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 Costituita la Missione san Giorgio Megalomartire

 

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Si è costituita a Santa Caterina Villarmosa (CL) la Missione “San Giorgio Megalomartire” della Chiesa Ortodossa Italiana. Detta missione, che rafforza la nostra Diocesi di Siracusa-Cefalù, già presente nelle provincie di Messina, Palermo, Siracusa, Catania, Agrigento, Trapani e a Malta, è sorta grazie al dott. Michele Antonio Tramontana, diacono eletto, seminarista al corso di Liturgia Pastorale dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita e partecipante al corso di Teologia e Spiritualità Ortodossa promosso dal Dipartimento di Scienze Storico-religiose dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo. Santa Caterina Villarmosa è un comune della provincia di Caltanissetta fondato dal barone Pier Andrea Grimaldi nel 1572 su licentia populandi del Regno di Sicilia e abitata da popolazioni d’origine siciliana (è detta in siciliano Santa Catarina, gallo-italiche Catrina e d’origine spagnola: Villarmosa deriva da villa hermosa  che significa bella città) di circa 5.000 abitanti, dei quali circa 100 di fede ortodossa (prevalentemente rumeni) e oltre trenta musulmani) per lo più marocchini) e il resto quasi tutti cattolici. Patrona della città è Santa Caterina di Alessandria, una santa ortodossa egiziana venerata anche dalla Chiesa Cattolica, e la Missione è stata dedicata a San Giorgio Megalomartire, patrono della cavalleria e santo molto venerato nell’ex Reame duo-siciliano (basti pensare che l’ordine cavalleresco dei Borboni Napoli, come quello dei Borboni Spagna, si chiama Ordine Costantiniano di San Giorgio). San Giorgio, figlio di un persiano e una cappadoce, nacque in Cappadocia (nell’odierna Turchia), fu un valoroso ufficiale e legionario romano, morto martire durante la persecuzione di Diocleziano a Lydda (nell’attuale Sicilia

Israele) dove le sue reliquie sono custodite in una Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Gerusalemme (la Chiesa Madre, che ha avuto quale primo vescovo san Giacomo il Giusto, fratello del Signore).

Il nostro diacono, che nel settembre 2020 ha già attivato un nucleo locale della Fraternità Ortodossa (gruppo laicale analogo all’Azione Cattolica) sta predisponendo un locale di sua proprietà a luogo di culto che sarà, presumibilmente, attivato nella primavera di quest’anno.                                    

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 Costituita la Missione san Giorgio Megalomartire 

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045

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Sant’Agata

La Maina Terra di amazzoni e guerrieri

Calendario dei Santi 2021

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e Corso di Teologia e Spiritualità Ortodossa

Calendario dei Santi 2021

La Cancelleria della Chiesa Ortodossa Italiana ha predisposto il Calendario 2021 con l’elenco dei santi ortodossi, in particolare quelli italiani. Chi fosse interessato ad averne una copia (in PDF) può richiederla mettendo: nome cognome, indirizzo e informazioni di contatto (email e telefono) a:

chiesaortodossaitaliana@gmail.com

Si ricorda che l’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo sta effettuando, tutti i sabati dalle ore 17,30 alle ore 20 dei corsi di Teologia e Spiritualità Ortodossa su piattaforma Zoom, chi fosse interessato può chiedere il modulo di adesione scrivendo a: unisangiov.crisostomo@gmail.com

Calendario dei Santi 2021

mons. Filippo Ortenzimons. Filippo Ortenzi
Arcivescovo Metropolita

Calendario Ortodosso

 i Santi del mese di Gennaio

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Sant’Agata

Casa Alloggio Madre della Consolazione

Collegio degli Arconti

Collegio degli Arconti

 Confraternita di san Giovanni Crisostomo

Collegio degli Arconti

 

