Dio si è manifestata, avendo salvato tutti gli uomini, decretando che respingiamo l’iniquità e le concupiscenze mondane, e dimora nel tempo presente nella prudenza, nella giustizia e nella pietà”. E sul futuro: “In attesa della beata speranza e della gloriosa apparizione del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo” (Tito 2:11-13). E un profeta parla così di quest’ultimo: “Il sole si trasformerà in tenebre, e la luna in sangue dapprima, poi verrà il giorno grande e luminoso del Signore” (Gioele 2:31).

Questo è il giorno presente, in cui Egli fu battezzato e santificò la natura dell’acqua. Perché in questo giorno tutti, avendo ottenuto le acque, lo portano a casa e lo conservano tutto l’anno, poiché oggi le acque sono santificate. E avviene un fenomeno evidente: queste acque nella loro essenza non si guastano col passare del tempo, ma ottenute oggi, per un anno intero e spesso per due o tre anni, rimangono intatte e fresche, e poi per lungo tempo non smetta di essere acqua, proprio come quella ottenuta dalle fontane. (nella foto la festeggiata Ioana Draghici con la torta)

Domenica 8 dopo la Divina Liturgia, officiata da Sua Beatitudine FIlippo I di Roma, anche da  padre Sebastiano (Nicolcea) e padre Sergio (Arduini), è stata festeggiata la nostra sorella Ioana Draghici, con torta ed agape comunitaria a significare che la nostra non è soltanto una comunità, ma una famiglia religiosa. Sono stati donati altresì nuovi giocattoli raccolti dalla Confraternita del Buon Samaritano della Sardegna, magnificamente diretta dal prof. Alessandro Podda.

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Gesù : Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura

Gesù : Andate in tutto il mondo

e proclamate il Vangelo ad ogni creatura

Gesù

Nel Vangelo di Marco (16:15-20) è scritto, che prima dell’Ascensione (festa della salita al cielo “analepsis” e, allo stesso tempo di redenzione e salvezza “episozomene”), Gesù si rivolse ai suoi discepoli e disse: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.

Il mandato missionario di Gesù agli Apostoli è confermato dal  Vangelo secondo Marco (16:15-20): “Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.

Il primo Canone del nostro Codex definisce la Chiesa Ortodossa Italiana quale: “Chiesa d’origine apostolica, autocefala ed unitaria nella sua organizzazione ed opera pastorale, missionaria ed amministrativa che aspira ad essere la Chiesa nazionale del popolo ortodosso residente in Italia.” (comma 1), nonché quale:”erede spirituale del Patriarcato d’Occidente”(comma 4), titolo dismesso dal Papa di Roma con Benedetto XVI, di venerata memoria.

(nella foto fedeli della nostra Missione al Cairo – Egitto)

La nostra Chiesa, che si rifà al principio del “primato di giurisdizione territoriale o Autocefalia (piena autonomia di governo) secondo il quale ogni Nazione (Ethnos) ha diritto a costituirsi in Chiesa Nazionale Autocefala.” è, allo stesso tempo impegnata nell’opera missionaria per la diffusione dell’Ortodossia nel mondo, supportando e coordinando decine di chiese nelle Americhe, in Europa ed Africa, che aprendo, dove le condizioni di vita sono più difficili, come nei paesi islamici, proprie strutture pastorali e di evangelizzazione.

E’ importante ad esempio l’attivazione di una Diocesi Missionaria, intitolata a San Marco Evangelista, in Egitto, con sede al Cairo, che già sta riscuotendo enorme successo potendo contare sul supporto di un vescovo, sei sacerdoti e quattro diaconi.

Abuna Mina Tawfik, ex sacerdote cattolico che ha studiato a Roma e conosce la nostra lingua, che parla fluentemente, è una persona di grande carisma che ha saputo aggregare un numeroso gregge di fedeli che sta guidando in una Naziona, come l’Egitto, dove essere cristiano è difficile a causa di leggi discriminatorie e dell’ostilità da parte della maggioranza islamica della popolazione (soltanto l’anno passato sono state bruciate oltre 40 chiese e in una di queste hanno perso la vita decine di bambini …)

Gesù

Al Cairo, quanto prima, verranno attivate delle sedi distaccate dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita e dell’UNISAG – Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo per la formazione del clero locale.

Prosegue altresì la collaborazione ecumenica tra la nostra Chiesa e altre realtà religiose cristiane, come dimostra la co-ordinazione effettuata in un contesto ecumenico (la Chiesa Evangelica Metodista di Ponte Sant’Angelo di Roma), alla presenza di fedeli di varie realtà cattoliche indipendenti, cattolici romani, battisti, valdesi, metodisti e anglicani. di Mons. Luciano Bruno, ordinato vescovo della Chiesa Cattolica Apostolica Indipendente di Tradizione Salomoniana del Brasile.

 

La comunità religiosa nella quale è stato ordinato mons. Luciano Bruno (nella foto) è una Chiesa in comunione con noi, con il cui Primate (mons. Tarcisio) abbiamo concordato la piena collaborazione, nonché l’integrazione quale Prelatura all’interno della C.O.I. della sua missione italiana.

Eccezionalmente detta Chiesa ha chiesto anche di essere integrata nell’U.I.C.O.A.

 

 

Chiesa Ortodossa Italiana

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Dai frutti si riconosce l’albero

Dai frutti si riconosce l’albero

Una Chiesa di Seminatori, Pescatori e Pastori

Crescita delle strutture di Apostolato e Volontariato

Preghiera per la salute di Papa Benedetto XVI

San Matteo (Mt 7,15-20): “Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete.”, ebbene se dai frutti si riconosce l’azione dello Spirito Santo è indubbio che l’azione della nostra Chiesa ha dato buoni frutti, ha visto aumentare il numero dei membri del clero e dei fedeli, si è rivelata una Casa costruita sulla Roccia (Mt 7, 24) ed è rimasta fedele alla sua missione principale che è quella di portare il popolo di Dio verso la salvezza delle anime.  Ci avviciniamo al 2023 ed è opportuno fare un riassunto di un anno, il 2022, che ha determinato una svolta importante nella nostra Chiesa, cresciuta enormemente sia in termini di fedeli, che di clero, che in relazioni internazionali. Nostro Signore Gesù Cristo ha dato tracciato il solco dell’azione della Chiesa nella figura del seminatore (Marco 4,1 – Matteo 13,1-23 e Luca 8,4-125) e nella figura del pescatore (Marco 1,14-20) e del pastore (Giovanni 10,1-21 – Matteo 18,12-14 e Luca 15,1-7). La nostra Missione prioritaria è la salus animarum ossia la salvezza delle anime e per fare questo occorre seminare la parola di Gesù, essere pescatori di uomini e saper guidare il popolo di Dio verso la salvezza.  (nella foto ordinazione a presbitero di padre Alexandru Nicolae Margine – Chiesa Santi Arcangeli Gabriele e Michele di Roma)

