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Diocesi di Cagliari – Battesimi – Camerlengo – Corso Esorcisti

Costituita la Diocesi di Cagliari

Con Delibera Sinodale n. 93 del 21 giugno 2024 è stata istituita la Diocesi di Cagliari della Chiesa Ortodossa Italiana, che sarà diretta da mons. Roberto Pinna, già decano ortodosso per la Sardegna, cancelliere e Priore Generale della Congregazione dei Francescani Ortodossi.

La Diocesi, il cui territorio viene scorporato dall’Arcidiocesi di Roma, avrà per territorio la Regione Sardegna e coincide con il Decanato della Sardegna che viene in tal modo assorbito e soppresso.

Sede diocesana sarà la Cattedrale di Sant’Efisio di Cagliari, con sede in via Giuseppe Peretti n, 2/A,

contatti: email: roburcaralis@gmail.com  –   tel. +39 3490083303.

 

Dalla Diocesi di Cagliari, che per la liturgia usa il Rito Gallicano Italico sia in lingua italiana che sarda (vedi libro Giusta Fide Antiga, autori: Ortenzi – Podda – Pinna), dipendono una Parrocchia:  Parrocchia di Sant’Efiso (Cagliari – Castèddu) e quattro Missioni: Missione “Santi Sergio e Bacco” di Luceri (NU); Missione San Giovanni Apostolo di Olbia SS (Terranoa); Missione Sant’Alessio Romanov di Sassari (Tattàri) e Missione San Giovanni Battista di San Nicolò d’Arcidano (Arcidanu).

A Cagliari è presente anche una sede distaccata della nostra Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo diretta da mons. Roberto che è anche Priore della Confraternita dei Cavalieri di San Gabriele Arcangelo, la Presidenza Regionale della Confraternita del Buon Samaritano, presieduta dal dott. Mario Macis.

 

In Sardegna è presente anche la Fraternità Ortodossa, con sede a Villanovaforru (SU) del quale è Presidente il dott.  Giuseppe Scibilia e la Confraternita Scout Ortodossi d’Italia a Sorso (SS) diretta dal dott. Paolo R. Manca.

Riguardo il clero in Sardegna vi è un vescovo eletto (il corepiscopo mons. Roberto Pinna), un diacono (Gianfranco Littarru), due diaconi eletti (Mario Macis e P.R. Manca) e un lettore (la signora Patrizia Pisu).

Un giugno di battesimi

Nel corrente mese di giugno sono stati effettuati numerosi battesimi, soprattutto nelle Diocesi di Roma, Cagliari e Bari.

Hanno interessato particolarmente bambini di etnia rumena, bulgara, serba e di famiglie miste con uno dei due genitori italiano. Ma quello che è più importante è che diversi battesimi sono stati effettuati su persone adulte, di età compresa dai 30 ai 50 anni, che nella loro vita non erano stati mai battezzati.

Ciò ci riempie d’orgoglio perché abbiamo raggiunto persone le cui famiglie non gli avevano dato una formazione cristiana e che si sono avvicinati a Cristo in età matura.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dott. Fabrizio Carbognani nuovo Camerlengo

della Chiesa Ortodossa Italiana

A seguito della nascita in cielo del dott. ing. prof. padre Ambrogio Giordano, prematuramente ritornato nella Casa del Padre a seguito di un mortale incidente stradale, la nostra Chiesa oltre ad aver perso una delle menti più brillanti del nostro clero (plurilaureato. Pro Rettore delle nostre strutture accademiche, presidente nazionale della Fraternità Ortodossa ecc.) ha perso anche il suo segretario amministrativo (camerlengo).

A ricoprire detta carica, che riveste un alto profilo fiduciario, essendo il Camerlengo membro della Curia Apostolica (canone 26 del Codex), del  Consiglio Nazionale Ecclesiastico (canone 13 del Codex) e presiede la Commissione economica e patrimoniale (beni ecclesiastici) del C.N.E.( Can. 16 comma 5 lett d), del Codex Canonum) è stato chiamato il dott. Fabrizio Carbognani, di Bibbiano (RE), diacono, responsabile della locale  Missione dedicata a San Basilio il Grande e Presidente dell’Organizzazione Non Governativa SOSMA-UNITAU (Aiuti Umanitari).

