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San Giovanni Battista il precursore

San Giovanni Battista il precursore

 Benedizione dell’Acqua di San Giovanni

Costituita Missione “San Giovanni Battista” a Nizza Monferrato 

San Giovanni Battista, che fosti chiamato da Dio a preparare la via al Salvatore del mondo e invitasti le genti alla penitenza e alla conversione, fa’ che il nostro cuore sia purificato dal male perché diveniamo degni di accogliere il Signore. Tu che avesti il privilegio di battezzare nelle acque del Giordano il Figlio di Dio fatto uomo e di indicarlo a tutti quale Agnello che toglie i peccati del mondo, ottienici l’abbondanza del doni dello Spirito Santo e guidaci nella via della salvezza e della pace. Amen

San Giovanni Battista, il precursore, è uno dei santi più venerati dalla cristianità e non solo, essendo venerato come profeta anche dall’Islam e dai Mandei (una religione gnostica monoteista presente in Iraq e Iran). Era figlio di Elisabetta e nipote di Esmeria, sorella di Anna, madre di Maria e, pertanto, era coetaneo di Gesù (era nato sei mesi prima del Salvatore) col quale era legato da vincoli di parentela (cugino di secondo grado). E’ definito il “precursore”, essendo l’ultimo Profeta che preparò il popolo alla venuta del Messia, egli predicò nel deserto, ma anche a Gerusalemme e in  «tutto il paese d’intorno al Giordano» (Matteo 3:5). Era un nazir (o nazireo), ossia una persona che si era consacrato a Dio, e come  tale era tenuto al rispetto di alcune norme, le cui prescrizioni sono presenti nel Libro dei Numeri (6,1-21) e nel Libro dei Giudici(Gc13,1-14) quali: divieto di mangiare cibi impuri o provenienti dalla vigna, bere vino o altre bevande alcoliche, tagliarsi la barba e i capelli, toccare cadaveri ecc.

E’ definito la vox clamantis in deserto (la voce di uno che grida nel deserto) avendo predicato prevalentemente nello Midbar Yehude, o Deserto di Giuda, e sulle rive del fiume Giordano, dove conduceva una vita di predicazione, preghiera e penitenza, vestito di pelli di dromedario con una cintura di pelle attorno ai fianchi e nutrendosi di cavallette (in particolare locuste  del deserto o schistocerca gregaria) e miele selvatico (Marco 1,6), Sulle rive del Giordano oltre la predicazione effettuava riti di purificazione in particolare il battesimo di penitenza che accompagna l’annuncio della venuta del Messia annunciato dai profeti. Gesù, prima di iniziare la sua missione evangelica, si fece battezzare da Giovanni sulle rive del Giordano e in tale occasione il Battista lo riconobbe come “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Giovanni 1,29) e in quell’occasione Dio stesso si manifestò dicendo: “questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Matteo 3,13-17). 

San Giovanni non poté seguire Gesù in quanto fu arrestato su ordine del re Erode e morì martire, decapitato su richiesta di Erodiade. Sant’Andrea, fratello di san Pietro, “il primo chiamato”, era un discepolo di Giovanni. La sua figura è legata al battesimo, alla rigenerazione, alla rinascita e, in Sicilia, in ricordo del Battesimo di Gesù è ritenuto il patrono dei compari e delle comari di battesimo.

Nella notte tra il 23 e 24 giugno si procede alla benedizione dell’acqua di san Giovanni, che oltre ad un potere di purificazione carica le persone di un’energia nuova avendo poteri purificatori e curativi, secondo la tradizione quest’acqua santificata porta  anche prosperità, salute, amore e fortuna.

Il giorno che precede la nascita di san Giovanni in una bacinella si immergono nell’acqua fiori ed erbe aromatiche, preferibilmente di dodici qualità diverse (come gli apostoli o le dodici tribù d’Israele), ogni pianta selvatica va bene: malva, papaveri, rosmarino, camomilla, rose, menta, artemisia,  salvia, lavanda ecc.

Il tutto deve essere tenuto all’aperto e starci tutta la notte, in modo da raccogliere anche la rugiada del mattino, la mattina del 24 il sacerdote effettua il rituale di santificazione delle acque.