Ebbene se l’azione della nostra Chiesa nel 2022 si è vista dai frutti, non possiamo che rilevare che abbiamo seminato bene e lo dimostrano i 37 (trentasette) nuovi membri del clero che, o abbiamo ordinato (1 corepiscopo, 8 sacerdoti, 2 lettori e 1 ipodiacono) o incardinato (3 vescovi, 9 sacerdoti e 5 diaconi) dall’inizio dell’anno ad oggi, molti provenienti dalla Chiesa Cattolica (19 pari al 51,35%), alcuni dalla Chiesa Ortodossa Rumena (3 pari all’8,33%) o da realtà Vetero-Cattoliche (2 pari al 5.41%) o Celtiche (1 pari al 2,70%) ma tanti dal mondo Evangelico ed Episcopale (ben 12 pari al 32,43%). Come dice il Signore riguardo la semina della parola di Dio, l’evangelizzazione della nostra Chiesa ha dato buoni frutti e abbiamo ordinato tanti nuovi “pescatori di uomini”, cioè di anime e bravi pastori che sanno guidare un gregge di fedeli sempre più numerosi e motivati, come dimostra l’alto numero di vocazioni presenti nella nostra comunità religiosa. A livello nazionale la Diocesi che è più cresciuta in termine di clero è quella di Roma, che ha visto l’ordinazione del 43,48% dei nuovi membri del clero, seguita da quella di Bari (27,39%), delle diocesi di Saluzzo, Napoli e Siracusa (+8,7% cadauno) e per finire di quelle di Torino, Ravenna e del Mercurion (4,35%). Inoltre abbiamo creato un Vicariato Missionario in Brasile e una Diocesi Missionaria in Egitto.

(nella foto Abuna Mina Tawfiq Amin Qallad, vescovo della Diocesi Missionaria del Cairo)

Alla fine del gennaio scorso abbiamo promosso la costituzione dell’U.I.C.O.A. – Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale, alla quale hanno aderito decine di Chiese ortodosse d’America, Europa ed Asia ed ha visto la confluenza dell’Unione delle Chiese Ortodosse Bizantine presente in dodici paesi africani. 

L’UICOA, se non per numero di fedeli, ma sicuramente per il numero delle chiese aderenti, è diventata la più grande Comunione di Chiese Ortodosse del Mondo.

La considerazione internazionale della nostra Chiesa è tale che siamo entrati in collaborazione con la Diocesi della Chiesa Ortodossa Eritrea, tanto da essere invitati alla loro festa di San Michele Arcangelo, tenuta a Roma il 22 novembre u.s., dove il nostro Metropolita ha potuto partecipare alla liturgia, alla processione e, unico vescovo non eritreo, parlare ai fedeli eritrei ed essere ospite d’onore al pranzo sociale.

Ci ha fatto enorme piacere inoltre che la Chiesa Ortodossa Autocefala Polacca abbia mandato gli auguri di buon Natale all’UICOA e alla nostra Chiesa, segno evidente dell’interesse che la nostra opera sta ottenendo anche da parte delle Chiese Ortodosse “storiche”.

Anche le nostre associazioni di apostolato e filantropiche hanno avuto un forte impulso, la Fraternità Ortodossa, della quale è presidente l’ing. dott. Ambrogio Giordano, ha aperto nuove Segreterie Regionali e Provinciali: dott. Alessandro Podda (Sardegna), arch. Alessandra Caradonna (Milano), Giustino Bruno (Pescara), Valentino Cioffi (Cosenza), ten. Antonio Curatti (Taranto) e locali: Michele Saporito (Campobasso), arch. Mario Perri (Cosenza), padre Marco Tartarini (Carbognano – VT), Sandro Segatori (Marta – VT), dott.ssa Tania Pizzamiglio (Bagnaria Arsa – UD), giornalista Ada Cosco (Andali – CZ). E’ stata inoltre attivata una sede per i nostri fedeli residenti in Ungheria a Budapest, della quale è responsabile il dott. Roberto Vernarelli.

Nel campo dell’assistenza ai poveri ed ai bisognosi, si sono distinti il SOSMA-UNITAU (Aiuti Umanitari) e il Sacro Ordine dei Cavalieri Portaspada di Paolo Di Giovine e Alberto Olivieri,  nostri sacerdoti quali padre Giovanni Pricop (Roma), padre Elia Favazzo (Reggio Calabria) e padre Gianni de Paola (Campomarino), il nostro portavoce dott. Michel Emi Maritato,  presidente di AssoTutela che ha raccolto tonnellate di aiuti alimentari e farmaceutiche per le popolazioni vittime della guerra in Ucraina.

Inoltre vi è stato un rilancio della Confederazione delle Confraternite del Buon Samaritano, la nostra struttura di carità cristiana, che si è rafforzata con la nomina del dott. Massimo Giusio, corepiscopo di Torino, a Presidente Nazionale Vicario. 

Sono stati altresì attivati dei nuovi Priorati Regionali in Piemonte (Massimo Giusio), Sardegna (Alessandro Podda) e Molise (Maria Gianserra) e provinciali a Salerno (Marco Barra).

La Confraternita del Buon Samaritano ha distribuito aiuti alimentari, raccolto giocattoli e, soprattutto, raccolto indumenti usati per i poveri e i bisognosi. Per questa ultima attività dobbiamo ringraziare soprattutto i dirigenti della AFG Energy di Roma, che si sono adoperati nella raccolta.

Oltre le numerose associazioni e confraternite di ispirazione cavalleresca che hanno chiesto il riconoscimento da parte della nostra Chiesa (che consiste nel fornire guida spirituale e cappellani alle strutture richiedenti), quest’anno sono state costituite tre nuovi Priorati dell’Ordine Monastico Templare della Pietà del Pellicano, del quale è Gran Priore l’archimandrita Giacomo Doglione, vescovo di Saluzzo-Seborga, e principalmente il Priorato “San Gregorio Magno” a Roma, diretto dall’architetto fratel Ettore Lazzarotto e i Priorati “San Leonardo di Noblack” del quale è Priore la diaconessa sorella Barbara Piano e “San Uriele Arcangelo” del principe fratel Giuliano Lagorio della Rocca ad Asti. 