Corso per Esorcisti

 

L’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo sta organizzando un Corso per Esorcisti. Il Corso è rivolto ai membri del clero (sacerdoti e diaconi), ai religiosi (monaci, oblati) ed ai laici interessati alla materia (previo discernimento da parte del Rettorato). Essendo quella dell’esorcizzato una materia estremamente delicata, la Chiesa Ortodossa Italiana autorizza, nelle proprie Diocesi, Eparcati ed Esarcati, detta attività previo il superamento del Corso di formazione e l’autorizzazione del vescovo territorialmente competente.

In base al Canone n. 50 del Codex Canonum della Chiesa Ortodossa Italiana (L’Esorcista) – vedi pagg. 205- 206 del Libro Nella Luce Divina di Filippo Ortenzi e fra Giovanni Maria Maddamma edito dalle edizioni francescane Le Vie della Cristianità.)

Comma 1) Fedeli alla parola del Signore che dà agli apostoli il potere di “cacciare i demoni(*1) (Matteo, 10,8) la Chiesa Ortodossa Italiana autorizza i presbiteri appositamente autorizzati dal vescovo del luogo ad effettuare preghiere di benedizioni ed esorcismi al fine di scacciare una presunta presenza demoniaca o malefica da una persona, un animale o da un luogo.

Comma 2)Essendo la morte, la malattia ed il peccato in stretta connessione l’esorcista, a richiesta recita una preghiera sacerdotale di benedizione diretta verso Dio per la guarigione-liberazione della persona che ne faccia richiesta con fede e umiltà.

Comma 3) Nei casi dove si sospetta che la persona oggetto di esorcismo sia un energumeno (persona posseduta) il sacerdote esorcista deve indagare sulla storia della persona, interrogando le persone a lui vicine ed i famigliari, e verificato che non è stata tralasciato alcuna cura messa a disposizione dalla scienza medica, su autorizzazione del vescovo del luogo e in un contesto liturgico, solitamente dopo i Vespri, l’esorcista, che deve indossare l’epitrachilion (o stola), cioè lo stesso abito liturgico con cui celebra l’esorcismo battesimale e ogni sacramento penitenziale, celebra davanti ad un leggio dove vengono esposti il Vangelo e la Croce effettua il rito dell’esorcismo sopra gli ossessi dai demoni e contro qualsiasi infermità secondo i rituali (di San Basilio, di San Giovanni Crisostomo, San Gregorio Nazianzeno, San Cipriano ecc.) approvati dalla Chiesa.

Note

*1) “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date“ –Matteo 10,8

 Per adesione al Corso (che inizierà quando si raggiungerà un numero  minimo 15 partecipanti) scrivere a:

unisangiov.crisostomo@gmail.com oppure a: accademia.ortodossa@gmail.com

Chiesa Ortodossa Italiana

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Corsi di Esicasmo in Molise e Calabria, Nuova Missione ad Olbia e due nuovi diaconi

Corsi di Esicasmo in Molise e Calabria

I nostri sacerdoti padre Gianni De Paola e padre Elia Favazzo effettueranno nel corrente mese di giugno dei corsi di Esicasmo e Meditazione Ortodossa presso la parrocchia San Nicola di Myra /Campomarino CB) e Villa San Giuseppe (Reggio Calabria)-

A Campomarino il Seminario di Esicasmo “Progetto Hesychia”, promosso dalla parrocchia in collaborazione con l’Università Popolare del Molise “Paracelso” e l’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita,   si svolgerà nei giorni 22 e 23 giugno e sarà tenuta da padre Gianni De Paola

Grazie alle quote di partecipazione del precedente Corso di preparazione all’Esicasmo Sono state realizzate le seguenti opere a favore del Progetto Hesychia:

 

– Acquisto di libri liturgici necessari per il Culto e per la Evangelizzazione in particolare:

Evangelario, Apostolo, Ecologhion, Esorcismo, Liturgikon 

– Icona da Esterno di San Nicola di Myra 

– Epitaffio per il Grande e Santo Venerdì 

– Acquisto del Secondo paramento Sacerdotale Rosso in uso durante la Quaresima 

– Intervento per isolamento del tetto della Chiesetta perché d’estate si muore dal caldo.

