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USSANA, Incontri letterari d’inverno – Umbria – Altre notizie

USSANA (Sud Sardegna)

Incontri letterari d’inverno –

Atobius literarius de jerru

 

Presso l’abitazione del sig. Ottavio Congiu si è svolta a Ussana (SU – Sud Sardegna) un incontro letterario dove è stato presentato il libro Giusta Fide Antiga,libro di preghiere e rituali ortodossi, in italiano e sardo, scritto da mons. Roberto Pinna ed altri. Riportiamo quanto scritto dal sig. Congiu sull’evento:

Con il caminetto acceso, castagne arrosto e un bicchiere di buon vino si è conclusa, attorniato da bella gente, il primo incontro letterario della nuova stagione invernale in Ussana. Con molto interesse i molti convenuti hanno seguito la presentazione del libro “Giusta fide antiga” da parte del Vescovo della Chiesa Ortodossa Roberto Pinna.

Più domande sono state rivolte al vescovo che, da parte sua, ha risposto sicuro soddisfacendo gli interroganti specialmente sulle differenze tra religione cattolica e ortodossa. Cenacolo di grande importanza, seguito da una funzione con canti eseguiti in compagnia del diacono Mario Macis. Il Gran Maestro di launeddas Sergio Lecis ha coronato “s’ Atobiu” accompagnando i canti e  eseguendo  i suoni sublimi di apertura e chiusura. Quindi ringrazio tanto Roberto Pinna, Sergio Lecis e Mario Macis. Molte grazie anche a Mariella Agus, Marisa Milia, Giorgio Sedda e Ferruccio Ferru per le loro Opere messe in mostra e Antonio Pia e Salvatore Congiu per la preziosa collaborazione. Molti ringraziamenti ai tanti amici e amiche che hanno partecipato e gradito molto l’invito. Bellissimo cenacolo di inizio rassegna. Ottavio Congiu

A fogu allutu in sa forredda, cun castangia arrostìa, unu drucixeddu e una tassa de murguèu s’est serrau, ingiriau de bella genti, su primu  atobiu literariu de sa stasoni probiana in Ussana. Cum meda interessu is presentis hant sighiu sa presentada de su liburu “Giusta fide antiga” de parti de su piscamu de sa cresia ortodossa Robertu Pinna. Medas funt stetias is preguntas fatas a s’ opispu chi, de parti sua,  hat respostu siguru, mescamenti a suba de is diferentzias cun sa cresia catolica. Cenaculu de importu mannu,  sighiu de una funzioni cun cantidus in cumpangia de su diacunu Mariu Macis. Su sonu de is launeddas de su Maistu mannu Sergiu Lecis hat coronau s’ atopu acumpangendi is cantidus e allirghendi su merì cun is sonus de abertura e de sarrada. E duncas, torru gratzias de coru a Robertu Pinna, Mariu Macis e Sergiu Lecis. Gratzias mannas ancu a Mariedda Agus, Marisa Milia, Giorgi Sedda e Ferruciu Ferru po is oberas ‘nsoru postas in amostu e Antoni, Pia, Sarbadori Congiu po m’ essi donau una manu de agiudu. M’ est doveri mannu a torrai gratzias a is amigus e amigas chi funt assotius e chi hant agradessiu meda. Bellu merì de inghitzu de rassinnya. Ottavio Congiu

 

Grande crescita della Chiesa Ortodossa

in Umbria

La Missione “San Giovanni Battista” di Spoleto, diretta da padre Giuseppe Lana, si sta ampliando, riportando alla Retta Fede (ortodossia) numerose persone.

Segnaliamo la Divina Liturgia con agape fraterna, celebrata presso l’associazione Aurora diretta dall’editore Yuri Di Benedetto e alla quale ha partecipato anche lo storico Mario Polia, direttore del Museo di Leonessa.

Padre Giuseppe ha anche attivato una pagina facebook. https://www.facebook.com/profile.php?id=61556311239029 per favorire l’apostolato in terra umbra.

 

Sempre in Umbria, la Fraternità di San Francesco, della quale è Superiore Generale fra Giovanni Maria, ha aperto vicino Assisi, nella terra dove è nata la spiritualità francescana, una Cappella dedicata all’Annunciazione.

a fianco foto della Cappella dell’Annunciazione dei francescani ortodossi di Assisi.

