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 Commemorazione dello sbarco di Luciano Manara

e dei suoi bersaglieri

 

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La mattina di sabato, 24 aprile, presso il Porto di Anzio (RM), si è tenuta una manifestazione per ricordare lo sbarco, avvenuto il 26 aprile 1849, del col. Luciano Manara che, a capo di 600 bersaglieri, era venuto a combattere per la difesa della Repubblica Romana.

Nel pieno rispetto delle normative anti-Covid (la Polizia Locale ha svolto servizio di ordine pubblico), una piccola folla si è radunata per la manifestazione organizzata dal dott. Massimo Flumeni, dalla sezione “Enrico Toti” dell’A.N.C.R. (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Roma) e dalla Federazione Bersaglieri d’Italia di Roma, associazioni delle quali è Presidente.

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Sono intervenuti: l’assessore alle politiche sociali del comune di Anzio, Velia Fontana; il Prof. Tommaso Amato, della Pro Loco di Anzio; il Prof. Luciano Baietti, presidente U.N.U.C.I. (Unione Nazionale Ufficiali in

AnzioCongedo d’Italia) di Anzio; Irridio Palomba presidente delle Sezionidell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna e AssoArma di Nettuno; Pietro Cappellari, scrittore e ricercatore storico della Federazione Nazionale Arditi d’Italia; Ivana Ingrosso delle Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Erano anche presenti, quali labariferi, Stefano Pucciotti dell’Associazione Mutilati Invalidi di Guerra, Benito D’Eufemia dell’Associazione Nazionale Italiana Reduci di Russia e Alessandro Nani dell’Associazione Nazionale Bersaglieri con i labari delle rispettive associazioni.

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Dopo la presentazione della cerimonia da parte del Presidente dott. Massimo Flumeni, l’Assessore Velia Fontana ha portato i saluti del Sindaco di Anzio a tutti gli astanti, dopo di che, sulle sempre suggestive note del silenzio, suonato da due trombettieri, è stata apposta una corona sulla lapide che ricorda lo sbarco del Colonnello Luciano Manara. La benedizione della lapide, da parte di Mons. Filippo I, Primate Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, ha concluso la breve ma suggestiva cerimonia.

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Mons. Filippo Ortenzi ha ricordato come il Colonnello Manara sia “un martire del Risorgimento: già eroe delle cinque giornate di Milano e della prima guerra d’indipendenza (dove a capo dei bersaglieri lombardi combatté prima sotto le insegne del Governo Provvisorio di Milano e poi del Regno di Sardegna), sbarcò nel Lazio per difendere la Repubblica Romana dalle forze reazionarie che volevano restaurare lo Stato Pontificio, sconfisse ripetutamente le truppe borboniche e liberò le città di Anagni e Frosinone, venne nominato dal Gen. Giuseppe Garibaldi quale Capo di Stato Maggiore delle forze patriottiche romane e morì a Villa Spada combattendo contro le soverchianti armate francesi del gen. Nicolas Charles Victor Oudinot, inviate da Napoleone III a sopprimere la Repubblica Italiana per restaurare il governo pontificio. La sua orazione funebre fu tenuta da padre Ugo Bassi, un sacerdote barnabita, patriota e cappellano della Legione Garibaldina, fucilato a Bologna l’8 dicembre dello stesso anno e che è oggetto di una causa di glorificazione da parte della Chiesa Ortodossa Italiana, quale etno-martire, venerabile e confessore.

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 Commemorazione dello sbarco di Luciano Manara

