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Saluzzo

Saluzzo 

Nuovi pastori al servizio del popolo di Dio

 

Domenica 4 luglio, a Saluzzo (CN), presso la sede parrocchiale della Chiesa Ortodossa Italiana (Parrocchia Santa Caterina d’Alessandria – via Santa Caterina,32 – 12037 Saluzzo CN). 

Dopo la Divina Liturgia (in rito Ambrosiano) celebrata da padre Emanuele di Torino, con l’ausilio di padre Gianluca di Bergamo (ordinato diacono il giorno prima a Manta – CN) e padre Alessandro di Roma, l’arcivescovo metropolita mons. Filippo Ortenzi, ha provveduto a ordinare Accoliti i parrocchiani Maristella Zedda e Giovanni Valeri appositamente preparati dal parroco di Santa Caterina Padre Stefano Garzino, incardinati nella Diocesi di Saluzzo-Seborga. 

Inoltre è stata ordinata Lettore la giornalista calabrese Ada Cosco di Andali (CZ) incardinata nella Diocesi del Mercurion. Sono stati altresì ordinati Sacerdoti i diaconi padre Roberto Pinna di Cagliari (Arcidiocesi di Roma) e padre Paolo Fabris (Diocesi di Torino).

A conclusione della cerimonia è stato consacrato corepiscopo padre Alessandro Frezza di Roma, che coadiuverà l’Arcivescovo nella gestione dell’Arcidiocesi di Roma. A tutti i nuovi operatori pastorali che un sincero augurio di buon lavoro e che il Signore li guidi e li protegga.

La Divina Liturgia e il rito di ordinazione sono state riprese anche dalle emittenti televisive

Nuova TV Nazionale RTI Canale 12

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Nuovi pastori al servizio del popolo di Dio

 

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RadioOrtodossa

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Glorificazione Venerabile Adeodato Mancini

Glorificazione Venerabile

Adeodato Mancini, episcopo 

 

Glorificazione

Si è svolto sabato 3 luglio presso un Agriturismo del Comune di Manta, un paese del cuneese limitrofo a Saluzzo,  il Rito di Glorificazione del Venerabile Leopoldo Adeodato Mancini, episcopo, morto nel 2015.

I lavori sono stati aperti dal  Presidente del Tribunale Nazionale Ecclesiastico dott. Massimo Giusio, che ha ricapitolato la procedura di glorificazione, successivamente hanno preso la parola la postulatrice Ada Cosco, giornalista e il dott. Dario Noascone di Cultura Identità postulatrice che hanno portano  le loro testimonianze  sulla vita di mons. Adeodato, del quale  hanno apprezzato le Sante virtù umane e religiose.

Ultimate le Testimonianze e dopo che  il Presidente del Tribunale Nazionale Ecclesiastico ha formulato le proprie conclusioni, il Parroco di Saluzzo, padre Stefano Garzino ha  scoperto l’icona di padre Adeodato; mons. Filippo Ortenzi, coadiuvato da padre Alessandro Frezza, ha effettuato il rito della benedizione dell’Icona. Al termine del Rito è stata letta una preghiera appositamente scritta per il Venerabile Adeodato Mancini dal nobile cav. Francesco Russo di Cortimpiano, amico di Adeodato e Gran Priore della Confraternita Templare Ugone dei Pagani nonché alla lettura dell’apposito Tomos anachirixis di Glorificazione.

Col Decreto (Tomos) di Glorificazione, il Venerabile Adeodato Mancini è stato inserito nell’agiologia e sinassario  della nostra Chiesa – ha detto l’arcivescovo Filippo –  ed il giorno dedicato a Lui è il 15 giugno, ricordo del suo ritorno alla Casa del Padre. – e dopo aver distribuito dei panini benedetti ai presenti, ha concluso dicendo: Tutti dovremo, ogni anno almeno nella  data del 15 giugno, pregare per la Sua Santa Intercessione.” 

