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Associazioni Cavalleresche, Nomine, Missioni

Nuove Associazioni di ispirazione cavalleresca hanno aderito alla nostra Chiesa

 

Hanno aderito alla nostra Chiesa due importanti confraternite di ispirazione templare, quella dei Cavalieri Templari devoti all’Arcangelo Raffaele, presente soprattutto in Lombardia (a Milano e Pavia) della quale è Presidente e Gran Maestro l’ipodiacono David Diana di Milano.

e

l’Ordine Civile e Militare dei Cavalieri del Tempio “Pietà del Pellicano” del quale è Gran Maestro l’avv. Nino Aloi di Reggio Calabria, Vice Presidente Nazionale del Consiglio dei Cavalieri. 

Ambedue le Confraternite sono state incardinate nella nostra Chiesa ai sensi del Canone n. 66 comma 1 del Corpus Canonum (Codice di Diritto Canonico della C.O.I.) quale associazione laica di fedeli.

Nomine  

 

Padre Gianni De Paola è stato nominato Gran Priore della Confraternita di San Michele Arcangelo

 

Sua Beatitudine Filippo, episcopo, servo dei servi di Dio, atteso che il precedente Gran Priore ing. padre Ambrogio Giordano, di Foggia, ha fatto prematuramente ritorno alla Casa del Padre, e al fine di rilanciare l’azione della Confraternita, particolarmente attiva, anche grazie all’opera del Priore della Daunia sig. Pasquale Di Domenico, in Provincia di Foggia dove è presente, sul Monte Sant’Angelo, il luogo di culto michelita più famoso al mondo, meta di continui pellegrinaggi, ha affidato l’incarico di Gran Priore della Confraternita a padre Gianni De Paola, parroco di San Nicola di Myra di Campomarino (CB). La Confraternita di San Michele Arcangelo è una Confraternita canonica della nostra Chiesa (Canone 72 del Codex Canonum – Codice di Diritto Canonico della Chiesa Ortodossa Italiana), e si prefigge di favorire lo studio e la devozione a San Michele Arcangelo e della spiritualità basiliana italo-greca e arbereshe, nonché  promuovere l’evangelizzazione e l’educazione dei giovani.

 

Giovanni Valeri è stato nominato Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri di San Gabriele Arcangelo

 

Fratel Giovanni Valeri, nostro accolito di Saluzzo (CN), nonché Priore del Piemonte, sentiti gli altri Priorati della fratellanza gabrielita, padre Paolo Fabris della Valle d’Aosta e mons. Roberto Pinna della Sardegna, è stato nominato Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri di San Gabriele Arcangelo. 

 Milano –  Costituita la Missione “San Raffaele Arcangelo”

L’ipodiacono David Diana, nato a Milano il 27 gennaio 1978, Presidente e Gran Maestro dell’associazione culturale Cavalieri Templari devoti all’Arcangelo Raffaele, è stato nominato della Missione “San Raffaele Arcangelo” di Milano.  Il nostro fratello David Diana viene altresì a far parte del Consiglio dei Cavalieri e del Consiglio Diocesano dell’Eparchia di Ravenna.

 Sudafrica –  Costituita la Missione “San Mosè l’Etiope”

Il reverendo padre Patrick Mkhaliseni Mkhize, dottore in Teologia e Divinità, proveniente dalla the African Orthodox Church, che ha chiesto di essere ammesso nella Chiesa Ortodossa Italiana per continuare il suo ministero al servizio di Dio e della Chiesa, è stato incardinato nella nostra Chiesa quale responsabile della Missione “San Mosé L’Etiope” direttamente dipendente dall’Arcidiocesi di Roma della Chiesa Ortodossa Italiana.

 

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Consiglio dei Cavalieri – Coordinamento associazioni di ispirazione cavalleresca

Consiglio dei Cavalieri

nominato Presidente il dott. Francesco Vecchio dell’Ordine del Tempio di Salomone

Valle di Suio, 2 agosto 2024

 

Ai sensi del  Canone 115 del Codex Canonum (Codice di Diritto Canonico della Chiesa Ortodossa Italiana) tra gli organismi statutari della Chiesa è presente il Consiglio dei Cavalieri, del quale fanno parte di diritto tutti Gran Maestri/Gran Priori delle confraternite religiose e delle compagnie nobiliari dinastiche di ispirazione cavalleresca.

Le articolazioni del Consiglio, che svolge il coordinamento delle varie associazioni e confraternite d’ispirazione cavalleresca, possono essere costituite anche a livello diocesano.

La nomina del Presidente del Consiglio dei Cavalieri spetta, per Statuto, all’Arcivescovo Metropolita, sentito il cancelliere.

 

Al fine di riorganizzare e rendere operativo il Consiglio si sono riuniti, presso la sede dell’Ordine del Tempio di Salomone (Valle di Suio – Castelforte LT), Sua Beatitudine Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana; il dott. Francesco Vecchio, Gran Priore Internazionale dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone; l’avv. Antonino Aloi, Gran Maestro dell’Ordine Civile e Militare del Tempio “Pietas Pelicani” e il dott. Armando Pannone, Gran Siniscalco dei Cavalieri Salomonici.

All’evento erano presenti vari dignitari dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone (O.C.T.S.): il Priore Internazionale delle Legioni Femminili, Dama Magistrale Maria Rosaria Mattiacci; il Gran Maresciallo del Lazio dott. Domenico Rinaldi; il Comandante della Legione Salomonica Templare Gaetana avv. Alfredo Menchella e la Gran Visitatrice del Priorato d’Italia dell’Ordine Templare della Pietà del Pellicano, maestra Antonia De Salvo.

I presenti hanno convenuto sulla necessità di creare sinergie tra gli organismi templari e cavallereschi uniti dagli stessi ideali e postasi sotto l’omoforio della Chiesa Ortodossa Italiana e rendere fin da subito operativa detta struttura di coordinamento.

A tal fine è stato convenuto che la guida sia affidata al dott. Francesco Vecchio, che ne assumerà da subito la carica e le funzioni di Presidente, ossia Coordinatore Nazionale dell’Organismo.

Su proposta dello stesso entrano a far parte del direttivo anche l’avvocato Nino Aloi quale Vice Presidente e il dott. Armando Pannone quale Cancelliere.

Si è convenuto che il Consiglio, promuoverà delle Divine Liturgie Capitolari almeno due volte l’anno e che tutti i dirigenti delle varie strutture si riuniranno a Rimini il 25 – 26 e 27 ottobre prossimo per conoscersi e, eventualmente, organizzare anche coordinamenti del Consiglio a livello diocesano o di esarcato (per le strutture all’Estero)

Progetto Hesychia – Intervista a padre Gianni De Paola

Presidente Università Popolare del Molise “Paracelso”

 

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Diocesi di Cagliari – Emanuele Franz

Diocesi di Cagliari (Sardegna)

 

Grazie all’ infaticabile lavoro del vescovo mons. Roberto Pinna, la Diocesi di Cagliari, di recente costituzione – (diocesi dove le divine liturgie vengono celebrate sia in lingua italiana che sarda) – stà crescendo enormemente. 

Dopo l’attivazione di varie missioni: Cagliari (Casteddu), Olbia (Terranoa), Sassari (Tàttari), Nuoro (Nugoro) e San Nicolò D’Arcidano (Arcidanu), l’attività si è estesa su tutta la Sardegna, sia tra i fedeli locali che tra la comunità serba che ha trovato nella nostra Chiesa una guida pastorale e che, ultimamente, ha portato alla rinascita in Cristo, tramite il battesimo, non soltanto diversi bambini ma anche qualche adulto.

