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La Bibbia Ortodossa, Legazione Apostolica in India

La Chiesa Ortodossa Italiana, come riportato al comma 1 del Canone 73 del Codex Canonum (Canone Biblico della Chiesa Ortodossa Italiana – vedi 1), riconosce come ispirata la versione greca dell’Antico Testamento, detta dei Settanta o Septuaginta. Quest’ultima è indicata con la sigla del numerale romano LXX o, secondo la numerazione greca, con la lettera Omicron seguita da un apice (Ο’).

La Septuaginta è la versione della Bibbia commissionata dal faraone Tolomeo II Filadelfo (285-246 a.C.) alle autorità religiose del Tempio di Gerusalemme per la Biblioteca di Alessandria. Secondo la tradizione, fu scritta da 72 eruditi (scribi), sei per ognuna delle dodici tribù d’Israele.

La Bibbia dei LXX costituisce tuttora la versione liturgica dell’Antico Testamento per le Chiese ortodosse. Attualmente, invece, la Chiesa Cattolica e quelle protestanti hanno abbandonato la Septuaginta in favore della versione masoretica ebraica, partendo dal presupposto che quest’ultima sia più fedele al testo originale.

Va precisato che ai tempi di Gesù la maggioranza degli Israeliti seguiva il Canone Alessandrino (la Bibbia dei LXX), mentre altri adottavano il Canone Samaritano (composto dal Pentateuco e dal Libro di Giosuè, simili alla versione greca). I sadducei, ovvero la casta sacerdotale che dominava il Tempio di Gerusalemme, ritenevano canonica soltanto la Torah o Pentateuco. Erano inoltre diffusi i Libri di Enoch, citati anche nel Nuovo Testamento (Giuda 14-15 ed Ebrei 11,5), oggi accolti soltanto nei canoni delle Chiese Ortodosse di Etiopia ed Eritrea.

Nel 75 d.C., a Jamnia (attuale Yavne, in Israele), si svolse un concilio giudeo-farisaico che codificò la Tanakh (o Bibbia Ebraica) nel cosiddetto Canone Palestinese. Questo termine, tuttavia, dalla seconda metà del XX secolo è stato rifiutato dall’ebraismo giudaico, che preferisce chiamarlo semplicemente Bibbia Ebraica. Attualmente, il testo è in uso presso la maggioranza degli ebrei e delle Chiese protestanti. Tuttavia, alcune comunità ebraiche hanno mantenuto tradizioni diverse: gli ebrei caraiti, come gli antichi sadducei, riconoscono soltanto la Torah, mentre i Beta Israel (Falasha) adottano un canone molto più ampio di quello masoretico, comprendente anche libri propri.

Infine, gli esseni avevano un canone differente, in cui non era presente il Levitico, poiché si opponevano fermamente ai sacrifici animali. Nella loro Regola della Comunità (9.4-5) si legge infatti:

“Essi espieranno la ribellione colpevole e i peccati di infedeltà affinché possano ottenere amorevole benignità per la Terra, senza la carne degli olocausti e il grasso del sacrificio. E la preghiera offerta giustamente sarà come un profumo accettabile di giustizia, e la perfezione del cammino come un’offerta libera e gradita.”

Sua Beatitudine Filippo Ortenzi

Legazione Apostolica in India

Sir John Martin Thomas, imprenditore e mahārāja indiano, è stato ufficialmente nominato Legato Apostolico della Chiesa Ortodossa Italiana per la Repubblica dell’India (Bhārat Gaṇarājya). Oltre a ricoprire questo prestigioso incarico, gli è stato conferito anche il titolo di Apocrisario presso le altre Chiese ortodosse autoctone, con il compito di mantenere e rafforzare il dialogo ecumenico tra le diverse tradizioni cristiane presenti nel subcontinente indiano.

In riconoscimento del suo impegno e della sua autorevolezza nel campo delle tradizioni nobiliari e araldiche, Sir John Martin Thomas è stato inoltre inserito nella Consulta Araldico-Nobiliare della Chiesa Ortodossa Italiana (C.O.I.). Questa nomina sottolinea il suo ruolo di custode delle antiche tradizioni cavalleresche e nobiliari, valorizzando il patrimonio culturale e storico delle dinastie aristocratiche legate alla Chiesa Ortodossa Italiana.

Grazie alla sua duplice esperienza, sia nel settore imprenditoriale che in quello religioso, Sir John Martin Thomas rappresenta un ponte significativo tra la spiritualità ortodossa e il contesto culturale indiano, contribuendo a una maggiore diffusione e comprensione del cristianesimo orientale nel Paese.

Nella Luce Divina

Copertina del libro Nella Luce Divina

Il Codex Canonum è contenuto nel libro Nella Luce Divina (Libro dei Rituali della Chiesa Ortodossa Italiana), a cura di Filippo Ortenzi e Giovanni Maddamma. Questo testo rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la disciplina ecclesiastica, la liturgia e la dottrina della Chiesa Ortodossa Italiana, raccogliendo norme, consuetudini e principi ispirati alla Tradizione ortodossa.

Coloro che ne fossero sprovvisti e desiderassero ottenerne una copia possono farne richiesta, previa adeguata donazione, contattando la Chiesa Ortodossa Italiana all’indirizzo e-mail chiesaortodossaitaliana@gmail.com o telefonando al numero 06 21119875.

 

 

Sir John Martin Thomas, neo Legato Apostolico e Apocrisario per l’India

Cancelleria