e dei suoi bersaglieri

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Sant’Agata

La Maina Terra di amazzoni e guerrieri

Domenica delle Palme o Entrata Trionfale

Domenica delle Palme o Entrata Trionfale

 Roma – Parrocchia SS. Elena e Costantino

Domenica delle Palme o Entrata Trionfale

La domenica delle palme, che nella Chiesa Ortodossa è chiamata anche entrata trionfale, è una delle grandi feste della Chiesa, viene celebrata la domenica prima di Pasqua ed è la domenica con   la quale si entra nella settimana pasquale, chiamata anche la grande settimana.   Per San Giovanni Crisostomo è chiamata Grande non perché la Settimana Santa ha più ore o giorni, ma perché gli eventi che la Chiesa chiama a vivere durante questa settimana sono veramente grandi e unici (da Ortodoxia.it). In questo giorno la Chiesa celebra l’ingresso trionfale di Gesù, a Gerusalemme nei giorni precedenti la Pasqua ebraica, seduto su un giovane asino, non a cavalcioni ma da un lato come a dire che quello è il suo trono.  L’asino ha un valore simbolico perché nelle tradizioni e nella prassi militare dell’antico Oriente era un animale pacifico, mentre il cavallo era un animale da guerra (Ger.9,10). Gesù Cristo fu ricevuto al suo ingresso a Gerusalemme da una folla osannante, tra la quale numerosi bambini, con rami di palma e di alloro. (Mt 21.8; Giov. 12.13) dicendo ” Benedetto colui che viene nel nome del Signore” (Mt 21.9; Salmo 117.26). Nell’entrata trionfale Gesù viene accolto con rami di palma, una pianta antichissima, dell’ordine arecales, i cui resti fossili risalgono all’Era del Cretaceo (80 milioni di anni fa) e che nella tradizione ebraica, rappresenta una delle “quattro specie frutto della terra”  portate in processione per la festa delle Capanne o Sukkot, quale espressione di gioia e ringraziamento prescritta da Dio secondo Levitico (23,40): Il primo giorno prenderete frutti degli alberi migliori, rami di palma, rami con dense foglie e salici di torrente, e gioirete davanti al Signore, vostro Dio”. La palma e l’alloro nella tradizione greca e romana rappresentano un simbolo di trionfo, acclamazione e regalità, segni di vittoria e trionfo. Nella Chiesa cattolica, anche a causa della mancanza di palmeti in Europa, i rami di palma sono stati sostituiti da quelli d’olivo anche a causa di un’antica antifona gregoriana canta: «Pueri Hebraeorum portantes ramos olivarum obviaverunt Domino» (“Giovani ebrei andarono incontro al Signore portando rami d’olivo“), nell’Europa dell’Est si usano rami di salici (specie in Russia) ed i fedeli tengono in mano rami di salici, fiori o candele (candele decorate con fiori, specie tra gli ortodossi arabi). I greci tengono croci intrecciate da rami di palma o foglie di alloro la domenica delle palme. In Romania è la festa dei fiori e si fanno gli auguri a tutte le donne che portano il nome di un fiore (Floarea, Florentina, Marghereta, Narcisa, Petunia,Violeta ecc.).

Domenica delle Palme o Entrata Trionfale

Quest’anno il nostro Arcivescovo Metropolita mons. Filippo Ortenzi ha celebrato la Divina Liturgia presso la Parrocchia SS. Elena e Costantino di Roma Anagnina, insieme a molti fedeli. Si è proceduto alla benedizione delle palme d’olivo e della benedizione del cibo portato dalle nostre fedeli e consumato fraternamente in modo da rinsaldare i vincoli di fratellanza e di comunità.

La Domenica delle Palme o Entrata Trionfale

 Roma – Parrocchia SS. Elena e Costantino

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Esicasmo

A Sanremo spettacolo blasfemo

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 “Preghiera del Cuore” e meditazione cristiana

Esicasmo

Anche in Italia comincia a diffondersi la conoscenza dell’Esicasmo o “preghiera del cuore“, un complesso sistema di meditazione cristiana che trova le sue radici nel Vangelo di Marco (10,46-52) quando nella città di Gerico un mendicante cieco cominciò a gridare: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!» e Gesù lo guarì dicendo: «Va’, la tua fede ti ha salvato». L’esicasmo pertanto si basa sulla preghiera di Gesù “Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà“, alla quale in ambito slavo russo è stato aggiunto “di me, peccatore“. Per il prof. Massimo Giusio, teologo, scrittore e sociologo delle religioni, nonché direttore didattico dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo (struttura accademica della Chiesa Ortodossa Italiana) la dottrina e pratica esicasta si è sviluppata attraverso cinque fasi.                                                                                  Prima fase, detta dei Padri del deserto, riguarda i secoli III e IV dell’era volgare. L’esicasmo nasce in ambiente monastico e vede quali massimi esponenti Evagrio del Ponto Gregorio di Nissa (autore del libro: La vita di Mosè). I monaci eremiti iniziano a praticare la preghiera continua a Gesù attraverso un’invocazione, composta da una sola breve formula (preghiera monologica). Essi si ritirano in luoghi appartati, lontani dalle interferenze acustiche e mondane per combattere le passioni che rallentano la possibilità di avvicinamento allo Spirito.