Oltre questi è stato riorganizzato il SOSMA UNITAU (Supremo Ordine di San Michele Arcangelo – Unione Nazionale Internazionale Territoriale Aiuti Umanitari) la cui direzione è stata data al principe Paolo Di Giovine di Roccaromana ed accolti nella nostra Chiesa: il Sacro Militare Ordine del Santissimo Sacramento dell’Annunciazione di Nazareth (S.M.O.S.S.A.N.) con sede a Guardialfiera CB, ordine dinastico di S.A.R. Christian Agricola, l’Ordine Ecumenico Ortodosso di Gerusalemme (Ordo Oecumenicus Orthodoxus Hierosolymitanus – O.E.H.) con sede a Brescia, diretto dal dott. Giovanni Pietro Alborghetti, il Sacro Ordine dei Cavalieri Portaspada, con sede a  ROMA del quale è Gran Maestro il p.pe Alberto Olivieri , i Cavalieri di San Nicola – Ordine della Nave, con sede a Bari, diretti dal dott. Giuseppe Massimo (Bepy) Goffredo e l’ Ordo Militaris et Hospitalis Sancti Lazari Hierosolymitani (Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme Malta) OSLJ  con sede a  Milano, del quale è Gran Priore per l’Italia il conte Giovanni Vergottini. Per coordinare sia le nuove, che le confraternite già da anni aderenti o sotto la protezione canonica della Chiesa, ad agosto è stato istituito un organismo di coordinamento, il Concilium Equitum Confratrum o Consiglio del Cavalieri, del quale è stato nominato presidente il dott. Paolo Di Giovine.

Ad ottobre si è costituita all’interno della nostra Chiesa la Congregazione dei Monaci Francescani Ortodossi, che ha coniugato il monachesimo ortodosso (basiliano-benedettino) con la spiritualità francescana.

La prima uscita pubblica della Congregazione è stata, non a caso,  a San Giovanno Rotondo all’inizio di dicembre, dove il 7 si è discusso della spiritualità di san Francesco d’Assisi e san Pio da Pietrelcina e i punti di contatto tra francescanesimo e ortodossia, specialmente con la spiritualità ortodossa russa, ad esempio col fenomeno conosciuto come  jurodstvo o stoltezza in Cristo.

Molto apprezzato dai presenti è stato l’intervento di frate Giovanni Maddamma, della Congregazione Francescana dei Fratelli e Sorelle Minori di San Francesco e Santa Chiara, che ci ha illuminato con la sua lectio magistralis e ha dato la disponibilità a supportare la neo costituita congregazione con i suoi consigli e guida spirituale. Il giorno 8 invece la nostra Chiesa ha accolto tra i Santi da noi venerati anche i Venerabili Francesco d’Assisi e Pio da Pietrelcina.

 

In questo momento la Chiesa Ortodossa Italiana si unisce ai fratelli cattolici e a Papa Francesco nella preghiera per l’anima di Sua Santità Benedetto XVI

(Joseph Aloisius Ratzinger)

Dio Onnipotente ed Eterno, tu sei la salute eterna di coloro che credono in te. Ascolta le nostre preghiere per il tuo servo Benedetto, che ti ha raggiunto nella Casa del Padre e per il quale imploriamo l’aiuto della tua tenera misericordia

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Per un Natale di Pace e Solidarietà

Per un Natale di Pace e Solidarietà

 

Durante la Divina Liturgia il sacerdote si rivolge ai fedeli dicendo: Per la pace che viene dall’alto e per la salvezza delle nostre anime preghiamo il signoree oggi più che mai la Pace è il bene più prezioso che è stato smarrito e che colpisce, in Ucraina come in Kosovo, in Iraq come in Siria, in Etiopia come in Egitto, soprattutto le comunità cristiane ortodosse.

La nostra realtà ecclesiale può poco contro tali tragedie, se non aiutare le popolazioni colpite, come hanno fatto ad esempio per le martoriate popolazioni ucraine, tra gli altri, padre Elia (Favazzo), Priore Generale Vicario dei Monaci Antoniani a Reggio Calabria, il principe Paolo di Giovine, ipodiacono e Gran Maestro del SOSMA-UNITAU (Aiuti Umanitari) e il dott. Michel Emi Maritato, nostro portavoce e presidente di AssoTutela a Roma.

In un periodo dove la pandemia e la crisi economica causata dalla guerra fratricida russo-ucraina hanno causato l’aumento della povertà la nostra Chiesa, pur anch’essa povera, ha cercato di essere, per quanto possibile, vicina agli ultimi e ai bisognosi, come ci ha insegnato nostro Signore, infatti nel Vangelo secondo Luca (4:18) è scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi”.

A dicembre vi è stata una forte crescita dell’attività della Confraternita del Buon Samaritano che non soltanto ha visto l’apertura di nuovi priorati, ma è stata attiva  anche nella raccolta di beni, giocattoli per bambini  e vestiario di prima necessità.

(nella foto raccolta viveri – Parrocchia San Nicola di Myra di Campomarino)

Dal Libro dei Proverbi (28:27): “Chi dona al povero non sarà mai nel bisogno, ma colui che chiude gli occhi sarà coperto di maledizioni” e in ottemperanza di quanto scritto nelle Sacri Scritture segnaliamo alcune iniziative avvenute a ridosso delle feste natalizie:

Campomarino (Këmarini) CB, dove padre Gianni De Paola guida una delle più attive parrocchie della nostra Chiesa, presente in un territorio arbëreshe dove l’ortodossia viene riscoperta da una popolazione  di origine greco-albanese. Qui la Parrocchia San Nicola di Myra e la locale Confraternita del Buon Samaritano guidata da Maria Gianserra,  hanno effettuato una raccolta di cibo e vestiario da donare ai bisognosi.


Loceri NU, il prof. Alessandro Podda, insegnante di lingua sarda e che ha tradotto le liturgie della nostra Chiesa in sardo, tanto che l’anno prossimo verrà data alle stampe il libro “Giusta Fide Antiga”, che sta seguendo il Corso di Liturgia Pastorale della nostra Accademia San Nicodemo L’Aghiorita per accedere al diaconato, quale Priore della locale Confraternita del Buon Samaritano, in collaborazione con la Pro Loco di Loceri ha raccolto giocattoli da inviare alla Missione ortodossa di padre Francisco di San Paolo del Brasile.

