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Badate che nessuno vi inganni

Badate che nessuno vi inganni

 Messaggio per l’anno nuovo

 

Badate che nessuno vi inganni

Al Clero della Chiesa Ortodossa Italiana, ai fedeli e alle Chiese in Comunione liturgica e sacramentale e a quanti leggeranno questo Messaggio, Grazia, Misericordia e Pace.

Cari fratelli, il 2021 inizia con la speranza che rimargini le ferite che ha inflitto l’ultimo anno, dove una epidemia diabolica scatenata, forse causata da quella che il santo imperatore romano Giustiniano (Novellae Costitutiones), isapostolo e protettore della vera Fede, definiva: «diaboliche e sconvenienti turpitudini”, che causano “carestie, terremoti e pestilenze», e gli atavici flagelli (pestisfamesbellum) che da sempre, in periodi ricorrenti, affliggono l’umanità. Anche la nostra Chiesa è stata attraversata dalla malattia e dal dolore, a febbraio abbiamo perso l’ipodiacono Giovanni Trombino di Latina, uno dei primi apostoli della nostra Chiesa nell’Agro Pontino, poi la pademia ha colpito mons. Marty, vescovo Ventimiglia e sua moglie Marie Dominique (lettore), I reverendi padri: Enrico di Roma, Raphael di Catania, Roberto di Cagliari e fratel Luciano, Gran Priore della Fraternità Sentinelle della Speranza di Roma. Altri hanno visto morire dei genitori, come padre Daniele di Roma e padre e Domenico di Valle Paradiso che ha perduto, rispettivamente babbo e la mamma. L’epidemia ha colpito vari vescovi ortodossi, dal Patriarca di Kiev all’Arcivescovo d’Atene e molti ortodossi italiani che ci sono vicini, come il conte Enzo Modulo Morosini, nostro araldista e tanti altri dei quali non siamo a conoscenza. Ricordiamo tutti loro nelle nostre preghiere perché la Fede in Gesù aiuti tutti noi a superare le avversità ricordandoci le parole del centurione romano di Cafarnao quando chiese a Gesù di guarire il suo servo paralizzato e sofferente: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito» (Mt 8,8). Il primo gennaio si legge la lettera di san Paolo Apostolo ai Colossesi: “Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità,  e voi avete in lui parte alla sua pienezza, di lui cioè che è il capo di ogni Principato e di ogni Potestà.  In lui voi siete stati anche circoncisi, di una circoncisione però non fatta da mano di uomo, mediante la spogliazione del nostro corpo di carne, ma della vera circoncisione di Cristo. Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.” E’ una lettura sulla quale riflettere, soprattutto in questo momento, dove la crescita della nostra Chiesa crea invidie e gelosie in persone che pù che fratelli in Cristo, spinti da diabolicum temptationem denigrano e diffamano la nostra Chiesa cercando di insinuarsi tra il nostro, sempre più numeroso, clero. Il primo gennaio si commemora anche San Basilio il Grande, di Cesarea di Cappadocia, che oggi si chiama Kayseri ed è la capitale della provincia turca dell’Anatolia Centrale, città dove ogni traccia della presenza cristiana, e delle popolazioni cristiane (assiri, cappadoci, romei, armeni) che là abitavano è stata estirpata dai musulmani dopo che nel 1084 fu conquistata dai turchi selgiuchidi ed oggi è tra le roccaforti dell’islamismo politico e anticristiano della Turchia moderna. Oggi nelle Chiesa di tradizione greca, compresa la nostra parrocchia di Roma Anagnina diretta dall’infaticabile padre Giovanni Pricop, si celebra la Divina Liturgia di San Basilio. Ricordiamo le parole di San Basilio (Omelia sulla Natività di Cristo): “Finché Dio rimane nelle altezze, tu non lo cerchi; quando discende accanto a te e conversa con te nella carne, non lo accogli ma cerchi il motivo per il quale hai potuto diventare familiare con Dio. Sappi che per questa ragione Dio è venuto nella carne, perché era necessario che questa carne, oggetto di maledizione, fosse santificata; che questa carne debole, fosse rafforzata; che questa carne, estranea a Dio, gli diventasse familiare; che questa carne caduta dal paradiso, fosse risollevata nei cieli” a significare che compito di ogni cristiano è la sua santificazione, aspirazione di ogni cristiano è la deificazione dell’uomo, compito di ogni pastore è quello di portare le anime sulla via della salvezza. L’anno 2021 sarà molto importante per la nostra Chiesa in quanto ci saranno le tonsure monastiche di almeno una decina di persone (maschi e femmine) che andranno a rafforzare la nostra Congregazione degli Antoniani e si celebreranno almeno tre eventi rilevanti, uno al sud con la glorificazione del Venerabile Pio, taumaturgo; una al centro con la glorificazione del venerabile Ugo, etnomartire e una al nord con la glorificazione del venerabile Adeodato, nonché con l’ordinazione, nella prossima primavera di una ventina di diaconi tra i seminaristi del corso di Liturgia Pastorale. Per concludere, nel ricordo della natività di Nostro Signore che facendosi uomo è diventato nostro fratello, e col battesimo ci ha resi figli di Dio, apriamo i nostri cuori alla speranza concludendo, per ognuno di noi, con le parole bibliche: Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace”(Nm 6, 24-25).

