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Preghiera di Speranza

Preghiera di Speranza

Preghiera di SperanzaPubblichiamo la bella preghiera scritta dal cav. Francesco Russo di Cortimpiano e San Lorenzo, Gran Priore della Confraternita Templare “Ugone dei Pagani”, scrittore, poeta e innografo. In questo momento di tribolazione per il nostro popolo e la nostra Patria la preghiera è uno dei pochi mezzi di conforto che allietano la nostra anima. Con l’occasione mentre invito tutti alla preghiera, quale vescovo della Chiesa Ortodossa Italiana esprimo il mio dissenso dalla politica governativa che mentre ha permesso di manifestare il proprio odio antinazionale ai comunisti dell’A.N.P.I. il 25 aprile scorso discrimina i cristiani impedendogli il libero accesso ai luoghi di culto. Si ricorda che l’art. 405 del codice penale ( Turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa) punisce: «Chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto di una confessione religiosa, le quali si compiano con l’assistenza di un ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in un luogo pubblico o aperto al pubblico, è punito con la reclusione fino a due anni. Se concorrono fatti di violenza alle persone o di minaccia, si applica la reclusione da uno a tre anni.» Non ci risulta che il Parlamento abbia sospeso le garanzie costituzionali e abrogato detto articolo.

Preghiera di Speranza

Signore Dio, ancora una volta ci hai dimostrato la Tua potenza; ora fermati, ti preghiamo, ascoltaci. In questa marea di dura sofferenza iniettaci una goccia di speranza; dal calice mortale che ci hai inviato estirpa l’amaro e contagioso veleno, la malvagia potenza del Coronavirus.

O Cristo, Maestro della sofferenza e della vita, incanali nel Tuo Costato trafitto dai tradimenti  quel rivolo contagioso e, come alle nozze di Cana, benedicendo l’acqua lo hai cambiata in vino, oggi sostituisci il Coronavirus mortale con il Tuo AMOREvirus per il  mondo. Distruggi la malvagia superbia  dell’uomo che dilaga in quest’avida e grigia umanità.  

Mamma Celeste, chiediamo il tuo intervento: Tu che hai sofferto mille pene ai piedi della Croce, accogli sotto il Tuo Manto anche la nostra voce.

Francesco Russo, di Cortimpiano e San Lorenzo

Preghiera di Speranza

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Intercomunione con le Chiese Cattoliche Ortodosse Russa e Bielorussa del Brasile

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E’ stata sottoscritta, tra la     Chiesa Ortodossa Italiana, rappresentata   da    mons.  Filippo  Ortenzi,  e  le Metropolie del Brasile della   Igreja  Catolica Ortodoxa Russa no Brasil,  rappresentata  da vladyka Dom Theophilus (al secolo Sidney Pinto Guedes),     in  obbedienza alla parola di Nostro Signore  Gesù   Cristo      “perché tutti siano una cosa sola “     (Giovanni XVII,20) ed in base alla totale osservanza   dei Santi Canoni della  Santa    Chiesa    Ortodossa,       la piena intercomunione  sacrale,  liturgica  e canonica tra le nostre Chiese. 

Le nostre Chiese  mantengono  una  comunità  di  fede    assoluta trasmessa dagli Apostoli, credono nei primi 7 concili ecumenici, hanno valide linee di successioni apostoliche, professano invariato il credo niceno-costantinopolitano, riconoscono i sette misteri ( sacramenti), praticano il sacerdozio per gli uomini come stabilito da nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo, scegliendo dodici uomini come suoi discepoli.

Intercomunione con le Chiese Cattoliche Ortodosse Russa e Bielorussa del Brasile

 

 

 

Analoga intercomunione è stata sottoscritta con la Igreja  Catolica Ortodoxa Bielorussa no Brasil, rappresentata dall’Arcivescovo Primate  vladyka dom Nagui Zayat.