Tomos di Glorificazione di Padre Adeodato MANCINI
(al secolo Leopoldo “Adeodato” MANCINI – 1950 – 2015)


Noi Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), Servo dei Servi di Dio, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana vista la Postulazione e la successiva istruttoria, sentito
il Santo Sinodo ed il Tribunale Nazionale Ecclesiastico, effettuata ai sensi del Comma 1 del Canone n. 92 della Chiesa Ortodossa Italiana, vista la documentazione addotta, e inconsiderazione che ai sensi dei Canoni Padre Adeodato Mancini rientra, come è stato testimoniato, per virtù ed opere, tra coloro che siano meritevoli di speciale e devota venerazione, avendo dedicato la propria intera esistenza terrena alla vivificazione della fede e della vita cristiana, all’evangelizzazione, alla cura materiale e spirituale dei poveri, dei malati e dei bisognosi, alla diffusione della spiritualità ortodossa in Italia, alla speciale attenzione per la creazione di ordini, congregazioni ed istituzioni cavalleresche, alla diffusione della solidarietà, dell’unità fraterna, dello spirito ecumenico e del Santo Vangelo,
DECRETIAMO, DICHIARIAMO E PROCLAMIAMO
l’accoglimento pieno e incondizionato, in coscienza e rivolgendo con fede sincera lo sguardo nostro al Santo Vangelo, dell’inserimento col titolo di Venerabile, del Monsignore Episcopo
Padre Adeodato Mancini (1950 – 2015), riconosciuto dalla data odierna tra i Santi venerati dalla nostra Chiesa, e l’iscrizione nel calendario dei Santi il 15 giugno, giorno della sua dipartita dal mondo terreno e del Suo ritorno alla Casa del Padre.

Il rito di glorificazione è stato ripreso anche dalle emittenti televisive

Nuova TV Nazionale e RTI Canale 12

Glorificazione Venerabile

Adeodato Mancini, episcopo 

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La mia certezza è Dio

La mia certezza è Dio

Inno della Chiesa Ortodossa italiana

Testo di Francesco Russo

Musica di Ubaldo Sterlicchio

 

Il nobile cav. Francesco Russo barone di Cortimpiano e marchese di San Lorenzo, Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri Templari Ugone dei Pagani ha scritto l’inno “La mia certezza è Dio” musicata dal generale Ubaldo Sterlicchio, è stata proposta quale Inno della Chiesa Ortodossa Italiana.

Riportiamo il testo: nella foto il gen. Ubaldo Sterlicchio mentre ad Orsara di Puglia (FG) riceve da mons. Filippo Ortenzi l’attestato di INNOGRAFO della nostra Chiesa. 

Il cav. Francesco Russo e il gen. Ubaldo Sterlicchio sono gli unici due diplomati  come Innografi da parte dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita.

Introduzione strumentale di 8 battute musicali1^ strofa

Quando l’Amore di Cristo conquista l’anima tua, Fede, Speranza e Carità la tua esistenza guidano; l’Italia volge lo sguardo verso la Santa Icona, che il nostro amor fortifica:

Chiesa Ortodossa italiana!

Ritornello

La mia certezza è Dio

La mia tranquillità sei Tu Con Te non c’è paura C’è vera libertà!

Solida è la fortezza:

Chiesa Ortodossa italiana!

2^ strofa

Quando i cuori, in tormenta, braman l’amore e la pace, trovano in Te serenità, conforto e misericordia; la Santa Aquila brilla, Bicipite, qual scintilla, che guida la nostra vita:

Chiesa Ortodossa italiana!

Ritornello

La mia certezza è Dio

La mia tranquillità sei Tu Con Te non c’è paura C’è vera libertà!

Solida è la fortezza:

Chiesa Ortodossa italiana!

Padre Alessandro di Roma, padre Giuseppe da Manfredonia, mons. Filippo e il generale Ubaldo Sterlicchio da Benevento

ascoltate

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La mia certezza è Dio

Inno della Chiesa Ortodossa italiana

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Pentecoste

20 giugno – Festa della Pentecoste

dagli Atti degli Apostoli  (Capitolo2)