Nel 1453, dopo la caduta di Costantinopoli ad opera dei turchi ottomani, il Patriarcato di Costantinopoli da guida spirituale dell’Impero si trovò ad essere sotto il dominio di un governo islamico ostile. In tale situazione le popolazioni non islamiche non facenti parte della Umma (comunità dei credenti), definite infedeli, non godevano degli stessi diritti dei musulmani ma, se appartenenti alle genti del Libro, stavano in una posizione di inferiorità giuridica e venivano tollerati come dhimmi (protetti). La protezione accordata dalle autorità islamiche agli infedeli non era diversa da quella accordata dai mafiosi e consisteva in un “pizzo” denominato imposta di capitazione (jizia), spesso talmente gravosa da indurre le persone a convertirsi all’Islam per motivi fiscali. Gli infedeli della gente del Libro (cristiani, ebrei, zoroastriani, sabei) venivano costituiti in millet (nazioni) a capo dei quali vi era, per i cristiani Rūm  (arabo  الرُّومal-Rūmossia romani (gli abitanti dell’Impero Romano d’Oriente si definivano romani, il termine bizantino è stato inventato dagli storici occidentali nel XVIII secolo) o romei (romani di lingua greca e fede ortodossa), il Patriarca di Costantinopoli (per gli ebrei ad esempio vi era il Gran Rabbino di Costantinopoli). A titolo di curiosità il millet più numeroso era quello armeno (Chiesa Apostolica Armena, monofisita antico-orientale). All’interno del millet le comunità religiose erano tenute alla riscossione delle tasse, avevano poteri in materia di diritto di famiglia e rappresentavano la comunità nei confronti del Sultano. In tale situazione le comunità ortodosse romane di lingua greca di Costantinopoli-Nuova Roma (il Sultanato Ottomano non cambiò mai il nome della città, cambiato solo il 28 marzo 1930 quando prese il nome di Istanbul, che significa “Casa dell’Islam“) si specializzarono, essendogli precluse le attività burocratiche e militari, nel campo del commercio marittimo. Grazie all’attività commerciale diverse famiglie ortodosse, come gli Agir, i Duca, gli Ypsilanti, i Kantakuzin, i Lascaris ecc., accumularono ingenti ricchezze trasformandosi nei maggiori finanziatori del Patriarcato di Costantinopoli e difensori delle popolazioni romane ortodosse. Dette fafamiglie si trasferirono prevalentemente nel quartiere patriarcale del Fanar. Per i meriti acquisiti verso il Patriarcato e le comunità dei fedeli ortodossi ottennero dal Patriarca Ecumenico il titolo onorifico di Arconti (greco: ἄρχων, árchon), titolo che nelle Grecia antica, soprattutto ad Atene, designava le più alte magistrature dello Stato (dal polemarco o generale – stratega; all’Arconte-Re teocratico, ai tesmoteti, custodi delle leggi e giudici delle controversie), durante l’impero Romano di Costantinopoli venivano così chiamati anche i governatori imperiali. Nel XIX secolo, un arconte, Alexander Ypsilanti, già generale dell’esercito russo e aiutante dell’imperatore Alessandro I, è stato uno dei condottieri degli insorgenti greci della guerra di liberazione contro l’occupazione ottomana del 1821, ed eroe dell’indipendenza della Grecia. Il 10 marzo 1966 il patriarca di Costantinopoli Atenagora I costituì l’Ordine di Sant’Andrea Apostolo – Arconti del Patriarcato Ecumenico per premiare eminenti fedeli ortodossi (quasi tutti dell’Arcidiocesi statunitense) che si siano distinti per finanziare le attività patriarcali, eparchiali o parrocchiane; che siano in grado di fornire il proprio tempo, talento e finanze, per quanto possibile, per proteggere la libertà religiosa del Patriarcato ecumenico; che si adoperino per tutelare davanti alle autorità statali o federali gli interessi del Patriarcato, l’agibilità religiosa dello stesso e ne protegga gli interessi religiosi e organizzativi. Gli Arconti del Patriarcato di Costantinopoli, finanziano il “Fondo ecumenico patriarcale di Sant’Andrea“, tanto Anthony Limberakis, comandante nazionale dell’Ordine degli Arconti, ne è divenuto il presidente ed assegna onorificenza, quali la proclamazione di “Apostoli del mondo” che, ad esempio, nel 2007 furono assegnate a papa Benedetto XVI e al patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli.

Collegio degli Arconti

La nostra Chiesa Ortodossa Italiana, per sua scelta, non ha istituito Ordini Equestri né concede titoli nobiliari, pur offrendo assistenza spirituale a tutte le associazioni cavalleresche e nobiliari che richiedono nostre guide spirituali e cappellanie e si pongono sotto l’omoforio della nostra Chiesa (quali gli Ordini Nobiliari di San Mercurio di Cesarea e quello di san Nicola di Myra), pur tuttavia vi sono persone meritevoli della nostra Chiesa che per il loro impegno, per il loro aiuto alle nostre strutture ecclesiali, caritative e d’apostolato, meritano un qualche riconoscimento da parte della Chiesa. A tal fine con motu proprio: “Fratum S. Ioannis Chrisostomi – Collegium autem Archontes” prot. n. 14/21 dell’11 febbraio 2021, giorno nel quale si fa memoria di San Castrese di Castel Volturno, vescovo e martire San Calocero, Vescovo di Ravenna, Confessore, Sua Beatitudine Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, ha istituito la Confraternita di San Giovanni Crisostomo – Collegio degli Arconti. I primi fedeli che hanno ottenuto l’ambita onorificenza sono stati:

nob. Cav. Francesco Russo, barone di Cortimpiano e marchese di San Lorenzo, scrittore, innografo, melodista, Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri Templari “Ugone dei Pagani”, ideatore del Premio Internazionale di Poesia “Aniello Califano”; fondatore dell’Accademia Artisti Europeicavaliere al merito della Repubblica ItalianaCommendatore dell’Ordine della Corona Normanna, Innografo ufficiale della Chiesa Ortodossa Italiana (con relativo Diploma da parte dell’Accademia San Nicodemo l’Aghiorita).

> avv. Pietro Barone, Priore del Lazio della Confraternita dei Cavalieri Templari “Ugone dei Pagani”, membro del Tribunale Diocesano, del Tribunale Nazionale Ecclesiastico e del Consiglio Nazionale Ecclesiastico della Chiesa Ortodossa Italiana; docente di Diritto Ecclesiastico membro del Senato Accademico dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo.

nob. dott. Pavel Ciprian Feraru, cavaliere ereditario e conte palatino dell’Ordine Nobiliare di San Mercurio di Cesarealaureato all’Accademia di Polizia in Relazioni Economiche Internazionali; ha conseguito un Master in Sicurezza Nazionale e Terrorismo; ha conseguito varie specializzazioni in campo gastronomico tra le quali ricordiamo una presso la prestigiosa scuola francese di cucina Bocuse d’Or; collabora con la Casa Reale di Romania e conduce varie trasmissioni radiofoniche su Radio Romania; ha scritto diversi libri e dirige l’O.N.G. The Order of Saint Archangel Mihail che aiuta, in maniera particolare anziani e bambini con sindrome di down.

nob. dott. Enzo Modulo Morosini, conte di Risicalla e Sant’Anna Morosina, patrizio veneto, cavaliere ereditario dell’Impero Napoleonico, dell’Ordine di San Marco, dell’Ordine Civile di Savoia, di Santo Stefano Papa ecc. ecc. laureato in FilosofiaPsicologiaScienze Documentarie della StoriaScienze Araldiche; curatore dell’Archivio Storico Nobiliare Cavalleresco Corder Modulo Morosini; curatore del Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabiliaccademico dell’Accademia del Mediterraneo, dell’Accademia Tiberina ecc.; docente di Diritto Storico Araldico Ecclesiastico e membro del Senato Accademico dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo. 

> dott. Padre Roberto Pinna, responsabile della Missione “Sant’Efisio” di Cagliari, membro del Consiglio Nazionale Ecclesiastico della Chiesa Ortodossa Italiana; ha conseguito il diploma all’Istituto Tecnico Nautico e la laurea in Psico Economia presso l’Università eCampus. Cavaliere dell’Ordine di Monsanto (Portogallo) e affiliato a varie società iniziatiche (Loggia Hiram e Pronos Genesi AMORC), è stato direttore artistico dell’Associazione Sardegnarmonica di Cagliari, è Direttore di un Ufficio Postale nonché Segretario Regionale dell’UGL Comunicazioni della Sardegna.

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Servizio Voce Amica

Casa Alloggio Madre della Consolazione

Prof. Tudor Petcu

Prof. Tudor Petcu 

 insieme al teologo Massimo Giusio, sarà docente del Corso di Teologia e Storia del Cristianesimo d’Oriente 

Prof. Tudor Pectu

Il prof. Tudor Petcu, del Dipartimento Filosofia delle Religioni dell’Università di Bucarest, membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Dimitrie Cantemir, professore di filosofia presso la Little London International Academy, scrittore, filosofo, dottore di ricerca in Filosofia della politica e collaboratore presso il Dipartimento di scienze della storia e della documentazione storica nella Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Milano è venuto ad arricchire il corpo docente della nostra Università. Studioso della cultura filosofica e storiografica italiana dell’Ottocento e del Novecento il professore  collabora, oltreché con riviste rumene come Luceafarul, anche con diverse pubblicazioni italiane: Nuova Rivista Storica, Il Pensiero Politico, Rivista di Storia della Filosofia ecc. Su proposta del Preside del Dipartimento di Scienze Storico-Religiose della nostra Università, mons. Massimo Giusio, scrittore, teologo, sociologo delle religioni, ha arricchito la nostra Università con la sua preparazione e il suo prestigio internazionale entrando quale professore ospite  (“Visiting Professor”), nel Corpo Docente del “Corso di Teologia e Storia del Cristianesimo d’Oriente 2021”, operando specialmente, a livello didattico, nei seguenti insegnamenti:
– Filosofia della religione e Cristianesimo d’Oriente
– Storia della spiritualità ortodossa nella dimensione filosofica e teologica