mons. Filippo Ortenzimons. Filippo Ortenzi
Arcivescovo Metropolita

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La vera storia dei Magi

Messaggio Natalizio

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Natale di speranza e Rinascita 

Essere come i Magi per testimoniare la nascita del Salvatore

Messaggio Natalizio

Oggi è un giorno di grande gioia e speranza per l’Umanità, perché si fa memoria di un evento salvifico unico, quando “il Verbo si è fatto carne, e venne ad abitare in mezzo a noi” (Giov. 1,14). Già nel giorno miracoloso della nascita di Nostro Signore è riportata, dagli evangelisti, la missione universale della redenzione umana operata da Gesù, infatti gli angeli diedero l’annuncio per prima ai pastori “vi annunzio una grande gioia che sarà di tutto il popolo” (Lc 2,10) a significare anche l’aspetto pastorale che tale nascita acquisiva e poi a sapienti gentili o goym (non ebrei), quali erano i Magi, sacerdoti astrologi dell’antica religione di Zoroastro (che ancora sopravvive in Iran e India) che attendevano il Sannshyant (Salvatore) profetizzato dall’Avesta (libro sacro della religione mazdeista o zoroastriana). E proprio la presenza dei Magi alla nascita di Gesù ci deve fare riflettere. Gesù infatti è nato a Betlemme, come profetizzato dal Profeta Michea (cap.5): “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscirà colui che deve guidare il popolo a nome mio … le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti… egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra” ma coloro che lo attendevano, sacerdoti ed ebrei, non lo riconobbero. Lo riconobbero invece i Magi, sacerdoti astrologi persiani, che possedevano, come riportato dall’apocrifo Vangelo armeno dell’Infanzia di Gesù (tradotto a Venezia, nel 1717, dal monaco benedettino padre Isaia Daietsi) un antichissimo documento scritto, “chiuso e sigillato dalle mani di Dio” dato a Seth, figlio di Adamo, nato come “figlio della consolazione” dopo l’assassinio di Abele per mano di Caino, e trasmesso ai suoi figli, di generazione in generazione. Tale documento, “costudito con somma cura” fu da Noè dato al figlio Sem, e “i figli di questi ai propri figli, i quali come li ricevettero lo trasmisero ad Abramo, e Abramo lo affidò al Sommo Sacerdote Melchisedec, e per questa via giunse al nostro popolo ai tempi di Ciro, re della Persia”. L’attesa di Gesù, il Salvatore, non apparteneva soltanto alla soteriologia ebraica, ma era insita nella natura stessa dell’uomo e nel ricordo ancestrale ed innato dell’esistenza di una mitica età dell’oro o di un paradiso perduto. I Magi che rendono testimonianza alla teofania dal (greco theophàneia, composto da theos – Dio e da phàinein  – manifestazione) rappresentano l’umanità, le genti (da gentili o non ebrei) alle quali il cristianesimo, ha annunciato il suo messaggio di salvezza. Nel “Libro della Rivelazione di Seth” che i Magi asserivano di possedere era scritto che “nell’anno 6000, il sesto giorno, io manderò il mio Figlio unico, il Figlio dell’uomo, che ristabilirà la dignità primitiva”. Gesù è nato “per noi uomini e per la nostra saggezza” (come scritto nel Credo) e per portare il messaggio agli “uomini di buona volontà” (come da traduzione del gloria operata da  san Girolamo nella Vulgata). Il messaggio per noi ortodossi è chiaro, perché come ci ha insegnato Sant’Atanasio (Adversus haereres): “Dio diviene uomo perché l’uomo divenga Dio” al fine di ritornare alle origini, al motivo per il quale Dio creò l’Uomo, alla restaurazione dell’immagine archetipica , l’imago Dei. Ma perché questa sapienza antica custodita nella Rivelazione di Seth era in mano a sacerdoti e sapienti gentili e non ai sacerdoti e sapienti ebrei? Anche questo è scritto nel Vangelo armeno dell’infanzia di Gesù: “perché essi non erano degni di diventare figli del Regno, essendo destinati a rinnegare e a crocifiggere il Salvatore” ed infatti, saputo dai Magi della nascita del Salvatore, comblottarono con Erode per farlo assassinare. Oggi anche noi siamo una piccola fiamma che illumina un deserto di cuori che hanno abbandonato la via del Signore e il natale da Natività di Gesù è stato trasformato nel mero simbolo consumistico del cenone, del torrone, del panettone e dello scambio di regali. Da evento cristiano si è trasformato in evento pagano, laico, agnostico. Gesù non è più presente nel Natale e neppure nel cuore degli uomini.  Il messaggio al clero e ai fedeli ortodossi è quello di essere i nuovi Magi, coloro che riconoscono il messaggio teantrico della Teofania e riprendano il testimone dato da Gesù agli apostoli quando gli disse: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15) ricordando loro che  “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.” (Mc 16,16). Buon Natale a tutti.