Dopo la consacrazione a diacono di padre Gianfranco Littarru, molto attivo sia nei paesi della Gallura che della Barbagia, nel giro di un mese, un nuovo diacono viene ad affiancare il nostro vescovo nella sua missione pastorale.

Il dott. Mario Macis, è stato ordinato diacono e incardinato nella Parrocchia di Sant’Efisio di Cagliari, lo stesso ha iniziato a collaborare con il vescovo seguendolo anche nella sue visite e attività pastorali nella regione. 


Sa Pròvintzia 

Annu VII, n. 53

30 de làmpadas 2024 pag.2

Il giornale citato, con un articolo del Professor Guido Cadoni, ha dato la notizia, in lingua Sarda, della costituzione della diocesi di Cagliari e Sardegna della nostra Chiesa.  

Il professor Cadoni presenterà a breve il libro “ Giusta Fide Antiga” contenente la divina liturgia in lingua Sarda.

Chi fosse interessato a detto libro o ne volesse organizzare una presentazione può contattare mons. Pinna all’email: roburcaralis@gmail.com –  telefono 3490083303

 

Emanuele Franz contro la Società Ipertecnologica 

Emanuele Franz, filosofo, scrittore, teologo ortodosso friulano, nonché direttore generale della casa editrice Audax di Moggio Udinese è un personaggio a cui piacciono le sfide estreme. 

 

Nel passato ha sperimentato la pazzia in Cristo vestendosi di un sacco e vivendo per dei giorni dentro un cassonetto dell’immondizia, un’altra volta è vissuto come un anacoreta medioevale facendosi murare vivo per dieci giorni, ultimamente poi ha effettuato un pellegrinaggio in Turchia sulle strade di Pietro e Paolo e delle primitive comunità cristiani, che ha riportato in un libro dal titolo L’Acqua della Vita.

La sua scelta di vivere alcuni giorni come cieco per scelta, vi invito ad ascoltare le sue argomentazioni

 

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Targa di Jacques de Molay nella Valle del Suio 

posta targa di San Giacomo (Jacques) de Molay

nella Valle di Suio 

Quest’anno, ancora una volta, l’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone, ha scritto una pagina importante di storia del templarismo italiano. L’evento si è tenuto,  come è ormai tradizione, nella suggestiva cornice della Valle di Suio, territorio che presenta importanti tracce del passaggio, della permanenza e dell’influenza dei Templari sulla storia degli stessi, trovandosi sulla via Francigena. I Cavalieri del Tempio di Salomone, nella ricorrenza del solstizio d’estate dove si ricorda la Natività del precursore e profeta San Giovanni Battista, dopo l’alzabandiera nel piazzale, hanno reso omaggio a San Giacomo de Molay, deponendo un mazzo di rose rosse davanti alla stele che raffigura l’ultimo Maestro Templare, bruciato vivo nell’isola dei Giudei di Parigi,  vittima dell’eresia cattolica e dell’avidità umana.

Momento particolarmente emozionante, il segmento della cerimonia dedicato alla presentazione del Drappo della Memoria.

Il Gran Maestro dott. Francesco Vecchio, ipodiacono della nostra Chiesa e responsabile della Missione Ortodossa della Valle del Suio, ha ricordato tutti i Padri Templari che, sotto le bandiere e le croci dei rispettivi Ordini cavallereschi, hanno dato la vita per difendere la  fede cristiana e la libertà.

Un drappello di Dame e Cavalieri ha recato in processione il Drappo sulle note di Amazing Grace, spiegandolo, in un silenzio carico di emozioni, accanto alla stele raffigurante San Giacomo de Molay.

Tutti i presenti hanno poi osservato un minuto di raccoglimento ascoltando il Silenzio fuori ordinanza. E’ stata scoperta poi la targa dedicata a Jacques de Molay, una riproduzione fedele a quella medievale, precedente alla targa  presente attualmente sull’Isola dei Giudei, di fronte a Notre Dame, per ricordare il sacrificio dell’ultimo Gran Maestro. Il manufatto è stato realizzato dall’artista Roberto Pellegrino ed è stato benedetto da Sua Beatitudine Monsignor Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, coadiuvato da padre Emanuele Caracci, vice parroco di Frosinone.

La realizzazione della targa è stata fortemente voluta dai Dignitari dell’Ordine per dargli una degna collocazione per consentire, anche ai Fratelli di altri Ordini che lo vorranno, o che non potranno recarvisi, di non arrivare sino a Parigi e di onorare presso la nostra Sede l’ultimo Gran Maestro Templare.

 

 

Crescita della Fraternità Ortodossa in Campania

La Fraternità Ortodossa, magnificamente diretta dal dott. Alfredo Catracchia, oltre a crescere in tutta Italia (solo a Catanzaro ha costituito un gruppo di studio e di preghiera con una ventina di membri), si è ultimamente radicata anche nella Diocesi di Napoli, dove  il cav. prof. avv. Michelangelo Abbate Trovato è stato nominato Presidente Provinciale dell’associazione per Napoli e provincia e il sig. Salvatore Cicio, dirigente di un’associazione locale di vigili del fuoco volontari, è stato nominato responsabile locale per la città di Mondragone (CE).  La Fraternità Ortodossa ha il fine di promuovere l’apostolato ortodosso, gruppi di preghiera e l’associazionismo ortodosso in collaborazione con le autorità diocesane e metropolitane, soprattutto nei territori privi di luoghi di clero e luoghi di culto. 

 

Congratulazioni ad Ada Cosco e Giuseppe Marasco 

La Chiesa Ortodossa Italiana fa le più vive felicitazioni alla dott.ssa Ada Cosco di Andali (CZ), addetta stampa della nostra Chiesa, che ha conseguito con profitto il Diploma di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica – Indirizzo Criminologia e Intelligence. La tesi è stata discussa con il prof. Saverio Fortunato, noto criminologo e Rettore dell’Istituto di Criminologia di Vibo Valentia.

Le più vive congratulazioni anche a padre Giuseppe Marasco, Comandante degli Ispettori Territoriali Ambientali Civilis, personaggio noto per le battaglie contro il degrado e le mafie daune, che è stato eletto con un numero9 considerevole di preferenze, consigliere comunale di Manfredonia. 

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Fraternità Ortodossa – Il dott. Alfredo Catracchia è il nuovo Presidente Nazionale

Il dott. Alfredo Catracchia nominato Presidente Nazionale della Fraternità Ortodossa

 

Il dott. Alfredo Catracchia, funzionario Inps di Catanzaro, dove ha svolto la carica di consigliere comunale, è stato eletto all’unanimità. con delibera del Consiglio Nazionale Ecclesiastico, quale nuovo Presidente Nazionale della Fraternità Ortodossa. Lo stesso sostituisce il dott. prof. ing. Ambrogio Giordano, prematuramente mancato che, a causa di un mortale incidente automobilistico, è ritornato alla Casa del Padre.