1 Come giunse il giorno della Pentecoste, essi erano tutti riuniti con una sola mente nello stesso luogo. 2 E all’improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi sedevano. 3 E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e andarono a posarsi su ciascuno di loro. 4 Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi. 5 Or a Gerusalemme dimoravano dei Giudei, uomini pii, da ogni nazione sotto il cielo. 6 Quando si fece quel suono, la folla si radunò e fu confusa, perché ciascuno di loro li udiva parlare nella sua propria lingua. 7 E tutti stupivano e si meravigliavano, e si dicevano l’un l’altro: «Ecco, non sono Galilei tutti questi che parlano? 8 Come mai ciascuno di noi li ode parlare nella propria lingua natìa? 9 Noi Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia che è di fronte a Cirene e noi residenti di passaggio da Roma, Giudei e proseliti, 11 Cretesi ed Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue!». 12 E tutti stupivano ed erano perplessi, e si dicevano l’un l’altro: «Che vuol dire questo?». 13 Altri invece li schernivano e dicevano: «Sono ripieni di vin dolce!».14 Ma Pietro si alzò in piedi con gli undici e ad alta voce parlò loro: «Giudei e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo e prestate attenzione alle mie parole. 15 Costoro non sono ubriachi, come voi ritenete, poiché è solo la terza ora del giorno. 16 Ma questo è ciò che fu detto dal profeta Gioele: 17 “E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. 18 In quei giorni spanderò del mio Spirito sopra i miei servi e sopra le mie serve, e profetizzeranno. 19 E farò prodigi su nel cielo e segni giù sulla terra: sangue, fuoco e vapore di fumo. 20 Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore. 21 E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato”. 22 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di lui, come anche voi sapete, 23 egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste. 24 Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte, poiché non era possibile che fosse da essa trattenuto. 25 Infatti Davide dice di lui: “Io ho avuto del continuo il Signore davanti a me, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso. 26 Per questo si è rallegrato il cuore mio e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne dimorerà nella speranza. 27 Poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades e non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 28 Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita, tu mi riempirai di gioia alla tua presenza”. 29 Fratelli, si può ben liberamente dire intorno al patriarca Davide che egli morì e fu sepolto; e il suo sepolcro si trova tra di noi fino al giorno d’oggi. 30 Egli dunque, essendo profeta, sapeva che Dio gli aveva con giuramento promesso che dal frutto dei suoi lombi, secondo la carne, avrebbe suscitato il Cristo per farlo sedere sul suo trono; 31 e, prevedendo le cose a venire, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che l’anima sua non sarebbe stata lasciata nell’Ades e che la sua carne non avrebbe visto la corruzione. 32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; e di questo noi tutti siamo testimoni. 33 Egli dunque, essendo stato innalzato alla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre la promessa dello Spirito Santo, ha sparso quello che ora voi vedete e udite. 34 Poiché Davide non è salito in cielo, anzi egli stesso dice: “Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, 35 finché io abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”. 36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che quel Gesù che voi avete crocifisso, Dio lo ha fatto Signore e Cristo».37 Or essi, udite queste cose, furono compunti nel cuore e chiesero a Pietro e agli apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?». 38 Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Poiché la promessa è per voi e per i vostri figli e per tutti coloro che sono lontani, per quanti il Signore Dio nostro ne chiamerà». 40 E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione». 41 Quelli dunque che ricevettero la sua parola lietamente furono battezzati; in quel giorno furono aggiunte circa tremila persone. 42 Essi erano perseveranti nel seguire l’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere. 43 Ed erano tutti presi da timore; e molti segni e miracoli si facevano per mano degli apostoli. 44 Or tutti coloro che credevano stavano insieme ed avevano ogni cosa in comune. 45 E vendevano i poderi e i beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46 E perseverano con una sola mente tutti i giorni nel tempio e rompendo il pane di casa in casa, prendevano il cibo insieme con gioia e semplicità di cuore, 47 lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati.”

Oggi le Chiese Ortodosse festeggiano la Pentecoste detta anche Giorno della Trinità o Discesa dello Spirito Santo. E’ una delle Grandi Feste dell’Ortodossia che si celebra 50 giorni (da qui il nome, infatti in greco antico πεντηκοστή – pentecosté significa: cinquantesimo) dopo la Pasqua.

La Chiesa ortodossa vede nella Pentecoste il compimento finale della missione di Gesù e il primo inizio dell’era messianica del Regno di Dio, misticamente presente nella sua Chiesa. Oltre a celebrare la venuta dello Spirito Santo, la festa celebra anche la piena rivelazione della divina Trinità , Padre, Figlio e Spirito Santo. Inni della Chiesa, celebrano il segno dell’atto finale dell’autorivelazione di Dio al mondo della sua creazione. Per i cristiani ortodossi, la festa di Pentecoste non è solo la celebrazione di un evento storico. È anche una celebrazione della loro appartenenza alla Chiesa. Hanno vissuto la Pentecoste e ricevuto “il sigillo del dono dello Spirito Santo” nel sacramento della cresima . (OrthodoxWiki). Alla Pentecoste è associato il dono della glossolalia (dalle parole greche glossa – lingua e laléo – parlare) che fu il dono dato dallo Spirito Santo agli Apostoli di parlare in altre lingue per diffondere il vangelo a tutte le genti, come ordinato da Gesù:” «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.” (Marco 16,15)

Durante la Divina Liturgia (nella nostra Chiesa si usano abitualmente tre riti: il Rito Gallicano Italico, la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo prevalentemente nelle nostre comunità di lingua rumena o mistilingue e il Rito Ambrosiano per le nostre comunità piemontesi e lombarde) si usano i seguenti tropari (tutti in tono 8):

chiesa ortodossa italianaTroparion

Benedetto sei tu o Cristo nostro Dio

Hai rivelato che i pescatori sono i più saggi

Inviando su di loro lo Spirito Santo

Attraverso di loro hai attirato il mondo nella tua rete

O amante dell’uomo, gloria a te!

