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Incontro con la comunità eritrea

Incontro con la comunità eritrea

Incontro con la comunità eritrea

Il 27 settembre festa della santa croce (calendario giuliano) – mons. Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, si è incontrato  con una delegazione  del Consiglio Direttivo della comunità copta ortodossa eritrea di Roma, guidata dal Presidente padre Gebremariam Hadera, e composta dal segretario Ghirmay Simon e dal consigliere Selomon Sambini 

(nella foto: da sinistra: Selomon Sambini mons. Filippo Ortenzi – padre Gebremariam Hadera,  e Ghirmay Simon).

A Roma abitano circa 7.000 eritrei e italo-eritrei, la metà dei quali di religione ortodossa (gli altri sono cattolici, protestanti, musulmani o agnostici). E’ una comunità integrata nel tessuto sociale della città e molto attaccata all’Italia, che diede il nome a questo territorio nel XIX secolo, sembra infatti che la denominazione Eritrea sia stata suggerita all’allora Presidente del Consiglio Francesco Crispi (di famiglia arbereshe una delle anime della spedizione dei Mille e del Risorgimento italiano) dallo scrittore milanese Carlo Dossi, suo consigliere culturale negli anni della conquista della colonia, riprendendolo dal greco ἐρυθρός (erythrós) che significa “rosso” essendo situata nelle coste del mar Rosso.
Incontro con la comunità eritrea

 

I membri della comunità eritrea hanno lamentato che il nostro Governo ha abbandonato completamente il loro paese, nonostante i forti legami storici con l’Italia, tanto che l’italiano, lingua conosciuta da molti eritrei, sta per essere sostituito dall’arabo e dall’inglese ed si sono detti disponibili ad iniziare una utile e proficua collaborazione tra la comunità ortodossa eritrea e quella italiana.

 

Incontro con la comunità eritrea

 Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045

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La vera storia dei Magi

Sacrario Militare

Sacrario Militare 

“Campo della Memoria” di Nettuno (RM)

 

Sacrario Militare

Tutte le ultime Domeniche del mese (tempo permettendo) alle ore 11 presso il Sacrario militare – CAMPO DELLA MEMORIA di Nettuno – sito in via Rocca Priora (traversa di via dei Frati) verrà celebrato un trisagio dei defunti e una Divina Liturgia in memoria dei marò della Barberico caduti nella battaglia di Nettunia (sbarco anglo-americano di Anzio-Nettuno). da padre Franco Altobello e padre Sergio Arduini, nominati dalla nostra Chiesa quali cappellani del sacrario.


Sacrario Militare

Il Campo della Memoria è formato da un grande prato verde con un altare in pietra, un sepolcro e, al centro, una Croce di Sant’Andra , rappresentativa della fede cristiana e della X Max (Divisione di Fanteria di Marina agli ordini del comandante Junio Valerio Borghese). La croce è dedicata a tutti i combattenti della R.S.I.. caduti nel secondo conflitto mondiale.

L’Associazione Campo della Memoriacon sede a Roma e della quale è Presidente Alberto Indri, cura la manutenzione del sacrario ed è un’associazione apartitica e senza scopo di lucro fondata a Firenze nel 1989, da reduci dello stesso Barbarigo per accogliere le spoglie mortali dei ragazzi del Barbarigo che morirono combatterono sul fronte pontino nel 1944.

La Chiesa Ortodossa Italiana officerà il trisagio dei defunti con Divina Liturgia in rito gallicano italico tutte le ultime domeniche del mese. I sacerdoti padre Sergio Arduini, Rettore del Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Boville Ernica) e padre Franco Altobello, parroco della Missione San Marco Evangelista di Latina cureranno la cappellania del Sacrario.

Sacrario Militare “Campo della Memoria” di Nettuno (RM)

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Incontro con la comunità eritrea

Servizio Voce Amica

XX Settembre 1870

XX settembre 1870

Roma è italiana

 

XX Settembre 1870

Il 20 settembre 1870 la V Armata dell’esercito italiano, guidata dal generale Raffaele Cadorna, deputato della Destra Storica al Parlamento italiano, entrava a Roma ottenedo la resa dell’esercito pontificio, guidato del generale tedesco Hermann Kanzler (un cui nipote morirà combattendo nell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale nel 1916) e composto prevalentemente da volontari cattolici provenienti prevalentemente dalla Svizzera, dalla Germania e dalla Francia (Zuavi francesi, belgi e olandesi del colonnello svizzero Eugenie Joseph Allet; carabinieri tedeschi ; volontari francesi della Legione di Antibes). Finiva così una teocrazia plurimillenaria che aveva malgovernato Roma e l’Italia Centrale (Lazio, Umbria, Marche, Romagna e parte dell’Emilia) per oltre un millennio (dal 750 al 1870). Detto regime basava la sua legittimazione su un falso storico, sulla cui inattendibilità nessuno storico e filologo attuale dubita, il che la dice lunga su una Chiesa che da un lato rivendica di essere l’unica chiesa fondata da Gesù e dall’altro è sempre vissuta manipolando la verità e promuovendo la menzogna. Infatti tutti i Papi hanno rivendicato il loro diritto a regnare appellandosi alla falsa Costitutum Costantini, ossia alla inesistente Donazione di Costantino a papa Silvestro I, secondo la quale l’imperatore avrebbe attribuito al papa Silvestro I e ai suoi successori le seguenti concessioni:

  • il primato (principatum) del vescovo di Roma sulle chiese patriarcali orientali: CostantinopoliAlessandria d’EgittoAntiochia e Gerusalemme;
  • la sovranità del pontefice su tutti i sacerdoti del mondo;
  • la sovranità della Basilica del Laterano, in quanto “caput et vertex”, su tutte le chiese;
  • la superiorità del potere papale su quello imperiale.
  • la giurisdizione civile sulla città di Roma, l’Italia e sull’Impero Romano d’Occidente.
  • Il diritto del Papa all’utilizzo del diadema imperiale, degli onori e delle insegne proprie dell’imperatore.