Quest’anno nella magione templare di Rocca d’Arazzo (La Ròca d’Arass), una località collinare dell’astigiano, mons. Giacomo di Seborga (al secolo Gian Claudio Doglione), Gran Priore dell’Ordine Monastico Templare della Pietà del Pellicano ed episcopo della Diocesi di Saluzzo – Seborga, nella notte tra il 23 e 24 giugno, prima della effettuazione del rito di santificazione dell’acqua di san Giovanni, ha ordinato un nuovo diacono, padre Andrea Parodi, che andrà a dirigere la costituenda Missione “San Giovanni Battista” di Nizza Monferrato. 

 

 “Signore Gesù Cristo mite e umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di questa giornata e fa che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen”.

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Milano

Milano – La Cultura è dialogo tra i popoli 

 Manifestazione per dire NO alla Russofobia, NO alla cancellazione della Cultura, NO a ogni forma di discriminazione

promossa dall’associazione Amici della Grande Russia

  Milano 15 giugno 2022

 

Dopo il successo della manifestazione tenuta a Roma il 12 maggio scorso, si è svolta il 15 giugno scorso, dalle ore 17,30 alle ore 20,  a Milano, nella suggestiva località dell’Arco della Pace, nella centralissima piazza Sempione, una manifestazione contro la cancellazione della cultura russa e contro ogni forma di discriminazione. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione “Amici della Grande Russia”, rappresentata localmente dal dott.  Mirko Preatoni, Responsabile per la Cultura della Associazione. Il dott. Preatoni è un musicista di livello internazionale molto conosciuto a Milano, tanto da aver collaborato con il Teatro alla Scala, il Mahler Chamber, la Sinfonica Nazionale della RAI, la Symphonica Toscanini, il Luzern Festival Orchestra e il NDR Sinfonieorchester. Oltre ad aver partecipato al  primo ciclo di concerti sulle Guglie del Duomo, si è esibito nelle più importanti sale da concerto internazionali, tra le quali: Opera-Parigi, Suntory Hall-Tokyo, Avery Fisher Hall-New York, Teatro Colon– Buenos Aires, Chaikovskij Saal-Mosca, H.C.Symphony Hall-Gerusalemme, al concerto alle Piramidi di Giza col maestro Muti (2003), alla Basilica della Natività a Betlemme, al Columbus Day concert ecc. ecc.     

 La manifestazione è stata organizzata dall’associazione “Amici della Grande Russia”, fondata nel 2014 e presieduta dalla signora Yulia Bazarova, con l’obiettivo di promuovere i rapporti culturali tra l’Italia e la Russia, ed è stata organizzata per promuovere la cultura del dialogo, dire No alla Russofobia e alla cancellazione della cultura. La Bazarova, che ha dato inizio alla manifestazione, ricordandone gli obiettivi e ricordando come “la cultura non ha frontiere, lingue né colore di pelle; la cultura russa fa parte della cultura mondiale”. ha presenziato e presentato i relatori.

Tra gli organizzatori e relatori della manifestazione ricordiamo  l’avv. Leo Maria Galati, avvocato europeo facente parte degli Ordini di Roma e di Madrid. Responsabile convegni e didattica. Tutor per i servizi ausiliari presso Ente Nazionale per il Microcredito, nonché responsabile Affari Istituzionali per l’Associazione, da sempre impegnato nel sociale per la difesa dei diritti, che ha dato vita ad un movimento di pensiero ad oggi ripreso a più battute da intellettuali, giornalisti e dai liberi pensatori nei talk televisivi, i quali si sono soffermati sull’importanza della difesa della cultura dei valori e delle tradizioni di un popolo. L’avv. Galati ha riaffermato quanto detto alla manifestazione romana: “La cultura è quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società. La cancellazione della storia e della cultura in generale rappresenta una generazione sociale che costruisce muri ideologici e non ponti di dialogo”.

L’associazione organizza diversi eventi a Roma: la consegna del Premio Internazionale Pushkin, Il Gran Ballo Russo, diversi incontri con noti attori russi, “Dalla Russia: con arte, musica e bellezza”, salotti letterari etc. “La cultura non ha frontiere, lingue né colore di pelle; la cultura russa fa parte della cultura mondiale” ha detto la Bazarova. Per il Vice-presidente, “solo con la ragione si può arrivare alla pace, e la ragione ha bisogno di una profonda conoscenza culturale per esprimersi”.