Il neo Presidente è persona nota a Catanzaro, dove nel passato è stato anche eletto quale membro del Consiglio Comunale e ha ricoperto numerosi incarichi, quale quello di Presidente dell’A.I.S.A. Calabria (ricerca e cura delle atassie) e membro del Consiglio Regionale del Terzo Settore della Regione Calabria come Presidente di Associazioni del Terzo Settore. Attualmente collabora con la Rotary Action di Catanzaro, della quale è Presidente ad Honorem  e, a titolo gratuito,  con alcuni studi legali e C.A.F., per le invalidità civili soprattutto nella gente anziana, poco istruita che viene spesso manipolata e presa in giro solo per lucrare, per la difesa delle donne vittime di violenza familiare e povertà, nonché  per ricerca di precedenti legali per confrontare i modelli di fatti e casi passati e determinare le probabilità di risultato. E’ noto anche come artista avendo effettuato mostre sia in Italia che all’estero (specie in Finlandia dove ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti), è inoltre un poeta e scrittore prolifico e ha vinto diversi premi di poesie. Persona effettivamente anargira e non mercedaria (ossia che presta la sua opera gratuitamente) continua a fare corsi di decorazione e pittura per i Centri di Salute Mentale e, a richiesta, a gruppi di persone che vogliono avvicinarsi all’arte. E’ altresì esperto di arteterapia, decoupage  e ceramica raku. Dal punto di vista religioso, il dott. Alfredo Catracchia ha una preparazione pastorale, teologica, biblica e patristica notevole, avendo effettuato corsi sul monachesimo   con padre Enzo Bianchi al Monastero di Bose, corsi di biblistica ed esegesi biblica con padre Alberto Maggi al Centro Studi Vannucci, lectio e catechesi sul “Padre Nostro” con il card. Martini; corso e lectio sul “Cantico dei Cantici” con il prof. don Luca Mazzinghi,  corsi di predicazione ed evangelizzazione biblica con il teologo e Rettore del Centro Studi Teologici prof. Edoardo Labanchi, ed inoltre vari corsi sull’esegesi biblica, sulla formazione per il Pastorato, sulla formazione sulla Cappellania e sulla cabala. 

Con il dott. Catracchia la Presidenza Nazionale della Fraternità Ortodossa si sposta da Foggia a Catanzaro, dove potrà beneficiare dell’apporto del Vice Presidente dott. Gregorio Daniele Scalise, Presidente dell’UniArco (ha diverse Scuole di Mediazione Linguistica che rilasciano diplomi di laurea triennali), della CAPA-A e ESAARCO (associazione di imprenditori), della Camera di Commercio Italo-Magrebina e postulatore nel processo di glorificazione (canonizzazione) del brigadiere Salvo D’Acquisto, che si è immolato per salvare la vita a dei cittadini innocenti. 


La Fraternità Ortodossa è una associazione canonica della Chiesa Ortodossa Italiana, regolata dal Canone n. 69 del Codex Canonum – Codice di Diritto Canonico della Chiesa Ortodossa Italiana, approvato con Bolla Apostolica “Codex Ecclesia Orthodoxa Italica” dal Santo Sinodo (prot. N. 14/19) del 22 agosto 2019.

Canone 69– Fraternità Ortodossa

Comma 1) La Fraternità Ortodossa ha il fine di promuovere l’apostolato ortodosso in collaborazione con le strutture ecclesiali della Chiesa Ortodossa Italiana secondo le finalità che le verranno assegnate dal Santo Sinodo.

Comma 2) La Fraternità Ortodossa ha altresì il fine di promuovere l’associazionismo ortodosso anche nei territori privi di clero.

Comma 3) La nomina dei responsabili della Fraternità Ortodossa viene fatta dal vescovo competente per territorio, in assenza dall’Arcivescovo Metropolita sentito il Presidente Nazionale dell’Associazione.

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Diocesi di Cagliari – Battesimi – Camerlengo – Corso Esorcisti

Costituita la Diocesi di Cagliari

Con Delibera Sinodale n. 93 del 21 giugno 2024 è stata istituita la Diocesi di Cagliari della Chiesa Ortodossa Italiana, che sarà diretta da mons. Roberto Pinna, già decano ortodosso per la Sardegna, cancelliere e Priore Generale della Congregazione dei Francescani Ortodossi.

La Diocesi, il cui territorio viene scorporato dall’Arcidiocesi di Roma, avrà per territorio la Regione Sardegna e coincide con il Decanato della Sardegna che viene in tal modo assorbito e soppresso.

Sede diocesana sarà la Cattedrale di Sant’Efisio di Cagliari, con sede in via Giuseppe Peretti n, 2/A,

contatti: email: roburcaralis@gmail.com  –   tel. +39 3490083303.

 

Dalla Diocesi di Cagliari, che per la liturgia usa il Rito Gallicano Italico sia in lingua italiana che sarda (vedi libro Giusta Fide Antiga, autori: Ortenzi – Podda – Pinna), dipendono una Parrocchia:  Parrocchia di Sant’Efiso (Cagliari – Castèddu) e quattro Missioni: Missione “Santi Sergio e Bacco” di Luceri (NU); Missione San Giovanni Apostolo di Olbia SS (Terranoa); Missione Sant’Alessio Romanov di Sassari (Tattàri) e Missione San Giovanni Battista di San Nicolò d’Arcidano (Arcidanu).

A Cagliari è presente anche una sede distaccata della nostra Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo diretta da mons. Roberto che è anche Priore della Confraternita dei Cavalieri di San Gabriele Arcangelo, la Presidenza Regionale della Confraternita del Buon Samaritano, presieduta dal dott. Mario Macis.

 

In Sardegna è presente anche la Fraternità Ortodossa, con sede a Villanovaforru (SU) del quale è Presidente il dott.  Giuseppe Scibilia e la Confraternita Scout Ortodossi d’Italia a Sorso (SS) diretta dal dott. Paolo R. Manca.

Riguardo il clero in Sardegna vi è un vescovo eletto (il corepiscopo mons. Roberto Pinna), un diacono (Gianfranco Littarru), due diaconi eletti (Mario Macis e P.R. Manca) e un lettore (la signora Patrizia Pisu).

Un giugno di battesimi

Nel corrente mese di giugno sono stati effettuati numerosi battesimi, soprattutto nelle Diocesi di Roma, Cagliari e Bari.

Hanno interessato particolarmente bambini di etnia rumena, bulgara, serba e di famiglie miste con uno dei due genitori italiano. Ma quello che è più importante è che diversi battesimi sono stati effettuati su persone adulte, di età compresa dai 30 ai 50 anni, che nella loro vita non erano stati mai battezzati.

Ciò ci riempie d’orgoglio perché abbiamo raggiunto persone le cui famiglie non gli avevano dato una formazione cristiana e che si sono avvicinati a Cristo in età matura.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dott. Fabrizio Carbognani nuovo Camerlengo

della Chiesa Ortodossa Italiana

A seguito della nascita in cielo del dott. ing. prof. padre Ambrogio Giordano, prematuramente ritornato nella Casa del Padre a seguito di un mortale incidente stradale, la nostra Chiesa oltre ad aver perso una delle menti più brillanti del nostro clero (plurilaureato. Pro Rettore delle nostre strutture accademiche, presidente nazionale della Fraternità Ortodossa ecc.) ha perso anche il suo segretario amministrativo (camerlengo).

A ricoprire detta carica, che riveste un alto profilo fiduciario, essendo il Camerlengo membro della Curia Apostolica (canone 26 del Codex), del  Consiglio Nazionale Ecclesiastico (canone 13 del Codex) e presiede la Commissione economica e patrimoniale (beni ecclesiastici) del C.N.E.( Can. 16 comma 5 lett d), del Codex Canonum) è stato chiamato il dott. Fabrizio Carbognani, di Bibbiano (RE), diacono, responsabile della locale  Missione dedicata a San Basilio il Grande e Presidente dell’Organizzazione Non Governativa SOSMA-UNITAU (Aiuti Umanitari).

