“Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.” (dal Vangelo secondo Luca 24:1-12)
In questo momento che pone ortodossi contro ortodossi e cristiani contro cristiani, la nostra Chiesa ha celebrato la Pasqua in tutta Italia, con significative, anche in termini di presenze, cerimonie a Roma.
Nella Chiesa dei Santi Imperatori Costantino ed Elena di Roma si sono svolte le cerimonie della settimana santa, dalla domenica delle Palme alla Pasqua, che hanno visto celebrante padre Giovanni Pricop ed alle quali ha partecipato il nostro Metropolita Sua Beatitudine Filippo Ortenzi. Il giorno del grande e Santo Giovedì mons. Filippo ha provveduto alla consacrazione del Sacro Myron e venerdì è stata effettuata una processione al termine della quale è stato accolto alla fede ortodossa, tramite crismazione, effettuata da mons. Filippo e dallo ieromonaco padre Elia, Priore Generale Vicario dell’Ordine di Sant’Antonio – Monaci Antoniani, il sig. Giuseppe De Sole, che è stato accolto come postulante antoniano.
Nella notte tra il Sabato e la domenica si è svolto il Lucernaio (Liturgia delle Luci). Il sacerdote ha distribuito il fuoco nuovo e la luce delle candele ai numerosi fedeli presenti. Le luci rappresentano il simbolo di Gesù risorto che vince le tenebre del male, la luce che aveva illuminato il Sepolcro del Signore dopo la resurrezione di Cristo. L’assemblea si è poi radunata fuori della chiesa, alla cerimonia, effettuata da padre Giovanni Pricop, oltre Sua Beatitudine mons. Filippo di Roma, hanno partecipato diversi membri del clero: il corepiscopo padre Alessandro Frezza, lo ieromonaco padre Elia (Vittorio Favazzo), padre Sergio Arduini e padre Alexandru Nicolae Margine.
Fuori Roma va segnalato un evento importante, come ben sapete nella nostra Chiesa vengono effettuati anche Riti di Fidanzamento, e al riguardo formuliamo i migliori auguri ai signori Paolo Tocco e Priscilla Albanesi, che hanno voluto unire i loro cuori il giorno della Pasqua Ortodossa, presso la Parrocchia Sant’Efisio di Cagliari. La cerimonia è stata effettuata da mons. Roberto Pinna, corepiscopo e decano della Chiesa Ortodossa Italiana per la Sardegna.
Cari fratelli e sorelle “Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!” (1 Cor 5,7). Risuona in questo giorno l’esclamazione di san Paolo nella Lettera ai Corinzi. È un testo che risale ad appena una ventina d’anni dopo la morte e risurrezione di Gesù, eppure contiene già, la piena consapevolezza della novità cristiana. Il simbolo centrale della storia della salvezza – l’agnello pasquale – viene qui identificato in Gesù, chiamato appunto “nostra Pasqua”. La Pasqua ebraica, memoriale della liberazione dalla schiavitù d’Egitto, prevedeva ogni anno il rito dell’immolazione dell’agnello, un agnello per famiglia, secondo la prescrizione mosaica. Nella sua passione e morte, Gesù si rivela come l’Agnello di Dio “immolato” sulla croce per togliere i peccati del mondo.
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