(nella foto vestiti  distribuiti presso la Cattedrale di via Bovino,43 di Roma)

Roma grazie alla collaborazione del principe Paolo di Giovine di Roccaromana e alla generosità di Noemy e Davide della AGF Energy, sono stati raccolti numerosi indumenti che sono state distribuite dalle nostre parrocchie dei Santi Imperatori Elena e Costantino di padre Giovanni (via Roccella Ionica, 6) e dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele (via Bovino,43) dei padri Alessandro e Sebastiano, soprattutto tra i poveri della comunità romena della nostra Chiesa.

Nascita di Gesù – dal Vangelo secondo Luca (2:1-20)

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.  Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.  Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.  Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme,  per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.  Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.  Diede alla luce il suo figlio unigenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà».

Appena gli angeli si allontanarono per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

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Perché il 25 dicembre è una festa cristiana

Perché il 25 dicembre è una festa cristiana

Nei testi sacri la nascita di Gesù è riportata soltanto da due dei quattro Vangeli riconosciuti canonici dalla cristianità, e precisamente  dai Vangeli secondo Matteo e Luca, dove però non è presente la data precisa (giorno, mese ed anno). Nei primi secoli i cristiani festeggiavano solitamente la nascita in Cielo di Gesù (Pentecoste) più che quella terrena e la prima testimonianza della festa del Natale ricadente il 25 dicembre risale ad un antico almanacco del 354 d.C. (*1). Oggi, leggendo la stampa laica e, talvolta anche quella cattolica, sembre acquisita quale verità storica quella che la scelta del 25 dicembre sia dovuta alla cristianizzazione della popolare festa pagana del “Sole vittorioso” (Sol invictus), nella certezza che era più facile far cambiare religione ai cittadini dell’Impero mantenendo e cambiando nome alle feste che erano già abituati a celebrare. In tal senso il 25 dicembre, giorno del solstizio d’inverno (notte più lunga dell’anno, dopo la quale le ore di luce aumentano a scapito del buio). “Sempre in quel periodo i romani celebravano i saturnali per onorare Saturno, dio dell’agricoltura: si tratta di una festa in cui il Sole rinato era segno dell’approssimarsi della primavera portatrice di nuovi frutti, e per questo ci si scambiava ricchi doni tra amici e parenti.”.  Per la verità va evidenziato che il solstizio d’inverno cade il 21 e non il 25 dicembre, anche se  25 dicembre si festeggiava nelle varie località dell’Impero sia la festa di Mithra (divinità proto-indo-iranica del Sole, dell’amicizia, dell’onestà e dei contratti secondo la religione zoroastriana, ancora venerato nella religione induista in quanto presente nei Veda) che quella di Saturno, in quanto il calendario giuliano, fissato da Giulio Cesare il 45 a.C. faceva cadere la Bruma (Saturnalia) il 25 dicembre, giorno solstiziale che segnava la fine delle giornate più buie e dopo il quale, grazie alle divinità solari, la giornata iniziava ad allungarsi. Tale festa era stata proclamata dall’ imperatore Aureliano nel 274, anno durante il quale in tale data  aveva fatto edificare un grandioso tempio in un tempo nel quale le comunità cristiane già festeggiavano da tempo il Natale il 25 dicembre e, semmai potrebbe essere che i pagani abbiano cercato di paganizzare una festa molto popolare tra le emergenti comunità cristiane.  Verso il 350 d.C. il vescovo di Roma,  Papa  Giulio I, dichiarò il 25 dicembre quale anniversario della nascita di Gesù e tale data fu accolta da tutto il mondo cristiano (ad eccezione degli Armeni che la festeggiano il 6 gennaio, quando noi festeggiamo l’Epifania). Secondo un’opinione diffusa e attualmente considerata attendibile, Papa Giulio I, al fine di dare continuità ad un’antica tradizione e continuità tra le vecchie e la nuova religione, trasformò il Dies Natalis Soli Invictis dei pagani, festa dedicata alla nascita del Sole (Mithra), introdotta a Roma da Eliogabalo, imperatore dal 218 al 222, (per non parlare del dio sole Aîon, figlio della vergine Kore, del dio siriano El-Gabal, del dio greco Elios etc. i cui culti erano diffusi nell’Impero, in Persia ed Arabia o ai culti solari delle popolazioni germaniche dell’Europa del Nord dove sostituì la Festa della Yule, che si festeggiava il 21 dicembre) nel Natale cristiano, dal momento che Gesù rappresenta la vera luce. D’altra parte nelle Sacre Scritture non è forse scritto che  Sorgerà per voi il Sole di giustizia” (Malachia, 14, 2) e nel vangelo di Luca (1,79 s.) non è forse scritto: “Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace“?  E lo stesso Gesù non aveva affermato:«Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre» (Giovanni 12, 46) e non rappresentava pertanto la vittoria della Luce sulle tenebre? Nel 529 l’imperatore Giustiniano I (santo e isapostolo per le Chiese Ortodosse) la rese festa ufficiale dell’Impero e, da allora, viene universalmente celebrata dalla cristianità.  Pertanto, a detta dei sapientoni laici (e purtroppo anche da molti ignoranti del clero cristiano) la scelta di festeggiare il Natale il 25 dicembre era una scelta unicamente simbolica atta a favorire la conversione dei pagani i quali avrebbero potuto continuare a festeggiare in tale data anche dopo essere diventati cristiani. Date opinione è talmente diffusa che numerose chiese evangeliche pentecostali e i Testimoni di Geova si rifiutano di festeggiare il Natale considerandolo una festa pagana. 

Che anche tale tesi abbia dei fondamenti di verità può essere confermata dal fatto che nel 1941 nella necropoli vaticana fu liberato un mosaico raffigurante Cristo-Sole che ascende al cielo su una quadriga di cavalli bianchi in mezzo ad un lussureggiante intreccio di rami di vite. 

