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Torino piange  Max Giusio ETERNA MEMORIA a un pilastro della nostra Chiesa

Torino piange  Max Giusio

ETERNA MEMORIA a un pilastro della nostra Chiesa

 

Si è svolta presso la Bocciofila del Pilone la commemorazione pubblica di mons. dott. prof. Max Giusio, nostro corepiscopo responsabile della Diocesi di Torino, Vice Rettore dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita e dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo, Priore Generale dell’Ordine di Sant’Antonio – Monaci Antoniani, Vice Presidente della Confederazione delle Confraternite del Buon Samaritano, Presidente del Tribunale Nazionale Ecclesiastico della Chiesa Ortodossa Italiana ecc. ecc. ecc. Giusio era tante cose e sono stati numerosi i membri della cultura (ad es.Edoardo Raspelli), del giornalismo, dello sport (era Presidente della Federazione Italiana Survival Sportivo e Sperimentale), della musica (era un apprezzato pianista), della politica (apprezzato trasversalmente da tutti per la sua disponibilità quale giurista ed esperto nel

campo dell’amministrazione pubblica), ecc. che gli hanno voluto rendere omaggio. La commemorazione è stata magnificamente guidata da Valentina Ciappina.

Dopo gli interventi Sua Beatitudine Filippo, accompagnato da Mons. Giacomo, vescovo di Saluzzo e Seborga e dai sacerdoti padre Emanuele e Padre Paolo, che precedentemente avevano già provveduto alla benedizione della salma, ha effettuato il rito ortodosso del Trisagio dei Defunti.

Dopo il rito i suoi amici musicisti lo hanno ricordato sia con le parole che con la musica. Tra altri membri della Chiesa ha partecipato padre Umberto di Milano, la Pietà del Pellicano era rappresentata da Fabio Settineri e dal dott. Dario Noascone che ha portato i saluti della Confraternita Templare San Giacomo de Molay – Priorato della Pietà del Pellicano del Canavese.

 

Ora sei tornato alla Casa del Padre e siedi alla Sua mensa preparata per te. Ora Luce, Presenza e Pace eterna. Sempre qui e dentro di noi fino a quando non ci ritroveremo alla stessa mensa

padre Alfredo Catracchia

 

La Chiesa Ortodossa Italiana  di Catanzaro e l’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita (della quale Max Giusio era Vice Rettore) hanno organizzato incontri di preghiera sia su whatsapp che sulla piattaforma meet di google.

Fra Giovanni Maria, vescovo di Bari e del Mercurion nonché Superiore Generale della Fraternità di San Francesco ha ricordato nostro fratello su Radio San Francesco.

Padre David della Missione San Raffaele Arcangelo di Milano si è immediatamente attivato in una preghiera continua in più step. 

 

La notizia ha avuto molto risalto nella stampa cittadina, è stata comunicata dalla RAI –  TGR del Piemonte e dalla cronache locali della Stampa e del Corriere della Sera, oltre che da City Notizie, Il Torinese, Torino Oggi, ecc.

Ha avuto risalto anche nei quotidiani, sia cartacee che web di tutta Italia, dal Secolo XIX e Savona News (liguria); ai laziali: Giornale Sera di Roma, Tuscia Times e New Tuscia;  al lombardo Mincio e dintorni; al campano Corriere dell’Irpinia; all’emiliana Gazzetta dell’Emilia, 

e inoltre: L’Identità, Politicamente Corretto, Lokkio, Notizie Nazionali, Virgilio, La Voce, Lambello, Cultura ed Identità ecc.

 

Rassegna Stampa

https://www.savonanews.it/2025/01/31/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/mondo-della-cultura-in-lutto-e-mancato-max-giusio-grande-amico-di-alassio.html

https://giornalesera.com/2025/01/31/addio-a-max-giusio/?fbclid=IwY2xjawIJ2NFleHRuA2FlbQIxMQABHRSUeqc8QCvR8BPE3B0rFQFwsRbcSsY2nq60ZukDJqZ0jaLWdrHXxRJzcg_aem_c57NEHskyYU-zxyEKXS8vA

https://mincioedintorni.com/2025/01/31/e-morto-nella-sua-torino-max-giusio-uomo-di-cultura-e-di-fede-raspelli-caro-amico-caro-grande-max-gli-volevo-bene-lo-stimavo-e-gli-ero-anche-riconoscente/

https://mincioedintorni.com/2025/02/03/a-torino-i-funerali-di-max-giusio-grande-uomo-di-cultura-e-di-fede-il-ricordo-di-edoardo-raspelli/

https://corriereirpinia.it/addio-allo-storico-massimo-giusio-riscrisse-la-biografia-del-lombrosoo/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0FAQb0Pm24zt2EOMkGmIZJn0s3L7B-gdVQPIhsu0D5MhXP8kXEwMH6i2w_aem_EKfb0M1QpB6a4IG8Zx9FOQ

