Matrimoni ortodossi al Santuario della SS. Trinità
Si è svolta, presso il Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Boville Ernica FR) officiata da Sua Ecc. Rev.ma Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), assistito da Padre Sergio Arduini, Rettore del Santuario, il Rito dell’Incoronazione che ha unito in matrimonio: Padre Nilo (al secolo Alfredo Mancuso), nostro sacerdote e Gran Priore Vicario della Confraternita Templare San Giacomo de Molay con Federica Olga Pagliani, diaconessa della nostra Chiesa e Fabio Marroccolo, confratello templare di Altamura (BA) con Florentina Podaru (detta Lilly).


Durante la celebrazione della Divina Liturgia matrimoniale, gli stessi sono stati incoronati e uniti nel santo mistero del matrimonio. Il matrimonio ortodosso non è l’unione legale di un uomo e di una donna ma è il riconoscimento da parte della Chiesa dell’unione che Dio ha già operato nelle vite degli sposi: è l’ingresso, in modo misterioso, dell’unione umana degli sposi (in quanto unione terrena, soggetta al peccato, al dolore e alla morte) nella dimensione divina del Regno di Dio. La Chiesa Ortodossa considera il legame matrimoniale di un uomo e una donna “mistero grande … in Cristo e nella Chiesa”, e la famiglia che da esso ne deriva una “Chiesa domestica” che costituisce la sola garanzia per la nascita e la educazione cristiana ed ortodossa dei figli.
Matrimoni ortodossi al Santuario della SS. Trinità
Efesini 5,25-32:
“E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!”
- Giovanni Crisostomo: Omelia XX sulla lettera agli efesini
Un saggio che aveva annoverato molte cose tra le beatitudini, ha posto anche questa nel novero di una beatitudine: “Una moglie dice che va d’accordo col marito“. E pure altre volte pone tra le beatitudini il fatto che una moglie viva in armonia col marito. Fin dall’origine appare che Dio ha avuto molta cura di quest’unione; e parlando di entrambi come di uno solo così diceva: “Maschio e femmina li fece“; e di nuovo: “Non c’è più né maschio né femmina“. …Stabilì così per il marito e per la moglie il fondamento e la disposizione dell’amore, affidando a ciascuno il compito adatto: a questo il compito di comandare e proteggere, a quella di ubbidire. … La compagna della vita, la madre dei figli, il fondamento di ogni letizia non con il timore e le minacce bisogna incatenarla, ma con l’amore e la condiscendenza. …Non ricercare presso la moglie ciò che non le appartiene. Vedi che la chiesa ricevette tutto dal Signore: per merito suo è divenuta gloriosa, per merito suo immacolata. Non disprezzare la sposa per la sua bruttezza. Ascolta la Scrittura che dice: “Piccola fra gli esseri alati è l’ape e fonte di dolcezza è il suo frutto”. È creatura di Dio: tu non maltratti quella, ma il suo creatore. Che danno potrebbe averne la moglie? Non lodarla per la bellezza: è propria di anime sregolate la lode, quell’odio e lo stesso amore. Ricerca la bellezza dell’anima: imita lo sposo della chiesa. La bellezza esteriore è piena di ostentazione e di dissennatezza e fa cadere nella gelosia e spesso ti fa sospettare assurdamente della realtà. Ma arreca piacere? Sino al primo mese ed al secondo o al massimo ad un anno, ma in seguito non più, ed il prodigio è consunto dall’abitudine: restano invece i mali sopraggiunti a causa della bellezza, la vanità, la dissennatezza e l’orgoglio. Niente di simile invece per colei che non è tale, ma l’amore che è incominciato in modo giusto permane intenso, poiché riguarda la bellezza dell’anima, non del corpo. … “Così dice i mariti devono amare le loro mogli come i propri corpi“. Che è mai questo? È passato ad un’immagine più elevata, ad un esempio più efficace; e non solo questo, ma per così dire anche ad un altro motivo più vicino e più evidente. Quello infatti non era di molta efficacia. Affinché non si dicesse: “Colui era Cristo, era Dio ed ha dato se stesso“, in altro modo pone ormai la stessa istanza dicendo: “Così devono“, poiché non si tratta di grazia, ma di dovere. Dopo aver detto: “Come i loro corpi“, aggiunse: “Nessuno mai ebbe in odio la propria carne, ma la nutre e la riscalda“. Cioè la cura con molta attenzione. E come è sua carne? Ascolta: “Questo ora è osso dalle mie ossa dice e carne dalla mia carne“. E non solo questo ma anche: “Diventeranno dice una sola carne“. “Come anche Cristo amò la chiesa“. È passato all’esempio precedente. “Poiché siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa“. In ché modo? È nato dalla nostra materia, come anche Eva è carne dalla carne di Adamo. … “Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna ed i due si trasformeranno in una sola carne”. Infatti indica che uno, lasciati i genitori dai quali nacque, si unisce a quella ed in seguito il padre, la madre e il figlio sono la carne formatasi dall’unione di entrambi, poiché il figlio nasce dalla mescolanza dei semi, cosicché i tre sono una sola carne. …Il matrimonio deriva non da passione né dal corpo, ma è tutto spirituale, essendo l’anima unita a Dio con un vincolo ineffabile e Dio solo lo conosce. Per questo dice: “Chi è unito al Signore è un solo spirito”.
Matrimoni ortodossi al Santuario della SS. Trinità
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