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Parrocchia Santi Costantino ed Elena, Francescani Ortodossi, Fraternità Ortodossa

Festa della Parrocchia SS Costantino ed Elena

di Roma Anagnina

Si è svolta, alla presenza di Sua Beatitudine Filippo I di Roma, domenica 26 maggio la Festa della Parrocchia Santi Imperatori Costantino ed Elena di Roma, parrocchia di lingua rumena diretta da padre Giovanni Pricop.

Dopo la Divina Liturgia, si è svolta nel piazzale antistante la Chiesa una processione, al termine della quale padre Giovanni e Sua Beatitudine Filippo, hanno benedetto una grande e magnifica Croce Ortodossa in legno, che è stata posta vicino l’entrata della Chiesa.

Al termine della cerimonia diversi fedeli hanno offerto cibo e bevande ai presenti in memoria dei propri cari che si sono addormentati in attesa della resurrezione, in particolare segnaliamo la famiglia Draghici di Roma.

Domenica prossima i fedeli della capitale sono invitati a partecipare alla Divina Liturgia nel corso della quale il sig. Nicola Andrea David verrà ordinato diacono.

 

Festa Patronale Santuario SS. Trinità di Valle Paradiso

(Boville Ernica FR)
Domenica 26 maggio si è svolta a Valle Paradiso, la festa patronale del 
Santuario della Santissima Trinità, la Divina Liturgia è stata concelebrata 
da padre Sergio Arduini e padre Emanuele Caracci.
Alle 21 si è svolto un intermezzo musicale con cantanti locali 
e alle 23 fuochi pirotecnici.

 

Francescani Ortodossi

 

fratel Alfredo del Signore che sorride è stato nominato, dal Priore Generale della Congregazione mons. Roberto Pinna, quale responsabile della Custodia Francescana del Mercurion

 

Fraternità Ortodossa

Fraternità Ortodossa

La Fraternità Ortodossa, che ha perso il suo Presidente Nazionale ing. Ambrogio Giordano e al momento è seguita direttamente dalla Metropolia, non per questo ha smesso di operare e crescere. Due nuovi responsabili provinciali sono stati ultimamente nominati:

il dott. Alfredo Catracchia, per la città di Catanzaro (Diocesi del Mercurion);

il sig. Antonio Ciambra, per la città di Palermo (Diocesi di Siracusa);

e il dott. Alfonso De Ruvo per la città di Rimini (Diocesi di Ravenna). 

 

 

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Glorificazione Ugo Bassi

Glorificazione Venerabile Ugo Bassi

Valle di Suio, 25 maggio 2024

Sabato 25 maggio, si è svolto nella Valle di Suio (Castelforte LT),  nel Piazzale della sede dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone, sede anche della Missione “San Giacomo de Molay” della nostra Chiesa, il Rito di Glorificazione del Venerabile Ugo Bassi, ex sacerdote barnabita, cappellano della Legione Italiana (garibaldina),  etno martire ed Eroe del Risorgimento italiano. Prima della pandemia, agli inizi del 2020, si costituì un Comitato per la Glorificazione di Ugo Bassi che vide la partecipazione di autorevoli personalità quali il dott. Daniele Gregorio Scalise (Catanzaro) Presidente Nazionale Confederazione imprenditoriale ES.A.AR.CO; l’avv. principe Giuseppe Francesco Maria Francica Mayo di Belforte e Panaia (Vibo Valentia) della  S.G.L. Garibaldina d’Italia; il dott. Renzo Buglione (Bologna) M.V. R.L. Ugo Bassi; il dott. Daniele Dragone (Roma) Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri della Milizia di San Michele Arcangelo; il dott. Carmelo La Rosa (Messina) Gran Priore delle Sentinelle della Pietà del Pellicano “Argonauti del Santo Graal”; il dott. Francesco Vecchio (Napoli) – G.M. Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone; mons. Richard Marty (Francia) – vescovo di Nizza – Monaco e Ventimiglia; il dott. Roberto Pinna (Cagliari) – cancelliere della nostra Chiesa e decano ortodosso per la Sardegna; Paolo Miki D’Agostini (Roma) direttore editoriale quotidiano Paese Roma e il prof. Raffaele K. Salinari (Bologna), scrittore, medico chirurgo, docente dell’Università di Bologna autore di un documento sulle “Basi teologiche dell’impegno civile di Ugo Bassi” che, unitamente a delle testimonianze di avi del principe Francica Mayo, sono stati tra le basi del processo di canonizzazione.

Al tavolo della presidenza del rito di glorificazione, vedi foto, erano Sua Beatitudine Filippo Ortenzi, Arcivescovo Primate della Chiesa Ortodossa Italiana, il dott. Francesco Vecchio, Gran Maestro dei Cavalieri dell’Ordine di Salomone ed ipodiacono della nostra Chiesa, il generale Constantin Bartolomeo Savoiu, Arconte del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e mons. Svetoslav Vasilev, vescovo di Serdica (Bulgaria) del Sinodo Internazionale dell’U.I.C.O.A. (Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale).

Dopo aver portato i saluti del Santo Sinodo, Sua Beatitudine Filippo I ha illustrato brevemente la figura di Ugo Bassi, uno dei più luminosi eroi del Risorgimento italiano. Sacerdote barnabita, patriota e garibaldino si è opposto al potere temporale della Chiesa Cattolica e, giustamente, può essere considerato un precursore della necessità di costituire una Chiesa Nazionale italiana.