La tesi per la quale la Chiesa di Roma avesse scelto la data del  25 dicembre per opporre la festa di Gesù, vera luce del mondo, alla festa pagana del Natalis solis invicti è, purtroppo, diventata un luogo comune. Già nel settecento il predicatore tedesco, pedagogista, archeologo e teologo berlinese Paul Ernst Jablonski, membro dell’Accademia Reale delle Scienze di Berlino, autore delle Institutiones historie christianae antiquioris (Francoforte sul Reno, 1754), nella sua critica protestante anti-papista, sostenne la tesi che la “cristianizzazione” delle feste pagane, tra le quali il Natale, fosse la testimonianza più evidente della “degenerazione” della Chiesa di Roma. La cosa assurda è che per confutare tale tesi alcuni teologi cattolici come il benedettino Dom Jean Harduin invece di confutare tale tesi le hanno giustificate adducendo motivi pastorali e di apostolato tanto che oggi viene condivisa  anche dalla maggioranza dei teologi cattolici, come si evince in un articolo pubblicato su Famiglia Cristiana del 26 dicembre 2019 a firma del teologo Robert Cheaib. Tale convinzione è così radicata che Papa Giovanni Paolo II (santo per la Chiesa Cattolica), durante l’udienza di preparazione al Natale del 1993 ebbe a dire che:  “La data del 25 dicembre, com’è noto, è convenzionale

Ma è davvero così? 

Ma vediamo le origini cristiane del 25 dicembre.

Teoria di correlazione con la Hanukkah. Altra teoria uscita recentemente è quella sostenuta da alcuni studiosi, tra i quali Joseph F. Kelly, autore del libro The Origins of Christmas, la data del 25 dicembre potrebbe essere posta in relazione con la festa ebraica della Ridedicazione del Tempio, la Hanukkah, che cade il venticinquesimo giorno di Kislev, un mese lunare che corrisponde approssimativamente a novembre o dicembre, tese suggestiva ma che forse non c’entra nulla con la data natalizia, perché durava otto giorni e non sempre tra questi vi era il 25 dicembre.

Prima dello studio del calendario qumranico, avvenuto in tempi recenti, il motivo per il quale la nascita di Gesù veniva fatta ricadere il 25 dicembre era un altro ed era legata alla data della morte di Gesù che, secondo i Vangeli, si collocava tra il 25 marzo e il 6 aprile del calendario giuliano. 

Teoria dell’Età Integrale, correlata alla creazione. Il 25 marzo gli ebrei festeggiano la benedizione della luce (o del Sole) nota come Birkat Hachama. Secondo una tradizione rabbinica il Sole fu creato nella sua posizione nel giorno dell’equinozio di primavera (primo giorno del calendario iranico detto Novruz o Noruz ossia giorno nuovo, da inizio al calendario zoroastriano, a quello  Jalāl o calendario persiano, a quello Badí‘ della religione bahai). Tale tasi è stata sostenuta nel X secolo dal rabbino aschenazita francese Rav Shlomo Yitzaqui (Rashi), conosciuto in Italia anche come Salomone Isaccide, in un Commentario sul Talmud, che ha avuto grande diffusione nel mondo ebraico. Si può ipotizzare che Gesù, vera luce del mondo, sia stato concepito nel giorno della Benedizione della Luce e, di conseguenza, è nato il 25 dicembre.

Un inciso, nei primi secoli d’adozione del calendario giuliano, elaborato dall’astronomo egizio Sosicide di Alessandria e promulgato da Caio Giulio Cesare Pontifex Maximus dell’Impero nel 46 a.C., l’equinozio di primavera e il solstizio d’inverno ricadevano nei giorni 25 marzo e 25 dicembre e, soltanto successivamente, sono stati indicati al 21 di detti mesi.

Teoria coincidenza morte/concepimento. Era opinione diffusa, che riprendeva delle credenze nate in ambiente ebraico riguardo la morte dei Profeti biblici, che la morte di Nostro Signore fosse avvenuta nell’anniversario della sua “venuta al mondo”. Innanzitutto occorre precisare che in ambito ebraico è presente una scienza teologica (oggi considerata pseudoscienza, cioè una disciplina apparentemente basata su metodo scientifico ma priva di fondamento reale) denominata gematria, fondata sulla numerologia, dove vengono collegati parole dell’alfabeto e  numeri. simbolici La gematria fu riscoperta in Italia e in occidente nel XVII secolo dall’erudito fiorentino Pico della Mirandola (1463-1494) durante la stagione dell’Umanesimo (*2 ter). Ad esempio, secondo la gematria  il nome di Gesù in greco è 888 o (8 + 8 + 8 =6) 8= Figlio di Dio, 6= Figlio dell’Uomo, perché 6 è il numero dell’uomo. (*2 quater).  Uno studio approfondito su queste teorie si deve all’accademico francese Louis Marie Olivier Duchesne (13 settembre 1843 – 21 aprile 1922) sacerdote cattolico, filologo, archeologo, studioso, autore del libro Origines du culte chrétien (“Origini del culto cristiano”), legato alla nostra Nazione (è morto a Roma), appassionato di ortodossia (è stato anche sul Monte Athos) e caduto in disgrazia durante la fine della sua esistenza terrena perché la Chiesa Cattolica mise all’indice la sua  la sua Histoire ancienne de l’Église (“Storia antica della Chiesa”) dove venivano svelate verità nascoste dalla Chiesa di Roma. Ebbene secondo questa ipotesi, per la festività del Natale si calcolò che Gesù fosse morto nell’anniversario della sua incarnazione o concezione (non della sua nascita), e così si pensò che la sua data di nascita dovesse cadere nove mesi dopo la data del Venerdì Santo. tra il 25 dicembre e il 6 gennaio. (*2 cinque).  Per lo scrittore e apologeta cristiano romano-cartaginese Quinto Settimio Fiorente Tertulliano (155-230 d.C.), era avvenuta l’ottavo giorno delle calende d’aprile, corrispondente al 25 marzo. Il calcolo di Tertulliano si basava sicuramente  anche su valutazioni basate sul simbolismo e la gematria, legate all’equinozio di primavera del calendario romano  e  alla ipotetica data della creazione del mondo, seguendo tali ragionamenti  l’ipotesi che la vita di Gesù sia stata di un numero intero di anni, dato che le frazioni possono essere considerate imperfette, ne deriverebbe, secondo lo studioso, che l’incarnazione sia avvenuta  il 25 marzo, e la nascita al 25 dicembre. A mio parere la teoria di Duchesse è storicamente attendibile, perché era opinione diffusa tra le chiese cristiane dell’epoca, soprattutto in  quelle di Roma ed Alessandria; che il 25 marzo fosse contemporaneamente il giorno della morte e dell’incarnazione di Gesù la logica conseguenza era che il giorno della nascita sarebbe stato sicuramente il 25 dicembre. Eppoi morte e passione di Gesù e nascita sarebbero coincise con l’equinozio di primavera e il solstizio d’inverno, questa coincidenza alla quale credevano soprattutto i cristiani d’Africa oggi è reputata poco attendibile perché l’equinozio di primavera ricade il 21 e non il 25 marzo e il solstizio d’inverno il 21 e non il 25 dicembre, ma forse in epoca apostolica i calcoli del tempo erano diversi e non coincidevano perfettamente con quelli odierni. 