mons. Filippo Ortenzimons. Filippo Ortenzi
Arcivescovo Metropolita

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Santa e Gloriosa Martire Lucia da Siracusa

Santa e Gloriosa Martire Lucia da Siracusa

Santa e Gloriosa Martire Lucia da Siracusa

 

Il 13 dicembre non è ricordato per il fatto che nel 1294 papa Celestino V (Pietro da Marrone), dopo appena 4 mesi di regno, rinunciò al papato dando l’ispirazione al sommo poeta Dante Alighieri di citarlo nel III Canto dell’Inferno: “vidi e conobbi l’ombra di colui che per viltade fece il gran rifiuto”, dove lo mise nell’Antinferno (Limbo) tra gli ignavi, cioè coloro che vissero “senza infamia e senza lodo”. Pur essendo un personaggio storico noto, pochi ricordano che questa è anche la data della morte di uno dei più grandi imperatori Federico Ruggero di Hoenstaufen, nato (Jesi -AN) e morto in Italia (a Fiorentino di Puglia FG), noto come Federico II, Imperatore del Sacro Romano Impero, duca di Svevia, Re di Germania, Re di Sicilia e Re di Gerusalemme conosciuto con l’appellativo di “Stupor mundi”. In Sardegna in questo giorno viene fatta memoria dsant’Antioco di Sulcis, un santo medico originario della Mauretania (attuale Marocco), arrestato in Galazia (regione storica dell’Anatolia abitata dal popolo celtico dei Galati) per il suo apostolato cristiano e condannato a lavorare nelle miniere di piombo del Sulcis (note come plumbaria) dove morì nel 127 dopo aver diffuso la fede tra prigionieri e carcerieri dell’Isola. No, nell’immaginario popolare questo è il giorno di Santa Luciauna giovane martire cristiana morta nel 304 a Siracusa, vittima della “grande persecuzione” scatenata dall’imperatore Diocleziano, conosciuta universalmente come protettrice della vista (per il fatto che Lucia viene dal latino lux = luce) e per il detto popolare “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”, detto indubbiamente carino, che fa rima, ma falso perché il giorno più corto è il 21 dicembre che coincide col solstizio d’inverno. Figlia di una nobile famiglia cristiana di  Siracusæ (Siracusa) per la sua fede e l’intercessione di sant’Agata, la santa e gloriosa martire e diaconessa di Catania, ottenne la guarigione miracolosa della madre Eutychie affetta da incurabili emorragie. Dopo aver donato tutti suoi beni ai poveri si dedicò alla cura dei bisognosi, delle vedove e degli infermi, consacrando la sua vita al Signore e rifiutando il matrimonio combinato dal padre con un giovane pagano del luogo. Quest’ultimo, offeso per il rifiuto la denunciò come cristiana. Condotta di fronte al Prefetto romano del luogo (un certo Pascasio) ed invitata a sacrificare agli dei pagani pena la