 

A Reggio Calabria, promossa dalla dalla signora Luciana in località Villa San Giuseppe, nell’ambito delle Giornate di cultura del miele delle candele realizzate con la cera di api passeggiata percorso con spiegazione di piante e erbe aromatiche e altro  lo ieromonaco padre Elia, Priore Generale Vicario dell’Ordine di Sant’Antonio – Monaci Antoniani, ha tenuto una lezione sull’Esicasmo e meditazione guidata ortodossa, al termine della quale si sono  degustati prodotti tipici locali e formaggi con miele  il vino Donna Luciana dedicata all’organizzatrice poi il gelato con miele e aromatizzato con arancio bella donna del reggino. La lezione ha avuto grande successo tanto che Villa San Giuseppe ha deciso di replicarne anche altre.

 

Nuova Missione ad Olbia e due nuovi diaconi

In località Su Canale, frazione del Comune di Olbia (SS), mons. Roberto Pinna, decano ortodosso per la Sardegna, ha consacrato diacono il fratello Giovanni Littarru, adeguatamente formato avendo frequentato il corso di Liturgia Pastorale organizzato dall’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita.

Padre Gianfranco guiderà la Missione “San Giovanni Apostolo”  seguendo pastoralmente i fedeli di Olbia (Terranoa) e Nuoro (Nùgoro), della Gallura e della Barbagia.

 

Il sig. Nicolae Andrei David, già cantore e collaboratore della parrocchia dei Santi imperatori Costantino ed Elena di Roma Anagnina, nel corso di una Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo officiata da padre Giovanni Pricop è stato ordinato Diacono da Sua Beatitudine Filippo I di Roma, assistito da padre Emanuele da Castro dei Volsci.

Padre Andrea è stato incardinato nell’Arcidiocesi di Roma, nell’Esarcato delle Comunità di lingua Rumena e nella parrocchia di Roma Anagnina. 

 

Nuova pagina facebook della Missione “San Giovanni Battista” di Spoleto (PG)

Padre Giuseppe Lana, parroco della Missione “San Giovanni Battista” di Spoleto (PG) per incentivare la sua missione di apostolato ha attivato una pagina facebook “Chiesa Ortodossa Italiana Umbria”, indirizzo web: https://www.facebook.com/profile.php?id=61556311239029&sk=about

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Chiesa Ortodossa, Documento Ufficiale su Massoneria, Rosacroce e Fratellanze iniziatiche

Documento Ufficiale

dell’Arcivescovo Filippo e del Tribunale Nazionale Ecclesiastico sulla Valutazione delle richieste di assistenza spirituale e cooperazione caritatevole di persone o gruppi appartenenti a realtà Massoniche e Rosacrociane e ad altri gruppi iniziatici

Da quando è nata, la nostra Chiesa si è posta, con intensità di approfondimento, desiderio sincero di discernimento e fraterna attenzione, la problematica delle relazioni di assistenza spirituale, accoglienza e collaborazione con nostri fedeli o simpatizzanti, che siano stati, o siano, aderenti a realtà massoniche o rosacrociane et similia.

Si è preliminarmente esaminato, con profondo senso di carità, l‘atteggiamento seguito dalle due figure storiche dell’ortodossia italiana, veri elementi fondativi della nostra esperienza ecclesiologica, come il Venerabile Mons. Adeodato Mancini e Mons. Antonio De Rosso.