Origine antica. Che i cristiani dei primi secoli festeggiassero il Natale il 25 dicembre c’è traccia nello scritto Commentario su Daniele, del teologo Ippolito di Roma del 204, ne parla Evodio (secondo vescovo della Chiesa di Antiochia), in una epistola in parte riportata da Niceforo Callisto nella sua Storia ecclesiastica, II, dello pseudo-Giovanni Crisostomo (III secolo), nella Historia Ecclesiae Christi scritta da Ippolito. vescovo di Cesarea Marittima, dello storico siro Giovanni Malalas, etc., nonché nel Depositio Martyrum” del 336 e  nel Chronographus del 354 redatto dal letterato romano Furio Dionisio Filocalo, i quali affermano che Gesù nacque l’ottavo giorno delle calende di gennaio e  visto che nell’uso latino si contavano il primo e l’ultimo elemento di una serie, l’ottavo giorno prima del 1° gennaio era proprio il 25 dicembre.  La data di questa festa ebbe enorme successo in Occidente, anche grazie all’opera di San Leone Magno, papa di Roma (440-461 d.C.), mentre in Oriente era più popolare ricordare la nascita del Salvatore il 6 gennaio, giorno della Teofania o manifestazione della divinità di Gesù al Mondo, rappresentato dai Magi, sacerdoti, sapienti, astrologi e indovini dell’antica religione zoroastriana. Dalla Cathopedia, o Enciclopedia Cattolica (Catholic Encyclopédie voce Christmas) ad esempio,  sappiamo che il filosofo, teologo, scrittore e apologeta cristiano del II secolo Tito Flavio Clemente (più noto come san Clemente Alessandrino) sosteneva che in Egitto i seguaci della scuola gnostica di Basilides, celebravano la nascita di Gesù, unitamente all’Epifania l’11 del mese di Tybi (6 gennaio).

Teoria dell’Origine Evangelica: In Oriente dove Teofania (manifestazione della divinità di Gesù ai Magi) e Natalità si tendeva a farli coincidere il 6 gennaio, la separazione venne definitivamente accolta, seppure dopo una lunga resistenza,  nel 386 d.C. grazie all’opera di san Giovanni Crisostomo (alla quale è dedicata la nostra Università teologica), per il quale l’osservanza del Natale in detta data non soltanto in Occidente, ma anche in Africa, Tracia e buona parte dell’Asia romana e la sua rapida diffusione era un segno evidente della sua genuinità. San Giovanni Crisostomo si appassionò talmente all’origine cristiana del 25 dicembre che fece degli studi sui vangeli, dai quali si può dedurre che Zaccaria, padre di Giovanni Battista, sacerdotale della classe di Abijah, che secondo le Antichità Giudaiche dello scrittore ebraico-romano Flavio Giuseppe (Yosef ben Matityhu), era l’ottava delle 24 classi sacerdotali nel turno di servizio al tempio di Gerusalemme, ricevette l’annuncio del concepimento di Giovanni Battista (ultimo profeta, precursore e cugino di Gesù) a settembre,  poiché il vangelo data il concepimento di Gesù dopo sei mesi, ovvero a marzo, la nascita sarebbe avvenuta sicuramente entro dicembre. Anche Papa Giulio I, in base ai calcoli edotti e dal vangelo e dai turni sacerdotali di Zaccaria edotti dagli scritti di Flavio Giuseppe, giunse alle stesse considerazioni. Ricerche archeologiche del secolo scorso dimostrano la validità storica di tale tesi.

Teoria qumranica (che conferma quella evangelica): secondo il vangelo di Luca (Lc 1,5-13) Zaccaria, era un sacerdote della classe Abijah che esercitava le sue funzioni nel tempio quando l’arcangelo Gabriele gli annunciò la nascita del figlio Giovanni  (il profeta Giovanni Battista, il precursore). Secondo tale calendario i turni per il servizio nel tempio della famiglia di Abidjan capitavano due volte l’anno: dall’8 al 14 del terzo mese e dal 24 al trenta dell’ottavo mese. La tradizione orientale che fa risalire la nascita di Giovanni il 24 giugno, pone la data del servizio al tempio di Zaccaria nel secondo turno: 24-30 dell’8° mese. A sua volta Luca data l’annunciazione dell’angelo a Maria nel 6° mese successivo al concepimento di Giovanni (Luca, 1, 26). Le liturgie orientali ed occidentali concordano nel determinare questa data con il 31 del mese di Adar, corrispondente al nostro 25 marzo. Infatti in questa data la Chiesa celebra ancora l’annuncio dell’angelo ed il concepimento di Gesù. Di riflesso la data della nascita doveva essere posta 9 mesi dopo, appunto il 25 dicembre. Tale data è conforme anche agli scritti di  Shemarjahu Talmon, dell’Università Ebraica di Gerusalemme, ha ricostruito le turnazioni sacerdotali degli ebrei e le ha applicato al calendario gregoriano sulla base dello studio del Libro dei Giubilei scoperto a Qumran. In questa maniera, ha stabilito che la data di nascita di Gesù potrebbe essere il 25 dicembre. Si fa presente che il succitato Shemarjahu Talmon, non è cristiano, ma un professore dell’Università di Gerusalemme di religione ebraica che ha calcolato l’esatto ordine cronologico di servizio al Tempio delle classi sacerdotali basandosi sui rotoli di Qumran e da tali calcoli ha evidenziato la convergenza dei dati qumranici con quelli evangelici, dove  le date della nascita di Giovanni Battista e Gesù coincidono con quelle della tradizione cristiana e, il fatto che tali conteggi siano stati fatti da un non cristiano assume una rilevanza oggettiva e imparziale.

