Epistula Lentuli

Epistula Lentuli
********: The Savior (acheiropita), c. 1167.. Moscow, Tretyakov State Gallery*** Permission for usage must be provided in writing from Scala.

Epistula Lentuli ad Romanos de Christo Jesu

Quale era il volto di Gesù? Quello dell’Uomo della Sindone o quello dipinto dai pittori da secoli? Nel 1421 fu rinvenuto dal nobile italiano Giacomo Colonna il cosiddetto “manoscritto di Jena” un antico documento inviato a Roma dalla capitale dell’Impero (Costantinopoli). E’ l’epistola (lettera) mandata dal senatore romano Publius Lentulus all’imperatore Tiberio dove parla di un certo Gesù Cristo, uomo dal grande potere taumaturgico e del quale illustra la figura fisica. Il ritratto che ne scaturisce è più vicino all’immagine di Nostro Signore effettuata dai cristiani dei primi secoli che a quella attuale che lo rappresenta come una specie di hippy moderno. Detta lettera, scritta da un magistrato romano, ex governatore della Siria Palestina prima di Ponzio Pilato, di religione pagana e non cristiano, è un apocrifo (cioè non fa parte dei canoni cristiani) e, per taluni storici, anche un falso. Noi non sappiamo se il documento sia vero o falso, ma riteniamo il documento importante e, di conseguenza lo proponiamo anche a voi. Questa è una delle più antiche immagini di Gesù, quella inerente la tradizione del mandylion, il Volto Santo acheropita, ossia non dipinto da mano umana, venerato dalle prime comunità cristiane, noto come immagine di Edessa di Mesopotania (oggi Urfa in Turchia) poi traslato a Costantinopoli – Nuova Roma (oggi Istambul – Turchia) e scomparso nel 1204 quando le orde cattoliche crociate conquistarono e saccheggiarono Costantinopoli causando la fine dell’Impero Romano.

“Un ufficiale romano di nome Lentulo allorché si trovava, per i Romani, nella provincia della Giudea all’epoca di Tiberio Cesare vedendo Cristo, le mirabili sue gesta, la sua predicazione, gli infiniti miracoli e varie altre cose stupende, così al senatore romano scrisse: In quei tempi apparve, e vive tuttora, un uomo dotato di straordinario potere di nome Gesù Cristo. Dalla gente è detto profeta di verità, i suoi discepoli lo chiamano Figlio di Dio, risuscita i morti, e guarisce [tutte] le malattie. E’ un uomo dalla statura alta e ben proporzionata, dallo sguardo improntato a severità;  quanti lo guardano lo possono amare e temere. I suoi capelli hanno il colore delle noci di Sorrento molto mature e discendono dritti quasi fino alle orecchie; dalle orecchie in poi sono increspati e a ricci alquanto  più chiari e lucenti ondeggianti sulle spalle; nel mezzo  ha una riga secondo il costume dei nazarei. La sua fronte è liscia e serenissima, il viso non ha né rughe né macchie, ed è abbellito da un [moderato] rossore. Il naso e la bocca sono perfettamente regolari. Ha barba abbondante [e impubere] dello stesso colore dei capelli: non è lunga, e sul mento [in mezzo] è (leggermente) biforcuta. Il suo aspetto è semplice e maturo. I suoi occhi sono azzurri, vivaci e brillanti. Terribile quando rimprovera, accarezzevole e amabile quando insegna, gioviale pur conservando la gravità. Qualche volta ha pianto, ma non ha mai riso [non fu  mai visto ridere, bensì piangere]. La statura del suo corpo è alta e diritta, le mani e le braccia graziose alla vista. Parla poco, grave e misurato. Giustamente fu dunque detto dal profeta: Il  più bello dei figli degli uomini [Dall’aspetto più bello dei figli degli uomini]. Costui è il re della gloria, che gli angeli desiderano contemplare, la cui bellezza è ammirata dal sole e dalla luna,  il salvatore del mondo,  l’autore della vita.  A lui onore e gloria in eterno. Amen”

Epistula Lentuli

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