Il Presidente onorario dell’Associazione è la nota cantante Elena Zaremba, mezzosoprano di fama internazionale attiva sia alla Scala di Milano, che al Royal Opera House di Londra, che al Bolshoi di Mosca, che all’Opera di Stato di Vienna, che al Metropolitan Opera di New York.

Alla manifestazione hanno dato la loro solidarietà artisti italiani quali: il cantante Al Bano Carrisi; l’attrice Angelica Pedatella; l’attore Davide Gramiccioli; la sociologa, poeta, drammaturgo Antonella Pagano; il critico e storico dell’arte Enzo Dall’Ara e tanti altri. Tra gli artisti che si sono esibiti durante la manifestazione, ricordiamo la soprano Larissa Yudina, già membro del Coro Filarmonico di Kaliningrad che è stata una delle sedici cantanti (per cinque anni) della cattedrale centrale di Kaliningrad, con il grande privilegio di poter contribuire a diffondere e far rinascere la cultura musicale ortodossa. Trasferitasi a Milano, dopo aver conseguito,  a pieni voti, la laurea in canto lirico presso Conservatorio Giuseppe Verdi ha fondato   l’Associazione culturale musicale Stravinskij Russkie Motivi, di cui è e, attualmente Presidente e direttore artistico.

Alla manifestazione si è esibito anche  il violoncellista Alexander Zyumbrovskiy (ucraino di Dnipro), a simboleggiare l’amicizia tra due popoli storicamente amici.

Dopo l’introduzione dei dirigenti dell’associazione, Yulia Bazarova e Paolo Dragonetti de Torres Rutili, gli interventi successivi sono stati moderati da Stefano Bini, giornalista, autore e conduttore televisivo (RAI: Community e il lato Positivo), e giornalista di Libero Quotidiano. l’avv. Leo Maria Galati, Responsabile Affari Istituzionali per l’Associazione presso il Parlamento Italiano; Gianfranco Vestuto, Direttore di Russian News e Eurasia News;  l’avv. Stefano Sutti, Senior Partner dello Studio Legale. Fabrizio Vielmini, Adjunct Professor of International Relations Webster University in TashkentGaia Fusai, avvocato;  Jean Toschi Marazzani Visconti, scrittrice e giornalista; . Eliseo Bertolasi, antropologo e ricercatore associato all’Istituto di Alti Studi e Scienze Ausiliarie; ed altri.

Come a Roma, anche a Milano, l’unico leader religioso presente è stato Sua Beatitudine Filippo di Roma (Ortenzi), Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, che nel suo intervento ha ricordato l’etnogenesi dei popoli russi (la Russ di Kiev) e come la cultura russa si una cultura europea, fortemente legata al cristianesimo ortodosso e come in Russia, con Ivan IV, si sia sviluppato il mito della Terza Roma, di Mosca quale baluardo di difesa della cristianità nonché sostenitore di  quell’idea imperiale di Roma, che in Italia si è ormai spenta. Al termine del suo intervento al nostro Metropolita l’associazione ha donato due graditi libri in miniatura di Dostoevskij (Il giocatore) e di Cechov (Racconti).

 

Tra i gruppi che hanno partecipato all’evento segnaliamo Russiyana, compagnia di danze tradizionali russ fondata dal coreografo Maria Avakumova e diretta dalla ballerina  Masha Abakoumova, già artista del Teatro Bolshoi e della compagnia Piatnizkii e Anna Cislaghi, danzatrice italiana specializzata nella danza russa tanto da venire scambiata per una russa doc.

Tra mons. Filippo e le artiste della Russiyana si è avviato un proficuo dialogo, e il nostro Metropolita ha apprezzato questo gruppo il cui repertorio spazia dalla tradizione della Russia all’Ucraina e attraversa tutte le culture dell’est e il folklore zigano. Questa compagnia, dove operano insieme ballerine russe, italiane ed ucraine è un esempio di pace e fratellanza tra i popoli che tutti dovremmo apprezzare.