 Lo storico Michele Loconsole, sull’Occidentale del 25 dicembre 2009, sostiene non soltanto che la Chiesa di Gerusalemme (la Chiesa Madre della cristianità) festeggiava il 25 dicembre già nei primissimi anni successivi alla sua morte e che tale usanza sia riconducibile alla cerchia dei familiari e dei primitivi discepoli del Signore, ma che che si siano anche delle prove documentali che confermano tale asserzione. Per suffragare la sua tesi ricorda come nel 1947 un pastorello palestinese trovò casualmente in una grotta del deserto di Qumran, vicino il Mar Morto,  una giara piena di rotoli, probabilmente nascosta dagli esseni (membri di una comunità monastica ebraica) nel 70 d.C. per non farli cadere in mano dell’occupante romano. Moltre altre giare e rotoli furono trovati successivamente nella medesima località. Tra i rotoli ritrovati vi è anche il Libro dei Giubilei, dove sono riportate le date in cui le classi sacerdotali officiavano al Tempio di Gerusalemme, da questa si evince che essendo Zaccaria della classe sacerdotale di Abijah (o Abia), sarebbe entrato a celebrare nel Tempio il 23 settembre, dove l’Arcangelo Gabriele gli avrebbe comunicato che sua moglie Elisabetta, ritenuta sterile, avrebbe avuto un figlio di nome Giovanni, vedi Vangelo secondo Luca (Lc 1:1-25 – Zaccaria e l’Angelo). Da ciò si deduce che san Giovanni Battista, il Precursore, sarebbe nato dopo nove mesi (il 24 giugno). Lo stesso vangelo di Luca ci informa  che quando Maria si reca a trovare la cugina Elisabetta, dopo l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele (Lc 1, 26-38), questa era al sesto mese di gravidanza  (24/25 marzo) e, di conseguenza, se Gesù è stato concepito il 25 marzo (che secondo il calendario giuliano dell’epoca, come abbiamo affermato precedentemente, coincideva con l’equinozio di primavera) la nascita di Gesù sarebbe avvenuta il 25 dicembre. 

Da quanto si evince la tesi dell’origine pagana del Natale, non soltanto è superata ma è falsa.

Sua Beatitudine Filippo Ortenzi

Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

 

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045

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Visita Pastorale a Campomarino – Convegno Religioso a San Giovanni Rotondo

Visita Pastorale a Campomarino – Convegno Religioso a San Giovanni Rotondo 

Presentazione Congregazione Monaci Francescani Ortodossi

eConcilium Equitum Confratum

Glorificazione Venerabili Francesco d’Assisi e Pio da Pietralcina e ordinazione nuovi membri del Clero

 

Si è svolta mercoledì 7 dicembre la visita pastorale di Sua Beatitudine Filippo di Roma,  a Campomarino (FG), dove è stata visitata la locale parrocchia dedicata a San Nicola di Myra.

La comunità parrocchiale di Campomarino (Këmarini in arbëreshë), ha ultimamente attivato una sede locale della Confraternita del Buon Samaritano, della quale è stata nominata presidente la signora Maria Gianserra, che si è attivata per raccogliere vestiario e generi alimentari per i nostri fratelli più poveri e bisognosi. 

Non avendo una Chiesa in muratura, grazie all’ingegno del parroco padre Gianni De Paola, la chiesetta dedicata a San Nicola di Myra è stata allestita in un container, piccolo ma funzionale.
La Parrocchia, che ha anche una pagina facebook (https://www.facebook.com/groups/1607118762794700) è molto attiva sia nel campo della carità cristiana che in quello dell’apostolato e spesso produce dirette facebook con centinaia di visualizzazioni in tutta Italia.

Il pomeriggio del 7, si svolta, a San Giovanni Rotondo (FG), presso l’Hotel Corona, città nota in tutto il mondo perché qui è vissuto Pio da Pietrelcina (Francesco Forgione), frate minore cappuccino che già in vita era oggetto di devozione popolare, tanto da essere portato agli onori degli altari anche dalla Chiesa Cattolica in quanto, insieme a san Francesco d’Assisi, è il santo più amato dal popolo italiano, un Convegno sul francescanesimo e, in particolare, sulle figure di san Francesco e san Pio, che hanno visto quale relatore, oltre Sua Beatitudine Filippo, il vescovo francescano mons. Giovanni Maddamma, Superiore Generale per l’Italia della Congregazione dei Fratelli e Sorelle Minori di San Francesco e Santa Chiara, che ha illustrato, in modo dettagliato ed esaustivo la figura dei due santi. Sono stati inoltre presentate due realtà importanti per la nostra Chiesa, quali la Congregazione dei Monaci Francescani Ortodossi e il  “Concilium Equitum Confratum”, organo di coordinamento delle confraternite e associazioni laiche di fedeli di ispirazione cavalleresca diretta da  S.A.S. principe Paolo di Giovine.

Giovedì 8, dopo la presentazione del Dipartimento Scienze dell’Ambiente e del Creato dell’UNISAG – Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo effettuata dal Prorettore dott. ing. prof padre Ambrogio Giordano, e la distribuzione di attestati accademici a varie personalità del clero e fedeli presenti, si è svolta una  Divina Liturgia con Tomos anachirixis di glorificazione dei  Venerabili Francesco d’Assisi e Pio da Pietrelcina – Benedizione delle Icone e ordinazione  di nuovi membri del clero: il diacono e generale Giuseppe Marasco, comandante degli Ispettori Ambientali Territoriali Civilis, consacrato Sacerdote (Parrocchia San Marco di Manfredonia FG), il dott. Antonio Curatti, tenente della Croce Rossa Militare di Bari, consacrato Diacono e nominato responsabile della Missione San Martino di Martina Franca (TA), la signora Maria Gianserra, priore della Confraternita del Buon Samaritano di Campomarino ordinata Lettore e incardinata nella locale Parrocchia di San Nicola di Myra e il dott. principe Paolo di Giovine di Roccaromana, presidente del “Concilium Equitum Confratrum – Consiglio dei Cavalieri” ordinato Ipodiacono e responsabile della Missione “San Michele Arcangelo” di Velletri (RM).

Alla Cerimonia hanno partecipato diversi membri del clero: padre Sergio Arduini di Frosinone, padre Ambrogio Giordano di Foggia e padre Gianni De Paola di Campomarino (CB). Era presente altresì il Priore della Daunia della Confraternita di San Michele Arcangelo fratel Pasquale Di Domenico.

Dopo la cerimonia il clero e i fedeli hanno concluso la giornata con un’agape fraterna durante la quale si è stabilito di organizzare, nei mesi prossimi, almeno altri due eventi uno a Manfredonia e un altro a Trani.

Chiesa Ortodossa Italiana

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ROMA – Festa San Michele Arcangelo

Roma – Festa di  San Michele Arcangelo

la Chiesa Ortodossa Italiana partecipa alla festa della comunità  Ortodossa Eritrea

 

Si è svolta domenica 22 novembre, nella Chiesa Copta Ortodossa Eritrea di San Salvatore in Campo, la festa patronale dell’Arcangelo Michele, alla quale hanno partecipato un migliaio di fedeli della comunità eritrea di Roma.