 

 

Altre notizie

La Fraternità Ortodossa cresce ancora, sotto l’illuminante guida di padre Alfredo Catracchia sono state attivate due nuove presidenze provinciali, a Bologna, Avellino e Cosenza, dirette rispettivamente dal barone dott. Antonio Rossano, noto criminologo (Bologna); dall’avv. Alessandro Zolzettich (Avellino) e dal prof. Sergio La Ghezza (Cosenza).

Padre Marco Tartarini è stato nominato responsabile della Missione “San Pio da Pietrelcina” di Carbognano e Monti Cimini, rafforzando così la presenza ortodossa nella Tuscia viterbese.

 

La baronessa Lucia Pascucci, di Tagliacozzo (AQ),  priore del S.O.O.M. di San Giovanni di Gerusalemme e delle Due Sicilie, è stata nominata cooptata nella Consulta Araldico Nobiliare della Chiesa. La nomina è stata effettuata durante il convegno sul Libano organizzato dalla Nobile Accademia Leonina presso la Casa Generalizia dei monaci maroniti di Roma. Nella foto con Cristian Raponi, Presidente di detta Accademia.

 

La Chiesa Ortodossa Italiana partecipa al dolore di mons. Maximum di Torino per la perdita dell’amata mamma: “Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in me anche se morto vivrà” (Giov. 11,25-26)

 

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Christòs anèsti – Hristos a înviat – Cristo è risorto

Christòs anèsti – Hristos a înviatCristo è risorto

Nella notte tra il 4 e il 5 maggio scorso, si è svolta, alla presenza di Sua Beatitudine Filippo I di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), presso la Parrocchia dei Santi Costantino ed Elena di Roma Anagnina una Divina Liturgia, officiata dal parroco padre Giovanni Pricop, alla quale hanno partecipato diversi membri del clero. padre Alessandro Nicola Margine, padre Alessandro Frezza, padre Sebastiano Nicolceapadre Stefano Paniccia e padre Emanuele Caracci e centinaia di fedeli. Anche la mattina dopo la Chiesa era strapiena di fedeli che non hanno potuto prendere le luci di mezzanotte (la Metropolitana chiude alle 23 e la liturgia si era protratta fino a quasi le 3 del mattino).

Cristo è risorto dai morti, con la morte ha distrutto la morte, dando in grazia la vita a coloro che giacevano nei sepolcri. 

Nel giorno della Pasqua Ortodossa la luce di Gesù risorto, disperda le tenebre del cuore e dello spirito e giunga a tutti voi i nostri migliori auguri di risurrezione per la nostra martoriata Patria.

La Pasqua (Paschalion) è la festa più importante dell’Ortodossia, è la Festa delle Feste  dove si fa memoria della Risurrezione di Gesù Cristo.

I primi cristiani pur credendo nella risurrezione, non la raccontano mai. Raccontano di aver visto Gesù vivo, di averlo visto morto e poi risorto. Non dicono di averlo visto risorgere. Riguardo gli apostoli, Pietro rinnegò Cristo per non essere arrestato e gli altri si nascosero per paura delle persecuzioni, ma sono tornati a credere a Gesù dopo la sua morte per crocifissione, supplizio atroce e umiliante, che Cicerone definì:  “il supplizio più crudele e il più tetro” (Cicerone – Discorsi contro Verre)     dopo che hanno incontrato nuovamente Gesù tanto da impegnarsi  così a fondo nell’apostolato e nel racconto della risurrezione da trovare, da vecchi,  quel coraggio di morire per Gesù che non avevano avuto da giovani, al momento dell’arresto e della morte del Salvatore.

Come spiegare inoltre la conversione di San Paolo e tutto quello che egli ha fatto e detto di Gesù, senza che fosse convinto di aver veramente visto Gesù risorto?

La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo nella quale si  celebra la risurrezione di Gesù, avvenuta, nel terzo giorno dalla sua morte in croce. E’ scritto  nei Vangeli  che la domenica ci fu un terremoto ed un Angelo rotolò la pietra tombale spaventando i soldati che, su richiesta del Sinedrio presidiavano la tomba: “Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.” (Matteo 28,2-4)

Maria Maddalena (*1) si recò, con altre donne al sepolcro trovandolo vuoto: “Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.” (Giovanni 20,1)  –  “Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala  e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.”(Matteo 28,1) – “Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria, madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.  Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole.” (Marco 16,1-2) – “Ora nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto, esse, e altre donne con loro, si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato.” (Luca 24,1). Esse trovarono il sepolcro vuoto: “E dicevano tra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?» Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate.” (Marco 16,3-5) – “E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro. Ma quando entrarono non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre se ne stavano perplesse di questo fatto, ecco che apparvero davanti a loro due uomini in vesti risplendenti; tutte impaurite, chinarono il viso a terra; ma quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti?”  (Luca 24, 2-5).