 

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Christòs anèsti Cristo è risorto

Christòs anèsti

Cristo è risorto

Christòs anèsti Cristo è risorto

Cristo è risorto dai morti, con la morte ha distrutto la morte, dando in grazia la vita a coloro che giacevano nei sepolcri. Nel giorno della Pasqua Ortodossa la luce di Gesù risorto, disperda le tenebre del cuore e dello spirito e giunga a tutti voi i nostri migliori auguri di risurrezione per la nostra martoriata Patria. La Pasqua (Paschalion) è la festa più importante dell’Ortodossia, è la Festa delle Feste  dove si fa memoria della Risurrezione di Gesù Cristo. I primi cristiani pur credendo nella risurrezione, non la raccontano mai. Raccontano di aver visto Gesù vivo, di averlo visto morto e poi risorto. Non dicono di averlo visto risorgere. Riguardo gli apostoli, Pietro rinnegò Cristo per non essere arrestato e gli altri si nascosero per paura delle persecuzioni, ma sono ritornati a credere a Gesù dopo la sua morte per crocifissione, supplizio atroce e umiliante, che Cicerone definì:  il supplizio più crudele e il più tetro (Cicerone – Discorsi contro Verre)     dopo che hanno incontrato nuovamente Gesù tanto da impegnarsi  così a fondo nell’apostolato e nel racconto della risurrezione da trovare, da vecchi,  quel coraggio di morire per Gesù che non avevano avuto da giovani, al momento dell’arresto e della morte del Salvatore. Come spiegare inoltre la conversione di San Paolo e tutto quello che egli ha fatto e detto di Gesù, senza che fosse convinto di aver veramente visto Gesù risorto?