Corso per Esorcisti

 

L’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo sta organizzando un Corso per Esorcisti. Il Corso è rivolto ai membri del clero (sacerdoti e diaconi), ai religiosi (monaci, oblati) ed ai laici interessati alla materia (previo discernimento da parte del Rettorato). Essendo quella dell’esorcizzato una materia estremamente delicata, la Chiesa Ortodossa Italiana autorizza, nelle proprie Diocesi, Eparcati ed Esarcati, detta attività previo il superamento del Corso di formazione e l’autorizzazione del vescovo territorialmente competente.

In base al Canone n. 50 del Codex Canonum della Chiesa Ortodossa Italiana (L’Esorcista) – vedi pagg. 205- 206 del Libro Nella Luce Divina di Filippo Ortenzi e fra Giovanni Maria Maddamma edito dalle edizioni francescane Le Vie della Cristianità.)

Comma 1) Fedeli alla parola del Signore che dà agli apostoli il potere di “cacciare i demoni(*1) (Matteo, 10,8) la Chiesa Ortodossa Italiana autorizza i presbiteri appositamente autorizzati dal vescovo del luogo ad effettuare preghiere di benedizioni ed esorcismi al fine di scacciare una presunta presenza demoniaca o malefica da una persona, un animale o da un luogo.

Comma 2)Essendo la morte, la malattia ed il peccato in stretta connessione l’esorcista, a richiesta recita una preghiera sacerdotale di benedizione diretta verso Dio per la guarigione-liberazione della persona che ne faccia richiesta con fede e umiltà.

Comma 3) Nei casi dove si sospetta che la persona oggetto di esorcismo sia un energumeno (persona posseduta) il sacerdote esorcista deve indagare sulla storia della persona, interrogando le persone a lui vicine ed i famigliari, e verificato che non è stata tralasciato alcuna cura messa a disposizione dalla scienza medica, su autorizzazione del vescovo del luogo e in un contesto liturgico, solitamente dopo i Vespri, l’esorcista, che deve indossare l’epitrachilion (o stola), cioè lo stesso abito liturgico con cui celebra l’esorcismo battesimale e ogni sacramento penitenziale, celebra davanti ad un leggio dove vengono esposti il Vangelo e la Croce effettua il rito dell’esorcismo sopra gli ossessi dai demoni e contro qualsiasi infermità secondo i rituali (di San Basilio, di San Giovanni Crisostomo, San Gregorio Nazianzeno, San Cipriano ecc.) approvati dalla Chiesa.

Note

*1) “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date“ –Matteo 10,8

 Per adesione al Corso (che inizierà quando si raggiungerà un numero  minimo 15 partecipanti) scrivere a:

unisangiov.crisostomo@gmail.com oppure a: accademia.ortodossa@gmail.com

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Corsi di Esicasmo in Molise e Calabria, Nuova Missione ad Olbia e due nuovi diaconi

Corsi di Esicasmo in Molise e Calabria

I nostri sacerdoti padre Gianni De Paola e padre Elia Favazzo effettueranno nel corrente mese di giugno dei corsi di Esicasmo e Meditazione Ortodossa presso la parrocchia San Nicola di Myra /Campomarino CB) e Villa San Giuseppe (Reggio Calabria)-

A Campomarino il Seminario di Esicasmo “Progetto Hesychia”, promosso dalla parrocchia in collaborazione con l’Università Popolare del Molise “Paracelso” e l’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita,   si svolgerà nei giorni 22 e 23 giugno e sarà tenuta da padre Gianni De Paola

Grazie alle quote di partecipazione del precedente Corso di preparazione all’Esicasmo Sono state realizzate le seguenti opere a favore del Progetto Hesychia:

 

– Acquisto di libri liturgici necessari per il Culto e per la Evangelizzazione in particolare:

Evangelario, Apostolo, Ecologhion, Esorcismo, Liturgikon 

– Icona da Esterno di San Nicola di Myra 

– Epitaffio per il Grande e Santo Venerdì 

– Acquisto del Secondo paramento Sacerdotale Rosso in uso durante la Quaresima 

– Intervento per isolamento del tetto della Chiesetta perché d’estate si muore dal caldo.

 

A Reggio Calabria, promossa dalla dalla signora Luciana in località Villa San Giuseppe, nell’ambito delle Giornate di cultura del miele delle candele realizzate con la cera di api passeggiata percorso con spiegazione di piante e erbe aromatiche e altro  lo ieromonaco padre Elia, Priore Generale Vicario dell’Ordine di Sant’Antonio – Monaci Antoniani, ha tenuto una lezione sull’Esicasmo e meditazione guidata ortodossa, al termine della quale si sono  degustati prodotti tipici locali e formaggi con miele  il vino Donna Luciana dedicata all’organizzatrice poi il gelato con miele e aromatizzato con arancio bella donna del reggino. La lezione ha avuto grande successo tanto che Villa San Giuseppe ha deciso di replicarne anche altre.

 

Nuova Missione ad Olbia e due nuovi diaconi

In località Su Canale, frazione del Comune di Olbia (SS), mons. Roberto Pinna, decano ortodosso per la Sardegna, ha consacrato diacono il fratello Giovanni Littarru, adeguatamente formato avendo frequentato il corso di Liturgia Pastorale organizzato dall’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita.

Padre Gianfranco guiderà la Missione “San Giovanni Apostolo”  seguendo pastoralmente i fedeli di Olbia (Terranoa) e Nuoro (Nùgoro), della Gallura e della Barbagia.

 

Il sig. Nicolae Andrei David, già cantore e collaboratore della parrocchia dei Santi imperatori Costantino ed Elena di Roma Anagnina, nel corso di una Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo officiata da padre Giovanni Pricop è stato ordinato Diacono da Sua Beatitudine Filippo I di Roma, assistito da padre Emanuele da Castro dei Volsci.

Padre Andrea è stato incardinato nell’Arcidiocesi di Roma, nell’Esarcato delle Comunità di lingua Rumena e nella parrocchia di Roma Anagnina. 

 

Nuova pagina facebook della Missione “San Giovanni Battista” di Spoleto (PG)

Padre Giuseppe Lana, parroco della Missione “San Giovanni Battista” di Spoleto (PG) per incentivare la sua missione di apostolato ha attivato una pagina facebook “Chiesa Ortodossa Italiana Umbria”, indirizzo web: https://www.facebook.com/profile.php?id=61556311239029&sk=about

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Chiesa Ortodossa, Documento Ufficiale su Massoneria, Rosacroce e Fratellanze iniziatiche

Documento Ufficiale

dell’Arcivescovo Filippo e del Tribunale Nazionale Ecclesiastico sulla Valutazione delle richieste di assistenza spirituale e cooperazione caritatevole di persone o gruppi appartenenti a realtà Massoniche e Rosacrociane e ad altri gruppi iniziatici

Da quando è nata, la nostra Chiesa si è posta, con intensità di approfondimento, desiderio sincero di discernimento e fraterna attenzione, la problematica delle relazioni di assistenza spirituale, accoglienza e collaborazione con nostri fedeli o simpatizzanti, che siano stati, o siano, aderenti a realtà massoniche o rosacrociane et similia.

Si è preliminarmente esaminato, con profondo senso di carità, l‘atteggiamento seguito dalle due figure storiche dell’ortodossia italiana, veri elementi fondativi della nostra esperienza ecclesiologica, come il Venerabile Mons. Adeodato Mancini e Mons. Antonio De Rosso.