Prof. Tudor Pectu

Le lezioni, organizzate dal Dipartimento di Scienze Storico-Religiose dell’Università,  saranno tenute, oltre che dal dott. Tudor Petcu, dal teologo, scrittore e sociologo delle religioni dott. prof.  Massimo Giusio, vice Rettore dell’Università e ricercatore del Cesnur e dal dott. prof. Emanuele Porcellana,  si terranno tutti i sabati, alle ore 17,30, sulla piattaforma ZOOM, il cui link d’invito sarà postato sul gruppo whatsApp di “UNI.SanGiovanniCrisostomo“.

Chi fosse interessato a partecipare al corso ci scriva o su:

unisangiov.crisostomo@gmail.com

chiesaortodossaitaliana@gmail.come

Prof. Tudor Pectu

insieme al teologo Massimo Giusio, sarà docente del Corso di Teologia e Storia del Cristianesimo d’Oriente

 

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Incontro con la comunità eritrea

Servizio Voce Amica

Sant’Agata

Sant’Agata – diaconessa e martire

 Intervista all’arcivescovo Filippo da parte del giornalista

Michel Emi Maritato (di Paese Roma)

Sant'Agata

Il 5 febbraio le Sante Chiese di Dio fanno memoria di Sant’ Agata, vergine e martire, una delle Sante più venerate dalla cristianità, patrona di Catania e tantissime altre località. Di famiglia benestante, era una diaconessa dedita alla carità, all’apostolato e alla catechesi che fu messa a morte il 5 febbraio 251 durante la persecuzione di Decio per non aver abiurato alla fede cristiana. Ne parliamo con Mons. Filippo Ortenzi, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, perché questa santa è stata proclamata dalla Chiesa Ortodossa Italiana, unitamente a santa Febe (diacono della città di Cencre della quale parla san Paolo nell’epistola ai Romani) quale Patrona delle Diaconesse.

Come mai se sant’Agata era una diaconessa, oggi detto ordine non esiste più?

Come è noto la Chiesa Cattolica, che ha abrogato l’ordine apostolico delle diaconesse verso la fine del primo millennio, ha creato una damnatio memoriae sull’esistenza di tale ordine tanto da evitare, ad esempio, di ricordare che detta santa era un membro del clero cristiano. La nostra Chiesa, al contrario, ha ristabilito l’ordine delle Diaconesse e sta avendo un forte interesse da parte di tante donne che vogliono mettersi al servizio della Chiesa e dei fratelli.

Sant'Agata

Come mai la Chiesa di cui lei è vescovo rilancia il Diaconato femminile? Il diaconato femminile è un’istituzione risalente al periodo apostolico, infatti ne parla San Paolo di Tarso che, nella Lettera ai Romani, scriveva: vi raccomando Febe, nostra sorella, diaconessa della Chiesa di Cencrea”. Proprio da questo scritto noi traiamo la deduzione che le diaconesse erano presenti ed attive fin dalle origini del cristianesimo. Dunque il diaconato femminile è addirittura ben precedente, all’istituzione del monachesimo, sorto in Oriente nel IV secolo dell’era cristiana con Sant’Antonio e in Oriente con san Benedetto nel VI secolo. Le discepole di Gesù, come un po’ tutte le donne che operarono nel cristianesimo delle origini erano tenute in grande considerazione dalle comunità dell’epoca. Le loro testimonianze e i loro insegnamenti erano molto apprezzati. Un ruolo preminente lo ebbe, per esempio, Santa Maria Maddalena, che Ippolito nel suo Commento al Cantico chiama l’Apostolo degli Apostoli“. San Paolo (1 Tim. 3, 8-11) sui diaconi scrive: «Che i diaconi siano degli uomini onorati… che siano provati, e solo poi assolvano il loro servizio di diaconi. Che le donne parimenti siano onorate (semmai,), non maldicenti, sobrie, degne di fiducia in tutto. Che i diaconi non siano stati sposati che una volta». 10

Ma detto ordine è stato mai formalmente riconosciuto dalla Chiesa?