Seconda fase, ha quale spazio temporale i secoli VI e VII ed è definita sinaitica, in quanto sviluppatesi nei monasteri del Monte Sinai. Essa ha quale massimo esponente Giovanni Climaco, per il quale la preghiera monologica (anche solo Gesù, Gesù, Gesù …) è di per sé sufficiente alla discesa della mente nel cuore. Durante questa fase si iniziano a sperimentare e codificare tecniche quali la compressione del mento sul petto, il rallentamento del battito cardiaco, il controllo del respiro anche attraverso la respirazione a narici alternate che, con la recitazione continua della preghiera monologica (Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà) da origine a quella che, attualmente, viene definita con una espressione tautologica Esicasmo Trascendentale (l’Esicasmo è di per sé trascendentale). 

Terza fase, riguarda i secoli X e XI e vede quale esponente principale Simeone il Nuovo Teologo. In questo periodo inizia ad emergere la necessità assoluta di non fare mai l’esicasmo da soli ma di avvalersi dell’aiuto di una Guida Spirituale, ossia di un maestro con esperienza, saggezza, prudenza e preparazione teologica. Vengono perfezionate ulteriormente quelle tecniche psico-fisiche che accompagnano la preghiera, quali il controllo del battito cardiaco e della respirazione, l’isolamento mentale dai pensieri e dalle interferenze esterne e la discesa dello Spirito dalle narici al cuore,  la ricerca della theosis interiore (il Regno di Dio è dentro di Noi).

Quarta Fase. Nel XIII secolo, grazie a Gregorio il Sinaita, l’esicasmo fu introdotto tra i monaci del Monte Athos ed inizia la Fase athonita. In questo periodo la mistica esicasta si scontra con la teologia razionalista cattolica della scolastica. La teologia tomistica condannò l’esicasmo in nome di una certa laicizzazione della stessa teologia, ovvero di una sua progressiva trasformazione in filosofia della religione, sotto l’influenza dell’aristotelismo (vedi https://www.homolaicus.com/storia/medioevo/esicasmo.htm). In questo periodo vi verificò uno scontro  tra due eminenti teologi ortodossi Barlaam il Calabro (di Seminara – RC) e Gregorio Palamas. In tale fase Barlaam accuserà gli esicasti di onfaloscopia o contemplazione perpetua dell’ombelico ed altre nequizie, paragonandoli addirittura agli eretici messaliani e ai bogomili. Barlaam contestava: “la pretesa di vedere l’essenza divina con gli occhi del corpo“, perché a suo giudizio un’essenza inconoscibile rende impossibile farne esperienza diretta coi sensi. Alle critiche di Barlaam rispose Gregorio Palamas con le Triadi per la difesa dei santi esicasti, un’opera che per la prima volta offre una sintesi teologica della spiritualità dei monaci orientali. Nel 1351 fu convocato a Costantinopoli un Concilio (Nono concilio Ecumenico per il Patriarcato di Costantinopoli) nel quale non soltanto fu accettata come pienamente ortodossa la teologia esicasta secondo Gregorio Palamas ma le pratiche athonite furono vivamente consigliate ai fedeli che volessero perseguire la theosis e l’edificazione del Tempio dello Spirito nel proprio corpo. Detto Concilio condannò le posizioni di Barlaam il Calabro. La fase athonita è importante perché è in questo periodo che l’esicasmo da pratica limitata al mondo monastico iniziò a diffondersi ed essere consigliata anche ai laici e, pertanto, Gregorio Palamas può essere considerato l’iniziatore dell’esicasmo contemporaneo.