Gli angeli rassicurarono le donne sulla risurrezione di Gesù: “Ora, essendo esse impaurite e tenendo la faccia chinata a terra, quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi come vi parlò, mentre era ancora in Galilea, dicendo che il Figlio dell’uomo doveva esser dato nelle mani di uomini peccatori, essere crocifisso e risuscitare il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole.” (Luca 24,5-8) – “Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto» (Matteo 28,5-7) – “Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». (Marco 16,6-7) –  Gesù apparve per primo a Maria Maddalena e alle pie donne – “Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala” (Marco 16,9) – “Ma Maria era rimasta fuori del sepolcro a piangere. E, mentre piangeva, si chinò dentro il sepolcro, e vide due angeli, vestiti di bianco, che sedevano l’uno al capo e l’altro ai piedi del luogo, dove era stato posto il corpo di Gesù. Essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Ella rispose loro: «Perché hanno portato via il mio Signore, e io non so dove l’abbiano posto». (Giovanni 20, 11-13) e “Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». (Giovanni 20, 14-17) – “Esse dunque si allontanarono in fretta dal sepolcro con spavento e con grande gioia; e corsero a darne la notizia ai suoi discepoli. E mentre andavano per dirlo ai discepoli, ecco Gesù venne loro incontro e disse: «Salve!». Allora esse, accostatisi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. Quindi Gesù disse loro: «Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e che là mi vedranno». (Matteo 28,8-10). All’inizio  “Ed esse, uscite prontamente, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremore e stupore; e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura.” (Marco 16,8) ma poi andarono a raccontare dell’evento gli Apostoli e i fratelli del Signore, come aveva raccomandato Gesù: “Al loro ritorno dal sepolcro, raccontarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri.  Ora quelle che riferirono queste cose agli apostoli erano Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo e le altre donne che erano con loro. Ma queste parole parvero loro come un’assurdità; ed essi non credettero loro. Pietro tuttavia, alzatosi, corse al sepolcro e, chinatosi a guardare, non vide altro che le lenzuola che giacevano da sole; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé di quanto era accaduto.” (Luca 24, 9-12).

Le donne andarono a Gerusalemme per avvisare gli Apostoli e Gesù apparve anche a loro: “E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.” (Luca 24,33-37) – “Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito al posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». (Giovanni 20,18-26) – “Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.

Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Matteo 28,16-20) – “Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.”  (Marco 16,14-20). Della risurrezione di Gesù ne parlano gli Apostoli, soprattutto San Paolo San Paolo che  nella  lettera ai Corinzi sostiene che la risurrezione è conforme alle scritture: “Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, 4 che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture,” (San Paolo – 1 Corinzi 15,3-4) ed in quella ai Romani afferma: “riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo nostro Signore,”  (Romani 1,3-4) ed in quella a Timoteo: “Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risorto dai morti secondo il mio evangelo,” (2Timoteo 2,8). Secondo gli Atti degli Apostoli, attribuiti dalla Tradizione all’evangelista Luca: “Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di lui, come anche voi sapete, egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste. Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte, poiché non era possibile che fosse da essa trattenuto.” (Atti 2,22-24). San Paolo da anche testimonianza delle persone che videro fisicamente Gesù: “Ora, fratelli, vi dichiaro l’evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano. Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e poi ai dodici. In seguito apparve in una sola volta a più di cinquecento fratelli, la maggior parte dei quali è ancora in vita, mentre alcuni dormono già. Successivamente apparve a Giacomo e poi a tutti gli apostoli insieme. Infine, ultimo di tutti, apparve anche a me come all’aborto.” (1Corinzi 15,1-8), lo stesso fa l’evangelista Luca negli Atti:“Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.” (Atti 2.32). Della tomba vuota di Gesù ne danno testimonianza le stesse autorità romane, infatti è stata rinvenuta a Nazareth una lastra di marmo (nota come iscrizione o lapide di Nazareth) recante una iscrizione greca in 22 righe, riportante la prescrizione della pena capitale per chi avesse asportato cadaveri dai sepolcri dove è riportato un Editto dell’Imperatore Tiberio, dovuto alle pressioni del sinedrio ebraico e al Prefetto Ponzio Pilato per la tomba vuota che per le autorità ebraiche era dovuta al furto del cadavere ad opera dei discepoli di Gesù.  Una fonte non cristiana della risurrezione di Gesù è il cosiddetto Testimonium Flavianum, come viene  indicato un passo contenuto nelle Antichità Giudaiche scritte, presumibilmente negli anni 90 d.C. dallo storico ebreo Flavio Giuseppe (nome ebraico Yosef ben Matityahu e romano Titus Flavius Iosephus) dove è scritto: « Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità e attirò a sé molti giudei e anche molti dei greci. Questo era il Cristo. E quando Pilato per denunzia degli uomini notabili fra noi lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti e migliaia d’altre meraviglie riguardo a lui. Ancora oggi non è venuta meno la tribù di quelli che da costui sono chiamati cristiani.» (Giuseppe Flavio – Antichità Giudaiche,XVIII,63-64). In conclusione la forza del cristianesimo è legata indissolubilmente alla resurrezione, tanto che di far dire al  teologo Hans Küng che: «non fu la fede dei discepoli a risuscitare Gesù ma fu il resuscitato a condurli alla fede»