Kontakion 

Quando l’Altissimo scese e confuse le lingue,

Divise le nazioni;

Ma quando distribuì le lingue di fuoco

Ha chiamato tutti all’unità.

Pertanto, con una sola voce, glorifichiamo lo Spirito Santo!

ascoltate

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20 giugno – Festa Ortodossa della Pentecoste

Chiesa Ortodossa Italiana

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Mons. Adeodato Mancini

Mons. Adeodato Mancini 

sei anni fa ritornava alla Casa del Padre, mons. Adeodato Mancini, vescovo, monaco e apostolo della carità

 

Mons. Adeodato Mancini

Il 15 giugno 2015 moriva mons. Adeodato Mancini, episcopo missionario ecumenico, schimamonaco, orientalista, docente dell’Università U.S.E.D.E.I. di Torino, cultore di Patristica e della vita dei padri del deserto nonché universalmente riconosciuto come il massimo esperto storico degli ordini cavallereschi, ultimo discendente dei Marchesi di Ausignano, cultore della vita dei padri del deserto, fondatore a Incisa Scapaccino (AT) del Monastero della Sacra Famiglia, nonché rifondatore dell’O.M.T. (Ordine Monastico Templare) della Pietà del Pellicano, patrimonio ereditario della Casata Mancini Marchesi d’Ausignano, del quale è stato ultimo Monarca dell’Ordine, non avendo eredi maschi. L’antico Ordine della Pietà del Pellicano, rilanciato da Mons. Adeodato, è un Ordine Monastico Cavalleresco, che associa sia laici (maschi e femmine) che ecclesiastici, ed era articolato su novantanove Ordini, operanti nel mondo, con rispettivi Magisteri tutti guidati da Governatori e Dux Regis Cristiani che seguono i dettami e la regola spirituale di San Bernardo di Chiaravalle. 

Mons. Adeodato è ricordato, oltre che per la sua multiforme capacità organizzativa, soprattutto per il suo amore per i poveri e gli ultimi, tanto che spesso andava col suo camper a cercare i “barboni” e “senzatetto” per portargli un piatto di pasta, vestiario e generi di prima necessità. Per il suo essere stato un apostolo della carità, Adeodato è ricordato con venerazione da tutti coloro che lo hanno conosciuto, tanto che a seguito di una procedura di glorificazione presso il Tribunale Nazionale Ecclesiastico della Chiesa Ortodossa Italiana, verrà accolto tra i santi della nostra Chiesa, col titolo di Venerabile, in una Liturgia di Glorificazione che si terrà a Saluzzo (CN) il 3 luglio prossimo. Durante detta liturgia, che sarà officiata dall’Arcivescovo Metropolita mons. Filippo Ortenzi, verranno ascoltate diverse testimonianze sulla vita del santo, come alcune figure importanti della nostra Chiesa che lo hanno seguito per decenni e la giornalista Ada Cosco che lo frequentò per anni e ne ha promosso la postulazione.

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10 giugno – Festa Ortodossa dell’Ascensione di Gesù

10 giugno – Festa Ortodossa dell’Ascensione di Gesù

Ascensione di Gesù

dal vangelo secondo Marco (Mc 16:14-20)

Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».  Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.

Oggi 10 giugno 2021 la Chiesa Ortodossa ricorda lAscensione di Gesù Cristo al cielo. L’Ascensione è una delle dodici grandi feste della Chiesa ortodossa, celebrata quaranta giorni dopo la Pasqua, accade sempre di giovedì.

dagli Atti degli Apostoli (At 1:9-12)

Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo». Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme.

chiesa ortodossa italiana

Troparion (Tono 4)

O Cristo Dio, sei asceso in gloria,
Concedere gioia ai tuoi discepoli mediante la promessa dello Spirito Santo.
Grazie alla benedizione furono assicurati
Che tu sei il Figlio di Dio,
Il Redentore del mondo!