Sacerdote dei Chierici Regolari di San Paolo  (barnabiti), ne seguì scrupolosamente la dedizione alla vita comunitaria in povertà,  (per la qual cosa furono spesso oggetto di diffidenza da parte della Chiesa Cattolica che più volte li mandò a giudizio dell’Inquisizione perché accusati di seguire le eresie delle beghine o begardi, e dei poveri di Lione  o valdesi, movimenti pauperistici che criticavano l’opulenza e il potere temporale della Chiesa), fu attivo nell’apostolato cristiano e nell’educazione dei giovani in scuole, convitti e oratori nello spirito dell’ordine che è quello di «rianimare lo spirito ecclesiastico e lo zelo per le anime tra il clero». Fu un predicatore piuttosto famoso e, nei suoi lunghi e numerosi viaggi per l’Italia, vivendo sempre in povertà, fu seguito spesso da molte persone attratte dalla sua testimonianza di fede. Adolescente durante l’età napoleonica, studiò nel collegio Barnabita di Bologna manifestando interesse verso gli scrittori patrioti e liberali. Rimase affascinato dal Proclama che il generale Gioacchino Napoleone Murat, Re di Napoli, emise da Rimini nel 1815, parlando per la prima volta di una Italia libera e unita. Fuggito dal collegio per arruolarsi, gli venne, a causa della giovane età, rifiutato l’arruolamento. Le sue prediche infiammavano i fedeli ma preoccupavano le gerarchie cattoliche in quanto era solito denunciare la corruzione del clero e l’operato della corte pontificia con violente invettive contro ”iniqua Roma avara metropoli sentina di vizi“, oltreché polemizzare contro l’odioso ordine dei gesuiti visti come i difensori dell’oppressione clerico-feudale e nemici del popolo e della Patria (erano talmente impopolari che anche un liberale neoguelfo e moderato come l’abate piemontese padre Vincenzo Gioberti, li attaccò col libro “Il gesuita moderno”). A Genova le sue invettive contro i gesuiti, gli procurarono oltre che l’ostilità di detta compagnia anche della Lega Cattolica (partito clericale antenato della Democrazia Cristiana) e della gerarchia della Chiesa. Probabilmente si deve anche all’opera di Ugo Bassi se Sua Maestà Carlo Alberto (i due si stimavano reciprocamente tanto che ottenne anche una udienza da parte del Re) promulgò il 28 agosto 1948 una legge (la legge n.777) con la quale, anche al fine di fermare i numerosi tumulti e le manifestazioni anti gesuitiche che a Genova erano degenerate in rivolte violente, ma erano altrettanto animose anche in Sardegna (a Cagliari e a Sassari dove i gesuiti erano stati espulsi a furor di popolo) e in Piemonte: a Chieri, Novara, Torino, Saluzzo ecc. ne decretava l’espulsione dal Regno di Sardegna (legge purtroppo abrogata dal fascismo nel 1929 a seguito della stipula dei Patti Lateranensi).

Le sue continue prediche per la riscoperta dell’ortodossia cristiana dei primi secoli contro la degenerazione cattolica, la corruzione del clero e il potere temporale gli procurarono espulsioni e il divieto di accedere dal Ducato di Parma, dal Lombardo Veneto e la proibizione a predicare negli Stati Pontifici. Ugo Bassi si trovava ad Ancona quando seguì come cappellano i volontari pontifici del Gen. Durando che stavano partendo per unirsi all’esercito sabaudo nella Prima guerra d’indipendenza. Con acceso patriottismo diffuse lo spirito rivoluzionario fra i soldati, come prima aveva infuso quello religioso nella popolazione civile. Fu ferito a Treviso il 12 maggio 1848 e portato a Venezia, all’epoca governata dall’Austria. Rimase nella città lagunare e, dopo la sua guarigione combatté per la Repubblica di San Marco (1848-49). Sempre nel 1848 il Papa Pio IX, sentito il Generale dei Barnabiti, ne decretò la secolarizzazione, ciò nonostante il Bassi continuò a sentirsi un sacerdote e comportarsi come tale. Nel 1849 si trovava a Roma, dove partecipò alla nascita della Repubblica Romana e venne nominato cappellano della Legione Italiana di Garibaldi. Così Bassi descrive l’incontro con l’Eroe dei Due Mondi: “Garibaldi è l’Eroe più degno di poema, che io sperassi in vita mia di vedere. Le nostre anime si sono congiunte come se fossero state sorelle in cielo prima di trovarsi nelle vie della terra“.

Bassi seguì il gen. Giuseppe Garibaldi nei combattimenti di Palestrina, Velletri, Roccasecca, dove venne ferito a un piede, e sul Gianicolo. Fino alla resa di Roma rimase in prima fila prestando assistenza religiosa ai combattenti della Repubblica ed anche ai nemici francesi feriti e catturati. Il 2 luglio pronunciò l’ultimo discorso: celebrando in S. Lorenzo in Lucina l’elogio funebre per la morte di Luciano Manara ebbe parole dure contro gli artefici della caduta della Repubblica. A Roma combatté, curò i feriti, rincuorò i soldati. Dopo la caduta della Repubblica Romana fuggì alla volta di Venezia con il Generale Giuseppe Garibaldi, Francesco Nullo, Angelo Brunetti detto Ciceruacchio, Giovanni Livraghi e altri. Giunto a San Marino, il gruppo si separò.