Se nell’analisi del pensiero teologico e pastorale del secondo non si sono rilevate, per quanto consta, specifiche prese di posizione sull’argomento, si è subito osservato come il Venerabile Adeodato abbia invece, per tutta la vita, collaborato apertamente – in perfetto stile di dialogo e partecipazione coerente al modello evangelico, e fino alle ultime settimane di vita (con l’iniziativa di Borgaro del 2015) – con figure e gruppi appartenenti ai contesti massonici e rosacrociani, anche all’estero, che richiedessero assistenza spirituale, amicizia o fratellanza cristiana, purché riconoscessero verità rivelate essenziali quali il Credo, la Resurrezione, il Vangelo ed i valori ortodossi fondamentali, e non si trasmodasse in questioni estrinseche e diverse dall’assistenza spirituale, le iniziative di carità, lo spirito missionario e gli eventi di scambio culturale.

L’attuale Presidente del Tribunale Ecclesiastico ricorda come, per trent’anni, il Venerabile Adeodato accolse e collaborò attivamente, offrendo a loro richiesta assistenza, consiglio e cooperazione caritatevole, numerose realtà massoniche anche in Francia, Spagna, Turchia, Inghilterra, Svizzera, e financo in Africa, dove con alcune realtà massoniche si realizzarono in Mali e Tanzania opere ospedaliere e infrastrutture attraverso il V.M. Venino, il V.M. Pilloni e l’associazione ARCA.

Nel pensiero del Venerabile Adeodato fu sempre fatta prevalere la sincerità, autenticità e compatibilità, da esaminare caso per caso, attraverso il Discretorium, della richiesta di assistenza ed amicizia, la richiesta di formulazione di una declaratoria di adesione alla Vera Fede, la valutazione della non contrarietà allo spirito del Vangelo, della tradizione ortodossa, ma sempre in uno spirito di apertura, cooperazione, convergenza su iniziative di carità ed opere di beneficenza e misericordia, come – solo per citarne una – nel caso delle logge milanesi e siciliane e dell’iniziativa annuale, effettuata tramite la Pietà del Pellicano, del c,d, “Camper della Pace” e della Pasqua di aiuto ai poveri presso la Stazione Centrale di Milano cui partecipavano, oltre a realtà massoniche, anche alcune realtà rosacrociane cristiane (sia del Lectorium che di frange autonome).

Si è quindi approfondito, attraverso l’esame del pensiero della tradizione assiro-caldea delle origini, nella trasposizione italiana del Venerabile Adeodato che costituisce uno dei due apparati radicolari teologico-pastorali da cui è nata la COI, l’apporto dello stile di apertura e di cooperazione verso le richieste di assistenza, valutandolo in senso positivo e di adesione, purché tali iniziative siano provenienti da richieste sincere di aiuto, cooperazione e consiglio, valutate uti singuli con il Tribunale Ecclesiastico e il Sinodo. Sul piano dell’analisi storica, date le premesse sopra estese, va anche osservato che finché la Massoneria fu operativa, formata, cioè, da muratori veri e propri che costruivano cattedrali, palazzi ed edifici vari, la questione non si pose. Le congregazioni muratorie originarie, infatti, nascono nel Medioevo in ambiente cristiano e adottano pienamente la dottrina religiosa (salvo poi accogliere in segreto, talvolta e come occorre senza dubbio stigmatizzare, filosofi e artisti portatori di idee e dottrine diverse ed “eretiche”). Ne è segno la presenza storica di sacerdoti tra i membri delle Logge, tra i c.d. “accettati”. In quell’epoca e per molti secoli, la religione cristiana era centrale in modo totalizzante nella vita quotidiana e nella crescita spirituale delle persone e della società. Per questo le Logge, nella loro ispirazione originaria e puramente osservante della vita cristiana e dei suoi valori, necessitavano di un sacerdote per svolgere le funzioni ordinarie (la messa) e per garantire ai muratori appartenenti i conforti religiosi, a tutti coloro che incappavano in incidenti e malattie, o per celebrare sacramenti o sacramentali. E’ solo dal XVII secolo che si apre una frattura profonda con questa ispirazione originaria, dopo la Riforma protestante è l’irrompere delle idee illuministiche, pervase in tanti casi da razionalismo ateistico e da fanatismo. L’età moderna si apre con guerre epocali tra cattolici e protestanti in tutta Europa e la crisi economica, spirituale genera trasformazioni profonde, per cui la massoneria assume connotazioni diverse, ammettendo portatori di idee sociali, religiose e filosofiche rivoluzionarie e, per tratti significativi, antireligiose e anticristiane. I membri delle nuove Obbedienze, dopo la codificazione di Anderson, non erano più muratori veri e propri, ma erano semplici costruttori del Tempio interiore, filosofi, nel senso più illuminista del termine, che lavoravano asseritamente al bene dell’Umanità facendo a meno della Rivelazione. Se ciò provoca, da un lato, una ortoprassi rituale e simbolica fondata asseritamente, e certamente in buona fede, su dialogo fraterno e confronto, inizia a spezzarsi quel legame profondo con la spiritualità cristiana, anche se si cercano mitografie derivanti da Adamo e Noè, sin dalle codificazioni massoniche inglesi della metà del XVIII secolo, per fondare l’Arte Muratoria.

Nonostante la riprovazione verso l’ ateismo, è evidente che inizia a svilupparsi verso la Massoneria una profonda lacerazione delle relazioni col mondo cristiano, in particolare cattolico, avviate dalla scomunica generale di Clemente XIII sino, nel Novecento, al divieto delle esequie cristiane di Benedetto XV nel 1917 e la “proibizione dei libri che presentassero la Massoneria come utile e non dannosa”, la scomunica per chiunque aderisca a Logge massoniche. Per il cattolicesimo romano, anche se la scomunica è stata derubricata in “colpa grave”, è vigente l’interdizione dai sacramenti. La Congregazione per la Dottrina della Fede precisò che la Massoneria era da ritenersi incompatibile con la fede cattolico-romana e che, quindi, rientrava nelle associazioni che cospirano contro la Chiesa. Divenuto Papa Benedetto XVI, Ratzinger non mutò nulla a riguardo e l’attuale Papa Francesco I sembra del tutto disinteressato all’argomento, anche se non sono pochi gli ambienti tradizionalisti che lo indicano come simpatizzante, o quanto meno non ostile, alla Massoneria e parlano, da decenni e con tratti spesso scandalistici, di appartenenze occulte e rapporti non commendevoli, e soprattutto opachi, di esponenti del clero cattolico con ambienti muratori. Una lettura meno ambigua e più adeguata potrebbe invece riferirsi, considerata la centralità di questo aspetto, nell’affrontare da parte della nostra Chiesa la problematica avendo riferimento esclusivamente alla Retta Fede e all’accettazione delle sue verità dogmatiche. Richiedere al massone che richiede aiuto o assistenza spirituale, sia come singolo che come gruppo, la piena adesione alle premesse ortodosse ritenute certe e indubitabili, su cui poggia l’intero edificio della dottrina e della teologia cristiana orientale: l’esistenza di Dio Padre e della natura umana e divina del Figlio incarnato, in Gesù Cristo morto e risorto per la salvezza di tutti, l’accettazione del Credo nella sua stesura originaria di Nicea, e altri pilastri della fede ortodossa, sembra rendere possibile un’apertura e una cooperazione, nel senso evangelico, pastorale e di carità, nella testimonianza della realtà originaria e del lascito spirituale e teologico del Venerabile Adeodato, purché si accerti, a mezzo di rigoroso discernimento, condotto con l’aiuto del Tribunale Nazionale Ecclesiastico e il Sinodo, che nulla di ciò che si accoglie sia contrario ai valori del Cristianesimo Ortodosso, e che non si neghi alcun precetto di Retta Fede. La Massoneria, come del resto fa da una prospettiva diversa la spiritualità ortodossa, non può riconoscere il Primato Papale e la sua infallibilità, perché ammettendo nella sua essenza una pari dignità delle varie religioni e vie spirituali, non può riconoscere la superiorità di un Pontefice, di un capo religioso che di fatto è un monarca assoluto.

