AFFILE

Sulle orme di san Benedetto

 

Domenica 21 novembre, nella Chiesa di san Pietro, sita nel vecchio cimitero dismesso di Affile, è stata celebrata, alla presenza ddell’arcivescovo mons. Filippo Ortenzi, da padre Barnaba (al secolo Sergio Arduini) e dal corepiscopo mons. Alessandro di Roma (Alessandro Frezza) una divina liturgia nel paese dove si è verificato il primo miracolo di san Benedetto da Norcia. Affile (antica Eufide), è una cittadina di 1.500 abitanti, sita sui monti affiliani, adiacente agli altopiani di Arcinazzo e facente parte della Comunità Montana dell’Aniene. La Chiesa di San Pietro è (notizie dal sito comunale) “ sicuramente la chiesa più antica di Affile, posta sull’anonimo colle e impersona uno dei primi luoghi di culto cristiano nella Valle dell’Aniene, tanto che si può farla risalire ad epoca paleocristiana. Dedicata al principe degli Apostoli, è stata in anni recenti inserita nel contesto cimiteriale comunale. Nel 494 d.C. S. Benedetto da Norcia, all’età di 17 anni, decide di abbandonare i suoi studi e di allontanarsi dall’ambiente decadente e corrotto di Roma, per dedicarsi alla vita eremitica. Si reca quindi ad Affile, accompagnato dalla sua nutrice

Cirilla.  Ad Affile e proprio grazie a Cirilla, San Benedetto compì il suo primo miracolo! Si narra che Cirilla avesse chiesto in prestito alle donne del paese un setaccio per il grano, forse di terracotta, che si ruppe in due parti. Affranta dal dispiacere, tornando a casa S. Benedetto trovò la nutrice in lacrime: talmente commosso dalla scena, il giovane si mise a pregare tenendo in mano i pezzi dell’arnese. La sua devozione fu tale che, miracolosamente al termine della preghiera il setaccio era nuovamente ricomposto! Venuti a conoscenza dell’evento, gli abitanti del paese vollero appendere il setaccio sopra la porta della chiesa, perché a tutti fosse noto il miracolo. Si dice che per molti anni ancora rimase lì. Tanto clamore suscitò il prodigio che a San Benedetto, giunto ad Affile proprio per schivare la folla, non rimase che fuggire di nascosto, anche dalla sua nutrice. Ritirandosi in una località deserta poco distante: Subiaco, dove in solitudine il santo compose la sua regola, fondamentale per il monachesimo occidentale”.

(nelle foto in alto sopra la Chiesa di san Pietro e sotto padre Barnaba, padre Alessandro e il vescovo Filippo)

 

Il 21 novembre è il giorno nel quale le chiese cristiane fanno memoria dell’entrata di Maria al tempio e mons. Filippo di Roma (Filippo Ortenzi),  nella sua omelia ha ricordato l’evento, ricordando come Maria fosse figlia di Giovacchino ed Anna, e che è nata in una famiglia benestante, come anche Gesù e che la narrazione che Gesù fosse nato in una famiglia povera è completamente falsa. Ha ricordato altresì la figura di san Benedetto, patrono d’Europa, la sua riforma del monachesimo occidentale, la sua Regula monasteriorum, che è stata la base del monachesimo europeo medioevale e non solo. Come Benedetto nella sua Regola introdusse la norma della stabilitatis loci che poneva fine al fenomeno, tipicamente occidentale, dei monaci vacanti decretando l’obbligo per un monaco di risiedere tutta la vita nello stesso monastero e la più famosa ora et labora. Ha ricordato come dette disposizioni indispettirono dei monaci che non amavano di cambiare il loro comportamento  (conversio morum) e per questo a Subiaco tentarono anche di avvelenarlo. Mons. Filippo ha ricordato altresì come la cultura europea deve molto al monachesimo benedettino in quanto fu grazie ai monaci amanuensi che sui loro scriptorium ci hanno tramandato, ricopiando a mano parola per parola, non soltanto i libri sacri ma anche i testi della cultura greco-romana quasi completamente scomparsi dopo le invasioni barbariche.

Il vescovo Filippo ha consegnato una crux meriti al sindaco di Affile,  Ercole Viri, con croce di San Benedetto,  per l’opera di valorizzazione del territorio e per il tentativo, in un momento di scristianizzazione strisciante del nostro popolo, di rivitalizzazione della spiritualità benedettina. 

La Chiesa Ortodossa Italiana si prefigge di ritornare a cwlwbrare periodicamente ad Affile, costituendo all’uopo una apposita “Missione san Benedetto” , che dipenderà dalla Parrocchia san Michele Arcangelo di Frosinone. Padre Barnaba che, oltre Frosinone è anche Rettore del Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Comune di Boville Ernica) curerà personalmente, con l’ausilio dei sacerdoti che manderà a supportarlo l’Arcidiocesi di Roma, detta comunità. Fatto positivo è che, nonostante non sia stata fatta alcuna pubblicità pubblica, diversi cittadini affiliani hanno partecipato alla liturgia, tanto che diversi sono rimasti anche fuori della Chiesa.

Oltre il vescovo Filippo, il corepiscopo Alessandro e padre Barnaba, alla Divina Liturgia ha partecipato anche padre Sebastiano Nicolcea (nella terza foto vicino padre Barnaba – sopra il vescovo Filippo consegna al Sindaco di Affile, Ercole Viri la pergamena di crux meriti e la croce di san Benedetto)

 

Nella foto a fianco dei fedeli fuori della Chiesa

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045

                     

Cancelleria

View Comments

    • Ottima spiegazione e articoli giornalistici che descrivono l'opera pia della chiesa ortodossa cattolica italiana autocefala.