Bassi, partito da San Marino, con il capitano garibaldino Giovanni Livraghi, fu catturato dai soldati dell’esercito austro-ungarico (che insieme a quello borbonico e a quello francese si erano alleati per restaurare il potere temporale della Chiesa) il 3 agosto nei pressi di Comacchio e furono rinchiusi nella torretta medievale di Villa Spada. Il 7 agosto, senza aver subito alcun processo, i due vennero condannati a morte e il giorno successivo fucilati e gettati in una unica fossa ubicata in una località vicina all’attuale Torre di Maratona dello Stadio. Morì, quarantottenne recitando l’Ave Maria. Il 18 agosto 1849 gli austriaci, per impedire che i cittadini di Bologna manifestassero i propri sentimenti di approvazione e affetto sulla tomba del Bassi, riesumarono il suo corpo traslandolo nel cimitero della Certosa.

L’8 agosto 1940, su sollecitazione dello storico Umberto Beseghi (biografo di Ugo Bassi) e del direttore del Museo Civico del Risorgimento Giovanni Maioli al fine di saldare in un unico ambiente i caduti del Risorgimento e della Prima Guerra Mondiale. Il sarcofago contenente i resti di Ugo Bassi fu collocato, alla presenza dei discendenti dei familiari e di S.A.R. Adalberto di Savoia-Genova, Duca di Bergamo nella nicchia prospiciente l’altare presente nella cripta del sacrario dei Caduti della Grande Guerra. Negli anni ’80 del secolo scorso, fu riscoperto nell’ambito dell’operazione culturale denominata Socialismo Tricolore da Bettino Craxi che fu un ammiratore del suo patriottismo e delle sue profonde convinzioni civili e religiose. Padre Ugo Bassi che vedeva nel Risorgimento un ideale cristiano di libertà e carità può essere considerato un precursore dell’esigenza di costituire una Chiesa Nazionale e Patriottica, (come lo dimostra il fatto che nella nostra successione apostolica è presente mons. Paolo Gullotti Miraglia che nel 1900 a Piacenza fu consacrato vescovo della Chiesa Cattolica Indipendente d’Italia, i cui ideali sono stati raccolti dalla Chiesa Ortodossa Italiana. Il valore morale e spirituale di padre Ugo Bassi è indubbio, avendo dedicato la vita, oltre che per gli Ideali di Patria e Libertà, anche nell’assistenza ai poveri, agli ammalati (come la cura dei colerosi dell’Olivella di Palermo e dei feriti nella battaglia di Roma, senza distinzione se fossero patrioti italiani o dell’armata cattolica francese), non dimentichiamo che a Palermo nel 1837, a Palermo, i suoi richiami alla purezza della vita dei primi tempi cristiani e all’applicazione totale dei principi evangelici furono osteggiati non solo dal Regime Borbonico che vi intravedeva un pericoloso intento politico e una visione di rinnovamento della società civile ma anche del clero cattolico, che difendeva con i denti i propri privilegi feudali ed era spesso un “instrumentum regni” utile alle classi dominanti per tenere nell’ignoranza e sfruttare il popolo. Sempre nel 1837 in Sicilia, fronteggiò l’epidemia di colera che si era propagata a Siracusa, e per la meritoria opera di assistenza personale verso i poveri e gli infermi, pagando di tasca sua i medicinali, divenne (come testimoniato dal Sindaco di Siracusa Emanuele Francica Barone di Pàncali) il benemerito della sua città e passò alla storia come “Padre degli infelici“. A Bologna, durante l’occupazione asburgica e il malgoverno pontificio, il “luogo del martirio” di Ugo Bassi divenne meta di un continuo pellegrinaggio e i ciuffi d’erba intrisi del suo sangue, strappati dal popolo nel luogo della fucilazione, sono venerati come le reliquie di un “santo del popolo”. Una scritta recita: “Moschettato da chi tradì Italia e Pio” ma, come ha scritto il principe Giuseppe Francesco Maria Francica Mayo di Belforte e Panaja, un cui avo ha combattuto nell’esercito garibaldino partecipando alla spedizione dei mille: “Si può, pertanto, capire l’entusiasmo e la gioia che assapora il mio cuore, se la causa di Glorificazione riuscirà a trionfare su tutte le brutture commesse dalla storia. “Padre perdona, poiché essi non sanno quel che fanno”. Ma il guaio è che “essi” sapevano e ancora oggi “sanno”.

Successivamente Sua Beatitudine ha letto il  Tomos di Glorificazione del Venerabile Ugo Bassi: Noi Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), Servo dei Servi di Dio, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana vista la Postulazione e la successiva istruttoria, sentito il Santo Sinodo ed il Tribunale Nazionale Ecclesiastico, effettuata ai sensi del Comma 1 del Canone n. 92 della Chiesa Ortodossa Italiana, vista la documentazione addotta, e in considerazione che ai sensi dei Canoni il Venerabile Ugo Bassi rientra, come è stato testimoniato, per virtù ed opere, tra coloro che siano meritevoli di speciale e devota venerazione, avendo dedicato la propria intera esistenza terrena alla vivificazione della fede e della vita cristiana, all’evangelizzazione, alla cura materiale e spirituale dei poveri, dei malati e dei bisognosi, alla diffusione dell’amore per Dio, i Poveri e la Patria, contro il potere temporale pontificio e per l’unificazione della nostra amata Italia, per i cui ideali ha dato e perso la vita.