tortura o essere segregata in un postribolo, la santa rifiutò asserendo: “il corpo si contamina solo se l’anima acconsente”. Per giustificare la propria obiezione di coscienza contro l’ordine di sacrificare agli dei, Lucia citò l’epistola dell’apostolo Giacomo: “Sacrificio puro presso Dio è soccorrere i poveri, gli orfani e le vedove. Per tre anni ho offerto tutto al mio Dio. Ora non ho più nulla, e offro me stessa(1). Morì martire nell’anno 304, all’età di 21 anni, per sgozzamento (“jagulatio”) o, secondo altre fonti, decapitazione profetando la caduta di Diocleziano (si dimise da imperatore l’anno successivo) e il trionfo della fede cristiana (9 anni dopo con il Rescritto di tolleranza o Editto di Milano di Costantino e Licinio, il cristianesimo, fino allora perseguitato fu prima tollerato e poi divenne la religione ufficiale dell’Impero). La maggior parte degli storici ecclesiastici considera invece una leggenda quella che alla santa abbiano cavato gli occhi, sembra sia nata nell’ambito della religiosità popolare cattolica nel XV secolo, ottenendo un successo enorme tanto che nell’iconografia la santa viene raffigurata con un piatto con sopra due occhi, il giglio e la palmaNel 1.039 il corpo della santa fu portato a Costantinopoli-Nuova Roma dallo strategos e catapano Giorgio Maniakes per impedire che cadesse nelle mani saracene e, dopo il sacco di Costantinopoli effettuato dai crociati cattolici nel 1204 e che pose fine al millenario Impero Romano, fu trafugato dai veneziani come bottino di guerra e portato a Venezia, ove attualmente riposa nella Chiesa dedicata ai santi Geremia e Lucia. Come spesso succede in ambiente cattolico, anche una Chiesa francese sostiene di avere il corpo della santa, che viene venerata in una Chiesa di San Vincenzo di Metz, meta di pellegrinaggio da tutta la Francia e dal mondo germanico (2).A titolo di mera curiosità la Chiesa di san Giovanni Maggiore di Napoli sostiene di avere le reliquie degli occhi di santa Lucia, venerate da secoli per la protezione della vista. Riguardo le presunte reliquie di Metz, queste furono dichiarate autentiche dalle autorità cattoliche del luogo nel 1792 a riprova che la verità nella Chiesa Cattolica più che un fatto oggettivo è una pura opinione.

Santa e Gloriosa Martire Lucia da Siracusa

Troparion della Santa e Gloriosa Martire Lucia di Siracusa (3)

Indossando il mantello radioso della verginità
ed essendo promessa sposa di Cristo che  
ti ha donato la vita, hai abbandonato l’amore della tua fidanzata terrena,
o Lucia Vergine-Martire,
perciò come dono nuziale
hai portato a Cristo lo spargimento del tuo sangue,
intercedi anche presso di lui per tutti noi!