San Michele è raffigurato come un giovane alato in armatura, con spada che  affronta il demonio in veste di drago, per sconfiggerlo. La preghiera che i fedeli gli rivolgono, è di essere difesi dalle insidie e dalla malvagità del Male. 

Preghiera sempre molto attuale.

 La cerimonia è stata guidata da Abuna Paulus, vescovo per l’Europa delle comunità copte ortodosse eritree. Alla celebrazione, successiva processione e festa ha partecipato Sua Beatitudine Filippo, arcivescovo di Roma della Chiesa Ortodossa Italiana.

Le autorità religiose eritree, nei loro interventi, hanno ringraziato la Chiesa Ortodossa Italiana per aver partecipato all’evento e sono rimasti favorevolmente sorpresi per la rinascita dell’ortodossia nella nostra Nazione.

La nostra Chiesa intrattiene rapporti amichevoli con la comunità ortodossa eritrea da anni, già nel 2020 (per la precisione il 27 settembre) – mons. Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, si era incontrato  con una delegazione  del Consiglio Direttivo della comunità copta ortodossa eritrea di Roma, guidata dal Presidente padre Gebremariam Hadera, e composta dal segretario Ghirmay Simon e dal consigliere Selomon Sambini per instaurare rapporti di amicizia e collaborazione tra le comunità ortodosse eritrea e italiana.

Nella foto Abuna Paulus, vescovo per l’Europa della Chiesa Copta Ortodossa Eritrea e S.B. Filippo

Ci ha fatto quindi enormemente piacere l’invito, giuntoci dal Rev. Tesfaslassie Estifanos Kifle, parroco della Chiesa Copta Ortodossa Eritrea di Roma, di partecipare  alla cerimonia liturgica dell’Arcangelo San Michele, che ha avuto luogo il 20 novembre 2022 dalle ore 08.00 in Piazza San Salvatore in Campo. La cerimonia, effettuata in una Chiesa strapiena è stata molto suggestiva e, durante l’Eucarestia è stato chiesto all’Arcangelo di aiutarci a crescere nella fiducia, conducendoci sulla strada del coraggio e della Fede eroica e pura.

Successivamente si è svolta una processione con l’uscita  delle Tavole Sacre, al termine della quale si è svolta una manifestazione con canti religiosi nella piazza antistante la Chiesa e, dopo le parole del vescovo Abuna Paulus il nostro Metropolita ha portato i saluti della Chiesa Ortodossa Italiana.

L’Eritrea è uno Stato laico che rispetta e festeggia le ricorrenze delle diverse religioni presenti, principalmente cristiano ortodossa e musulmana sunnita, con piccole minoranze cattoliche, protestanti e animiste. A Roma gli eritrei e gli italo-eritrei (discendenti di coppie miste) sono circa settemila molti dei quali con cittadinanza italiana e ben integrati nel tessuto sociale della nostra città.

Mentre gli italo-eritrei sono per lo più cattolici, i cittadini eritrei presenti in Italia sono in maggioranza ortodossi con una forte minoranza musulmana. 

Abitata fin dall’antichità, l’attuale Eritrea, al tempo dei faraoni (2.500 a.C),  era conosciuta come “La terra di Punt“, che significa “Terra degli dei”.

Nell’anno 1000 a.C. fu occupata dai Sabei (il popolo yemenita della mitica Regina Machedà, che andò in sposa al Re Salomone ed è nota nella Bibbia come Regina di Saba) di religione ebraica, che poi diedero origine a vari regni, il Regno di D’mt (VIII secolo a.C) e il Regno di Axum (I secolo d.C – VII secolo d.C).

Durante il regno axumita le popolazioni dell’attuale eritrea si convertirono al cristianesimo copto ortodosso, tranne una piccola parte che rimase fedele alla religione ebraica (falascià), poi sopravvenne un periodo di turbolenza medioevale che finì nel XVI secolo con l’invasione ottomana che durò fino al 1882 quando passò sotto il governo reale italiano. 

Fu sotto l’Italia che a questo territorio fu dato il nome di Eritrea (suggerito al presidente del Consiglio Francesco Crispi dallo scrittore milanese Carlo Dossi ), riprendendo dal greco ἐρυθρός (erythrós) che significa “rosso” essendo situata nelle coste del mar Rosso.

Il popolo eritreo è stato sempre molto legato all’Italia, tanto che dopo la sconfitta delle truppe italiane  a  Gondar (27-11-41), gli eritrei condussero, dal novembre 41 all’autunno 43 una forte guerriglia contro l’occupazione britannica che coinvolse oltre settemila guerrieri, guidate da comandanti sia italiani come Luigi Cristiani (seniore della Milizia) e il capitano del SIM Francesco De Martini, che eritrei come il muntaz (caporale degli Zaptiè o carabinieri eritrei) Ali Gabrè e lo sciumbasci (maresciallo degli ascari) Amid Idris Awate, quest’ultimo nel dopoguerra sarà uno degli eroi dell’indipendentismo eritreo dove diresse le formazioni militari guerrigliere.

Ma il più noto di tutti, vero eroe nazionale per l’Eritrea, è stato il capitano di cavalleria Amedeo Guillet, noto come il “Comandante Diavolo”, comandante del “Gruppo Bande Amhara”, una vera leggenda tanto che nel 2000 venne ricevuto all’Asmara dal presidente Isaias Afewerki con gli onori riservati ad un capo di Stato.

Dopo la celebrazione religiosa l’incontro è proseguito in Via Tuscolana presso DIVINA Club dove si è svolto un pranzo comunitario. Sua Beatitudine è stato fatto accomodare sul tavolo delle autorità, a fianco del primo segretario dell’ambasciata dello Stato di Eritrea Haile Ogbazghi Tecle. La comunità eritrea lamenta che il nostro Governo, nonostante i legami storici con l’Italia,  ha abbandonato completamente il loro paese, vittima non soltanto di una cattiva stampa ma anche di embarghi che ne impediscono la crescita economica.

L’Italia è il secondo esportatore in Eritrea dopo l’Arabia Saudita ma, praticamente, non importa nulla. La nostra Chiesa ha dato la sua disponibilità per sensibilizzare le autorità italiane affinché l’amicizia tra i popoli eritreo e italiano favorisca anche la reciproca comprensione e amicizia tra gli Stati.

nella foto con il primo segretario dell’Ambasciata Eritrea Haile Ogbazghi Tecle

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