Chiesa Ortodossa Italiana, “uno sguardo autenticamente cristiano al Mondo e alla Fede”
Chiesa Ortodossa Italiana
“uno sguardo autenticamente cristiano al Mondo e alla Fede”
La redazione deLaprimalinea.it ha raggiunto e intervistato, in esclusiva, il Metropolita d’Italia Filippo Ortenzi
Il 5 luglio u.s., il nostro Arcivescovo Metropolita è stato intervistato dal giornalista Paolo Fabris della redazione del quotidiano valdostano e non solo La Prima Linea.it, riportiamo il testo dell’intervista:

Nell’anniversario della fondazione della Chiesa Ortodossa Italiana, Laprimalinea.it ha dialogato, senza censure né pregiudizi, con l’uomo che da anni opera, al di là delle molteplici attività di volontariato solidale, per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sui tradizionali valori cristiani. Ne è scaturita un’intervista ‘trasparente’ che pubblichiamo integralmente.

Paolo Fabris (Laprimalinea.it): Metropolita Ortenzi, cosa può dirci delle motivazioni che hanno portato alla nascita di questa esperienza?
Filippo Ortenzi: La Chiesa Ortodossa Italiana nasce dalla necessità di un gruppo di cristiani italiani, da un lato, di riscoprire la fede cristiana originale, quella apostolica, la Retta Fede (Ortodossia) e dall’altro di costituire una Chiesa Nazionale.
PF: In che cosa si differenzia la Chiesa Ortodossa Italiana-Coi dalle altre realtà ortodosse italiane e dalla Chiesa cattolica?
FO: La Chiesa Ortodossa Italiana si differenzia dalle altre chiese ortodosse presenti in Italia perché non è una chiesa straniera che offre assistenza spirituale ai propri fedeli fuori dalla loro Patria, come quelle russa, greca, rumena, serba ecc., ma una chiesa nazionale italiana, occidentale e italofona e, pertanto, ha poco da spartire con i gruppi, animati da vescovi vacantes, che spesso usano nomi esotici (quasi la metà si richiamano tutti a chiese che si autodefiniscono ucraine, per il resto si qualificano come siro-antiochene, caldee, antico-orientali, siromalabaresi ecc., ovviamente all’insaputa delle Chiese dalle quali veicolano i nomi) che cercano fedeli in Italia, talvolta proponendosi come chiese greco-ortodosse di lingua italiana.

PF: Che rapporti ha la Coi con le altre realtà ortodosse mondiali e con associazioni quali Rotary, rosacroce e massoneria?
FO: La Chiesa Ortodossa Italiana è capofila della più grande comunione di chiese ortodosse autocefale del mondo, l’Unione Internazionale delle Chiese Ortodosse Autocefale-Uicoa, le quali nel rispetto dei canoni dei Concili Apostolici riconoscono il vescovo ortodosso di Roma, ed io sono l’unico e solo vescovo ortodosso di Roma dopo lo scisma del 1054, quale loro ‘primus inter pares’. Se non per numero di fedeli (la Chiesa Ortodossa Russa da sola ha più fedeli di tutte le altre messe insieme), per il numero di Chiese (oltre 20) l’U.I.C.O.A. è la più numerosa e diffusa comunione di Chiese Ortodosse del mondo, con numerosi fedeli, soprattutto in Brasile e nell’Africa Sud Occidentale, dove questa estate a Brazzaville (Repubblica del Congo) si terrà il I Concilio Africano. Riguardo a strutture quali il Rotary,

Rosa+Croce o Massoneria, non essendo associazioni strettamente religiose non abbiamo rapporti strutturati ed ufficiali. Purtuttavia molti nostri fedeli, compresi membri del clero, provengono da esperienze rosacrociane o massoniche. Il nostro Presidente del Tribunale Nazionale Ecclesiastico ha svolto dagli anni Novanta relazioni, di tipo culturale, spirituale e teologico, sul Cristianesimo orientale, in molte logge di tutta Europa. Noi offriamo assistenza spirituale a tutti e non discriminiamo nessuno. Abbiamo quali interlocutori decine di ordini cavallereschi anche della celebre “Pietas Pellicani” di Adeodato Mancini e, pertanto, anche i massoni cristiani, che la Chiesa Cattolica ha interdetto dalle proprie fila, possono frequentare le nostre Chiese dove saranno accolti come fratelli.