Santa e Gloriosa Martire Lucia da Siracusa

 

Note:

(1) – Carlo Fatuzzo su http://www.santiebeati.it/dettaglio/25550

(2) – Pierre Edouard Wagner, docente associato della Facoltà di Teologia Cattolica di Strasburgo – “Culte et reliques de sainte Lucie à Saint-Vincent de Metz

(3) – da OrthodoxWiki “Lucia di Siracusa

autore

Mons. Filippo Ortenzimons. Filippo Ortenzi
Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana – Rettore Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

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Concezione di sant’Anna

Concezione di sant’Anna

Posizione ortodossa sull’Immacolata Concezione

 

Concezione di sant'Anna

Il 9 dicembre secondo la Chiesa Ortodossa festeggia la concezione di Maria, Tuttasanta Theotokos (Madre di Dio). Sant’Anna era figlia di Natham di Betlemme, sacerdote della tribù di Levi e moglie di san Gioacchino, galileo (1). Per molti anni Sant’Anna rimase senza figli e la coppia subì molti rimproveri per la sua sterilità. Quando erano a Gerusalemme per offrire un sacrificio a Dio, il Sommo Sacerdote, Issacar, rimproverò Gioacchino: “Non sei degno di offrire sacrifici con quelle mani senza figli“. Entrambi gli sposi si sono dati alla preghiera fervente e l’Arcangelo Gabriele annunciò loro separatamente che sarebbero stati i genitori di una figlia che avrebbe portato benedizioni a tutta la razza umana.” (2) In quel giorno, attraverso la concezione di sant’Anna, la sterilità di tutta la natura umana separata da Dio attraverso la morte, aveva fine e, attraverso il concepimento sovrannaturale di colei che era rimasta sterile secondo l’età in cui le donne non potevano più portar frutto, Dio annunciava e confermava il miracolo più grande della concezione senza seme e della nascita immacolata del Cristo nel seno della Tuttasanta Vergine Madre di Dio. Nel casto bacio tra i santi Gioacchino e Anna, l’iconografia tradizionale vede il momento del concepimento della Madre di Dio. (3)

La Chiesa ortodossa non accetta il dogma cattolico dell’Immacolata Concezionee celebra la festa il 9 dicembre anziché l’8: questo avviene perché Nostro Signore rappresenta il modello di perfezione dell’umanità. Dopo di lui, i più perfetti al mondo sono stati la Sua Santissima Madre e San Giovanni Battista, però certamente meno perfetti di Cristo: per questo la gestazione della Madonna durò, secondo l’ortodossia, nove mesi meno un giorno (9 dicembre – 8 settembre), e quella del Battista nove mesi e un giorno (23 settembre – 24 giugno).

Riguardo la dottrina dell’Immacolata Concezione, che si ricollega all’influenza delle dottrine agostiniane sulla teologia cattolica e protestante (soprattutto luterana), va precisato che all’Ortodossia è estranea la dottrina del “peccato originale” come macchia comune a tutta la discendenza di Adamo e non come libertà e libero arbitrio permesso all’umanità da parte del Creatore (4). Le dottrine immacolazioniste all’interno del mondo cattolico iniziarono ad essere sostenute non soltanto dagli agostiniani, che ripresero tesi di Tertulliano condannate come eretiche dal Sinodo di Roma del 498, ma anche dai francescani e, soprattutto dai gesuiti. Detta dottrina, che non riguarda la nascita miracolosa e verginale di Gesù ma il concepimento privo di peccato di Maria contrasta con quanto scritto nel Vangelo di Luca quando la Theotokos dice all’Angelo: L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore” (Lu. 1:46,47) ed affievolendo l’umanità di Maria, ne affievolisce di conseguenza quella di Nostro salvatore Gesù Cristo , nato non soltanto come “vero Dio”, ma anche “vero Uomo”. Prima che Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con Bolla “Ineffabilis Deus” imponesse alla Chiesa Cattolica il dogma dell’Immacolata Concezione, accogliendo così la teologia immacolista degli scotisti (seguaci del teologo francescano Douns Scoto) va rilevato che numerose critiche si erano levate contro tale posizione da parte di Santi come il cistercense Bernardo di Chiaravalle, che la riteneva “eretica”, e i teologi benedettini (vedi Pietro Roger), carmelitani (Giovanni Baconthorp nel libro Quodilibet sostenne che “la Beata Vergine, in quanto Figlia di Adamo, contrasse anche lei il peccato originale”), e soprattutto da parte dei teologi domenicani (per Juan de Monzon “la tesi dell’Immacolata Concezione è nettamente in contrasto con la Dottrina della Chiesa”) e tomisti, che al pù sposarono la tesi macolista (concezione con peccato e nascita senza). Tale dogma, che non ha giustificazioni evangeliche, in quanto non presente nei vangeli canonici, è un ennesimo motivo di distanza tra la Teologia Ortodossa e quella Cattolica.