 

Kontakion (tono 6) 

Quando hai adempiuto la dispensazione per il nostro bene,
E unisci la terra al cielo:
Sei asceso nella gloria, o Cristo nostro Dio,
Non separarmi da chi ti ama,
Ma rimanendo con loro e piangendo:
Sono con te e nessuno sarà contro di te.

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Diocesi di Bari
Diocesi di Bari 

Nuovi operai nella vigna del Signore

 

Domenica 6 giugno, ad Orsara di Puglia (FG) si è svolta una importante cerimonia di ordinazione, che ha arricchito la Diocesi di Bari di diversi membri del clero. Nel corso della cerimonia, presieduta da  mons. Filippo, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, coadiuvato da padre Alessandro Frezza di Roma è stato ordinato quale Accolito lo studente Alessandro Gianni De Paola, figlio di padre Gianni.

Diocesi di Bari

Successivamente sono stati ordinati Diaconi:

l’ing. Ambrogio Giordano, Presidente Nazionale della Fraternità Ortodossa e Rettore dell’Accademia San Nicola di Myra con sede a Foggia.

il gen. Giuseppe Marasco fondatore e comandante del Corpo Volontari Civilis Endas – Ispettori Ambientali Territoriali.

(nella foto l’ipodiacono Beppe Lauda, mons. Filippo Ortenzi e i diaconi Giuseppe Marasco e Ambrogio Giordano)

 

Nella cerimonia la  professoressa Elena Quidello, giornalista pubblicista, operatore artistico-culturale e critico d’arte è stata ordinata Diaconessa, a riprova dell’attenzione da sempre manifestata dalla nostra Chiesa che ha ripreso un antico ordine che risale al periodo apostolico e del quale parla anche l’apostolo Paolo di Tarso nella Lettera ai Romani (16,1-2).

E’ stato ordinato altresì il sig. Marco Barra della confinante Diocesi di Napoli.

Nuovi operai nella vigna del Signore

Sono stati ordinati sacerdoti padre Gianni de Paola  di Campomarino e padre Gabriele (al secolo Pasquale Caiano) di Bitetto i quali, dopo l’ordinazione, hanno continuato la liturgia provvedendo alla consacrazione eucaristica.

 

Tra le numerose persone presenti segnaliamo il gen. Ubaldo Sterlicchio, ex dirigente della Polizia Stradale e compositore musicale, il sig. Pasquale Di Domenico, Presidente dell’Associazione “Io Coltivo la Vita”, il preside Matteo Renato Imbriani, l’ipodiacono Giuseppe Antonio Lauda, Presidente dell’Associazione “Rinascita e Rose”, il geom. Gianluigi Giordano, membro del Consiglio Nazionale Ecclesiastico della nostra Chiesa, l’imprenditore Vincenzo Mancusi e tanti altri. Erano presenti anche esponenti di altre Chiese, come il sig. Carlo Benito Errico, diacono permanente cattolico e mons. Giovanni Maddamma della Congregazione Francescana dei Fratelli e Sorelle Minori di San Francesco e Santa Chiara, che ha portato i saluti della sua Congregazione.

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Confraternita del Buon Samaritano
confraternita
del buon samaritano  

 

La Confederazione delle Confraternite del Buon Samaritano è in continua crescita sia dal punto di vista organizzativo che operativo. Dopo la costituzione della Confederazione nel 2014 fu costituitaa una prima Confraternita a Roma Laurentina ad opera dell’ipodiacono Giovanni Lavoretti, che ha distribuito numeroso vestiario usato a famiglie rumene e italiane in difficoltà, successivamente è stata attivata una pagina facebook (www.facebook.com/confraternitabuonsamaritano) e, nel maggio 2020, grazie alla disponibilità della signora Daniela de Merulis di Roma, è stato attivato sulla pagina facebook, utilizzando il pulsante whatsapp, il serviziovoce amica” per dare assistenza telefonica a distanza alle persone che, stando a casa, specialmente in questo periodo di pandemia, si sentano particolarmente sole ed hanno bisogno di una voce di conforto. Nel 2020 la Confraternita è stata attivata a Terracina (LT) dal sig. Carlo Baldasseroni e a febbraio di quest’anno, per dare maggiore impulso il dott. Arturo Fontana è stato nominato Presidente diocesano per il Lazio. Quest’anno, per la prima volta, la Confraternita del Buon Samaritano è stata attivata in Sicilia, grazie all’impegno del dott. Michele Antonio Tramontana che, quale Presidente Regionale della Sicilia, ha attivato un centro di raccolta abiti usati a Santa Caterina Villarmosa (CL) dove ha distribuito abiti usati a famiglie bisognose, sia italiane che rumene.

