San Giovanni Battista, che fosti chiamato da Dio a preparare la via al Salvatore del mondo e invitasti le genti alla penitenza e alla conversione, fa’ che il nostro cuore sia purificato dal male perché diveniamo degni di accogliere il Signore. Tu che avesti il privilegio di battezzare nelle acque del Giordano il Figlio di Dio fatto uomo e di indicarlo a tutti quale Agnello che toglie i peccati del mondo, ottienici l’abbondanza del doni dello Spirito Santo e guidaci nella via della salvezza e della pace. Amen
San Giovanni Battista, il precursore, è uno dei santi più venerati dalla cristianità e non solo, essendo venerato come profeta anche dall’Islam e dai Mandei (una religione gnostica monoteista presente in Iraq e Iran). Era figlio di Elisabetta e nipote di Esmeria, sorella di Anna, madre di Maria e, pertanto, era coetaneo di Gesù (era nato sei mesi prima del Salvatore) col quale era legato da vincoli di parentela (cugino di secondo grado). E’ definito il “precursore”, essendo l’ultimo Profeta che preparò il popolo alla venuta del Messia, egli predicò nel deserto, ma anche a Gerusalemme e in «tutto il paese d’intorno al Giordano» (Matteo 3:5). Era un nazir (o nazireo), ossia una persona che si era consacrato a Dio, e come tale era tenuto al rispetto di alcune norme, le cui prescrizioni sono presenti nel Libro dei Numeri (6,1-21) e nel Libro dei Giudici(Gc13,1-14) quali: divieto di mangiare cibi impuri o provenienti dalla vigna, bere vino o altre bevande alcoliche, tagliarsi la barba e i capelli, toccare cadaveri ecc.
E’ definito la vox clamantis in deserto (la voce di uno che grida nel deserto) avendo predicato prevalentemente nello Midbar Yehude, o Deserto di Giuda, e sulle rive del fiume Giordano, dove conduceva una vita di predicazione, preghiera e penitenza, vestito di pelli di dromedario con una cintura di pelle attorno ai fianchi e nutrendosi di cavallette (in particolare locuste del deserto o schistocerca gregaria) e miele selvatico (Marco 1,6), Sulle rive del Giordano oltre la predicazione effettuava riti di purificazione in particolare il battesimo di penitenza che accompagna l’annuncio della venuta del Messia annunciato dai profeti. Gesù, prima di iniziare la sua missione evangelica, si fece battezzare da Giovanni sulle rive del Giordano e in tale occasione il Battista lo riconobbe come “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Giovanni 1,29) e in quell’occasione Dio stesso si manifestò dicendo: “questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Matteo 3,13-17).
San Giovanni non poté seguire Gesù in quanto fu arrestato su ordine del re Erode e morì martire, decapitato su richiesta di Erodiade. Sant’Andrea, fratello di san Pietro, “il primo chiamato”, era un discepolo di Giovanni. La sua figura è legata al battesimo, alla rigenerazione, alla rinascita e, in Sicilia, in ricordo del Battesimo di Gesù è ritenuto il patrono dei compari e delle comari di battesimo.
Nella notte tra il 23 e 24 giugno si procede alla benedizione dell’acqua di san Giovanni, che oltre ad un potere di purificazione carica le persone di un’energia nuova avendo poteri purificatori e curativi, secondo la tradizione quest’acqua santificata porta anche prosperità, salute, amore e fortuna.
Il giorno che precede la nascita di san Giovanni in una bacinella si immergono nell’acqua fiori ed erbe aromatiche, preferibilmente di dodici qualità diverse (come gli apostoli o le dodici tribù d’Israele), ogni pianta selvatica va bene: malva, papaveri, rosmarino, camomilla, rose, menta, artemisia, salvia, lavanda ecc.
Il tutto deve essere tenuto all’aperto e starci tutta la notte, in modo da raccogliere anche la rugiada del mattino, la mattina del 24 il sacerdote effettua il rituale di santificazione delle acque.
Quest’anno nella magione templare di Rocca d’Arazzo (La Ròca d’Arass), una località collinare dell’astigiano, mons. Giacomo di Seborga (al secolo Gian Claudio Doglione), Gran Priore dell’Ordine Monastico Templare della Pietà del Pellicano ed episcopo della Diocesi di Saluzzo – Seborga, nella notte tra il 23 e 24 giugno, prima della effettuazione del rito di santificazione dell’acqua di san Giovanni, ha ordinato un nuovo diacono, padre Andrea Parodi, che andrà a dirigere la costituenda Missione “San Giovanni Battista” di Nizza Monferrato.
“Signore Gesù Cristo mite e umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di questa giornata e fa che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen”.
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ricevo da chiesa ortodossa piemonte torinoil,12 al,24,, visita pastorale carceri,,,,con benedizione acqua di san ,giovanni,,,e incluso ilcarcere di vercelli,in quanto,ne il,sindaco,o,il,garante carcere o,,il,arcivescovo,,ne sanno,o,sono al corrente nonostante mia iniziativa di,portare il dovuto cartaceo,ricevuto,grazie,,,.una risposta ,pf,,da siculo,vi ricordo sud italia e greci ortodossi da secoli,in sicilia etc,