 

Sua Beatitudine Filippo I – Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

 

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CATANIA – Attivazione Eremo “Maria Madre della Misericordia a Catania”

CATANIA – attivazione

Eremo “Maria Madre della Misericordia

Attivate la Confraternita del Buon Samaritano e la Fraternità Ortodossa in Sardegna.

Intercomunione con la Chiesa Cattolica Apostolica Indipendente di Tradizione Salomonica del Brasile.

La nostra  Chiesa sta vivendo una fase di crescita incredibile, non passa settimana che nuovi operai si aggiungono al clero, domenica 13 novembre presso la nostra Cattedrale di Roma, durante la divina liturgia  in rito gallicano italico, officiata da padre Sergio Arduini, Sua Beatitudine Filippo di Roma ha consacrato ieromonaco padre Giovanni Malaponte di Catania.

 

A Catania padre Giovanni seguirà la sua comunità di fedeli guidando l’Eremo “Madonna Madre della Misericordia” sita in via Enrico Pantano n. 67.

 

 

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre padre Sergiopadre Sebastiano padre Raphael che ha accompagnato il neo sacerdote.

Tra i fedeli presenti, segnaliamo anche la presenza del dott. Paolo Miki D’Agostino, direttore editoriale del quotidiano Paese Roma e portavoce del Comitato per la Glorificazione di Ugo Bassi (che si dovrebbe tenere nell’inverno dell’anno prossimo a Trani) e il dott. Andrea Littera, massimo esperto di ontopsicoterapia d’Italia.

In Sardegna il dott. Alessandro Podda di Loceri (NU), docente di lingua e cultura sarda, è stato nominato rappresentante per la Sardegna della Confraternita del Buon Samaritano e della Fraternità Ortodossa. Il dott. Podda, che è seminarista presso la nostra Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita dove sta seguendo con profitto il corso di Liturgia Pastorale per accedere al diaconato. 

Il dott. Podda ha tradotto in lingua sarda la Divina Liturgia della nostra Chiesa dal titolo “Giusta Fide Antìga – Liturgia Divina de su populo sardu”, che quanto prima sarà data alle stampe.

 

A livello internazionale la nostra Chiesa ha sottoscritto una intercomunione con la Chiesa Cattolica Apostolica Indipendente di Tradizione Salomonica del Brasile della quale è Metropolita – Primate dom Felismar Manuel, la quale, al di là del nome riconosce gli stessi Concili, gli stessi sacramenti e gli stessi dogmi delle Chiese Ortodosse. Questa chiesa in Italia è rappresentata da padre Luciano Bruno, proveniente dal mondo veterocattolico, che ha assicurato la completa collaborazione con le strutture ecclesiali, pastorali, accademiche e caritative della nostra Chiesa.

 

 

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Missione Santi Cosma e Damiano di Taranto

Missione Santi Cosma e Damiano di Taranto

 Il dott. Antonio Curatti nominato responsabile della Missione che avrà sede presso il Priorato del Supreme Order of St Michael the Arcangel 

 

Missione Santi Cosma e Damiano di Taranto

E’ stata costituita la Missione “Santi Cosma e Damiano” di Taranto. Responsabile della stessa è stato nominato il dott. Antonio Curatti di Martina Franca (TA), dottore in Scienze Politiche con specializzazione in Geopolitica e Sviluppi Integrati Militari, commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, studente di Liturgia Pastorale presso l’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita (corso per diaconi).  