confraternita del Buon Samaritano

Le Confraternite del Buon Samaritano, aderenti alla Confederazione Nazionale delle Confraternite del Buon Samaritano (C.F.93053690041), organizzazione canonica della Chiesa Ortodossa Italiana (www.chiesa-ortodossa.com) è stata fondata a San Michele Mondovì (CN) il 23 luglio 2014 e, ai sensi del Canone 68 del Codex Canonum della Chiesa si prefigge “di promuovere la carità cristiana nel campo socio sanitario” nonché “il volontariato e la formazione di operatori pastorali di volontari della carità nonché l’apostolato della fede ortodossa” Le Confraternite del Buon Samaritano sono associazioni di volontariato dipendenti canonicamente dalla Chiesa Ortodossa che agiscono nei limiti della legge 11 agosto 1991, n. 266, delle leggi regionali di attuazione e dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

Ai sensi dell’art. 5 dello Statuto

La Confederazione delle Confraternite del Buon Samaritano non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nell’ambito della carità cristiana quali:

a) costituzione, ove possibile, di strutture di volontariato con ambulanza per trasportando ammalati e diversamente abili;

b) costituzione di ambulatori per l’assistenza medico-sanitaria ad ammalati od infortunati;

c) assistenza materiale e spirituale agli ammalati od infortunati nel loro domicilio e nei luoghi di cura;

e) concorrendo con la propria organizzazione ed esperienza a soccorrere le popolazioni colpite da calamità naturali;

f) partecipazione a congressi, seminari, incontri. nazionali ed internazionali nei quali si dibattano problemi inerenti il primo soccorso e la pubblica assistenza;

g) impegnarsi per la missione di evangelizzazione ed apostolato della Chiesa, manifestando un autentico slancio missionario, con l’intento di promuovere la diffusione della fede ortodossa italiana.

h) effettuando ogni altro servizio-attività idoneo al raggiungimento degli scopi sociali.

Chi fosse interessato ad attivare localmente una struttura locale della Confraternita può contattarci via email: confraternitabuonsamaritano@gmail.com

dal Codex Canonum della Chiesa Ortodossa Italiana:

Canone 68 – Confraternite del Buon Samaritano

Comma 1) Nelle Parrocchie, nei Monasteri e nelle sedi dipendenti dalla Chiesa Ortodossa Italiana è prevista la costituzione di associazioni ecclesiastiche pubbliche di fedeli denominate Confraternita del Buon Samaritano, collegate tra loro in una Confederazione;

Comma 2) le Confraternite del Buon Samaritano hanno il fine di promuovere la carità cristiana nel campo socio sanitario.

Comma 3) le Confraternite promuovono il volontariato e la formazione di operatori pastorali di volontari della carità nonché l’apostolato della fede ortodossa e possono partecipare con propri abiti alle processioni parrocchiali.

confraternita
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Ordinazioni a Orsara di Puglia FG
ordinazioni a Orsara di Puglia FG

Domenica 6 giugno ore 11

 

ordinazioni a Orsara di Puglia FG

Domenica 6 giugno, alle ore 11, presso la Locanda Rurale “Posta Guevara”, sita in via Napoli SS 90 – località Giardinetto,71 – 1027 Orsara di Puglia FG mons. Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, coadiuvato da padre Alessandro di Roma, provvederà all’ordinazione sacerdotale di padre Gianni e di padre Gabriele, oltreché di diaconi, diaconesse, lettori e confratelli.

Dopo l’Agape fraterna, mons. Filippo Ortenzi, nella veste di Rettore  e il dott. Arturo Bascetta, quale professore e membro del Senato Accademico dell’UNISAG Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo consegneranno gli Attestati a partecipanti il Corso di Storia, Teologia e Spiritualità Ortodossa:  ing. Ambrogio Giordano (di Foggia), padre Gianni De Paola (di Campomarino – CB), professoressa Elena Quidello (di Martina Franca), cav. Alessandro Frezza (di Roma), sig. Marco Barra (di Salerno) e padre Pasquale Caiano (di Bitetto – BA).

