Sant’Agata

Sant’Agata

Sant’Agata – diaconessa e martire

 Intervista all’arcivescovo Filippo da parte del giornalista

Michel Emi Maritato (di Paese Roma)

Sant'Agata

Il 5 febbraio le Sante Chiese di Dio fanno memoria di Sant’ Agata, vergine e martire, una delle Sante più venerate dalla cristianità, patrona di Catania e tantissime altre località. Di famiglia benestante, era una diaconessa dedita alla carità, all’apostolato e alla catechesi che fu messa a morte il 5 febbraio 251 durante la persecuzione di Decio per non aver abiurato alla fede cristiana. Ne parliamo con Mons. Filippo Ortenzi, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, perché questa santa è stata proclamata dalla Chiesa Ortodossa Italiana, unitamente a santa Febe (diacono della città di Cencre della quale parla san Paolo nell’epistola ai Romani) quale Patrona delle Diaconesse.

Come mai se sant’Agata era una diaconessa, oggi detto ordine non esiste più?

Come è noto la Chiesa Cattolica, che ha abrogato l’ordine apostolico delle diaconesse verso la fine del primo millennio, ha creato una damnatio memoriae sull’esistenza di tale ordine tanto da evitare, ad esempio, di ricordare che detta santa era un membro del clero cristiano. La nostra Chiesa, al contrario, ha ristabilito l’ordine delle Diaconesse e sta avendo un forte interesse da parte di tante donne che vogliono mettersi al servizio della Chiesa e dei fratelli.

Sant'Agata

Come mai la Chiesa di cui lei è vescovo rilancia il Diaconato femminile? Il diaconato femminile è un’istituzione risalente al periodo apostolico, infatti ne parla San Paolo di Tarso che, nella Lettera ai Romani, scriveva: vi raccomando Febe, nostra sorella, diaconessa della Chiesa di Cencrea”. Proprio da questo scritto noi traiamo la deduzione che le diaconesse erano presenti ed attive fin dalle origini del cristianesimo. Dunque il diaconato femminile è addirittura ben precedente, all’istituzione del monachesimo, sorto in Oriente nel IV secolo dell’era cristiana con Sant’Antonio e in Oriente con san Benedetto nel VI secolo. Le discepole di Gesù, come un po’ tutte le donne che operarono nel cristianesimo delle origini erano tenute in grande considerazione dalle comunità dell’epoca. Le loro testimonianze e i loro insegnamenti erano molto apprezzati. Un ruolo preminente lo ebbe, per esempio, Santa Maria Maddalena, che Ippolito nel suo Commento al Cantico chiama l’Apostolo degli Apostoli“. San Paolo (1 Tim. 3, 8-11) sui diaconi scrive: «Che i diaconi siano degli uomini onorati… che siano provati, e solo poi assolvano il loro servizio di diaconi. Che le donne parimenti siano onorate (semmai,), non maldicenti, sobrie, degne di fiducia in tutto. Che i diaconi non siano stati sposati che una volta». 10

Ma detto ordine è stato mai formalmente riconosciuto dalla Chiesa?

Sulla legittimità del servizio delle Diaconesse vi sono anche delle delibere conciliari, quale quella del Concilio Ecumenico di Calcedonia del 451 e quello di Costantinopoli del 692, concili ai quali formalmente ha partecipato anche la Chiesa di Roma, che però in seguito ha disapplicato e disatteso. Va ricordato comunque che delle diaconesse in Occidente si è parlato anche nei Concili locali di Epaon del 517, di Orleans del 533, di Tours del 567 fino al V libro della Collectio canonum del XI secolo e, come per l’introduzione del filoque nel credo, la soppressione delle diaconesse fu propugnata principalmente dal clero franco e deliberata dai sinodi merolingi.

Secondo lei per la Chiesa Cristiana delle origini il Diaconato, sia maschile che femminile era un Ordine Sacro?

Non secondo me, ma secondo la Tradizione e la Dottrina. Infatti, se si consultano le Costituzioni Apostoliche, libro VIII, valide per tutta la Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica ed Ortodossa (Chiesa indivisa del primo millennio) si leggerà chiaramente che le stesse prevedono l’accesso delle donne all’ordine diaconale. Tale consuetudine è rimasta nella Chiesa Ortodossa, anche se dal 1400 molte Chiese dell’Est ne hanno fortemente limitate le consacrazioni e in alcune, pur non essendo mai stata formalmente soppressa, l’ordinazione delle diaconesse è andata in disuso. La Chiesa Ortodossa è rimasta fedele ai Concili Ecumenici della Chiesa indivisa del primo millennio mentre, al contrario, la Chiesa Romana, che man mano si è allontanata dalla Retta Fede, lo ha abrogato fin dal VI -VII secolo, considerando le donne indegne di far parte del clero, compreso quello minore.

Vi sono state nel passato diaconesse italiane?

In Italia vi sono diverse santa, riconosciute tali e venerate anche dalla Chiesa Cattolica Romana, che erano delle Diaconesse, anche se la Chiesa di Roma tende a nascondere la loro appartenenza all’ordine sacro.