DECRETIAMO, DICHIARIAMO E PROCLAMIAMO

l’accoglimento pieno e incondizionato, in coscienza e rivolgendo con fede sincera lo sguardo nostro al Santo Vangelo, dell’inserimento col titolo di Venerabile ed Etno Martire di padre Ugo Bassi, riconosciuto dalla data odierna tra i Santi venerati dalla nostra Chiesa, e l’iscrizione nel calendario dei Santi l’8 agosto, giorno della sua dipartita dal mondo terreno e del Suo ritorno alla Casa del Padre e il 25 maggio giorno della sua Glorificazione da parte della nostra Chiesa.

Il nobile cavaliere dott. Armando Pannone, noto scrittore partenopeo,   ha letto la preghiera a San Ugo Bassi scritta dal poeta e scrittore cav. Francesco Russo, Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri Templari “Ugone dei Pagani”.

Si è proceduto poi alla benedizione delle Icone e delle stampe dedicate al santo nonché della stele di acciaio nautico dove è incisa con il laser la figura di Giacomo de Molay, ultimo gran Maestro dei Cavalieri Templari e primo santo glorificato dalla nostra Chiesa.

Alla cerimonia, hanno partecipato anche personalità provenienti dalla Romania (gen. Constantin B. Savoiu), Moldavia, Bulgaria (Sua Beatitudine Svetoslav Vasilev, arcivescovo di Senica), Serbia (col. Draconir Petrovic), Macedonia (Goran Rafajlosky), Francia e Stati Uniti d’America (Olli Spencer)  che hanno potuto conoscere la figura del Santo grazie alle traduzioni in inglese (Corrado Tocci e gen. Savoiu), francese e rumeno (gen Savoiu).

Alla celebrazione hanno partecipato anche padre Alessandro di Roma e il parroco (padre Sergio) e vice-parroco (padre Emanuele) della Chiesa diSan Miche Arcangelo di Frosinone.

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Ordine dei Cavalieri del  Tempio di Salomone Capitolo Straordinario di Investitura Templare FONDI ( LT)

Ordine dei Cavalieri del  Tempio di Salomone

Capitolo Straordinario di Investitura Templare

FONDI ( LT)

Sabato 18 maggio 2024, si è svolto a Fondi (LT) nell’Auditorium del  Complesso Medioevale di San Domenico, organizzato  dall’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone, associazione templare di ispirazione cavalleresca della quale è Gran Maestro il dott. Francesco Vecchio, ipodiacono della Chiesa Ortodossa Italiana e responsabile della Missione “San Giacomo de Molay” della Valle del Suio (Castelforte – LT) un Capitolo Straordinario di Investitura Templare al quale ha presenziato Sua Beatitudine Filippo Ortenzi, accompagnato da padre Emanuele Caracci, padre Sebastiano Nicolcea e dal dirigente della Fraternità Ortodossa dell’Urbe sig. Massimo Cardinali.

L’evento si inquadra nell’opera di valorizzazione dei territori posti sul cammino della Via Francigena, nel Basso Lazio, che presentano importanti tracce del passaggio, della permanenza e dell’influenza templare sulla storia degli stessi. Nel complesso della Chiesa di San Domenico, oggi Auditorium fondano, in cui si respira storia e mistero,  si è tenuta l’emozionante cerimonia che ha richiamato l’attenzione di un nutrito e qualificato parterre di ospiti e visitatori.

La cerimonia  ha avuto inizio con il corteo storico in cui è sfilato il vessillo dell’Ordine del Tempio di Salomone, scortata dal picchetto d’onore, per la prima volta, è stato presentato e sventolato il Beauceant dell’Ordine, in memoria dei vessilli utilizzati dai Cavalieri Templari in guerra, durante le loro cariche, a seguire ha sfilato  la bandiera delle Nazioni Unite, anche in omaggio al riconoscimento ONU accordato all’Ordine templare per la sue attività culturali, infine è sfilata la delegazione della Chiesa Ortodossa Italiana preceduta dalla croce portata dal vessillifero Massimo Cardinali, dai sacerdoti padre Emanuele e padre Sebastiano e da Sua Beatitudine Filippo I di Roma, ha chiuso la processione il  Gran Priore Internazionale- Gran Maestro dell’Ordine- dott. Francesco Vecchio, preceduto dal Portaspada  e scortato dal Maestro Gran Cerimoniere.

Il pubblico ha potuto, quindi, assistere alla cerimonia rievocativa dell’ investitura templare, che si è snodata secondo l’antichissimo rituale dell’Ordine. I neo Cavalieri e Dame hanno così iniziato il loro percorso cavalleresco, come prescritto dall’antica Regola voluta da San Bernardo di Chiaravalle. Infine, sono stati elevati per meriti, alcuni Ufficiali e Cavalieri, particolarmente distintisi per la loro abnegazione all’Ordine e sono stati concessi i diplomi Honoris Causa a personalità che si sono segnalate per particolari meriti nella società, nell’ambito artistico, professionale e culturale e  che  hanno mostrato sensibilità e convinta partecipazione alle attività poste in essere dall’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone.  

Durante la cerimonia Sua Beatitudine Filippo I di Roma ha ricordato i valori della cavalleria cristiana e ricordato a tutti che sabato 25 maggio prossimo, presso la

Missione San Giacomo de Molay, in via Valle del Suio n. 51 – Castelforte LT, si svolgerà il Rito di Glorificazione del Venerabile Ugo Bassi, sacerdote barnabita, patriota, garibaldino, uno dei precursori dell’Idea di una Chiesa Nazionale Italiana, assassinato dalla razione asburgico-pontificia a Bologna l’8 agosto del 1849.