XX Settembre 1870

Papa Pio IX (al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti), denominato il “papa porco” dai romani che tentarono di gettarne la bara nel Tevere durante il funerale, noto per la repressione dei moti indipendentisti come la Repubblica Romana, per aver fatto decapitare numerosi patrioti (nella foto il famoso boia pontificio Mastro Tit, e aver scomunicato tutti coloro che (*1) disconoscevano il potere temporale della Chiesa, probabilmente su fece proclamare infallibile dal Concilio Vaticano I, al fine di ribadire la validità della falsa donazione costantiniana e scomunicare tutti coloro che anelavano all’unità d’Italia.

Questo personaggio, che tra le altre cose rinchiuse nuovamente gli ebrei nel ghetto (erano stati emancipati dall’effimera Repubblica Romana), nonostante si sia reso responsabile delle Stragi di Perugia del 20 giugno 1859, dove diede carta bianca alle truppe mercenarie svizzere guidate dal colonnello Antonio Schmidt d’Altorf è stato canonizzato come Santo dalla Chiesa Cattolica….

Ricordiamo che dopo la liberazione di Roma dalla tirannide pontificia, Pio IX promulgò, il 1 novembre 1870, l’enciplica Respicientes ea Omnia per denunciare quella che definiva ingiusta, violenta, nulla e invalida, occupazione di Roma la cui sovranità era stata “concessa a questa Sede Apostolica per particolare volontà di Dio” cosa che detta da un’enciplica da un Vicario di Cristo infallibile era come l’avesse detto Cristo stesso, e pertanto comunicava  “a tutta la Chiesa che tutti coloro i quali compirono l’invasione, l’usurpazione, l’occupazione di qualunque provincia dei Nostri Stati e di questa alma città, o fecero alcune di tali cose; e parimenti i loro mandanti, fautori, aiutanti, consiglieri, aderenti od altri, quali che siano, che procurarono l’esecuzione dei fatti predetti o l’eseguirono essi stessi in qualsivoglia modo, o sotto qualunque pretesto, incorsero nella scomunica maggiore e nelle altre censure e pene ecclesiastiche inflitte dai sacri Canoni, dalle Costituzioni apostoliche e dai decreti dei Concilii generali, principalmente da quello Tridentino

XX Settembre 1870

Sull’operato di Papa Mastai credo sia esaustivo leggere il sonetto dedicato alle vittime perugine della repressione pontificia del poeta Gesuè Carducci.

PER LE STRAGI DI PERUGIA

di Gesuè Carducci

Non piú di frodi la codarda rabbia
Pasce Roma nefanda in suo bordello;
Sangue sitisce, e con enfiate labbia
A’ cattolici lupi apre il cancello;

E gli sfrena su i popoli, e la sabbia
Intinge di lascivia e di macello:
E perché il mondo piú temenza n’abbia,
Capitano dà Cristo al reo drappello;

Cristo di libertade insegnatore;
Cristo che a Pietro fe’ ripor la spada,
Che uccidere non vuol, perdona e muore.

Fulmina, Dio, la micidial masnada;
E l’adultera antica e il peccatore
Ne l’inferno onde uscí per sempre cada.

Note

*1) tra questi il sacerdote e patriota padre Ugo Bassi, cappellano della Legione Garibaldina durante la Repubblica Romana, di venerata memoria, oggetto di una postulazione presso la Chiesa Ortodossa Italiana che ne riconosce la santità e il martirio.

 

XX settembre 1870

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Missione San Nicola di Myra

Missione San Nicola di Myra

di Campomarino (CB)

 

Missione San Nicola di Myra

La Missione San Nicola di Myra di Campomarino (CB) diretta dall’infaticabile Padre Gianni de Paola, comunica di aver attivato una Cappella in via Moscato n. 12.

Padre Gianni comunica altresì gli orari delle funzioni liturgiche, che si terranno:

Lunedì, giovedì e sabato alle ore 18.00
? Martedì, mercoledì e venerdì alle ore 
8.00

Domenica: Divina Liturgia alle ore 9.30


Missione San Nicola di Myra

Durante la settimana, specie il giovedì, le funzioni liturgiche vengono spesso trasmesse in diretta facebook sulla pagina della Missione: Padre Gianni~Missione San Nicola di Myra~Chiesa Ortodossa Italiana

https://www.facebook.com/groups/1607118762794700

per informazioni rivolgersi a padre Gianni

email: giannidepaola79@gmail.com

Nella foto in alto  Padre Gianni de Paola, naturopata, Presidente dell’Università Popolare del Molise “Paracelso” – Segretario Nazionale della Federazione Naturopati Operatori Olistici – Docente di Reiki e di Naturopatia. Nella foto sotto, padre Gianni col nostro Arcivescovo Metropolita mons. Filippo Ortenzi.

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