Se nell’analisi del pensiero teologico e pastorale del secondo non si sono rilevate, per quanto consta, specifiche prese di posizione sull’argomento, si è subito osservato come il Venerabile Adeodato abbia invece, per tutta la vita, collaborato apertamente – in perfetto stile di dialogo e partecipazione coerente al modello evangelico, e fino alle ultime settimane di vita (con l’iniziativa di Borgaro del 2015) – con figure e gruppi appartenenti ai contesti massonici e rosacrociani, anche all’estero, che richiedessero assistenza spirituale, amicizia o fratellanza cristiana, purché riconoscessero verità rivelate essenziali quali il Credo, la Resurrezione, il Vangelo ed i valori ortodossi fondamentali, e non si trasmodasse in questioni estrinseche e diverse dall’assistenza spirituale, le iniziative di carità, lo spirito missionario e gli eventi di scambio culturale.

L’attuale Presidente del Tribunale Ecclesiastico ricorda come, per trent’anni, il Venerabile Adeodato accolse e collaborò attivamente, offrendo a loro richiesta assistenza, consiglio e cooperazione caritatevole, numerose realtà massoniche anche in Francia, Spagna, Turchia, Inghilterra, Svizzera, e financo in Africa, dove con alcune realtà massoniche si realizzarono in Mali e Tanzania opere ospedaliere e infrastrutture attraverso il V.M. Venino, il V.M. Pilloni e l’associazione ARCA.

Nel pensiero del Venerabile Adeodato fu sempre fatta prevalere la sincerità, autenticità e compatibilità, da esaminare caso per caso, attraverso il Discretorium, della richiesta di assistenza ed amicizia, la richiesta di formulazione di una declaratoria di adesione alla Vera Fede, la valutazione della non contrarietà allo spirito del Vangelo, della tradizione ortodossa, ma sempre in uno spirito di apertura, cooperazione, convergenza su iniziative di carità ed opere di beneficenza e misericordia, come – solo per citarne una – nel caso delle logge milanesi e siciliane e dell’iniziativa annuale, effettuata tramite la Pietà del Pellicano, del c,d, “Camper della Pace” e della Pasqua di aiuto ai poveri presso la Stazione Centrale di Milano cui partecipavano, oltre a realtà massoniche, anche alcune realtà rosacrociane cristiane (sia del Lectorium che di frange autonome).

Si è quindi approfondito, attraverso l’esame del pensiero della tradizione assiro-caldea delle origini, nella trasposizione italiana del Venerabile Adeodato che costituisce uno dei due apparati radicolari teologico-pastorali da cui è nata la COI, l’apporto dello stile di apertura e di cooperazione verso le richieste di assistenza, valutandolo in senso positivo e di adesione, purché tali iniziative siano provenienti da richieste sincere di aiuto, cooperazione e consiglio, valutate uti singuli con il Tribunale Ecclesiastico e il Sinodo. Sul piano dell’analisi storica, date le premesse sopra estese, va anche osservato che finché la Massoneria fu operativa, formata, cioè, da muratori veri e propri che costruivano cattedrali, palazzi ed edifici vari, la questione non si pose. Le congregazioni muratorie originarie, infatti, nascono nel Medioevo in ambiente cristiano e adottano pienamente la dottrina religiosa (salvo poi accogliere in segreto, talvolta e come occorre senza dubbio stigmatizzare, filosofi e artisti portatori di idee e dottrine diverse ed “eretiche”). Ne è segno la presenza storica di sacerdoti tra i membri delle Logge, tra i c.d. “accettati”. In quell’epoca e per molti secoli, la religione cristiana era centrale in modo totalizzante nella vita quotidiana e nella crescita spirituale delle persone e della società. Per questo le Logge, nella loro ispirazione originaria e puramente osservante della vita cristiana e dei suoi valori, necessitavano di un sacerdote per svolgere le funzioni ordinarie (la messa) e per garantire ai muratori appartenenti i conforti religiosi, a tutti coloro che incappavano in incidenti e malattie, o per celebrare sacramenti o sacramentali. E’ solo dal XVII secolo che si apre una frattura profonda con questa ispirazione originaria, dopo la Riforma protestante è l’irrompere delle idee illuministiche, pervase in tanti casi da razionalismo ateistico e da fanatismo. L’età moderna si apre con guerre epocali tra cattolici e protestanti in tutta Europa e la crisi economica, spirituale genera trasformazioni profonde, per cui la massoneria assume connotazioni diverse, ammettendo portatori di idee sociali, religiose e filosofiche rivoluzionarie e, per tratti significativi, antireligiose e anticristiane. I membri delle nuove Obbedienze, dopo la codificazione di Anderson, non erano più muratori veri e propri, ma erano semplici costruttori del Tempio interiore, filosofi, nel senso più illuminista del termine, che lavoravano asseritamente al bene dell’Umanità facendo a meno della Rivelazione. Se ciò provoca, da un lato, una ortoprassi rituale e simbolica fondata asseritamente, e certamente in buona fede, su dialogo fraterno e confronto, inizia a spezzarsi quel legame profondo con la spiritualità cristiana, anche se si cercano mitografie derivanti da Adamo e Noè, sin dalle codificazioni massoniche inglesi della metà del XVIII secolo, per fondare l’Arte Muratoria.