Ciò non pone un problema significativo nel mondo ortodosso, dove per definizione e tradizione storica opera senza deroghe la collegialità sinodale. Il massone (o, piu’ in generale, l’ appartenente a gruppi iniziatici non incompatibili con il Cristianesimo) che professi la religione cristiana, deve però accettare i valori evangelici più profondi, e se richiede amicizia e dialogo e assistenza ne riconosce la dignità religiosa e gli organi e li rispetta come è giusto e necessario che sia, e come va accertato sulla base di un esame rigoroso da condursi caso per caso. Il massone, o l’affiliato a gruppi iniziatici, non può concedere a nessuno un’aura di divina superiorità, se non a Dio stesso, e se richiede l’assistenza e la Cappellania della nostra Chiesa deve adempiere i suoi valori evangelici e liturgici, e non può ovviamente ammettere che un uomo come il Papa, per quanto potente o Santo possa, come la dottrina romana sostiene, avere l’esclusiva del rapporto con Dio. Tale problema non sussiste, lo si ribadisce, con il paradigma sinodale ortodosso. È quindi evidente che sta al singolo cristiano decidere, in coscienza, se il percorso massonico o rosacrociano, o di appartenenza ad altri gruppi iniziatici non incompatibili, sia o meno contemperabile con il suo credo ma, se richiede assistenza spirituale ed omoforio della COI, deve accertarsi che, attraverso le regole e la dottrina, egli cerchi davvero nella nostra Chiesa un dialogo interiore genuino e vero col Divino e con la Retta Fede. Se vive la religione cristiana ortodossa intensamente, come via allo Spirito e Ricerca di unione con Dio e non come semplice proclamazione formale di ciò che è vero e giusto, va accettato fraternamente e aiutato nel suo percorso spirituale e di carità.

Il Cristianesimo è il complemento del sacerdozio di Melchisedec; è l’anima del Vangelo, è esso che fa circolare in questo Vangelo tutte le acque vive di cui le nazioni hanno bisogno di dissetarsi. Il cristianesimo ortodosso è la religione dell’affrancamento, della Theosis, o unione con Dio e della libertà e riempie tutta la terra alla pari del Ruach, dello spirito di Dio. Accertate tali premesse e la reale sincerità della richiesta, la nostra Chiesa ritiene, quindi, di poter esprimere, sentito il Tribunale Ecclesiastico, un indirizzo favorevole ad una cooperazione fattiva di accoglienza, in pieno spirito evangelico e caritatevole, con appartenenti a realtà massoniche o rosacrociane, o di altri gruppi, che espressamente e con congrua motivazione, la richiedano e offrirà con amore e spirito pastorale il suo omoforio e le funzioni di cappellania, verificate le condizioni sopra indicate e con le modalità definite nei singoli casi, ai richiedenti. Cio’ nell’osservanza della profondità delle origini del messaggio cristiano d’Oriente e in piena testimonianza della carità e della misericordia verso i fratelli che, con modalità diverse, cercano la Verità e la Retta Fede ma nell’adesione, senza pericoli di derive ateistiche o nichilistiche spesso presenti in talune realtà iniziatiche, ai valori cristiani piu’ profondi ed autentici, incarnati dalla tradizione cristiana ortodossa, alla elaborazione assiro – caldea e dei Padri Siri e Cappadoci, che da due millenni sino ai tempi più recenti, nella sua evoluzione storica e poi nello spirito della Filocalia e della nostra tradizione , animano e alimentano il mondo cristiano.

L’Arcivescovo Metropolita Sua Beatitudine Filippo I di Roma

Il Presidente del Tribunale Nazionale Ecclesiastico mons. Max Giusio

 

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Parrocchia Santi Costantino ed Elena, Francescani Ortodossi, Fraternità Ortodossa

Festa della Parrocchia SS Costantino ed Elena

di Roma Anagnina

Si è svolta, alla presenza di Sua Beatitudine Filippo I di Roma, domenica 26 maggio la Festa della Parrocchia Santi Imperatori Costantino ed Elena di Roma, parrocchia di lingua rumena diretta da padre Giovanni Pricop.

Dopo la Divina Liturgia, si è svolta nel piazzale antistante la Chiesa una processione, al termine della quale padre Giovanni e Sua Beatitudine Filippo, hanno benedetto una grande e magnifica Croce Ortodossa in legno, che è stata posta vicino l’entrata della Chiesa.

Al termine della cerimonia diversi fedeli hanno offerto cibo e bevande ai presenti in memoria dei propri cari che si sono addormentati in attesa della resurrezione, in particolare segnaliamo la famiglia Draghici di Roma.

Domenica prossima i fedeli della capitale sono invitati a partecipare alla Divina Liturgia nel corso della quale il sig. Nicola Andrea David verrà ordinato diacono.

 

Festa Patronale Santuario SS. Trinità di Valle Paradiso

(Boville Ernica FR)
Domenica 26 maggio si è svolta a Valle Paradiso, la festa patronale del 
Santuario della Santissima Trinità, la Divina Liturgia è stata concelebrata 
da padre Sergio Arduini e padre Emanuele Caracci.
Alle 21 si è svolto un intermezzo musicale con cantanti locali 
e alle 23 fuochi pirotecnici.

 

Francescani Ortodossi

 

fratel Alfredo del Signore che sorride è stato nominato, dal Priore Generale della Congregazione mons. Roberto Pinna, quale responsabile della Custodia Francescana del Mercurion

 

Fraternità Ortodossa

Fraternità Ortodossa

La Fraternità Ortodossa, che ha perso il suo Presidente Nazionale ing. Ambrogio Giordano e al momento è seguita direttamente dalla Metropolia, non per questo ha smesso di operare e crescere. Due nuovi responsabili provinciali sono stati ultimamente nominati:

il dott. Alfredo Catracchia, per la città di Catanzaro (Diocesi del Mercurion);

il sig. Antonio Ciambra, per la città di Palermo (Diocesi di Siracusa);

e il dott. Alfonso De Ruvo per la città di Rimini (Diocesi di Ravenna). 