https://lokkio.it/tristezza-e-ricordo-addio-a-massimo-giusio-un-pilastro-della-cultura-italiana/

https://www.politicamentecorretto.com/2025/02/01/raspelli-e-morto-nella-sua-torino-max-giusio-grande-uomo-di-cultura-e-di-fede/

https://iltorinese.it/2025/01/31/addio-a-max-giusio-protagonista-della-cultura-e-dello-spettacolo/

https://www.torinoggi.it/2025/02/01/mobile/leggi-notizia/argomenti/cronaca-11/articolo/mondo-della-cultura-torinese-in-lutto-e-morto-max-giusio.html

https://www.gazzettadellemilia.it/component/k2/item/48604-in-memoria-del-mons-dott-prof-massimo-giusio

https://www.virgilio.it/italia/alassio/notizielocali/mondo_della_cultura_in_lutto_mancato_max_giusio_grande_amico_di_alassio-74657661.html

https://www.lidentita.it/addio-a-max-giusio-protagonista-della-cultura-e-dello-spettacolo/

https://www.tusciatimes.eu/bioetica-ambientale-e-cultura-della-sopravvivenza/

https://www.newtuscia.it/2025/02/02/e-scomparso-il-vescovo-della-chiesa-ortodossa-mons-max-giusio/

https://citynotizie.it/max-giusio-deus-ex-machina-della-cultura-torinese-ci-ha-lasciato-mercoledi-i-funerali/?noamp=mobile

https://www.tusciatimes.eu/prematura-scomparsa-di-massimo-giusio/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR36zA9frZy7PLt5-Pim5mcHj-EB6ZDWaazBNd9cK3HWQjGp85QPQLWcYgY_aem_WY8EOAQ3R-BukknURc21vw&sfnsn=scwspwa

https://www.notizienazionali.it/notizie/attualita/79109/e-morto-lo-scrittore-max-giusio

https://www.lambello.org/addio-al-torinese-massimo-giusio-uomo-di-cultura-e-di-fede-2/

https://culturaidentita.it/addio-a-max-giusio/

https://www.savonanews.it/2025/02/05/mobile/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/a-torino-lultimo-saluto-a-max-giusio-grande-amico-di-alassio.html

 

 

tiktok

https://www.tiktok.com/@giovanni_maddamma/video/7466759629402311958?_r=1&_t=ZN-8tZq5RdPriI

 

youtube

https://www.youtube.com/watch?v=bXYKb_wNl_0

 

 

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E’ morto il vescovo di Torino Max Giusio, ETERNA MEMORIA

E’ nato in Cielo mons. Max Giusio

ETERNA MEMORIA

 

E’ con profondo dolore che diamo la notizia  delle perdita del nostro amato vescovo di Torino mons. dott. prof. Massimo Giusio (per tutti Max)  che è tornato alla Casa del Padre, lasciando nella nostra Chiesa un vuoto incolmabile. Max ha aderito alla nostra Chiesa del luglio 2015 portando l’esperienza della piccola comunità ortodossa assiro-caldea di mons. Adeodato Mancini, di venerata memoria, sicuro che la Chiesa Ortodossa Italiana, da poco costituita, potesse essere il punto di aggregazione di tutte le realtà ortodosse autoctone della nostra Nazione.

Nella nostra Chiesa, fin dall’inizio, è stato un punto di riferimento e un maestro, dando impulso alle nostre strutture Accademiche (era Vice Rettore sia dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita che dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo) e dirigendo il Tribunale Ecclesiastico Nazionale.

 

Uomo di grande cultura e intellettuale erudito, è sempre stato il nostro punto di riferimento teologico e tanti nostri membri del clero e fedeli hanno avuto la fortuna di essere formati attraverso le lezioni tenute dalla nostra Università su: Storia, Teologia e Spiritualità Ortodossa Esicasmo e per ultimo Esorcismo (su questa materia era previsto un nuovo corso con inizio nel corrente mese di febbraio).

Sua è stata anche l’iniziativa di iscrivere la nostra Università presso la Commissione Europea quale Istituto di Formazione e Ricerca.

Teologo e sociologo delle religioni è stato anche un collaboratore e ricercatore del CESNUR (Centro Studi Nuove Religioni) di Torino, e ci ha lasciato un libro fondamentale per la formazione religiosa ortodossa quale “Lineamenti di Teologia Ortodossa” (edizioni ABE), nonché “La Libertà Religiosa in Italia” fondamentale per conoscere e approfondire il diritto ecclesiastico italiano.

Ma Max non era soltanto questo, era anche un musicista e apprezzato suonatore di pianoforte, un avvocato e giurista di grande levatura, docente di diritto pubblico, privato e criminologia; che ha lasciato ai cultori del diritto libri quali: “Elementi di criminologia” – “Delinquente si nasce o si diventa?” – “Compendio di vittimologia e victim support” e, coautore di  “Lombroso e il crimine: briganti, mafia, camorra”.