Sulla legittimità del servizio delle Diaconesse vi sono anche delle delibere conciliari, quale quella del Concilio Ecumenico di Calcedonia del 451 e quello di Costantinopoli del 692, concili ai quali formalmente ha partecipato anche la Chiesa di Roma, che però in seguito ha disapplicato e disatteso. Va ricordato comunque che delle diaconesse in Occidente si è parlato anche nei Concili locali di Epaon del 517, di Orleans del 533, di Tours del 567 fino al V libro della Collectio canonum del XI secolo e, come per l’introduzione del filoque nel credo, la soppressione delle diaconesse fu propugnata principalmente dal clero franco e deliberata dai sinodi merolingi.

Secondo lei per la Chiesa Cristiana delle origini il Diaconato, sia maschile che femminile era un Ordine Sacro?

Non secondo me, ma secondo la Tradizione e la Dottrina. Infatti, se si consultano le Costituzioni Apostoliche, libro VIII, valide per tutta la Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica ed Ortodossa (Chiesa indivisa del primo millennio) si leggerà chiaramente che le stesse prevedono l’accesso delle donne all’ordine diaconale. Tale consuetudine è rimasta nella Chiesa Ortodossa, anche se dal 1400 molte Chiese dell’Est ne hanno fortemente limitate le consacrazioni e in alcune, pur non essendo mai stata formalmente soppressa, l’ordinazione delle diaconesse è andata in disuso. La Chiesa Ortodossa è rimasta fedele ai Concili Ecumenici della Chiesa indivisa del primo millennio mentre, al contrario, la Chiesa Romana, che man mano si è allontanata dalla Retta Fede, lo ha abrogato fin dal VI -VII secolo, considerando le donne indegne di far parte del clero, compreso quello minore.

Vi sono state nel passato diaconesse italiane?

In Italia vi sono diverse santa, riconosciute tali e venerate anche dalla Chiesa Cattolica Romana, che erano delle Diaconesse, anche se la Chiesa di Roma tende a nascondere la loro appartenenza all’ordine sacro.

Ad esempio?

Oltre il caso della Santa più venerata in Sicilia: Sant’Agata, patrona di Catania, San Marino e Malta, nonché co-patrona di Capua e Palermo ed altre località in Italia e all’estero ricordo, tra le altre, le Sante romane Giulia, Typhena e Melania.

Sembra però che in Russia, Romania, Bulgaria ed in altre Chiese Ortodosse non vi siano diaconesse.

Per la verità con il crescere del monachesimo femminile in diverse Chiese ortodosse è caduta in desuetudine la diaconia femminile, ma non è stata mai formalmente abrogata, tanto che vi sono Chiese come quella Apostolica Armena e quella Ortodossa Georgiana dove è difficile trovare una parrocchia dove non vi sia almeno una diaconessa. Per quanto riguarda le chiese greco-ortodosse va ricordato che San Nektarius, (Nettario), nel XIX secolo reiniziò a consacrare diaconesse, scegliendone diverse tra le monache del monastero da lui fondato. Il diaconato femminile è rilanciato dalla Commissione Pan-Ortodossa di Rodi del 1988 e dal Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Greca del 2004.

Nell’antichità come venivano scelte le diaconesse?

Prevalentemente tra le vergini, le vedove e tra le mogli dei vescovi. Al riguardo va ricordato che San Gregorio di Nissa, che per altro aveva una sorella diaconessa di nome Macrina, ebbe la consacrazione ad episcopo unitamente alla moglie Teodosia che nella stessa liturgia venne consacrata diaconessa.

Come venivano viste le Diaconesse nella Chiesa antica e come vengono viste dall’Ortodossia attuale?

Per comprendere bene il ruolo e la funzione della Diaconia femminile è utile leggere il libro dello scrittore Evanghelos D. Theodoru dal titolo: La questione dell’ingresso delle donne nel Sacro Clero secondo la tradizione Ortodossa orientale. Qui l’autore ci ricorda come “secondo la Didaskalia e secondo la Costituzione degli Apostoli (Costitutiones Apostolorum) la diaconessa occupa una posizione molto onorata negli Ordini del clero, dato che in queste fonti da una parte viene sottolineato che i diaconi e le diaconesse appartengono allo stesso ministero, al “ministerium diaconiae”è come un’anima in due corpi”. E’ dunque importante sottolineare che, come ci ricorda lo scrittore, diaconi e diaconesse, appartengono allo stesso ministero. Il testo che ho citato è consultabile nel sito dell’Arcidiocesi italiana del Patriarcato di Costantinopoli. In ambito cattolico è difficile reperire della documentazione perché si tende a sminuire e negarne il ruolo delle diaconesse dei primi secoli. Ho l’impressione che si punti a farle apparire in un ruolo senza significato e senza consacrazione … una specie di colf o sacrestana.