 

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Salvo D’Acquisto
Salvo D’Acquisto

Costituito

Comitato di postulazione per la glorificazione

del vice brigadiere Salvo D’Acquisto

 

Il 23 settembre 1943 veniva fucilato dai tedeschi, presso la Torre di Palidoro, località ubicata nel territorio del Comune di Fiumicino, il vicebrigadiere della Guardia Nazionale Repubblicana (quarta arma della Repubblica Sociale Italiana, costituita da uomini provenienti dalla Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia dell’Africa Italiana) il milite ventitreenne Salvo D’Acquisto, che si era preso la colpa di un attentato nel quale persero la vita due soldati tedeschi e altri due vennero feriti, al fine di evitare una rappresaglia che avrebbe portato alla morte ventidue cittadini innocenti. Sembra che in realtà non vi sia stato alcun attentato e che i soldati germanici, appartenenti ad un reparto di paracadutisti della 2. Fallschirmjäger-Division, unità d’elité della Luftwaffe (aviazione militare tedesca) si fossero accasermati in una struttura precedentemente in uso alla Guardia di Finanza e siano rimasti vittima di una bomba utilizzata da pescatori di frodo, a suo tempo sequestrata dai finanzieri e incautamente maneggiata dai parà tedeschi.    A nulla valsero le proteste dei militi della locale stazione della G.N.R. e della popolazione, i tedeschi erano talmente arrabbiati per il tradimento dell’Italia che volevano che tali morti fossero vendicati con l’uccisione di ventidue cittadini italiani, catturati come ostaggi, dieci per ogni morto e uno per ogni ferito. Per evitare lo spargimento di sangue innocente il vicebrigadire Salvo D’Acquisto immolò la sua giovane vita. Nella motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa, alla memoria, da S.A.R. Umberto di Savoia, luogotenente generale del Regno, conferita con Decreto “Motu Proprio” del 25 febbraio 1945, è scritto:  «Esempio luminoso d’altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme con 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così — da solo — impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma.». Primogenito di cinque fratelli, Salvo Rosario Antonio D’Acquisto era nato a Napoli (quartiere Vomero)  il 15 ottobre 1920 in una famiglia profondamente religiosa, tanto da aver frequentato sia l’asilo che il ginnasio dai salesiani. Era un appassionato di musica, e un discreto baritono. All’età di 19 anni si arruolò volontario nell’Arma dei Carabinieri Reali, dove frequentò la Scuola Allievi Carabinieri di Roma e prestò servizio, prima presso la Compagnia Comando della Legione Carabinieri di Roma dipendente dalla II Divisione Carabinieri “Podgora” e poi presso il Nucleo Carabinieri Fabbricazioni di Armi presso FabbriGuerra di Roma. Animato da grande spirito patriottico, dopo l’entrata del Regno d’Italia nella seconda guerra mondiale, si arruolò volontario per combattere in Libia dove combatté contro gli inglesi, rimanendo ferito ad una gamba, nelle fila della 608 Sezione Carabinieri, di stanza a Bengasi. A seguito della ferita e a una forte febbre malarica, dopo alcuni mesi di cura presso l’Ospedale Militare di Bengasi, rientrò in Italia e nel 1942 fece un corso da sottufficiale presso la Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze, dove conseguì il grado di vicebrigadiere e assegnato alla Stazione Carabinieri della borgata rurale di Torrimpietra (frazione di Fiumicino), ad una trentina di chilometri dalla capitale. Dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana, i carabinieri di Torrimpietra, analogamente alla maggioranza dei militari dell’Arma (su 80.000, 7.000 si sbandarono, 29.000 rimasero fedeli al Re e  al Governo di Brindisi, mentre la maggioranza aderì alla Repubblica Sociale Italiana e confluì nella Guardia Nazionale Repubblicana (44.198 uomini, dei quali 790 ufficiali, 8.253 sottufficiali e 35.155 appuntati e carabinieri). Durante la rappresaglia tedesca per il “presunto” attentato di Palidoro, “quantunque malmenato e a volta anche bastonato dai suoi guardiani, serbò un contegno calmo e dignitoso“, come ebbe a riferire in seguito una cittadina del luogo di nome Wanda Baglioni, che ne fu testimone oculare, per puro spirito cristiano si autoaccusò, addossandosi la responsabilità dell’accaduto, per salvare le vite dei cittadini che come milite e carabiniere si sentiva il dovere di tutelare e proteggere. Un certo Amadio, unico che aveva assistito alla fucilazione, testimoniò che prima dell’esecuzione Salvo D’Acquisto gridò: “Viva l’Italia”.                                   