Ma il suo interesse era enciclopedico e spaziava su innumerevoli campi, era spesso membro di giurie di bellezza (suo il libro “Il Corpo e l’Arte”) e attento alle problematiche giuridico sanitarie (coautore del “Manifesto per una buona Sanità”), esperto di survival era anche Presidente Nazionale della F.I.S.S.S. (Federazione Italiana Survival Sportivo e Sperimentale) e, ultimamente aveva approfondito le tematiche di bioetica ambientale scrivendo un libro “Ecobioetica” che può essere definito l’anticipatore di una nuova disciplina di studi.

Persona attenta al sociale, due anni fa fu nominato Vice Presidente Nazionale e Presidente Regionale del Piemonte della Confederazione delle Confraternite del Buon Samaritano, e avendo manifestato il desiderio di rilanciare il volontariato all’interno della nostra Chiesa era previsto che nel prossimo Sinodo gli fosse data la Presidenza e legale rappresentanza dell’Ente.

Max era anche Priore Generale dell’Ordine di Sant’Antonio – Monaci Antoniani  ed era sua intenzione andare anticipatamente in pensione (quest’anno avrebbe compiuto  64 anni) per aprire un Monastero – Priorato antoniano in provincia di Asti in un’immobile di sua proprietà, purtroppo una malattia incurabile sviluppatesi in modo accelerato a causa della del crollo fisico e psicologico dovuto alla morte dell’amata mamma, hanno vanificato i suoi programmi futuri.

Ultimo intervento di Max è stato a Rimini, per il decennale della fondazione della nostra Chiesa, dove quale esperto di ordini religiosi di ispirazione cavalleresca (Max è stato uno dei più stretti collaboratori di mons. Adeodato Mancini, di venerata memoria, fondatore degli Ordini Templari  della Pietà del Pellicano, per il quale ha istruito il processo di glorificazione) dove ha tenuto una vera e propria lezione su “Il ruolo dei Cavalieri e degli Ordini Cavallereschi nella società italiana contemporanea” (vedete il blog del 5 novembre 2024) e ultima geniale idea di Max era stata quella di costituire l’U.I.C.O.A. (Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale) per aggregare e coordinare le numerose  chiese ortodosse autocefale nazionali presenti in tutto il mondo, questa idea ha avuto successo e oggi sono decine le Chiese che  si sono aggregate con noi, purtroppo a causa della sua prematura scomparsa non ha potuto sapere che il 27 gennaio scorso l’U.I.C.O.A. è stato registrato in Pennsylvania (USA).

Le esequie verranno celebrate mercoledì 5 febbraio, alle ore 11, a Torino mercoledì prossimo presso la Bocciofila del Pilone. Ulteriori notizie verranno date non appena la famiglia (il fratello abita in Danimarca e ancora non è venuto in Italia) ce lo comunicherà. Invito tutti a pregare per l’anima del nostro fratello Max e a ricordarlo nelle Divine Liturgie.

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La Voce Francescana – Krsna Slava presso la comunità serba di San Nicolò D’Arcidano (OR), Missione San Raffaele Arcangelo

La Voce Francescana

E’ uscito il numero 2 de La Voce Francescana, rivista mensile della Fraternità di San Francesco, diretta da fra Giovanni Maria Maddamma, Superiore della Fraternità e vescovo di Bari e del Mercurion. La rivista rappresenta uno strumento prezioso per comunicare il messaggio di pace, fraternità e amore ed è un punto di riferimento per chi desidera abbracciare la spiritualità francescana.

In questo numero:

L’Editoriale di fra Giovanni – Auguri a fra Nunzio Lavore – Salviamo la Chiesa e il mondo – Combattiamo il falso profeta – Ricordando Benedetto XVI –  La battaglia di don Minutella – Riflessioni francescane – Battesimo al Giordano – Spazio Fraterno – Personaggio del mese – Lo scatto di fra Giacomo.

L’inizio della Missione della Fraternità di San Francesco per una nuova Chiesa in Italia è databile all’ottobre scorso durante il Decennale della Chiesa Ortodossa Italiana tenutosi a Rimini.

Ci si può abbonare alla Voce Francescana mandando un’offerta alla stessa (per informazioni tel. +39  0256567824 – email: info@ordinefrancescano.it)

Coloro che desiderano avere una copia in pdf della rivista La Voce Francescana possono richiederla alla Cancelleria della nostra Chiesa: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  oppure padregianni.coi@gmail.com

Krsna Slava presso la comunità serba

di San Nicolò D’Arcidano (OR)

Mons Roberto Pinna, Episcopo della Diocesi di Cagliari della Chiesa Ortodossa Italiana, ha presenziato al rito effettuato a San Nicolò D’Arcidano (Oristano) presso la  comunità serba seguita dalla nostra Chiesa, dove la Slava è stata effettuata presso la famiglia  Milanovic, che ha quale santo protettore San Giovanni Battista.