 

 

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Glorificazione Ugo Bassi

Glorificazione Venerabile Ugo Bassi

Valle di Suio, 25 maggio 2024

Sabato 25 maggio, si è svolto nella Valle di Suio (Castelforte LT),  nel Piazzale della sede dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone, sede anche della Missione “San Giacomo de Molay” della nostra Chiesa, il Rito di Glorificazione del Venerabile Ugo Bassi, ex sacerdote barnabita, cappellano della Legione Italiana (garibaldina),  etno martire ed Eroe del Risorgimento italiano. Prima della pandemia, agli inizi del 2020, si costituì un Comitato per la Glorificazione di Ugo Bassi che vide la partecipazione di autorevoli personalità quali il dott. Daniele Gregorio Scalise (Catanzaro) Presidente Nazionale Confederazione imprenditoriale ES.A.AR.CO; l’avv. principe Giuseppe Francesco Maria Francica Mayo di Belforte e Panaia (Vibo Valentia) della  S.G.L. Garibaldina d’Italia; il dott. Renzo Buglione (Bologna) M.V. R.L. Ugo Bassi; il dott. Daniele Dragone (Roma) Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri della Milizia di San Michele Arcangelo; il dott. Carmelo La Rosa (Messina) Gran Priore delle Sentinelle della Pietà del Pellicano “Argonauti del Santo Graal”; il dott. Francesco Vecchio (Napoli) – G.M. Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone; mons. Richard Marty (Francia) – vescovo di Nizza – Monaco e Ventimiglia; il dott. Roberto Pinna (Cagliari) – cancelliere della nostra Chiesa e decano ortodosso per la Sardegna; Paolo Miki D’Agostini (Roma) direttore editoriale quotidiano Paese Roma e il prof. Raffaele K. Salinari (Bologna), scrittore, medico chirurgo, docente dell’Università di Bologna autore di un documento sulle “Basi teologiche dell’impegno civile di Ugo Bassi” che, unitamente a delle testimonianze di avi del principe Francica Mayo, sono stati tra le basi del processo di canonizzazione.

Al tavolo della presidenza del rito di glorificazione, vedi foto, erano Sua Beatitudine Filippo Ortenzi, Arcivescovo Primate della Chiesa Ortodossa Italiana, il dott. Francesco Vecchio, Gran Maestro dei Cavalieri dell’Ordine di Salomone ed ipodiacono della nostra Chiesa, il generale Constantin Bartolomeo Savoiu, Arconte del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e mons. Svetoslav Vasilev, vescovo di Serdica (Bulgaria) del Sinodo Internazionale dell’U.I.C.O.A. (Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale).

Dopo aver portato i saluti del Santo Sinodo, Sua Beatitudine Filippo I ha illustrato brevemente la figura di Ugo Bassi, uno dei più luminosi eroi del Risorgimento italiano. Sacerdote barnabita, patriota e garibaldino si è opposto al potere temporale della Chiesa Cattolica e, giustamente, può essere considerato un precursore della necessità di costituire una Chiesa Nazionale italiana.

Sacerdote dei Chierici Regolari di San Paolo  (barnabiti), ne seguì scrupolosamente la dedizione alla vita comunitaria in povertà,  (per la qual cosa furono spesso oggetto di diffidenza da parte della Chiesa Cattolica che più volte li mandò a giudizio dell’Inquisizione perché accusati di seguire le eresie delle beghine o begardi, e dei poveri di Lione  o valdesi, movimenti pauperistici che criticavano l’opulenza e il potere temporale della Chiesa), fu attivo nell’apostolato cristiano e nell’educazione dei giovani in scuole, convitti e oratori nello spirito dell’ordine che è quello di «rianimare lo spirito ecclesiastico e lo zelo per le anime tra il clero». Fu un predicatore piuttosto famoso e, nei suoi lunghi e numerosi viaggi per l’Italia, vivendo sempre in povertà, fu seguito spesso da molte persone attratte dalla sua testimonianza di fede. Adolescente durante l’età napoleonica, studiò nel collegio Barnabita di Bologna manifestando interesse verso gli scrittori patrioti e liberali. Rimase affascinato dal Proclama che il generale Gioacchino Napoleone Murat, Re di Napoli, emise da Rimini nel 1815, parlando per la prima volta di una Italia libera e unita. Fuggito dal collegio per arruolarsi, gli venne, a causa della giovane età, rifiutato l’arruolamento. Le sue prediche infiammavano i fedeli ma preoccupavano le gerarchie cattoliche in quanto era solito denunciare la corruzione del clero e l’operato della corte pontificia con violente invettive contro ”iniqua Roma avara metropoli sentina di vizi“, oltreché polemizzare contro l’odioso ordine dei gesuiti visti come i difensori dell’oppressione clerico-feudale e nemici del popolo e della Patria (erano talmente impopolari che anche un liberale neoguelfo e moderato come l’abate piemontese padre Vincenzo Gioberti, li attaccò col libro “Il gesuita moderno”). A Genova le sue invettive contro i gesuiti, gli procurarono oltre che l’ostilità di detta compagnia anche della Lega Cattolica (partito clericale antenato della Democrazia Cristiana) e della gerarchia della Chiesa. Probabilmente si deve anche all’opera di Ugo Bassi se Sua Maestà Carlo Alberto (i due si stimavano reciprocamente tanto che ottenne anche una udienza da parte del Re) promulgò il 28 agosto 1948 una legge (la legge n.777) con la quale, anche al fine di fermare i numerosi tumulti e le manifestazioni anti gesuitiche che a Genova erano degenerate in rivolte violente, ma erano altrettanto animose anche in Sardegna (a Cagliari e a Sassari dove i gesuiti erano stati espulsi a furor di popolo) e in Piemonte: a Chieri, Novara, Torino, Saluzzo ecc. ne decretava l’espulsione dal Regno di Sardegna (legge purtroppo abrogata dal fascismo nel 1929 a seguito della stipula dei Patti Lateranensi).

Le sue continue prediche per la riscoperta dell’ortodossia cristiana dei primi secoli contro la degenerazione cattolica, la corruzione del clero e il potere temporale gli procurarono espulsioni e il divieto di accedere dal Ducato di Parma, dal Lombardo Veneto e la proibizione a predicare negli Stati Pontifici. Ugo Bassi si trovava ad Ancona quando seguì come cappellano i volontari pontifici del Gen. Durando che stavano partendo per unirsi all’esercito sabaudo nella Prima guerra d’indipendenza. Con acceso patriottismo diffuse lo spirito rivoluzionario fra i soldati, come prima aveva infuso quello religioso nella popolazione civile. Fu ferito a Treviso il 12 maggio 1848 e portato a Venezia, all’epoca governata dall’Austria. Rimase nella città lagunare e, dopo la sua guarigione combatté per la Repubblica di San Marco (1848-49). Sempre nel 1848 il Papa Pio IX, sentito il Generale dei Barnabiti, ne decretò la secolarizzazione, ciò nonostante il Bassi continuò a sentirsi un sacerdote e comportarsi come tale. Nel 1849 si trovava a Roma, dove partecipò alla nascita della Repubblica Romana e venne nominato cappellano della Legione Italiana di Garibaldi. Così Bassi descrive l’incontro con l’Eroe dei Due Mondi: “Garibaldi è l’Eroe più degno di poema, che io sperassi in vita mia di vedere. Le nostre anime si sono congiunte come se fossero state sorelle in cielo prima di trovarsi nelle vie della terra“.

Bassi seguì il gen. Giuseppe Garibaldi nei combattimenti di Palestrina, Velletri, Roccasecca, dove venne ferito a un piede, e sul Gianicolo. Fino alla resa di Roma rimase in prima fila prestando assistenza religiosa ai combattenti della Repubblica ed anche ai nemici francesi feriti e catturati. Il 2 luglio pronunciò l’ultimo discorso: celebrando in S. Lorenzo in Lucina l’elogio funebre per la morte di Luciano Manara ebbe parole dure contro gli artefici della caduta della Repubblica. A Roma combatté, curò i feriti, rincuorò i soldati. Dopo la caduta della Repubblica Romana fuggì alla volta di Venezia con il Generale Giuseppe Garibaldi, Francesco Nullo, Angelo Brunetti detto Ciceruacchio, Giovanni Livraghi e altri. Giunto a San Marino, il gruppo si separò.