L’eroica figura di Salvo D’Acquisto è un esempio iconico dell’Arma dei Carabinieri e l’Ordinariato Militare nel 1983 ha iniziato una causa di canonizzazione i cui atti sono alla Congregazione della Causa dei Santi della Chiesa Cattolica Romana. Mentre la Congregazione ha riconosciuto a D’Acquisto l’eroismo delle virtù, nel 2007 detta Congregazione ne ha sospeso il riconoscimento dell’eroica testimonianza della carità che lo avrebbe riconosciuto come martire e conseguentemente alla canonizzazione. L’uscita poi di uno sceneggiato televisivo  a lui dedicata da parte della RAI, dove il nostro eroe era interpretato da Massimo Ranieri, ha di fatto bloccato la canonizzazione da parte della Chiesa Cattolica, in quanto sembra che fosse fidanzato e intrattenesse rapporti pre-matrimoniali con la sua amata. A seguito di detta decisione cattolica, alcuni nostri fedeli, in primis il dott. Gregorio Daniele Scalise, Presidente dell’Uni-Esaarco, con strutture universitarie a Lamezia Terme (CZ), Cuneo e Pinerolo (TO) hanno costituito un Comitato di postulazione per la glorificazione di Salvo D’Acquisto, sicuri che il martirio è un battesimo di sangue che lava tutti i peccati e che  Salvo D’Acquisto rientri anche nel novero degli etno-martiri cristiani per i quali la Chiesa Ortodossa Italiana, mutuando dalle normative canoniche della Chiesa Ortodossa Greca, ne permette la venerazione.

Tra i postulatori ricordiamo l’avv. Pietro Barone, che questo mese di giugno ha promosso, presso il Villaggio Breda, la festa dell’Arma dei Carabinieri, facendo venire anche la banda musicale dei bersaglieri con deposizione di una corona al monumento ai caduti, con la fattiva partecipazione del Presidente del Municipio delle Torri, Nicola Franco. Grande entusiasmo anche tra i carabinieri, in servizio o quiescenza, del nostro Clero, come mons. Antonio Berardo di Casaluce, Vescovo di Ravenna e Sergio Arduini, parroco di Frosinone. Coloro che fossero interessati a partecipare al Comitato di Postulazione o avessero testimonianze o documenti utili per il processo di glorificazione scrivano a chiesaortodossaitaliana@gmail.com   o al cancelliere mons. Roberto Pinna pinnaroberto61@gmail.com, la documentazione verrà posta al vaglio del Tribunale Nazionale Ecclesiastico e del Santo Sinodo della Chiesa.  

Nelle foto in alto: manifesto del film su Salvo D’Acquisto con Massimo Ranieri, l’avv. Pietro Barone al Villagio Breda di Roma con rappresentanti dell’Associazione Nazionale Arma dei Carabinieri, deposito di una corona col presidente del VI Municipio di Roma (Municipio delle Torri) Nicola Franco, mons. Antonio maresciallo dei carabinieri in quiescenza e vescovo di Ravenna, padre Sergio appuntato dei carabinieri e parroco di Frosinone e Gregorio Daniele Scalise, dirigente delle associazioni imprenditoriali CEPA-A e ESAARCO, Presidente dell’Uni-Esaarco con Scuole Superiori di Mediazione Linguistica (lauree triennali) a Lamezia Terme, Cuneo e Pinerolo e Presidente del Comitato di postulazione per la glorificazione di Salvo D’Acquisto.

 

 

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Nuove Missioni e attività

Nuove Missioni e attività

a Torino, Napoli e San Severo (FG)

 

Ogni giorno la Chiesa Ortodossa Italiana consolida la sua presenza nel territorio ed amplia la suo apprezzamento internazionale.

La crescita è omogenea in tutto il territorio nazionale e riguarda tanto il nord che il sud del paese.

