Attivate due  nuove Parrocchie a Roma e Trieste

Attivate due nuove Parrocchie a Roma e Trieste

Attivate due  nuove Parrocchia a Roma e Trieste 

Aiuti Umanitari dal SOSMA-UNITAU e dai Cavalieri Portaspada

Protesta della Chiesa Ortodossa Italiana e dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate al cimitero francese di Venafro

 

 

La nostra Chiesa sta vivendo negli ultimi mesi una crescita esponenziale, presso la Chiesa Cattedrale di via Bovino n. 43 (quartiere Torre Gaia – Roma) si è costituita la parrocchia “Sant’Ugone dei Pagani” della quale è stato nominato parroco padre Alessandro Frezza, la stessa è la sede arcivescovile di Sua Beatitudine Filippo di Roma, Metropolita della nostra Chiesa. 

Padre Alessandro potrà contare sulla collaborazione di padre Sebastiano e padre Sergio nonché della diaconessa avv. Ersilia Lia Barracca e del lettore Mihaela Traci.

Il rito utilizzato in parrocchia è prevalentemente  quello gallicano italico, anche se eccezionalmente verrà utilizzato anche il San Giovanni Crisostomo.

La parrocchia di “Sant’Ugone dei Pagani si aggiunge alla parrocchia “Santi imperatori Costantino ed Elena di Roma Anagnina (via Roccella Ionica n. 6), magnificamente diretta da padre Giovanni Pricop, parrocchia con più di settecento fedeli, per la quasi totalità di nazionalità rumena.

Ha chiesto di essere incardinato nella nostra Chiesa il dott. padre Constantin Eugeniu Negrea, laureato in Teologia Dogmatica all’Università di Iași (Moldavia rumena) e ordinato sacerdote nella Chiesa Ortodossa Rumena. 

Lo stesso andrà a dirigere la Parrocchia “La resurrezione del Signore – Inviarea Domnului” di Trieste, una comunità prevalentemente di lingua rumena, che già conta oltre trecento fedeli. (nella foto padre Constantin Eugeniu Negrea)

 

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che risuona o cembalo che strepita. Se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi tanta fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei averi e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, è benevola la carità. Non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia di orgoglio, non manca di rispetto, non cerca II proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità. La carità tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà, la conoscenza svanirà. […] Ora, dunque, rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. La fede finirà, la speranza finirà, ciò che rimarrà è la carità, perché la più grande di tutte!. San Paolo – 1 lettera Corinzi 13,1-13

Sua Altezza Serenissima Paolo di Giovine, principe di Roccaromana e Gran Maestro del SOSMA-UNITAU (Supremo Ordine di San Michele Arcangelo – Unione Nazionale Internazionale Territoriale Aiuti Umanitari), come sempre, sulla scia di quanto indicato dal fondatore e compianto Nicolas Chieti, ha coniugato sempre più la fratellanza cavalleresca con gli Aiuti Umanitari a fianco degli ultimi e dei bisognosi.

 

Martedì 3 novembre sono stati distribuiti dal SOSMA-UNITAU e dal Sacro Ordine dei Cavalieri Portaspada ai poveri di Guidonia, tramite la Caritas, ai poveri delle comunità italiana e rumena della Chiesa Ortodossa Italiana e a un centro di accoglienza per profughi ucraini circa tre quintali di susine, avuti in dono grazie alle conoscenze dei principi di Giovine (SOSMA) e Olivieri (Portaspada).

VENAFRO – il tre novembre, In occasione della visita della signora Lise Moutoumalaya, consorte del Console generale della repubblica Francese a Napoli al Cimitero di Venafro (IS) dove sono seppelliti 3414 soldati del Corpo di Spedizione Francese in Italia (per la maggior parte formato da truppe coloniali composte da goumier   marocchini, algerini, tunisini e senegalesi), il dott. Emiliano Ciotti, presidente dell’A.N.V.M. – Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, nostro fedele, accompagnato da alcuni dirigenti dell’A.N.V.M. tra i quali padre Sergio Arduini, parroco di Frosinone, nonché cappellano della stessa, hanno organizzato un sit-in di protesta per chiedere che la Francia riconosca le colpe dei suoi soldati compiute nel 1944 al termine della seconda guerra mondiale.

 

I goumier (per almeno un quarto formato da francesi e per il resto da soldati musulmani provenienti dal nord africa) del Corpo di Spedizione Francese si macchiò di 60mila violenze nei confronti della popolazione civile italiana. Queste violenze bestiali dal 1946 vennero definite con il termine “marocchinate”.

 

Il presidente dell’A.N.V.M. Emiliano Ciotti ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Chiediamo alla Francia di riconoscere i crimini commessi dai suoi soldati coloniali. Questi soldati si macchiarono di violenze terribili: stupri, aggressioni, furti, rapine, razzie e omicidi. Tutte vicende che per troppi anni sono state volutamente sottaciute e che adesso il Governo Francese dovrebbe riconoscere pubblicamente.

Sarebbe un gesto di pacificazione importante che servirebbe a ridare dignità alle vittime e serenità alle famiglie che ancora piangono le violenze subite dai loro cari, ingiustamente dimenticati anche dall’Italia.”

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