Mons. Filippo Ortenzi, consegnerà  altresì  dei riconoscimenti al dott. Ubaldo Sterlicchio, compositore musicale e innografo e al cav. Francesco Russo di Cortimpiano e verranno consegnate  delle Crux Meriti.

Orsara di Puglia è un ridente paese facente parte della Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali dove nell’VIII secolo si stabilirono dei monaci ortodossi basiliani che introdussero il culto di San Michele Arcangelo (patrono della città), tanto che la Grotta del santo è, ancora oggi, meta di pellegrinaggi. Durante la cerimonia religiosa verrà verrà costituita localmente la Confraternita di San Michele Arcangelo il cui primo confratello, che verrà accolto col rito dell’investitura, sarà il sig. Pasquale di Domenico, orsarese doc. 

Per arrivare ad Orsara di Puglia:

IN TRENO:

– Dalla stazione di Foggia, servizio autobus  .

 

IN AUTO:

– Aut. BO-BA, uscita casello di Foggia, per la S.S. 16 indicazioni per Troia, poi S.S. 90 indicazioni per Napoli, S.S. 546 per Troia e S.P. per Orsara.


– Dalla S.S. 90 Napoli, deviazione per Orsara.


– Aut. NA-BA, uscita casello di Candela, superstrada per FG uscita ad Orsara, infine S.S. 160 fino al bivio Giardinetto – T. Guevara – Orsara.

ordINAzioni a Orsara di puglia fg  

Domenica 6 giugno ore 11

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045

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UNISAG Università San Giovanni Crisostomo

 

Marocchinate
MaROCCHINATE  

Aspettavano i liberatori ma arrivò l’inferno

Commemorazioni effettuate dalla  Chiesa Ortodossa Italiana e dall’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate  

 

Il giorno della memoria delle vittime delle “marocchinate” (18 maggio), presso diversi capoluoghi in tutta Italia (Bari, Bologna, Cagliari, Cuneo, Frosinone, Genova, Latina, Napoli, Novara, Roma e Viterbo) e in tantissimi altri Comuni,  si sono tenute delle manifestazioni con la deposizione di un tricolore a un monumento o in un luogo simbolico dove civili inermi hanno perso la propria vita.                                                                                            

La Chiesa Ortodossa Italiana ha commemorato le vittime con la presenza del vescovo mons. Filippo Ortenzi, che ha ricordato le vittime e proceduto alle benedizioni di rito, accompagnato da padre Sergio di Frosinone e padre Alessandro di Roma. “Il 18 maggio del 1944, con lo sfondamento della linea Gustav, le forze alleate conquistano Monte Cassino ed il generale francese Augustin Guillaume concede ai Goumier (truppe marocchine, algerine, tunisine, senegalesi e berbere inquadrate nell’esercito francese e comandate da Ufficiali e Sottufficiali bianchi) 50 ore, almeno così ci racconta la vulgata storica, per riscuotere la loro ricompensa secondo la legge islamica, ovvero che tutto ciò che viene conquistato e non è musulmano può essere violentato e ucciso… Questo si traduce in stupri e uccisioni di donne, uomini, bambini e vecchi, come già avvenuto mesi prima in Sicilia e lungo tutto il territorio del sud Italia. Le violenze, che oggi verrebbero denunciate come crimini di guerra e contro l’umanità, arrivano fin nei territori del viterbese e del senese e solo l’appello di Papa Pio XII al Generale Clarke riesce a mettere fine a questa barbarie. La prima cittadina a subire questo assalto fu Esperia dove più di 700 donne furono violentate nell’indifferenza del Generale De Gaulle, presente in loco“. Così  padre Sergio Arduini,  appuntato dei carabinieri e parroco ortodosso di Valle Paradiso, nonché Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, ricostruisce gli eventi che hanno insanguinato l’Italia, colpendo la popolazione civile, inerme e indifesa.

Nel frusinate le commemorazioni sono cominciate già verso le 08:30, proprio nel capoluogo, presso il vecchio stadio Matusa, ormai trasformato in un parco aperto al pubblico, dove il Sindaco Nicola Ottaviani ha presenziato al posizionamento di un cippo commemorativo realizzato dalla Accademia delle Belle Arti di Frosinone.

Presente anche Emiliano Ciotti, Presidente della O.N.L.U.S. Associazione Nazionale Vittime Delle “Marocchinate” , il quale ha spiegato come l’associazione supporti e assista le vittime nelle denunce presso i Tribunali ordinari e militari, e anticipa che per il prossimo anno si sta preparando una denuncia presso la Corte Internazionale dell’Aia.