Bassi, partito da San Marino, con il capitano garibaldino Giovanni Livraghi, fu catturato dai soldati dell’esercito austro-ungarico (che insieme a quello borbonico e a quello francese si erano alleati per restaurare il potere temporale della Chiesa) il 3 agosto nei pressi di Comacchio e furono rinchiusi nella torretta medievale di Villa Spada. Il 7 agosto, senza aver subito alcun processo, i due vennero condannati a morte e il giorno successivo fucilati e gettati in una unica fossa ubicata in una località vicina all’attuale Torre di Maratona dello Stadio. Morì, quarantottenne recitando l’Ave Maria. Il 18 agosto 1849 gli austriaci, per impedire che i cittadini di Bologna manifestassero i propri sentimenti di approvazione e affetto sulla tomba del Bassi, riesumarono il suo corpo traslandolo nel cimitero della Certosa.

L’8 agosto 1940, su sollecitazione dello storico Umberto Beseghi (biografo di Ugo Bassi) e del direttore del Museo Civico del Risorgimento Giovanni Maioli al fine di saldare in un unico ambiente i caduti del Risorgimento e della Prima Guerra Mondiale. Il sarcofago contenente i resti di Ugo Bassi fu collocato, alla presenza dei discendenti dei familiari e di S.A.R. Adalberto di Savoia-Genova, Duca di Bergamo nella nicchia prospiciente l’altare presente nella cripta del sacrario dei Caduti della Grande Guerra. Negli anni ’80 del secolo scorso, fu riscoperto nell’ambito dell’operazione culturale denominata Socialismo Tricolore da Bettino Craxi che fu un ammiratore del suo patriottismo e delle sue profonde convinzioni civili e religiose. Padre Ugo Bassi che vedeva nel Risorgimento un ideale cristiano di libertà e carità può essere considerato un precursore dell’esigenza di costituire una Chiesa Nazionale e Patriottica, (come lo dimostra il fatto che nella nostra successione apostolica è presente mons. Paolo Gullotti Miraglia che nel 1900 a Piacenza fu consacrato vescovo della Chiesa Cattolica Indipendente d’Italia, i cui ideali sono stati raccolti dalla Chiesa Ortodossa Italiana. Il valore morale e spirituale di padre Ugo Bassi è indubbio, avendo dedicato la vita, oltre che per gli Ideali di Patria e Libertà, anche nell’assistenza ai poveri, agli ammalati (come la cura dei colerosi dell’Olivella di Palermo e dei feriti nella battaglia di Roma, senza distinzione se fossero patrioti italiani o dell’armata cattolica francese), non dimentichiamo che a Palermo nel 1837, a Palermo, i suoi richiami alla purezza della vita dei primi tempi cristiani e all’applicazione totale dei principi evangelici furono osteggiati non solo dal Regime Borbonico che vi intravedeva un pericoloso intento politico e una visione di rinnovamento della società civile ma anche del clero cattolico, che difendeva con i denti i propri privilegi feudali ed era spesso un “instrumentum regni” utile alle classi dominanti per tenere nell’ignoranza e sfruttare il popolo. Sempre nel 1837 in Sicilia, fronteggiò l’epidemia di colera che si era propagata a Siracusa, e per la meritoria opera di assistenza personale verso i poveri e gli infermi, pagando di tasca sua i medicinali, divenne (come testimoniato dal Sindaco di Siracusa Emanuele Francica Barone di Pàncali) il benemerito della sua città e passò alla storia come “Padre degli infelici“. A Bologna, durante l’occupazione asburgica e il malgoverno pontificio, il “luogo del martirio” di Ugo Bassi divenne meta di un continuo pellegrinaggio e i ciuffi d’erba intrisi del suo sangue, strappati dal popolo nel luogo della fucilazione, sono venerati come le reliquie di un “santo del popolo”. Una scritta recita: “Moschettato da chi tradì Italia e Pio” ma, come ha scritto il principe Giuseppe Francesco Maria Francica Mayo di Belforte e Panaja, un cui avo ha combattuto nell’esercito garibaldino partecipando alla spedizione dei mille: “Si può, pertanto, capire l’entusiasmo e la gioia che assapora il mio cuore, se la causa di Glorificazione riuscirà a trionfare su tutte le brutture commesse dalla storia. “Padre perdona, poiché essi non sanno quel che fanno”. Ma il guaio è che “essi” sapevano e ancora oggi “sanno”.

Successivamente Sua Beatitudine ha letto il  Tomos di Glorificazione del Venerabile Ugo Bassi: Noi Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), Servo dei Servi di Dio, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana vista la Postulazione e la successiva istruttoria, sentito il Santo Sinodo ed il Tribunale Nazionale Ecclesiastico, effettuata ai sensi del Comma 1 del Canone n. 92 della Chiesa Ortodossa Italiana, vista la documentazione addotta, e in considerazione che ai sensi dei Canoni il Venerabile Ugo Bassi rientra, come è stato testimoniato, per virtù ed opere, tra coloro che siano meritevoli di speciale e devota venerazione, avendo dedicato la propria intera esistenza terrena alla vivificazione della fede e della vita cristiana, all’evangelizzazione, alla cura materiale e spirituale dei poveri, dei malati e dei bisognosi, alla diffusione dell’amore per Dio, i Poveri e la Patria, contro il potere temporale pontificio e per l’unificazione della nostra amata Italia, per i cui ideali ha dato e perso la vita.

DECRETIAMO, DICHIARIAMO E PROCLAMIAMO

l’accoglimento pieno e incondizionato, in coscienza e rivolgendo con fede sincera lo sguardo nostro al Santo Vangelo, dell’inserimento col titolo di Venerabile ed Etno Martire di padre Ugo Bassi, riconosciuto dalla data odierna tra i Santi venerati dalla nostra Chiesa, e l’iscrizione nel calendario dei Santi l’8 agosto, giorno della sua dipartita dal mondo terreno e del Suo ritorno alla Casa del Padre e il 25 maggio giorno della sua Glorificazione da parte della nostra Chiesa.

Il nobile cavaliere dott. Armando Pannone, noto scrittore partenopeo,   ha letto la preghiera a San Ugo Bassi scritta dal poeta e scrittore cav. Francesco Russo, Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri Templari “Ugone dei Pagani”.

Si è proceduto poi alla benedizione delle Icone e delle stampe dedicate al santo nonché della stele di acciaio nautico dove è incisa con il laser la figura di Giacomo de Molay, ultimo gran Maestro dei Cavalieri Templari e primo santo glorificato dalla nostra Chiesa.

Alla cerimonia, hanno partecipato anche personalità provenienti dalla Romania (gen. Constantin B. Savoiu), Moldavia, Bulgaria (Sua Beatitudine Svetoslav Vasilev, arcivescovo di Senica), Serbia (col. Draconir Petrovic), Macedonia (Goran Rafajlosky), Francia e Stati Uniti d’America (Olli Spencer)  che hanno potuto conoscere la figura del Santo grazie alle traduzioni in inglese (Corrado Tocci e gen. Savoiu), francese e rumeno (gen Savoiu).

Alla celebrazione hanno partecipato anche padre Alessandro di Roma e il parroco (padre Sergio) e vice-parroco (padre Emanuele) della Chiesa diSan Miche Arcangelo di Frosinone.

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