La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo nella quale si  celebra la risurrezione di Gesù, avvenuta, nel terzo giorno dalla sua morte in croce. E’ scritto  nei Vangeli  che la domenica ci fu un terremoto ed un Angelo rotolò la pietra tombale spaventando i soldati che, su richiesta del Sinedrio presidiavano la tomba: Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.” (Matteo 28,2-4) Maria Maddalena (*1) si recò, con altre donne al sepolcro trovandolo vuoto: “Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.” (Giovanni 20,1)  –  “Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala  e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.”(Matteo 28,1) – “Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria, madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.  Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole.” (Marco 16,1-2) – “Ora nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto, esse, e altre donne con loro, si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato.” (Luca 24,1). Esse trovarono il sepolcro vuoto: “E dicevano tra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall’apertura del sepolcro?» Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate.” (Marco 16,3-5) – “E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro. Ma quando entrarono non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre se ne stavano perplesse di questo fatto, ecco che apparvero davanti a loro due uomini in vesti risplendenti; tutte impaurite, chinarono il viso a terra; ma quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti?”  (Luca 24, 2-5). Gli angeli rassicurarono le donne sulla risurrezione di Gesù: Ora, essendo esse impaurite e tenendo la faccia chinata a terra, quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi come vi parlò, mentre era ancora in Galilea, dicendo che il Figlio dell’uomo doveva esser dato nelle mani di uomini peccatori, essere crocifisso e risuscitare il terzo giorno». Ed esse si ricordarono delle sue parole. (Luca 24,5-8) – “Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto» (Matteo 28,5-7) – Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». (Marco 16,6-7) –  Gesù apparve per primo a Maria Maddalena e alle pie donne – Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala (Marco 16,9) – “Ma Maria era rimasta fuori del sepolcro a piangere. E, mentre piangeva, si chinò dentro il sepolcro, e vide due angeli, vestiti di bianco, che sedevano l’uno al capo e l’altro ai piedi del luogo, dove era stato posto il corpo di Gesù. Essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Ella rispose loro: «Perché hanno portato via il mio Signore, e io non so dove l’abbiano posto». (Giovanni 20, 11-13) e Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». (Giovanni 20, 14-17) – Esse dunque si allontanarono in fretta dal sepolcro con spavento e con grande gioia; e corsero a darne la notizia ai suoi discepoli. E mentre andavano per dirlo ai discepoli, ecco Gesù venne loro incontro e disse: «Salve!». Allora esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. Quindi Gesù disse loro: «Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e che là mi vedranno». (Matteo 28,8-10). All’inizio  Ed esse, uscite prontamente, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremore e stupore; e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura.” (Marco 16,8) ma poi andarono a raccontare dell’evento gli Apostoli e i fratelli del Signore, come aveva raccomandato Gesù: Al loro ritorno dal sepolcro, raccontarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri.  Ora quelle che riferirono queste cose agli apostoli erano Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo e le altre donne che erano con loro. Ma queste parole parvero loro come un’assurdità; ed essi non credettero loro. Pietro tuttavia, alzatosi, corse al sepolcro e, chinatosi a guardare, non vide altro che le lenzuola che giacevano da sole; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé di quanto era accaduto.” (Luca 24, 9-12). Le donne andarono a Gerusalemme per avvisare gli Apostoli e Gesù apparve anche a loro: E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.” (Luca 24,33-37) – Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». (Giovanni 20,18-26) – Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Matteo 28,16-20) – Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.”  (Marco 16,14-20). Della risurrezione di Gesù ne parlano gli Apostoli, soprattutto San Paolo San Paolo che  nella  lettera ai Corinzi sostiene che la risurrezione è conforme alle scritture: Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, 4 che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture,” (San Paolo – 1Corinzi 15,3-4) ed in quella ai Romani afferma: riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo nostro Signore,”  (Romani 1,3-4) ed in quella a Timoteo: Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risorto dai morti secondo il mio evangelo,” (2Timoteo 2,8). Secondo gli Atti degli Apostoli, attribuiti dalla Tradizione all’evangelista Luca: “Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di lui, come anche voi sapete, egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste. Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte, poiché non era possibile che fosse da essa trattenuto.” (Atti 2,22-24). San Paolo da anche testimonianza delle persone che videro fisicamente Gesù: Ora, fratelli, vi dichiaro l’evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano. Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e poi ai dodici. In seguito apparve in una sola volta a più di cinquecento fratelli, la maggior parte dei quali è ancora in vita, mentre alcuni dormono già. Successivamente apparve a Giacomo e poi a tutti gli apostoli insieme. Infine, ultimo di tutti, apparve anche a me come all’aborto.” (1Corinzi 15,1-8), lo stesso fa l’evangelista Luca negli Atti: Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.” (Atti 2.32). Della tomba vuota di Gesù ne danno testimonianza le stesse autorità romane, infatti è stata rinvenuta a Nazareth una lastra di marmo (nota come iscrizione o lapide di Nazareth) recante una iscrizione greca in 22 righe, riportante la prescrizione della pena capitale per chi avesse asportato cadaveri dai sepolcri dove è riportato un Editto dell’Imperatore Tiberio, dovuto alle pressioni del sinedrio ebraico e al Prefetto Ponzio Pilato per la tomba vuota che per le autorità ebraiche era dovuta al furto del cadavere ad opera dei discepoli di Gesù.  Una fonte non cristiana della risurrezione di Gesù è il cosiddetto Testimonium Flavianum, come viene  indicato un passo contenuto nelle Antichità Giudaiche scritte, presumibilmente negli anni 90 d.C. dallo storico ebreo Flavio Giuseppe (nome ebraico Yosef ben Matityahu e romano Titus Flavius Iosephus) dove è scritto: « Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità e attirò a sé molti giudei e anche molti dei greci. Questi era il Cristo. E quando Pilato per denunzia degli uomini notabili fra noi lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato.Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d’altre meraviglie riguardo a lui. Ancora oggi non è venuta meno la tribù di quelli che da costui sono chiamati cristiani.» (Giuseppe Flavio – Antichità Giudaiche,XVIII,63-64).In conclusione la forza del cristianesimo è legata indissolubilmente alla resurrezione, tanto che di far dire al  teologo Hans Küng che: «non fu la fede dei discepoli a risuscitare Gesù ma fu il resuscitato a condurli alla fede»

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Auguri di Buona Pasqua

Auguri di Buona Pasqua 

Ai nostri  fratelli in Cristo che festeggiano la Santa Pasqua, Grazia, Misericordia e Pace.