Al termine di detta cerimonia verrà letto altresì una Dichiarazione Ufficiale, predisposta dal Tribunale Nazionale Ecclesiastico della Chiesa Ortodossa Italiana, sulla Valutazione delle richieste di assistenza spirituale e cooperazione caritatevole di persone o gruppi appartenenti a realtà Massoniche e Rosacrociane e ad altri gruppi iniziatici.

Glorificazione Venerabile Ugo Bassi

 

Sabato 25 maggio alle ore 10,30 nel Piazzale della sede dell’Ordine del Tempio di Salomone, dove è ubicata anche la Missione “San Giacomo de Molay”, Sua Beatitudine Filippo I di Roma provvederà alla Glorificazione (canonizzazione) del Venerabile Ugo Bassi, sacerdote barnabita, patriota, garibaldino, uno dei martiri del Risorgimento Italiano.

 

Al termine della Cerimonia verrà letto un Documento Ufficiale della Chiesa Ortodossa Italiana  sulla Valutazione delle richieste di assistenza spirituale e cooperazione caritatevole di persone o gruppi appartenenti a realtà Massoniche e Rosacrociane e ad altri gruppi iniziatici

I gruppi cavallereschi, patriottici, massonici, rosacrociani, risorgimentali, le associazioni combattentistiche e d’arma ecc. che volessero partecipare sono invitati a comunicarlo alla Chiesa: chiesaortodossaitaliana@gmail.com tel. +39 3917065512


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Padre Ambrogio Giordano è ritornato alla casa del padre

Padre Ambrogio è ritornato alla casa del padre

 

 “Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono ovunque noi siamo” (Sant’ Agostino)

L’ing. dott. prof. Ambrogio Giordano, 63 anni, di Foggia,  una delle colonne, difficilmente sostituibili, della nostra Chiesa  è deceduto a causa di un incidente mortale e ha raggiunto la Casa del Padre.

Persona di grande preparazione culturale e spirituale, si era avvicinato alla nostra Chiesa alcuni anni fa e subito si era messo in evidenza per le sue capacità carismatiche ed umane tanto che ci ha legato non soltanto la comune fede religiosa ma anche una sincera amicizia.

Nell’agosto 2019, dopo la mia elezione ad Arcivescovo Metropolita della Chiesa, mi è stato sempre vicino adoperandosi in ogni modo per far crescere sia religiosamente accettando l’incarico di Gran Priore Vicario della Confraternita di San Michele Arcangelo, che culturalmente quale Pro Rettore dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita che dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo, una cui sede distaccata aveva posto presso il suo studio di via Meridiana. Nell’ottobre 2020 mise a disposizione le sue capacità professionali quale Camerlengo e Presidente della Commissione Economica del nostro Consiglio Nazionale Ecclesiastico. Dopo essere stato ordinato Diacono il 6 giugno 2021 ad Orsara di Puglia (FG), fu consacrato Sacerdote il 6 febbario 2022 a Roma.

Ma soprattutto l’ing. padre Ambrogio era. dal 16 settembre 2019 il Presidente della Fraternità Ortodossa, la nostra struttura laicale e il nostro referente per la Diocesi di Bari dove, ovunque serviva, prendeva la macchina ed andava a contattare i nostri fratelli e promuovere la crescita della nostra Chiesa.

le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà

(Sap 3, 1)

Nella vita profana, chiunque lo ha conosciuto potrà confermare che era uno stimato professionista, Dirigente Tecnico AMIU Puglia Spa con numerosi titoli accademici: Laurea in Ingegneria Civile e Ambientale – Laurea in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazioni – Laurea in Scienze Criminologiche – Laurea Magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale – Laurea in Scienze Storiche e Religiose; docente di Sociologia Generale (Istituto Pegaso di Foggia) e di Filosofia e Sociologia (Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo) nonché: geometra – perito agrario – criminologo – Tecnico Ricostruttore Incidenti Stradali – Tecnico Certificatore Energetico – Tecnico Progettazione e Gestione Verde Pubblico e Privato – Energy Manager – RSPP – tecnico agrario e topografo – Consulente socioterapico per tossicodipendenze e devianze minorili – Consulente tecnico modelli matematici per l’ambiente – Perito Criminologo Tribunale di Foggia – Progettista Cartografia Numerica e Sistema di Pianificazione Servizi Urbani – Tecnico per la Progettazione e Gestione Verde Pubblico e Privato – Tecnico di Domotica – ecc.

Alla comunità ortodossa foggiana, ai famigliari, ai confratelli micheliti, ai dirigenti e membri della Fraternità Ortodossa, ai collaboratori e studenti delle nostre strutture accademiche, agli amici e familiari tutti giungano le condoglianze mie e di tutta la Chiesa Ortodossa Italiana.

+ + + Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita

Quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria                                      fissi nei nostri pieni di lacrime.(Sant’Agostino)

 

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Padre Ambrogio Giordano ✠ 1961 – 2024

Ambrogio Giordano, nato a Foggia nel 1961, è tornato alla casa del Padre nel 2024. Figura di grande spessore umano, spirituale e professionale, ha dedicato tutta la sua vita al servizio della Chiesa e della comunità. È stato parroco della chiesa di San Michele Arcangelo di Foggia, Pro-Rettore dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo e dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita, nonché Gran Priore della Confraternita di San Michele Arcangelo. Ha ricoperto anche il ruolo di Rettore dell’Accademia San Nicola di Myra ed è stato membro del Consiglio Nazionale Ecclesiastico, offrendo il suo contributo instancabile alla crescita e al consolidamento della Chiesa Ortodossa Italiana in terra di Puglia.