Nonostante la riprovazione verso l’ ateismo, è evidente che inizia a svilupparsi verso la Massoneria una profonda lacerazione delle relazioni col mondo cristiano, in particolare cattolico, avviate dalla scomunica generale di Clemente XIII sino, nel Novecento, al divieto delle esequie cristiane di Benedetto XV nel 1917 e la “proibizione dei libri che presentassero la Massoneria come utile e non dannosa”, la scomunica per chiunque aderisca a Logge massoniche. Per il cattolicesimo romano, anche se la scomunica è stata derubricata in “colpa grave”, è vigente l’interdizione dai sacramenti. La Congregazione per la Dottrina della Fede precisò che la Massoneria era da ritenersi incompatibile con la fede cattolico-romana e che, quindi, rientrava nelle associazioni che cospirano contro la Chiesa. Divenuto Papa Benedetto XVI, Ratzinger non mutò nulla a riguardo e l’attuale Papa Francesco I sembra del tutto disinteressato all’argomento, anche se non sono pochi gli ambienti tradizionalisti che lo indicano come simpatizzante, o quanto meno non ostile, alla Massoneria e parlano, da decenni e con tratti spesso scandalistici, di appartenenze occulte e rapporti non commendevoli, e soprattutto opachi, di esponenti del clero cattolico con ambienti muratori. Una lettura meno ambigua e più adeguata potrebbe invece riferirsi, considerata la centralità di questo aspetto, nell’affrontare da parte della nostra Chiesa la problematica avendo riferimento esclusivamente alla Retta Fede e all’accettazione delle sue verità dogmatiche. Richiedere al massone che richiede aiuto o assistenza spirituale, sia come singolo che come gruppo, la piena adesione alle premesse ortodosse ritenute certe e indubitabili, su cui poggia l’intero edificio della dottrina e della teologia cristiana orientale: l’esistenza di Dio Padre e della natura umana e divina del Figlio incarnato, in Gesù Cristo morto e risorto per la salvezza di tutti, l’accettazione del Credo nella sua stesura originaria di Nicea, e altri pilastri della fede ortodossa, sembra rendere possibile un’apertura e una cooperazione, nel senso evangelico, pastorale e di carità, nella testimonianza della realtà originaria e del lascito spirituale e teologico del Venerabile Adeodato, purché si accerti, a mezzo di rigoroso discernimento, condotto con l’aiuto del Tribunale Nazionale Ecclesiastico e il Sinodo, che nulla di ciò che si accoglie sia contrario ai valori del Cristianesimo Ortodosso, e che non si neghi alcun precetto di Retta Fede. La Massoneria, come del resto fa da una prospettiva diversa la spiritualità ortodossa, non può riconoscere il Primato Papale e la sua infallibilità, perché ammettendo nella sua essenza una pari dignità delle varie religioni e vie spirituali, non può riconoscere la superiorità di un Pontefice, di un capo religioso che di fatto è un monarca assoluto.