Emiliano Ciotti ha posto l’attenzione su come lo Stato Italiano abbia liquidato, con indennizzi irrisori, quelle poche vittime che, superando la vergogna e la paura di essere “additate e marchiate”, trovarono il coraggio di denunciare. L’avvio di una battaglia legale per chiedere “un’indennità di accompagno” è stata annunciata anche dall’Avv. Mauro Sabetta durante la cerimonia, sempre a Frosinone, che in serata ha concluso la giornata.

Altro impegno dell’Associazione è ottenere il riconoscimento da parte dello Stato della Giornata Nazionale delle Marocchinate così come già avviene per la giornata delle Foibe e delle Shoah

Il Vice Presidente Sergio Arduini, nel suo accorato intervento presso il Monumento ai Caduti di Torrice (FR), ha posto l’attenzione su come la difficoltà più grande, all’inizio delle attività della ONLUS, sia stata il rompere il muro di omertà e silenzio, dovuto anche alle controverse dinamiche che ancora oggi riguardano la storia della Liberazione e come sia difficile affrontare argomenti che ancora oggi sono molto divisivi e politicizzati. L’unica cosa certa è che le vittime, prima di essere fasciste o comuniste, prima di essere di destra o di sinistra, sono innanzitutto vittime. Tra i presenti numerosi giovani capeggiati da Gian Marco Crescenzi e il consigliere comunale avv. Giancarlo Florenzani.

La Chiesa Ortodossa Italiana e l’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate hanno commemorato le vittime dei “liberatori islamici” anche a Castro dei Volsci (paese natale di Nino Manfredi, dove è presente la statua che ricorda la Mamma Ciociara. Tra i presenti anche l’assessore di Ceccano Ginevra Bianchini e il presidente della Gioventù Nazionale del Frusinate Daniele Massa.

 

La manifestazione si è svolta anche a Veroli, dove tra i presenti abbiamo notato il pittore di fama internazionale Luigi Centra, il consigliere comunale avv. Cristiano Papetti e il coordinatore cittadino di Destra Sociale in Fratelli d’Italia Giancarlo Natalia

 

 

 

Alla manifestazione di Giuliano di Roma, tra le numerose persone che hanno partecipato alla commemorazione, segnaliamo il Presidente del Consiglio Provinciale Daniele Marra e il Sindaco del paese Adriano Lampazzi.

 

 

Alla manifestazione provinciale di Frosinone erano presenti anche delle rappresentanze dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato e Associazione Nazionale Carabinieri (vedi foto) oltre che il Sindaco di Ceccano dott. Roberto Caligiore, il presidente del Consiglio Provinciale Daniele Marra e una delegazione degli Amici della Fiamma di Paliano diretti da Antonello Schifalacqua e Roberto Humber.

La Chiesa Ortodossa Italiana ha partecipato alle manifestazioni di Frosinone, Torrice, Castro dei Volsci, Giuliano di Roma, Veroli e ancora Frosinone dove il Primate Metropolita, Mons. Filippo Ortenzi, ha benedetto i tricolori deposti sui monumenti, tutti i partecipanti e ha invitato ad un momento di preghiera che ha visto il profondo e rispettoso raccoglimento per un minuto di silenzio seguito dalle note dell’Inno degli Italiani.

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“Aspettavano i liberatori ma arrivò l’inferno. Dove passarono però le truppe francesi, accaddero cose mai viste in quelle terre: stupri, rapine, saccheggi, omicidi, evirazioni e torture furono all’ordine del giorno… Appena sbarcati in Italia i Goumiers fecero subito vedere di che pasta erano fatti, in Sicilia, infatti, essi cominciarono a razziare e sequestrare donne del luogo considerandole “bottino di guerra” e le portarono via come prostitute. Queste violenze non vennero compiute solo in Sicilia ma prosegui poi nel resto della penisola, concentrandosi sopratutto nel centro Italia e si arrestò solo nell’ottobre del ’44 alle porte di Firenze, quando il corpo di spedizione francese fu trasferito in Provenza. Oltre mille omicidi, 60.000 donne stuprate e ben 180.000 violenze carnali.”

(dalla presentazione del libro “Le marocchinate” di Emiliano Ciotti – nella foto con padre Sergio Arduini e mons. Filippo Ortenzi )

MaROCCHINATE  

Aspettavano i liberatori ma arrivò l’inferno

Commemorazioni effettuate dalla  Chiesa Ortodossa Italiana e dall’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate  

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

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