Il 17 gennaio nelle Parrocchie e Missioni della nostra Chiesa si commemora Sant’Antonio il Grande (noto anche come Sant’Antonio Abate), monaco eremita egiziano vissuto a cavallo del III e IV secolo che è universalmente riconosciuto quale patrono degli animali domestici. In tale data nei paesi contadini si accende la focara (ossia un falò, simbolo purificatore che brucia il male dell’anno passato e rigenera forza di guarigione) e il sacerdote procede alla benedizione degli animali, una volta prevalentemente asini, muli e buoi, oggi … cani, gatti e canarini. Anche quest’anno Sua Beatitudine Filippo I di Roma, ha effettuato il rito benedizionale (posticipato a domenica 19 in quanto il 17 veniva di venerdì) in provincia di Frosinone, l’anno passato nel Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Boville Ernica) e quest’anno nella Chiesa di San Michele Arcangelo di Frosinone (nella foto sottostante insieme a due fedeli con i rispettivi cani), della quale è parroco padre Sergio Arduini. La Bibbia ci insegna che gli animali furono creati prima dell’uomo (Gen 1,24-25 – Dio disse: «La terra produce esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.).
Dio dà all’uomo il potere di dare un nome agli animali e Gesù nelle parabole del buon pastore ci insegna “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.” (Gv. 10,11) ed ancora: “Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita”(Gv. 10,14-17). E un buon pastore non abbandona mai una pecora: “Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?” (Lc 15,4) e conosce ogni pecora a lui affidata “chiama le sue pecore, ciascuna per nome” (Gv 10,3). I Santi Antonio il Grande e Francesco d’Assisi ci ricordano che noi dobbiamo amare tutte le creature che Dio ci ha assegnato e che dobbiamo essere più che i possessori, i custodi del Creato e delle sue Creature.
Si è svolta, sul litorale romano e, precisamente sul territorio di Ostia Antica, una preghiera per l’unità dei cristiani, che ha visto insieme esponenti della Chiesa Cattolica (don Franco Nardin, don Leonardo e don Giovanni), evangelica (pastori: Giuseppe e Mario Basile, Carmelo D’Amico, Max, Kie Antonello, Silvio, Teresa Caputo e Naiche Di Salvo) e ortodossa (pope Andrei della Chiesa Ortodossa Rumena e S.B. Filippo Ortenzi della Chiesa Ortodossa Italiana). L’incontro, iniziato con il “Canto del Trisagio” guidato da Andrea Collacciani, si è tenuto in aperta campagna, davanti ai ruderi della Basilica Paleocristiana di Pianabella, poco fuori Porta Laurentina,
edificio creato nel V secolo ed attivo fino al IX, realizzato in una zona rurale per uso prevalentemente funerario per ospitare sepolture collettive disposte presso la tomba di santi martiri.
La professoressa Paola Nardecchia ha illustrato la storia della basilica che, andata in disuso dopo che le tombe dei martiri furono portate a Roma, fu successivamente sconsacrata, spoliata, depredata e utilizzata come cava di materiali di costruzioni.
Si è svolta in località Licinia di Spoleto, con celebrazione all’aperto, la commemorazione di San Ponziano da Spoleto. Dal Martirologio Romano: “Presso Spoleto in Umbria, san Ponziano, martire, che si tramanda sia stato per Cristo atrocemente battuto con le verghe al tempo dell’imperatore Antonino e infine trafitto con la spada”.
Dopo una processione sui luoghi del Santo, padre Giuseppe Lana, parroco di Spoleto, ha celebrato una Divina Liturgia al termine della quale i partecipanti si sono riuniti in un’agape fraterna (al sacco).
Diocesi del Mercurion
A Fra Giovanni, vescovo di Bari e Superiore Generale della Fraternità di San Francesco è stata assegnata anche la guida della Diocesi del Mercurion, con giurisdizione sulla Calabria e la provincia lucana di Potenza.
Mons. Giovanni ha nominato quale suo Vicario Episcopale e protosincello padre Alfredo Catracchia, Pro Rettore dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita e parroco della Pustinia/Parrocchia di Sain Hilarion e Sant’Efrem il Siro di Catanzaro.
La Parrocchia di San Nicola di Myra di Campomarino (CB). organizza, in presenza, tutti gli ultimi sabati del mese, dalle ore 16 alle ore 17,30 una Catechesi e Studio della Scrittura diretta da mons. Gianni De Paola
(per informazioni: tel. +39 3400918314)
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