La Slava, o venerazione e culto del Santo Protettore della Famiglia è una istituzione tipica delle popolazioni ortodosse slave, in particolare dei serbi, dove è diffusa   la venerazione delle icone, o “teologia in colori” come viene definita da alcuni studiosi.

Detta pratica fu istituita  da San Sava (al secolo Rastko Nemanjić, originario di Podgorica in Montenegro è stato il fondatore della Chiesa Ortodossa Serba), figlio dell’allora sovrano Stefan Nemanja, celebrato ancora oggi come il più grande santo della Serbia. La Slava serba è insieme una festa di compleanno della famiglia,  nello Spirito della  santa Fede cristiana ortodossa che si celebra nel nome del Santo Patrono. Nella sua importanza per una famiglia serba, la Slava viene subito dopo la Pasqua e la Natività.

Rito

In una posizione importante della casa, davanti ad una candela sempre accesa, viene collocata l’icona del santo patrono. Vicino, spesso accanto ad altre icone, viene allestito un ambiente dedicato alla devozione e al ricevimento del sacerdote.

La Slava si ripete ogni anno con la celebrazione di una particolare Messa- la Messa – Slava, appunto – durante la quale viene fatta passare di mano in mano una torta caratteristica che, tagliata e baciata, è distribuita a tutti i componenti della famiglia. In questa maniera la famiglia ringrazia il santo protettore per tutti i beni ricevuti durante l’anno trascorso e spera che egli continui a proteggerla dal male.

Nel giorno della Slava il sacerdote asperge le abitazioni con l’acqua santa e benedice le spighe, in segno di venerazione e memoria dei defunti. Alla fine della funzione il sacerdote taglia la torta e, innalzandosi verso l’icona, recita: “Questo io ti offro, O Signore, a onore e gloria del Santo. Con le Sue preghiere, o Signore, accetta questa offerta fra i tuoi doni celesti.”

Pertanto, come la croce è un segno di appartenenza al Cristianesimo, così l’icona è un segno caratteristico dell’Ortodossia. Nelle chiese e nelle famiglie ortodosse si possono trovare infatti più icone che croci. I fedeli spesso portano al collo o in tasca una piccola icona, come una croce. Si tratta per lo più di riproduzioni di icona più cara della casa, generalmente appartenuta per lungo tempo alla stessa famiglia e passata da una generazione all’altra in eredità o ricevuta quale dono propiziatorio e di benedizione da parte dei genitori.

A volte il fedele sceglie personalmente la sua icona. Si tratta allora dell’effigie del santo che il credente sente più vicino durante la preghiera – a seconda della sua esperienza diretta o della sua tradizione familiare – ed al quale si affida.Infine alcuni monaci portano con sé un dittico o trittico, composto da più icone, che si può aprire e chiudere, così da offrire la possibilità al fedele, nel momento del raccoglimento, di trasferirsi col pensiero in chiesa, davanti a l’iconostasi, davanti all’altare.

Per la cultura serba, la Slava è divenuta una festa spirituale identificata con il proprio nome e la propria esistenza. Nella storia del popolo ortodosso e serbo, la Slava ha arginato con successo il proselitismo cattolico romano, le persecuzioni dall’Occidente, e la schiavitù religiosa e la brutalità dell’islam per secoli.

L’osservanza della Slava è compiuta anche da organizzazioni culturali e sociali, città, e perfino da unità militari. Insieme ai parenti, si riuniscono in quel giorno amici e conoscenti; la casa è aperta a tutti quelli che arrivano. Le emozioni di quanti celebrano si caricano delle motivazioni più nobili.

Essi sono pronti e desiderosi di accogliere e offrire il meglio in termini di amicizia, cibo e bevande, e tutto si prepara in spirito di preghiera. Il padrone di casa per quel giorno non si siede. Il suo dovere è di dare il benvenuto e servire: “Da sluzi Krasno Ime”. Ci sono molte belle forme di “zdravljica” (brindisi) che in questo giorno si pronunciano e si ascoltano, con il padrone di casa e gli invitati che invocano le benedizioni di Dio e dei Santi ortodossi e si scambiano i migliori auguri a vicenda, è un giorno di grande esultanza spirituale.

Missione San Raffaele Arcangelo di Milano

 

La Missione San Raffaele Arcangelo di Milano, diretta da padre Gabriele

(al secolo David Diana) è molto attiva sui Social

Pagina pastore:

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Missione Ortodossa San Raffaele

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Youtube: https://www.youtube.com/@cavalieritemplarimilano

 

 

 

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