PF: Ci sono chiese di serie A e di serie B?
FO: Da un punto di vista strettamente religioso possiamo definire di serie A le Chiese che, come la Chiesa Ortodossa Italiana, sono rimaste fedeli alla cristianità primitiva ed apostolica, quella delle prime comunità successive alla morte di Gesù. Alla spiritualità siriaca delle origini, ai primi sette Concili Ecumenici e hanno mantenuto la Retta Fede, senza deviazioni né innovazioni dogmatiche e di serie B le altre. Tra queste ultime, a parte alcune devianze teologiche (filioque, infallibilità del Papa, dottrina delle indulgenze, ecc.) le Chiese Vetero Cattoliche e Anglicane sono quelle che hanno maggiori assonanze teologiche rispetto all’Ortodossia mentre altre, come le Chiese Protestanti si sono allontanate di molto dal cristianesimo originario. Vi sono poi diverse realtà religiose come Testimoni di Geova, avventisti e mormoni che molte Chiese dubitano sia corretto anche il solo definire cristiane.
PF: Da dove deriva la continuità apostolica della chiesa ortodossa italiana?
FO: Purtroppo dal 1054 ad oggi è mancata una continuità ininterrotta della presenza ortodossa in Italia. Nel sud della Penisola, fino alla caduta di Costantinopoli le comunità italo-greche della Sicilia, della Calabria e della Puglia seguivano la tradizione greco-ortodossa. Le comunità etniche greco-albanesi del meridione (arbëreshë) fino alla controriforma dipendevano dal Patriarcato bulgaro di Ohrid (Macedonia) e nel nord Italia vi sono state due Chiese Ortodosse Autocefale: la Metropolia di Ravenna e il Patriarcato di Aquileia.

Nei secoli però i vari Stati presenti in Italia, su pressione della Chiesa Cattolica, hanno estirpato, con politiche persecutorie e inquisitorie, l’ortodossia italiana che è rinata soltanto nella seconda metà del secolo passato grazie all’impulso e all’azione di tre figure fondamentali: i vescovi Antonio De Rosso, Evloghios e Adeodato Mancini, di venerata memoria, quest’ultimo glorificato l’hanno scorso a Manta (CN) quale Venerabile (santo monaco) dalla nostra Chiesa. La Chiesa Ortodossa Italiana è stata fondata, nel giugno 2014 da persone che provenivano dall’esperienza ortodossa di De Rosso a Roma, come me ed alcuni altri, e di Mancini a Torino (come Doglione e Giusio), o alcune altre, cercando di proporsi come progetto di riunificazione della varie realtà ortodosse italiane autocefale: progetto fortunatamente riuscito, ponendo sotto una sola ed unica Chiesa Ortodossa Italiana ben sette o otto realtà ed organizzazioni ecclesiali preesistenti.

PF: Programmi per il futuro?
FO: Speriamo, quanto prima, di poter procedere alla glorificazione di personalità che sono, già da prima della pandemia, all’esame del Tribunale Nazionale Ecclesiastico e del Santo Sinodo, quali: Ugo Bassi (quale Venerabile ed Etnomartire, sacerdote barnabita, patriota e garibaldino assassinato nel 1849 a Bologna dalla reazione clericale austro-ungarica); Pio da Pietrelcina (Venerabile, che il clero della nostra diocesi barese ha chiesto di poter essere oggetto di venerazione anche da parte dei fedeli della nostra Chiesa) e la principessa Alice di Battenberg (Venerabile, mamma di Filippo di Edimburgo, fondatrice di una congregazione di monache ortodosse e giusta tra le nazioni, la cui postulazione è stata avanzata da alti dirigenti della Croce Rossa Italiana). A questi si è aggiunto, ma il processo è appena iniziato e dovrà essere vagliato dal Tribunale Nazionale Ecclesiastico, anche il nome di Salvo D’Acquisto, il cui eroico gesto ne fa un martire cristiano, promosso dal dott. Daniele Scalise e vari esponenti dell’Arma dei Carabinieri in quiescenza.
Chiesa Ortodossa Italiana
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