Ad esempio?

Oltre il caso della Santa più venerata in Sicilia: Sant’Agata, patrona di Catania, San Marino e Malta, nonché co-patrona di Capua e Palermo ed altre località in Italia e all’estero ricordo, tra le altre, le Sante romane Giulia, Typhena e Melania.

Sembra però che in Russia, Romania, Bulgaria ed in altre Chiese Ortodosse non vi siano diaconesse.

Per la verità con il crescere del monachesimo femminile in diverse Chiese ortodosse è caduta in desuetudine la diaconia femminile, ma non è stata mai formalmente abrogata, tanto che vi sono Chiese come quella Apostolica Armena e quella Ortodossa Georgiana dove è difficile trovare una parrocchia dove non vi sia almeno una diaconessa. Per quanto riguarda le chiese greco-ortodosse va ricordato che San Nektarius, (Nettario), nel XIX secolo reiniziò a consacrare diaconesse, scegliendone diverse tra le monache del monastero da lui fondato. Il diaconato femminile è rilanciato dalla Commissione Pan-Ortodossa di Rodi del 1988 e dal Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Greca del 2004.

Nell’antichità come venivano scelte le diaconesse?

Prevalentemente tra le vergini, le vedove e tra le mogli dei vescovi. Al riguardo va ricordato che San Gregorio di Nissa, che per altro aveva una sorella diaconessa di nome Macrina, ebbe la consacrazione ad episcopo unitamente alla moglie Teodosia che nella stessa liturgia venne consacrata diaconessa.

Come venivano viste le Diaconesse nella Chiesa antica e come vengono viste dall’Ortodossia attuale?

Per comprendere bene il ruolo e la funzione della Diaconia femminile è utile leggere il libro dello scrittore Evanghelos D. Theodoru dal titolo: La questione dell’ingresso delle donne nel Sacro Clero secondo la tradizione Ortodossa orientale. Qui l’autore ci ricorda come “secondo la Didaskalia e secondo la Costituzione degli Apostoli (Costitutiones Apostolorum) la diaconessa occupa una posizione molto onorata negli Ordini del clero, dato che in queste fonti da una parte viene sottolineato che i diaconi e le diaconesse appartengono allo stesso ministero, al “ministerium diaconiae”è come un’anima in due corpi”. E’ dunque importante sottolineare che, come ci ricorda lo scrittore, diaconi e diaconesse, appartengono allo stesso ministero. Il testo che ho citato è consultabile nel sito dell’Arcidiocesi italiana del Patriarcato di Costantinopoli. In ambito cattolico è difficile reperire della documentazione perché si tende a sminuire e negarne il ruolo delle diaconesse dei primi secoli. Ho l’impressione che si punti a farle apparire in un ruolo senza significato e senza consacrazione … una specie di colf o sacrestana.

Come mai la vostra Chiesa ha rilanciato l’ordine nel delle diaconesse?

Il rilancio delle Diaconesse è stato, fin dall’origine, uno dei punti caratterizzanti la Chiesa Ortodossa Italiana. Prima diaconessa consacrata dalla Chiesa Ortodossa Italiana, è stata Maria Dimitrova, autorevole esponente della comunità bulgara di Roma. Poi ne sono state ordinate varie altre, quali ad esempio Gabriela Velicaholova di Rieti, Olga Federica Pagliani di Cosenza e Marisa Soldà di Latina. Nella Chiesa Ortodossa le donne sono presenti anche in altri ordini ecclesiastici minori quali Ipodiacono, cantore e lettore. Ad esempio la prima donna Lettore ordinata dalla nostra Chiesa è stata Lorella Latini di Roma, stilista, artigiana e creativa, nonché Presidente dell’associazione laica di fedeli denominata L’Arca di Sant’Antonio Abate che si occupa prevalentemente della difesa del creato e contro la violenza agli animali e la prima donna ordinata cantore è stata la professoressa Elena Qiodello, giornalista, ex insegnante d’inglese, blogger e critica d’arte. Tra i lettori della nostra Chiesa ricordiamo anche Marie Monique Marty, moglie del nostro vescovo di Nizza – Monaco e Ventimiglia.

Vi sono attualmente vostre fedeli che vogliono diventare diaconesse?

Sono attualmente cinque le donne che si sono iscritte al corso di Liturgia Pastorale promosso dalla nostra Accademia san Nicodemo l’Aghiorita per accedere al diaconato, spero vivamente che tutte completino la loro preparazione e, se Dio vorrà, quando la situazione sanitaria ce lo permetterà verranno ad arricchire il clero della nostra Chiesa.

Nelle foto sopra – sant’Agata di Catania e mons. Filippo con le diaconesse madre Gabriela e madre Maria
Sant'Agatamadre Gabriela Velicaholova
Sant'Agataordinazione madre Marisa Soldà
Sant'Agataordinazione madre Federica Pagliani
Sant’Agata – diaconessa e martire

Intervista all’arcivescovo Filippo da parte del giornalista

Michel Emi Maritato (di Paese Roma)

 

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