 

Prima di parlare delle tre nuove Missioni attivate dalla nostra Chiesa, una a Torino (Diocesi di Torino), una a Napoli (Diocesi di Napoli) e una a San Severo FG (Diocesi di Bari), informiamo che il nostro Arcivescovo Metropolita, Sua Beatitudine Filippo I (Ortenzi) ha un nuovo stemma episcopale, che pubblichiamo qui a fianco e che sostituisce quello in uso dal 2016 come vescovo dell’Eparchia del Lazio, della Tuscia e delle Terre di Roma.

Grazie all’azione di mons. Maximus di Torino ha aderito alla nostra Chiesa padre Andrea di Torino, imprenditore titolare di una delle più note librerie della città. Consacrato sacerdote nella The Holy Celtic Church International, una giurisdizione ecclesiale “culturalmente cattolica che si rifà alle antiche chiese celtiche britanniche e dalla teologia mistica cristiana in generale” dove  convivono tendenze vetero cattoliche, cattoliche liberali, ortodosse …. Padre Andrea ha un discreto numero di fedeli, tanto che ha attivato una missione: la Missione San Giovanni Evangelista (Diocesi di Torino),  con sede nel centro storico torinese, nella centralissima via Garibaldi.

Proviene invece dalla Chiesa Cattolica Romana, padre Mattia Pacomio, un diacono cattolico napoletano plurilaureato,  che viene ad arricchire, anche teologicamente, la nostra famiglia religiosa. Padre Mattia, il suo apostolato riguarderà tutto il territorio campano, è un uomo di grande spiritualità e vocazione missionaria ed ha attivato una Missione Santi Paolo e Barnaba (Diocesi di Napoli) nel quartiere occidentale di Fuorigrotta (Forerotta in dialetto napoletano), dove il comune ha scelto di togliere la dedicazione dello Stadio a San Paolo per intitolarlo a Maradona.

La terza Missione si è invece costituita in terra di Puglia, dove la Diocesi di Bari, già presente con 1sacerdote, un diacono e un ipodiacono nel foggiano, si arricchisce di una nuova missione, anch’essa intitolata a San Giovanni Evangelista. La Missione è stata affidata a padre Francesco, un operatore socio sanitario a suo tempo consacrato diacono in una prelatura cattolica indipendente.

 

Per motivi di privacy abbiamo omesso di pubblicare i cognomi dei nuovi responsabili pastorali della nostra Chiesa, coloro che fossero interessati a partecipare a dette Missioni possono rivolgersi alla sede centrale o diocesana della Chiesa.

Dopo che la pandemia ha bloccato per quasi due anni le cerimonie matrimoniali, finalmente negli ultimi giorni diverse persone si sono rivolte alla nostra Chiesa per battesimi, cerimonie di fidanzamento e matrimonio.

Non possiamo citarli tutti ma ne segnaliamo almeno due, quello tra  Gianluca, dirigente dell’antimafia di Roma e Anna Maria, rumena a Monterotondo e tra Giuseppe, un italiano la cui mamma era una ortodossa eritrea di etnia tigrina  e Michela, rumena a Roma.

Segnaliamo inoltre che padre Emanuele di Torino e padre Paolo d’ Aosta sono stati ospiti del Capitolo d’Investitura dei Cavalieri dell’Ordine Militare et Hospitaliero OSLJ di Gerusalemme e Malta del Gran Priore per l’Italia, conte Giovanni Vergottini che si è tenuto a Druento (TO) il 28 maggio u.s.

Il giorno successivo invece, nella parrocchia di Sant’Efisio a Cagliari, mons. Roberto Pinna, corepiscopo e decano ortodosso per la Sardegna, quale Priore per l’isola della Confraternita dei Cavalieri di San gabriele Arcangelo ha accolto nella famiglia gabrielita i confratelli: Roberto Muscas, Giorgio Murgia e Mario Chessa.

 

 

 

Foto del Solenne Capitolo lazzarita di Druento (TO)

 

 

 

Oltre a dare il benvenuto ai nuovi confratelli, ci preme elogiare il dott. Padre Roberto Pinna che, per la sua preparazione, capacità aggregativa e organizzativa, preparazione teologica e competenza ha avuto l’onore (e l’onere) di essere scelto, su proposta dell’Arcivescovo Metropolita e delibera del Santo Sinodo, quale nuovo Cancelliere della nostra Chiesa, andando a sostituire padre Lino di Roma, dimessosi per gravi motivi di salute e al quale facciamo gli auguri di pronta guarigione.

 

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