Ciò non pone un problema significativo nel mondo ortodosso, dove per definizione e tradizione storica opera senza deroghe la collegialità sinodale. Il massone (o, piu’ in generale, l’ appartenente a gruppi iniziatici non incompatibili con il Cristianesimo) che professi la religione cristiana, deve però accettare i valori evangelici più profondi, e se richiede amicizia e dialogo e assistenza ne riconosce la dignità religiosa e gli organi e li rispetta come è giusto e necessario che sia, e come va accertato sulla base di un esame rigoroso da condursi caso per caso. Il massone, o l’affiliato a gruppi iniziatici, non può concedere a nessuno un’aura di divina superiorità, se non a Dio stesso, e se richiede l’assistenza e la Cappellania della nostra Chiesa deve adempiere i suoi valori evangelici e liturgici, e non può ovviamente ammettere che un uomo come il Papa, per quanto potente o Santo possa, come la dottrina romana sostiene, avere l’esclusiva del rapporto con Dio. Tale problema non sussiste, lo si ribadisce, con il paradigma sinodale ortodosso. È quindi evidente che sta al singolo cristiano decidere, in coscienza, se il percorso massonico o rosacrociano, o di appartenenza ad altri gruppi iniziatici non incompatibili, sia o meno contemperabile con il suo credo ma, se richiede assistenza spirituale ed omoforio della COI, deve accertarsi che, attraverso le regole e la dottrina, egli cerchi davvero nella nostra Chiesa un dialogo interiore genuino e vero col Divino e con la Retta Fede. Se vive la religione cristiana ortodossa intensamente, come via allo Spirito e Ricerca di unione con Dio e non come semplice proclamazione formale di ciò che è vero e giusto, va accettato fraternamente e aiutato nel suo percorso spirituale e di carità.

Il Cristianesimo è il complemento del sacerdozio di Melchisedec; è l’anima del Vangelo, è esso che fa circolare in questo Vangelo tutte le acque vive di cui le nazioni hanno bisogno di dissetarsi. Il cristianesimo ortodosso è la religione dell’affrancamento, della Theosis, o unione con Dio e della libertà e riempie tutta la terra alla pari del Ruach, dello spirito di Dio. Accertate tali premesse e la reale sincerità della richiesta, la nostra Chiesa ritiene, quindi, di poter esprimere, sentito il Tribunale Ecclesiastico, un indirizzo favorevole ad una cooperazione fattiva di accoglienza, in pieno spirito evangelico e caritatevole, con appartenenti a realtà massoniche o rosacrociane, o di altri gruppi, che espressamente e con congrua motivazione, la richiedano e offrirà con amore e spirito pastorale il suo omoforio e le funzioni di cappellania, verificate le condizioni sopra indicate e con le modalità definite nei singoli casi, ai richiedenti. Cio’ nell’osservanza della profondità delle origini del messaggio cristiano d’Oriente e in piena testimonianza della carità e della misericordia verso i fratelli che, con modalità diverse, cercano la Verità e la Retta Fede ma nell’adesione, senza pericoli di derive ateistiche o nichilistiche spesso presenti in talune realtà iniziatiche, ai valori cristiani piu’ profondi ed autentici, incarnati dalla tradizione cristiana ortodossa, alla elaborazione assiro – caldea e dei Padri Siri e Cappadoci, che da due millenni sino ai tempi più recenti, nella sua evoluzione storica e poi nello spirito della Filocalia e della nostra tradizione , animano e alimentano il mondo cristiano.

L’Arcivescovo Metropolita Sua Beatitudine Filippo I di Roma

Il Presidente del Tribunale Nazionale Ecclesiastico mons. Max Giusio

 

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