In nomine Patriis et Filii ed Spiritus Sancti. Amen

Auguri di Buona Pasqua

Cari fratelli,

oggi le Sante Chiese di Dio che seguono la tradizione ortodossa festeggiano la domenica delle Palme, ossia l’ingresso trionfale di Gesù nella città santa di Gerusalemme, a dorso d’asino ed osannato dalla folla, ma in Italia per i fedeli della Chiesa Cattolica  e delle altre Chiese Cristiane oggi si festeggia la Pasqua della resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Anche se rinchiusi nelle nostre case e nell’impossibilità di celebrare o partecipare ai sacri riti pasquali, uniamoci nella preghiera e, sia pure virtualmente, abbracciamoci come fratelli.

In questo momento di pandemia dove gli scienziati e nostri governanti ci consigliano di seguire norme di protezione e restare in isolamento approfittiamone per riflettere sul senso della Pasqua, un evento unico  e rivoluzionario, perché Dio prima liberò i suoi fedeli dalla schiavitù per indicargli una strada di libertà e poi, con il suo sacrificio e la sua resurrezione di Gesù chi ha resi suoi figli, ci ha liberato dalle catene del peccato ancestrale e indicato la via delle nostra rinascita spirituale.

Per i cristiani la Pasqua è la Festa della Fede dove tutti i cristiani sono tenuti a rinascere e portare la buona novella tra le genti, come ha ribadito Gesù ai suoi discepoli quando, dopo la resurrezione disse: andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura (Mt 16,9:20) poiché come il padre ha mandato me io mando voi (Gv 20,21).

In questo giorno preghiamo per tutte le vittime dell’epidemia che sta flagellando il nostro popolo e l’intera umanità, per i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine, i governanti e tutti coloro che combattono per la difesa della nostra salute e della nostra vita, ma nello stesso momento non dimentichiamo di curare la salute dell’anima e che il fine dell’uomo è quello ricongiungersi a Dio (theosis), pertanto  perdoniamo i nostri nemici e accogl

iamo Dio nei nostri cuori.

Christòs anèsti ek nekròn,  thanàto thànaton patìsas,  ke tis en tis mnìmasi  zoìn charisàmenos.

Cristo è risorto dai morti, con la morte ha distrutto la morte, dando in grazia la vita a coloro che giacevano nei sepolcri.

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E’ stata sottoscritta, tra la  Chiesa Ortodossa Italiana, rappresentata   da    mons.  Filippo  Ortenzi,  e  la  Iglesia  Catolica Apostolica Ortodoxa del Perù – I.C.A.O.T,  rappresentata  da vladyka Francisak (al secolo Angel Ernesto Moran Vidal),   chiesa in relazione ufficiale con il Patriarcato Siriano Ortodosso del quale rappresenta la Nunziatura Peruviana  e la Missione Apostolica per il Brasile e l’America Latina,  in   obbedienza alla parola di Nostro Signore  Gesù   Cristo      “perché tutti siano una cosa sola “     (Giovanni XVII,20) ed in base alla totale osservanza   dei Santi Canoni della  Santa    Chiesa    Ortodossa,       la piena intercomunione  sacrale,   liturgica  e canonica tra le nostre Chiese.  Le nostre Chiese  mantengono  una  comunità  di  fede    assoluta trasmessa dagli Apostoli, credono nei primi 7 concili ecumenici,  hanno valide linee di successioni apostoliche, professano invariato il credo niceno-costantinopolitano, riconoscono i sette misteri ( sacramenti), praticano il sacerdozio per gli uomini come stabilito da nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo, scegliendo dodici uomini come suoi discepoli e ammettono anche le donne al sacro servizio diaconale.

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