Come mai la vostra Chiesa ha rilanciato l’ordine nel delle diaconesse?

Il rilancio delle Diaconesse è stato, fin dall’origine, uno dei punti caratterizzanti la Chiesa Ortodossa Italiana. Prima diaconessa consacrata dalla Chiesa Ortodossa Italiana, è stata Maria Dimitrova, autorevole esponente della comunità bulgara di Roma. Poi ne sono state ordinate varie altre, quali ad esempio Gabriela Velicaholova di Rieti, Olga Federica Pagliani di Cosenza e Marisa Soldà di Latina. Nella Chiesa Ortodossa le donne sono presenti anche in altri ordini ecclesiastici minori quali Ipodiacono, cantore e lettore. Ad esempio la prima donna Lettore ordinata dalla nostra Chiesa è stata Lorella Latini di Roma, stilista, artigiana e creativa, nonché Presidente dell’associazione laica di fedeli denominata L’Arca di Sant’Antonio Abate che si occupa prevalentemente della difesa del creato e contro la violenza agli animali e la prima donna ordinata cantore è stata la professoressa Elena Qiodello, giornalista, ex insegnante d’inglese, blogger e critica d’arte. Tra i lettori della nostra Chiesa ricordiamo anche Marie Monique Marty, moglie del nostro vescovo di Nizza – Monaco e Ventimiglia.

Vi sono attualmente vostre fedeli che vogliono diventare diaconesse?

Sono attualmente cinque le donne che si sono iscritte al corso di Liturgia Pastorale promosso dalla nostra Accademia san Nicodemo l’Aghiorita per accedere al diaconato, spero vivamente che tutte completino la loro preparazione e, se Dio vorrà, quando la situazione sanitaria ce lo permetterà verranno ad arricchire il clero della nostra Chiesa.

Nelle foto sopra – sant’Agata di Catania e mons. Filippo con le diaconesse madre Gabriela e madre Maria
Sant'Agatamadre Gabriela Velicaholova
Sant'Agataordinazione madre Marisa Soldà
Sant'Agataordinazione madre Federica Pagliani
Sant’Agata – diaconessa e martire

Intervista all’arcivescovo Filippo da parte del giornalista

Michel Emi Maritato (di Paese Roma)

 

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La vera storia dei Magi

Intercomunione

Intercomunione

 tra la  Chiesa Ortodossa Italiana 

e la Eglise  Orthodoxe d’Europe – Eglise de France

 

Intercomunione

Grazie a mons. Richard Marty de Malans, vescovo di Nizza, Monaco e Ventimiglia, membro del Santo Sinodo e Presidente della Commissione Sinodale  per le Comunità Estere, le Relazioni inter-ortodosse, inter-cristiane e inter-religiose è stata sottoscritta, tra l’arcivescovo Filippo di Roma, in rappresentanza della  Chiesa Ortodossa Italiana, e l’arcivescovo Jacques di Parigi, in rappresentanza   dell’Eglise Orthodoxe d’Europe – Eglise de France,   in   obbedienza alla parola di Nostro Signore  Gesù   Cristo      “perché tutti siano una cosa sola(Giovanni XVII,20) ed in base alla totale osservanza   dei Santi Canoni della  Santa    Chiesa    Ortodossa,       la piena inter-comunione  sacrale,  liturgica  e canonica tra le nostre Chiese. 
Intercomunione
Le nostre Chiese  mantengono  una  comunità  di  fede    assoluta trasmessa dagli Apostoli, credono nei primi 7 concili ecumenici,
hanno valide linee di successioni apostoliche, professano
invariato il credo niceno-costantinopolitano, riconoscono i sette misteri ( sacramenti), ammettono le donne negli ordini minori e al diaconato, e praticano il sacerdozio per gli uomini come stabilito da nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo, scegliendo dodici uomini come suoi discepoli.
* nella foto il vescovo di Nizza, Monaco e Ventimiglia mons. Richard Marty de Malans

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La vera storia dei Magi