La sua formazione e le sue competenze non si sono limitate all’ambito ecclesiastico: era infatti ingegnere civile e ambientale, sociologo e criminologo, con un bagaglio di conoscenze che spaziava in numerosi settori. Ha operato come perito agrario, geometra, topografo, perito criminologo presso il Tribunale di Foggia, cartografo e patologo ambientale, distinguendosi sempre per la serietà, la precisione e la dedizione al lavoro.

Grazie alla sua preparazione, alla sua fede profonda e al suo instancabile impegno, Ambrogio Giordano è stato riconosciuto come una delle colonne portanti della Chiesa Ortodossa Italiana in Puglia, lasciando una testimonianza luminosa di servizio, cultura e amore per la comunità.

Francescani Ortodossi, Intercomunioni, Fraternità Ortodossa, Torremaggiore

Congregazione Francescani Ortodossi

La Congregazione dei Francescani Ortodossi è stata costituita il 15 ottobre 2022, da Sua Beatitudine Filippo I di Roma, con  Bolla Apostolica “Congregatio Orthodoxorum Monachorum Franciscanorum al fine di veicolare la spiritualità francescana nel seno dell’ortodossia, mantenendo saldi i principi ispiratori e adeguandola alla realtà del monachesimo ortodosso (che non contempla frati e ordini mendicanti).

Costituita prevalentemente da membri del clero e oblati (terziari) e non da monaci, ha ultimamente rimosso la dizione Monaci dal nome, in modo da ampliare l’adesione da parte di molte persone che vivono nel secolo e che si riconoscono sia nello spirito francescano che nella fede ortodossa. Dal 13 aprile 2024 con prot. n. 62/24 è stato nominato Priore Generale mons. Roberto Pinna, cancelliere e decano ortodosso per la Sardegna al fine di riorganizzare, su basi nuove, meno settarie e più inclusive la famiglia francescana ortodossa. All’uopo è stata attivata una pagina 

Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=61559227926281 

ed un blog: https://francescani-ortodossi.blogspot.com/

per informazioni: monacifrancescanicoi@gmail.com tel. +39 349 008 3303

 

Nuove Intercomunioni ed adesioni all’U.I.C.O.A.

La  Igreja Apostólica Ortodoxa no Brasil (Chiesa Apostólica Ortodossa del Brasile), è stata accolta con Ukaz  prot. 69/24 nella Comunione Ortodossa U.I.C.O.A. (Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale) e Sua Beatitudine Vladica José Francisco R. Sampaio è stato inserito nel Sinodo Internazionale ed in quello dell’America Meridionale di detta Comunione.

 

La Iglesia Católica Apostólica Ortodoxa del Perú – I.C.A.O.P. (Chiesa Cattolica Apostolica Ortodossa del Perù), diretta da  Sua Beatitudine Mor Francisco (Angel Ernesto Moran Vidal) ha stabilito una comunione ecclesiale, canonica e sacramentale con la Chiesa Ortodossa Italiana e, al contempo, è entrata a far parte dell’U.I.C.O.A. (Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale)

 

Fraternità Ortodossa

Fraternità Ortodossa

Il dott. Gian Luca Toti, promotore finanziario e studente al corso di Liturgia Pastorale

per accedere al Diaconato, è stato nominato responsabile della Fraternità Ortodossa

per le località di: MorenaVermicino e Frascati.

 

 

Torremaggiore (FG)

Su richiesta delle locali comunità bulgara (circa 80 fedeli) e rumena (oltre 500) padre Gianni De Paola (tel. 3400918314 – email: padregianni.coi@gmail.com), della Parrocchia San Nicola Di Myra di Campomarino (comune molisano d’origine arbëreshë) ha iniziato a seguire spiritualmente i numerosi fedeli ortodossi locali , offrendo assistenza religiosa e solidarietà, di concerto con la Confraternita del Buon Samaritano di Campomarino diretta dalla signora Maria Gianserra. Va ricordato che  Torremaggiore, cittadina foggiana della Capitanata di circa 16.000 abitanti, in epoca medioevale era di rito ortodosso bizantino, come dimostrano reperti archeologici e fonti storiche inerenti le località di Castel Fiorentino (o Fiorentino di Puglia) e Dragonera.

 

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Christòs anèsti – Hristos a înviat – Cristo è risorto

Christòs anèsti – Hristos a înviatCristo è risorto

Nella notte tra il 4 e il 5 maggio scorso, si è svolta, alla presenza di Sua Beatitudine Filippo I di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), presso la Parrocchia dei Santi Costantino ed Elena di Roma Anagnina una Divina Liturgia, officiata dal parroco padre Giovanni Pricop, alla quale hanno partecipato diversi membri del clero. padre Alessandro Nicola Margine, padre Alessandro Frezza, padre Sebastiano Nicolceapadre Stefano Paniccia e padre Emanuele Caracci e centinaia di fedeli. Anche la mattina dopo la Chiesa era strapiena di fedeli che non hanno potuto prendere le luci di mezzanotte (la Metropolitana chiude alle 23 e la liturgia si era protratta fino a quasi le 3 del mattino).