Concezione di sant'AnnaInni (5)

Troparion

Oggi i vincoli della sterilità sono spezzati,
Dio ha ascoltato le preghiere di Gioacchino e Anna.
Ha promesso loro oltre ogni speranza,
Per sopportare la fanciulla di Dio
Da chi è nato come uomo mortale il non circoscritto,
Che ha comandato a un angelo di gridarle:
Rallegrati, o pieno di grazia, il Signore è con te!

Kontakion

Oggi l’universo gioisce,
Perché Anna ha concepito la Theotokos attraverso la dispensazione di Dio,
Perché ha generato Colui che deve portare la Parola ineffabile!

Note.

(1) – Secondo alcuni studiosi i galilei sono nati dall’incrocio degli ebrei delle tribù di Zabulon, Issachar, Neftali con popolazioni celtiche provenienti dall’Anatolia, i galati, e per questo erano visto con sospetto dai giudei che li ritenevano impuri. Pregiudizio di cui parla anche il Vangelo secondo Giovanni. “«Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?»(1,46)

(2) – tratto da Ortodoxviki.org

(3) – vedi http://traditiomarciana.blogspot.com/2019/12/9-dicembre-la-concezione-di-s-anna.html

(4) – l’Ortodossia che rifiuta al pari dell’ebraismo la dottrina del “peccato originale”, per altro giuridicamente discutibile in quanto le responsabilità penali sono personali e non possono essere ascritte ai discendenti come potrà spiegare qualsiasi conoscitore del diritto, ha elaborato la dottrina della theosis o deificazione. L’Uomo attraverso il battesimo e l’accettazione del messaggio evangelico aspira al ritorno al momento originario quando fu fatto ad “Imago Dei”.

(5) – Gli inni sono tratti dal sito Orthodoxviki.org

autore:

Mons. Filippo OrtenziMons. Filippo Ortenzi

Arcivescovo Metropolita Chiesa Ortodossa Italiana

Concezione di sant’Anna

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Bolla Apostolica “Tituli Sanctorum”

Bolla Apostolica Tituli Sanctorum

Emanato Decreto sui titoli da attribuire ai Santi glorificati dalla Chiesa Ortodossa Italiana

Bolla Apostolica “Tituli Sanctorum”

L’Arcivescovo Metropolita Sua Eccellenza Reverendissima Filippo Ortenzi in data 4 dicembre 2020 con prot. n. 129/20 ha promulgato la Bolla Apostolica “Tituli Sanctorum”esaminata e approvata dal Santo Sinodo e dal Consiglio Nazionale Ecclesiastico, nella quale si elencano i titoli dei santi in uso nella Chiesa Ortodossa Italiana.

PREMESSO

– Che il Santo Sinodo e il Consiglio Nazionale Ecclesiastico, hanno approvato la normativa emanata.

– Che il Codex Canonum della nostra Chiesa approvato il 22 agosto 2019 con Bolla Apostolica “Codex Ecclesia Orthodoxa Italica” dal Santo Sinodo (prot. N. 14/19) regola le procedure inerenti la glorificazione dei Santi con I canoni: Canone n. 92 – La Postulazione dei Santi Canone 93 – La Glorificazione dei Santi.

DECRETA

Che i  Tituli Sanctorum per coloro che vengono proposti per la glorificazione sono i seguenti:


Il seguente elenco spiega i riferimenti: Dopo il nome del santo, si aggiunge il titolo appropriato: ( 
il Taumaturgo , il Grande , il Porta trofeo , ecc.).

  • Anargiro: Sono detti anárgyroi (letteralmente senza denaro) i santi medici che prestarono la loro opera con assoluto disinteresse, senza mai chiedere retribuzione alcuna, né in denaro, né di altro genere, in applicazione del precetto evangelico: “Gratis accepistis, gratis date“. I Santi anargiri per antonomasia sono Cosma e Damiano.

  • Apostolo: “Il santo, glorioso e lodevole Apostolo” sono i discepoli costituiti da Gesù per dare continuità al messaggio della salvezza da lui proclamato più Mattia (che sostituì Giuda Iscariota) Paolo e Barnaba.