 

dott. Antonio Curatti   

Sede della Missione è stata posta presso il Priorato d’Italia dell’UNITAU_SOSMA (Unione Nazionale Internazionale Territoriale Aiuti Umanitari – Supreme Order of St Michael the Arcangel) , organizzazione umanitaria d’ispirazione cavalleresca sotto l’omoforio della Chiesa Ortodossa Italiana, con sede in piazza Marconi n. 5.

 

Priore d’Italia dell’UNITAU-SOSMA, organizzazione che ha quali finalità la cooperazione internazionale e la solidarietà sociale e del quale è gran Maestro padre Michael dei principi Falco, è il marchese dott. Claudio Donnaloia, (nella foto) persona attiva nel capo del volontariato in quanto Presidente dell’AINO – Associazione Interforze Nucleo Operatico della protezione civile e guardia zoofila ambientale.

     

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Intercomunione

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Tra la Chiesa Ortodossa Italiana e la Chiesa Ortodossa del Benin

 

intercomunione

Il Benin è uno Stato francofono africano situato nel golfo di Guinea, grande un terzo dell’Italia e abitato da circa 12 milioni e mezzo di abitanti. Precedentemente era denominato Dahomey, nome che ricorda un Regno tribale del popolo Fon, attivo dal 1600 al 1904. Il popolo Fon, che rappresenta il 40% della popolazione e per circa il 45% è di religione Vudù,  fu responsabile di oltre il 20% dell’intera tratta degli schiavi verso le Americhe.

La seconda etnia del paese sono gli yoruba, che rappresentano il 12% della popolazione, in maggioranza cattolici ma con una forte presenza di un culto religioso sincretico, quello della Chiesa dei Cristiani Celesti, che rappresentano il 5% della popolazione beninese ma circa il 40% della popolazione yoruba. Il nome Benin fu scelto dal governo golpista di Mathieu Kérékou nel 1972 quando fu istituito una dittatura comunista marxista-leninista e cambiò il nome in Repubblica Popolare del Benin, ricollegandosi ad un impero yaruba che solo marginalmente interessava la regione essendo per lo più in territorio nigeriano (dove i yoruba sono 42 milioni, mentre in Benin non arrivano al milione e settecentomila).

Nella Repubblica del Benin i cristiani rappresentano il 43% della popolazione (dei quali: 27,2% cattolici, 5% cristiani celesti, 3,2% metodisti), i musulmani sono il 25% (per la quasi totalità sunniti) e un 24% aderenti alle religioni tradizionali animiste (per oltre tre quarti Vudù). Nel Benin, dove come in altre realtà africane si assiste ad una diminuzione progressiva dei fedeli dei culti tradizionali e dei cattolici a favore dell’Islam e del cristianesimo celestino ed evangelico pentecostale la presenza ortodossa è pressoché inesistente.

Da informazioni risulta che il Benin, il Niger e il Togo dovrebbero essere seguite dalla Missione greco-ortodossa della Nigeria del Patriarcato di Alessandria d’Egitto, ma non sembra che vi siano comunità ortodosse attive nel paese. E’ pertanto con estrema gioia che abbiamo stipulato, grazie al nostro vescovo di Nizza mons. Richard Marty de Malans, responsabile per il dialogo ecumenico e le inter-comunioni della nostra Chiesa, una piena comunione canonica, liturgica e sacramentale con l’Eglise Orthodoxa du Benin, una piccola chiesa fondata da Mons. Eugène Alhin Catharia. un beninese avvicinatosi all’ortodossia siro-antiochena di rito occidentale in Francia, dove ha conseguito il Diploma in Teologia Ortodossa (Nuovo Testamento), nonché in Sociologia e Antropologia (Migrazioni e Relazioni Interetniche), Psicopatologia e psicotraumatologia. Consacrato vescovo da una Chiesa indipendente Ortodossa Siriaca (HELIOS), mons. Catharia, che riveste anche il ruolo di  Gran Priore della Comunità dei Fratelli Ospedalieri Ortodossi (Monaci Ortodossi) è attivo in numerose opere caritative presenti in Benin, dove collabora anche con la Comunità cattolica di Sant’Egidio e sta attivando in Benin un Grande Seminario di formazione in teologia Ortodossa per l’Africa occidentale francofona.                            

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