Presentazione di Gesù al Tempio

Presentazione di Gesù al Tempio

Presentazione di Gesù al Tempio 

Hypapante o Candelora

 

Il 2 febbraio viene celebrata la Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, nota nel mondo ortodosso come Hypapante (Incontro) e in occidente come Candelora. Nel Vangelo di Luca (capitolo 2) è riportato che la Sacra Famiglia, in ottemperanza alla legge ebraica, si recò al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, per offrire il suo primogenito e compiere il rito legale della sua purificazione. Riportiamo da Santi e Beati (www.santiebeati.it): “L’incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l’aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo, poiché quaranta giorni dopo la sua divina maternità la profezia di Simeone le fa intravedere le prospettive della sua sofferenza: “Una spada ti trafiggerà l’anima”: Maria, grazie alla sua intima unione con la persona di Cristo, viene associata al sacrificio del Figlio.”     

Luca 2,22-39

22 Quando poi furono compiuti i giorni della purificazione di lei secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, 23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà chiamato santo al Signore», 24 e per offrire in sacrificio, come è detto nella legge del Signore, un paio di tortore o due giovani colombi.

Simeone e Anna

25 Or ecco, vi era a Gerusalemme un uomo chiamato Simeone; quest’uomo era giusto e pio e aspettava la consolazione d’Israele; e lo Spirito Santo era su di lui. 26 E gli era stato divinamente rivelato dallo Spirito Santo, che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. 27 Egli dunque, mosso dallo Spirito, venne nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù, per fare a suo riguardo quanto prescriveva la legge, 28 egli lo prese tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29 «Ora, Signore, lascia che il tuo servo muoia in pace secondo la tua parola, 30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza 31 che tu hai preparato davanti a tutti i popoli; 32 luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». 33 E Giuseppe e la madre del bambino si meravigliavano delle cose che si dicevano di lui. 34 Poi Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre: «Ecco, costui è posto per la caduta e per l’innalzamento di molti in Israele e per essere segno di contraddizione, 35 e a te stessa una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 36 Vi era anche Anna, una profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser, la quale era molto avanzata in età, avendo vissuto dopo la sua verginità sette anni con il marito. 37 Ella era vedova e, sebbene avesse ormai ottantaquattro anni, non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38 Sopraggiunta ella pure in quel momento, lodava il Signore e parlava di quel bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme.

Gesù fanciullo in mezzo ai dottori

39 Ora, quando ebbero compiuto tutto quello che riguardava l’osservanza della legge del Signore, tornarono in Galilea, nella loro città di Nazaret.

Al Tempio Maria e Giuseppe incontrano Simeone e Anna. Simeone, definisce Gesù “luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele” (cfr Lc 2,30-32). Da qui, la festa del 2 febbraio assume il senso di “festa della luce“. L’origine di tale festa risale alla Chiesa di Gerusalemme (il cui primo vescovo fu Giacomo il Giusto, fratello del Signore) e, successivamente,  ebbe enorme diffusione in Oriente ed anche in Occidente, soprattutto in Gallia e nel rito gallicano (una variante del quale è in uso anche dalla Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala) dove iniziò l’usanza di celebrare l’avvenimento con solenne processioni e con e la benedizione delle candele (da cui il termine “candelora”).

Sua Ecc. Rev.ma Filippo di Roma, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

 

 

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