  • Arcangeli: dal latino  larchangelus (greco antico:  ἀρχάγγελοςarchànghelos – composto dalle parole αρχειν, “àrchein“, comandare e αγγελος, “àngelos“), significa “capo degli angeli”. La Chiesa Cattolica ne venera tre: Gabriele – Michele e Raffaele. La Chiesa Ortodossa venera anche Uriel – Barachiel – Jegudiel e Selafiel.

  • Confessore : colui che ha sofferto (prigionia, tortura, esilio ecc.) per la fede ma non è stato martirizzato a titolo definitivo

  • Discepoli: primitivi seguaci di Gesù elencati nel Vangelo di Luca (10.1-24) la Chiesa Ortodossa li venera come 70 apostoli.

  • Evangelista: “il santo, glorioso e lodevole Apostolo ed Evangelista” gli autori dei Vangeli canonici: Luca – Marco – Matteo e Giovanni.

  • Etnomartire– La Chiesa Ortodossa Italiana può riconoscere Santi anche cristiani italiani di particolare valore morale e spirituale morti non in “odio alla fede” (in odiun fidei) ma in “odio alla Patria” (in odium Patriae). Can. 93 comma 4

  • Geromartiri: “Nostro Padre tra i santi” martiri appartenenti all’ordine episcopale

  • Giusto“il Santo e giusto” una persona santa sotto l’Antica Alleanza (Antico Testamento Israele) o per i santi sposati della Nuova Alleanza

  • Ieroconfessore : uno che ha sofferto per la fede, ma non è stato martirizzato, che è anche un sacerdot

  • Ieromartire: un martire membro dell’ordine sacerdotale

  • Illuminatore: il santo che per primo portò la fede a un popolo o a una regione, o che vi svolse una grande opera di evangelizzazione come missionario o evangelista.

  • Isoapostolo (Uguale agli Apostoli) : colui la cui opera ha notevolmente edificato la Chiesa, sia attraverso il lavoro missionario diretto che assistendo il posto della Chiesa nella società, solitamente attribuito agli Imperatori romani: es. san Costantino I, isapostolo

  • Martire : uno che è morto per la fede – Can. 93 comma 3

  • Matto per Cristo : un santo noto per la sua apparente, ma santa, follia

  • Megamartire (Grande martire) : uno che è stato martirizzato per la fede e ha subito torture – Can. 93 comma 3

  • Mirovita – colui che secerne il balsamo dal corpo incorrotto es. San Nicola

  • Misericordioso : Santo noto in vita per il lavoro di beneficenza, specialmente verso i poveri Can. 93 comma 6

  • Non mercenario : un santo che ha rifiutato di accettare il pagamento per la guarigione

  • Nuovo martire : un martire che spesso porta lo stesso nome di un martire più antico, ma di solito più recente nella storia della Chiesa

  • Patriarchi: sono le venti figure ataviche tra Adamo e Abramo. Dieci sono antidiluviane (Adamo – Seth – Enos – Kenan – Malaleèl – Iared – Enoch – Matusalemme – Lamech e Noè) e dieci post-diluviani (Sem – Arpachshad – Kenan – Shelah – Eber – Peleg – Reu – Nahor – Terah – Abramo)

  • Portatore di Dio : uno che porta Dio dentro di sé ed è infiammato nel cuore dall’amore per Lui 

  • Portatrice di mirra : una delle donne che erano presenti alla passione di Cristo e andò al sepolcro per ungere il corpo di Gesù

  • Profeta: I 16 profeti biblici (A.T.) più Giovanni Battista (N.T.)

  • Portatore di passione : uno che ha affrontato la sua morte in modo simile a Cristo

  • Protomartire : il primo martire in una determinata località, città o regione

  • Venerabileun santo monaco – Can. 93 comma 6

  • Venerabile-martire : un monastico martirizzato

  • Vergine martire : una donna martire non sposata, non monastica, casta

  • Taumaturgo : un santo famoso per aver compiuto miracoli, Can. 93 comma 6

  • Teologo : santo i cui scritti teologici sono ritenute di aparticolare valore dalla Chiesa.

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