Cristo è risorto dai morti, con la morte ha distrutto la morte, dando in grazia la vita a coloro che giacevano nei sepolcri. 

Nel giorno della Pasqua Ortodossa la luce di Gesù risorto, disperda le tenebre del cuore e dello spirito e giunga a tutti voi i nostri migliori auguri di risurrezione per la nostra martoriata Patria.

La Pasqua (Paschalion) è la festa più importante dell’Ortodossia, è la Festa delle Feste  dove si fa memoria della Risurrezione di Gesù Cristo.

I primi cristiani pur credendo nella risurrezione, non la raccontano mai. Raccontano di aver visto Gesù vivo, di averlo visto morto e poi risorto. Non dicono di averlo visto risorgere. Riguardo gli apostoli, Pietro rinnegò Cristo per non essere arrestato e gli altri si nascosero per paura delle persecuzioni, ma sono tornati a credere a Gesù dopo la sua morte per crocifissione, supplizio atroce e umiliante, che Cicerone definì:  “il supplizio più crudele e il più tetro” (Cicerone – Discorsi contro Verre)     dopo che hanno incontrato nuovamente Gesù tanto da impegnarsi  così a fondo nell’apostolato e nel racconto della risurrezione da trovare, da vecchi,  quel coraggio di morire per Gesù che non avevano avuto da giovani, al momento dell’arresto e della morte del Salvatore.

Come spiegare inoltre la conversione di San Paolo e tutto quello che egli ha fatto e detto di Gesù, senza che fosse convinto di aver veramente visto Gesù risorto?

La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo nella quale si  celebra la risurrezione di Gesù, avvenuta, nel terzo giorno dalla sua morte in croce. E’ scritto  nei Vangeli  che la domenica ci fu un terremoto ed un Angelo rotolò la pietra tombale spaventando i soldati che, su richiesta del Sinedrio presidiavano la tomba: “Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.” (Matteo 28,2-4)

Maria Maddalena (*1) si recò, con altre donne al sepolcro trovandolo vuoto: “Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.” (Giovanni 20,1)  –  “Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala  e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.”(Matteo 28,1) – “Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria, madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.  Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole.” (Marco 16,1-2) – “Ora nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto, esse, e altre donne con loro, si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato.” (Luca 24,1). Esse trovarono il sepolcro vuoto: “E dicevano tra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?» Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate.” (Marco 16,3-5) – “E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro. Ma quando entrarono non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre se ne stavano perplesse di questo fatto, ecco che apparvero davanti a loro due uomini in vesti risplendenti; tutte impaurite, chinarono il viso a terra; ma quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti?”  (Luca 24, 2-5).

Gli angeli rassicurarono le donne sulla risurrezione di Gesù: “Ora, essendo esse impaurite e tenendo la faccia chinata a terra, quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi come vi parlò, mentre era ancora in Galilea, dicendo che il Figlio dell’uomo doveva esser dato nelle mani di uomini peccatori, essere crocifisso e risuscitare il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole.” (Luca 24,5-8) – “Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto» (Matteo 28,5-7) – “Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». (Marco 16,6-7) –  Gesù apparve per primo a Maria Maddalena e alle pie donne – “Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala” (Marco 16,9) – “Ma Maria era rimasta fuori del sepolcro a piangere. E, mentre piangeva, si chinò dentro il sepolcro, e vide due angeli, vestiti di bianco, che sedevano l’uno al capo e l’altro ai piedi del luogo, dove era stato posto il corpo di Gesù. Essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Ella rispose loro: «Perché hanno portato via il mio Signore, e io non so dove l’abbiano posto». (Giovanni 20, 11-13) e “Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». (Giovanni 20, 14-17) – “Esse dunque si allontanarono in fretta dal sepolcro con spavento e con grande gioia; e corsero a darne la notizia ai suoi discepoli. E mentre andavano per dirlo ai discepoli, ecco Gesù venne loro incontro e disse: «Salve!». Allora esse, accostatisi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. Quindi Gesù disse loro: «Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e che là mi vedranno». (Matteo 28,8-10). All’inizio  “Ed esse, uscite prontamente, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremore e stupore; e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura.” (Marco 16,8) ma poi andarono a raccontare dell’evento gli Apostoli e i fratelli del Signore, come aveva raccomandato Gesù: “Al loro ritorno dal sepolcro, raccontarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri.  Ora quelle che riferirono queste cose agli apostoli erano Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo e le altre donne che erano con loro. Ma queste parole parvero loro come un’assurdità; ed essi non credettero loro. Pietro tuttavia, alzatosi, corse al sepolcro e, chinatosi a guardare, non vide altro che le lenzuola che giacevano da sole; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé di quanto era accaduto.” (Luca 24, 9-12).

Le donne andarono a Gerusalemme per avvisare gli Apostoli e Gesù apparve anche a loro: “E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.” (Luca 24,33-37) – “Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito al posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». (Giovanni 20,18-26) – “Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.

Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Matteo 28,16-20) – “Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.”  (Marco 16,14-20). Della risurrezione di Gesù ne parlano gli Apostoli, soprattutto San Paolo San Paolo che  nella  lettera ai Corinzi sostiene che la risurrezione è conforme alle scritture: “Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, 4 che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture,” (San Paolo – 1 Corinzi 15,3-4) ed in quella ai Romani afferma: “riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo nostro Signore,”  (Romani 1,3-4) ed in quella a Timoteo: “Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risorto dai morti secondo il mio evangelo,” (2Timoteo 2,8). Secondo gli Atti degli Apostoli, attribuiti dalla Tradizione all’evangelista Luca: “Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di lui, come anche voi sapete, egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste. Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte, poiché non era possibile che fosse da essa trattenuto.” (Atti 2,22-24). San Paolo da anche testimonianza delle persone che videro fisicamente Gesù: “Ora, fratelli, vi dichiaro l’evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano. Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e poi ai dodici. In seguito apparve in una sola volta a più di cinquecento fratelli, la maggior parte dei quali è ancora in vita, mentre alcuni dormono già. Successivamente apparve a Giacomo e poi a tutti gli apostoli insieme. Infine, ultimo di tutti, apparve anche a me come all’aborto.” (1Corinzi 15,1-8), lo stesso fa l’evangelista Luca negli Atti:“Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.” (Atti 2.32). Della tomba vuota di Gesù ne danno testimonianza le stesse autorità romane, infatti è stata rinvenuta a Nazareth una lastra di marmo (nota come iscrizione o lapide di Nazareth) recante una iscrizione greca in 22 righe, riportante la prescrizione della pena capitale per chi avesse asportato cadaveri dai sepolcri dove è riportato un Editto dell’Imperatore Tiberio, dovuto alle pressioni del sinedrio ebraico e al Prefetto Ponzio Pilato per la tomba vuota che per le autorità ebraiche era dovuta al furto del cadavere ad opera dei discepoli di Gesù.  Una fonte non cristiana della risurrezione di Gesù è il cosiddetto Testimonium Flavianum, come viene  indicato un passo contenuto nelle Antichità Giudaiche scritte, presumibilmente negli anni 90 d.C. dallo storico ebreo Flavio Giuseppe (nome ebraico Yosef ben Matityahu e romano Titus Flavius Iosephus) dove è scritto: « Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità e attirò a sé molti giudei e anche molti dei greci. Questo era il Cristo. E quando Pilato per denunzia degli uomini notabili fra noi lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti e migliaia d’altre meraviglie riguardo a lui. Ancora oggi non è venuta meno la tribù di quelli che da costui sono chiamati cristiani.» (Giuseppe Flavio – Antichità Giudaiche,XVIII,63-64). In conclusione la forza del cristianesimo è legata indissolubilmente alla resurrezione, tanto che di far dire al  teologo Hans Küng che: «non fu la fede dei discepoli a risuscitare Gesù ma fu il resuscitato a condurli alla fede»

 

Sua Beatitudine Filippo I – Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

 

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Sacrario dell’Armata Silente, Eterna Memoria

Sacrario dell’Armata Silente

Divina Liturgia con Trisagio dei Defunti 

Giovedì 25 aprile, alle ore 11, presso il Sacrario dell’Armata Silente sito a Sant’Angelo in Formis (Comune di Capua – località Olivone) si è svolta, nonostante una pioggia battente e alla presenza di una cinquantina di fedeli, una Divina Liturgia con Trisagio dei Defunti officiata da padre Sergio e padre Emanuele, rispettivamente Parroco e vice-Parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo di Frosinone, ha presenziato mons. Filippo di Roma, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, che ha dato la benedizione ai presenti.

Dio degli spiriti e di ogni carne, che hai calpestato la morte, hai annientato la forza del diavolo, e hai donato la vita al mondo tuo: tu stesso, Signore, fa’ che le anime dei tuoi servi defunti (Alfredo – Domenico – Enrico – Franco – Giulio – Italo – Luigi – Marino – Mario – Mauro – Paolo – Vincenzo e Virgilio) riposino in un luogo luminoso, in un luogo verdeggiante, in un luogo di riposo, da dove sono fuggiti dolore, tristezza e gemito. Perdona, qual Dio buono e amico degli uomini, ogni peccato da loro commesso con la parola, o con l’azione, o con il pensiero, poiché non c’è uomo che viva senza peccare: tu sei infatti il solo senza peccato, la tua giustizia è la giustizia nei secoli, e la tua parola è verità. Poiché sei tu la risurrezione, la vita e il riposo dei tuoi servi defunti.

Padre Sergio al Raduno Interregionale Carabinieri

 

Organizzato dall’Associazione Nazionale Carabinieri, si è svolto a Tivoli il raduno interregionale dei Carabinieri, alla quale hanno partecipato circa 1.500  persone provenienti dal Lazio, dalla Campania, dall’Umbria e della Toscana. Al Raduno, che è stato allietato dalla Fanfara della Legione Allievi Carabinieri hanno partecipato diversi nostri fedeli ex appartenenti all’Arma, capeggiati da padre Sergio Arduini dell’A.N.C. di Frosinone.

Eterna Memoria

La Chiesa Ortodossa Italiana è vicina a padre Gianni De Paola, parroco della Chiesa “San Nicola di Myra” di Campomarino,  per la perdita della zia Maria Antonia De Paola, che ha raggiunto la Casa del Padre, nonché a mons. Roberto Pinna e alla Parrocchia “Sant’Efisio” di Cagliari per la perdita del suocero Ignazio Pisu, padre della nostra lettrice Patrizia Pisu. 

ETERNA MEMORIA

Non piangete la sua  assenza, sentitevi vicino e parlategli ancora. Vi amerà dal cielo come vi ha amati sulla terra

(Sant’Agostino)

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