 Quinta fase. Nei secoli XVII-XVIII l’esicasmo vede la definitiva codificazione da parte di Nicodemo l’Aghiorita, autore della Filocalia  (letteralmente, amore della bellezza) un florilegio patristico che è una vera e propria Enciclopedia, il  manuale delle giovane marmotte”, come lo ha definito Max Giusio, per l’orientamento del fedele. La discesa delle mente nel cuore, le tecniche di postura, respirazione, controllo del battito cardiaco, la preghiera incessante a Gesù, l’attenzione (“state attenti” si dice nella Liturgia di Giovanni Crisostomo), la concentrazione quale essenzializzazione della focalizzazione dell’attenzione dello sguardo sull’anima, l’eliminazione progressiva dalla mente di tutto ciò che ci circonda e la focalizzazione dello sguardo su un punto particolare, la calata della mente sul cuore per raggiungere il ricordo di Dio come ricerca della theosis della quale è importante valorizzarne l’efficacia, vengono dettagliatamente descritte in un libro (la FILOCALIA) del quale consiglio la lettura.

Esicasmo

Per coloro che volessero approfondire la conoscenza dottrinale del cristianesimo orientale può essere utile leggere il libro Elementi di teologia ortodossa” del dott. prof.  Massimo Giusio, sociologo, scrittore, teologo, docente e saggista torinese (Collana ACCADEMIA – III ABE Arturo Bascetta Edizioni gennaio 2021). Chi invece volesse seguire una lezione del prof. Massimo Giusio, può ascoltarla gratuitamente iscrivendosi al canale youtube UNISAG, dove potrà ascoltare anche interessanti lezioni sulle prove ontologiche, filosofiche e razionali dell’esistenza di Dio.

mons. Filippo Ortenzi
                

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Diavolo Demonologia e Satanismi

Diavolo Demonologia e Satanismi

 tra Storia, Teologia e Sociologia

Diavolo Demonologia e Satanismi

Sabato 3 aprile (vigilia della Pasqua cattolica) si è svolta una interessante lezione su: DIAVOLO, DEMONOLOGIE E SATANISMI TRA STORIA, TEOLOGIA tenuta dal teologo ortodosso Massimo Giusio, responsabile del Dipartimento Storico-Religioso dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo. Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare l’intervento del professor Massimo Introvigne, sociologo delle religioni tra i più importanti al mondo, che ci ha parlato del satanismo e dei satanisti, temi su cui è considerato, anche per i libri di cui è autore, un vero esperto internazionale. Tra gli intervenuti anche  mons. Filippo Ortenzi sulla figura di Papa Giovanni XXII, ritenuto uno dei fondatori della demonologia cattolica, iniziatore della caccia alle streghe e che Dante aveva citato nella Divina Commedia quale simoniaco e corrotto.    

Diavolo Demonologia e Satanismi

Commissione Europea – L’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo (UNISAG) è registrata al numero  686411142111-53 quale: Istituto di Ricerca e Formazione  

Vi ricordiamo che la lezione di sabato prossimo delle ore 17,30 (chi volesse partecipare scriva a: unisangiov.crisostomo@gmail.com) avrà per tema l’ESICASMO o “preghiera del cuore” e sarà tenuta dai prof. Massimo Giusio e Tudor Petcu

ore 17,30 – prof. Massimo Giusio

1. Chi è il vero padre dell’Esicasmo? Le influenze del mondo orientale
2. Le “Cinque fasi” dell’Esicasmo: inquadramento storico e teologico
3. La storia straordinaria della “Repubblica Teocratica”: spiritualità del Monte Athos
ore 18,15 – prof. Tudor Petcu
1. Tecniche, metodi e pratiche esicastiche nell’area greca, russa e rumena
2. La storia straordinaria di Sfantul Ambrozìe de la Optìna (1812 – 1891) – La spiritualità dell’ “Athos parallelo” di Optina
mons. Filippo Ortenzi
                

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Incontro con la comunità eritrea

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